Il Fatto Quotidiano: Autonomia, giustizia, premierato: che fine hanno fatto le tre riforme promesse dal governo Meloni? Non bella

Con il successo del No al referendum anche la terza delle tre riforme istituzionali promesse dal governo Meloni rimane ferma al palo. Al voto popolare si è arrivati in forza dell’accordo tra i tre principali partiti di governo: per Forza Italia proprio la legge sulla separazione delle carriere dei magistrati, per Fratelli d’Italia il premierato, per la Lega l’autonomia differenziata.
Se sulla riforma della Giustizia i risultati sono sotto gli occhi di tutti, bisogna ricordare che il premierato, approvato dal Senato il 18 giugno 2024, è dal luglio successivo fermo in commissione Affari costituzionali della Camera. E lì probabilmente rimarrà, a questo punto definitivamente. Il percorso verso l’autonomia differenziata, delineato dalla legge 86/2024, ha subito uno stop ed è stato “smontato” dalla Consulta. E visto il trionfo netto del No ieri al sud, anche il ddl Calderoli sulla definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep), i cui emendamenti devono essere votati dalla commissione Affari costituzionali della Camera, potrebbe avere la strada in salita, anche se il ministro per le Autonomie Roberto Calderoli – alla domanda se la bocciatura della riforma della giustizia e le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia, Delmastro, avranno conseguenze sul governo – si è limitato a dire: “Io penso all’autonomia e al resto e basta“. E sul completamento della riforma dell’autonomia differenziata, ha tagliato corto: “L’autonomia per me sta meglio”.
Non si ferma invece la riforma elettorale: martedì 31 marzo prenderà il via l’iter in commissione Affari costituzionali della Camera. Insomma le riforme che dovevano cambiare il Paese sono ferme e lo resteranno in buona parte. La legge per cambiare le regole del gioco invece diventano prioritarie.
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Autonomy, justice, premiership: what happened to the three reforms promised by the Meloni government? Not good.

With the success of the No to the referendum, the third of the three institutional reforms promised by the Meloni government remains stalled. The popular vote was achieved thanks to the agreement between the three main governing parties: for Forza Italia, specifically the law on the separation of judicial careers, for Fratelli d’Italia, the premierate, and for the Lega, differentiated autonomy.

While on the reform of Justice, the results are obvious to everyone, it is important to remember that the premierate, approved by the Senate on June 18, 2024, has been stalled in the Chamber’s Constitutional Affairs Committee since July of the following month. And there it will likely remain, definitively at this point. The path towards differentiated autonomy, outlined by law 86/2024, has been stopped and “disassembled” by the Constitutional Court. And given the clear victory of the No in the South yesterday, the draft law Calderoli on the definition of Essential Performance Levels (EPs), whose amendments must be voted on by the Chamber’s Constitutional Affairs Committee, could also face an uphill battle, although Minister for Autonomy Roberto Calderoli – when asked whether the rejection of the Justice reform and the resignation of the Undersecretary for Justice, Delmastro, would have consequences for the government – limited himself to saying: “I’m thinking about autonomy and the rest, and that’s it.” And regarding the completion of the differentiated autonomy reform, he cut to the chase: “Autonomy is better for me.”

However, the electoral reform does continue: Tuesday, March 31st will mark the start of the proceedings in the Chamber’s Constitutional Affairs Committee. In short, the reforms that were supposed to change the country are stalled and will remain so to a large extent. The law to change the rules of the game instead become a priority.

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#Meloni #third #ForzaItalia #Fratellid’Italia #Justice #Senate #South #Calderoli #RobertoCalderoli #Delmastro #IlFattoQuotidiano

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Autonomia, giustizia, premierato: che fine hanno fatto le tre riforme promesse dal governo Meloni? Non bella

Il percorso di riforme istituzionali del governo che sarebbe dovuto culminare nel premierato si è inceppato. Avanti invece l'iter della legge elettorale

Il Fatto Quotidiano

LA NOTIZIA: Sondaggi politici, l’effetto referendum ancora non c’è: cosa succederebbe se si votasse oggi

L’effetto del referendum sulla giustizia ancora non si può vedere. Gli ultimi sondaggi non possono ancora considerare le conseguenze della vittoria del No. Così, per il momento, la rilevazione di Swg per il TgLa7 non mostra importanti movimenti tra i principali partiti, non considerando ancora gli effetti del voto.
Poco cambia tra le principali forze, con Fratelli d’Italia in testa davanti al Pd e al Movimento 5 Stelle. A guadagnare qualche consenso sono soltanto Fratelli d’Italia e Lega tra i primi partiti, mentre è Italia Viva a guadagnare più consensi tra quelli dietro.
Sondaggi elettorali, pochi movimenti in testa
In testa c’è sempre Fratelli d’Italia, che nell’ultima settimana ha guadagnato un decimo di punto restando comunque ben al di sotto del 30%: il partito di Giorgia Meloni raggiunge il 29,5%, ma per il momento non risente degli effetti del referendum, che probabilmente si faranno sentire nelle prossime rilevazioni. All’opposto, nessun effetto anche per il Pd che quindi perde lo 0,2% e si ferma al 21,5%.
Discorso simile per il Movimento 5 Stelle, in calo dello 0,1% e attualmente al 12,2%. Calo di due decimi di punto per Forza Italia, che torna così al di sotto dell’8%: attualmente si attesta al 7,8%. Resta staccata però la Lega, nonostante un recupero dello 0,2%: il Carroccio raggiunge il 6,8%. Leggermente indietro Verdi e Sinistra, che restano stabili al 6,6%.
In calo troviamo poi sia Azione (-0,1%) al 3,4% che Futuro Nazionale (-0,2%) al 3,3%. Chi, al contrario, guadagna consensi è Italia Viva, con due decimi di punto in più e dato al 2,5%. In lieve calo +Europa (-0,1%) all’1,4% mentre guadagna consensi Noi Moderati (+0,1%) all’1,2%. Salgono poi le altre liste: con tre decimi di punto in più raggiungono il 3,8%. Scende leggermente la quota di chi non si esprime, al 29%.
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Political polls, the referendum effect hasn’t happened yet: what would happen if we voted today.

The effect of the referendum on justice cannot yet be seen. Recent polls cannot yet consider the consequences of the No victory. Therefore, for the moment, the Swg survey for TgLa7 does not show significant movements among the main parties, not yet considering the effects of the vote.

Little changes between the main forces, with Fratelli d’Italia (Brothers of Italy) in the lead ahead of the Pd (Democratic Party) and Movimento 5 Stelle (Five Star Movement). Only Fratelli d’Italia and Lega (League) are gaining some consensus among the top parties, while Italia Viva is gaining more consensus among those behind.

Election polls, few movements at the top

Fratelli d’Italia is always in the lead, which in the last week gained a tenth of a point, remaining well below 30%: the party of Giorgia Meloni reaches 29.5%, but for the moment does not feel the effects of the referendum, which will probably be felt in the next surveys. Conversely, no effect also for the Pd, which therefore loses 0.2% and stops at 21.5%.

A similar situation for Movimento 5 Stelle, down 0.1% and currently at 12.2%. A decrease of two tenths of a point for Forza Italia, which returns below 8%: currently it stands at 7.8%. However, Lega remains detached, despite a recovery of 0.2%: the Carroccio reaches 6.8%. Slightly behind are Verdi (Greens) and Sinistra (Left), which remain stable at 6.6%.

Downwards we find both Azione (-0.1%) at 3.4% and Futuro Nazionale (-0.2%) at 3.3%. Conversely, Italia Viva is gaining consensus, with two tenths of a point more and data at 2.5%. Slightly down +Europa (-0.1%) at 1.4% while Noi Moderati (Moderate People) gain consensus (+0.1%) at 1.2%. Then other lists rise: with three tenths of a point more they reach 3.8%. The quota of those who do not express themselves decreases slightly to 29%.

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#Fratellid’Italia #BrothersofItaly #Movimento5Stelle #Lega(League #ItaliaViva #GiorgiaMeloni #ForzaItalia #below8% #Carroccio #Verdi #Greens #Sinistra #Azione #FuturoNazionale #+Europa #NoiModerati #first #LANOTIZIA

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Sondaggi politici, l’effetto referendum ancora non c’è: cosa succederebbe se si votasse oggi | LA NOTIZIA

Nei sondaggi non si sentono ancora gli effetti del referendum sulla giustizia e della vittoria del No: il quadro resta stabile.

LA NOTIZIA

L'Unità: Sondaggi politici elettorali: i partiti dopo il referendum sulla Giustizia, la prima indagine a urne chiuse

Pressioni in particolare sul ministero della Giustizia guidato dal ministro Carlo Nordio, al centro dell’attenzione mediatica per i casi Bartolozzi e Delmastro. Alta tensione su Palazzo Chigi dopo la prima sconfitta della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Sarà forse troppo presto per prevedere le conseguenze della vittoria del NO al referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia, non abbastanza per verificare lo stato dei partiti nei rilevamenti effettuati nei giorni subito precedenti e contemporanei al voto per il sondaggio SWG per il TgLa7. Sono d’altronde già partiti gli appelli e le convocazioni di primarie. Gli orientamenti di voto sono stati calcolati rispetto al voto del 16 marzo 2026.
Nessuna perdita per Fratelli d’Italia, apparentemente, comunque in vetta nettamente staccato rispetto al resto dei partiti: il partito della premier è al 29,5%. Partito Democratico segue al 21,5%, il Movimento 5 Stelle è al 12,2%. Giusto un punto percentuale divide Forza Italia dalla Lega, al 7,8% e al 6,8%. Stabile l’Alleanza Verdi e Sinistra al 6,6%. Azione di Carlo Calenda precede Futuro di Roberto Vannacci, 3,4% e 3,3%. Segue Italia Viva a 2,5%, +Europa è all’1,4%, Noi Moderati all’1,2%. Alla generica voce “altro partito” il 3,8%. Non si esprime il 29% degli intervistati, una percentuale in calo dell’1%. A sorprendere prima di tutto, nel referendum, è stata un’affluenza alta, al 58,93%, inaspettata per molti.

Intenzioni di voto SWG per @TgLa7 pic.twitter.com/Gv52aqUKaE
— SWG (@swg_research) March 23, 2026

Political opinion polls: parties after the referendum on Justice, the first closed-poll survey

Pressure is particularly focused on the Ministry of Justice, led by Minister Carlo Nordio, which has been at the center of media attention due to the Bartolozzi and Delmastro cases. There is high tension at Palazzo Chigi following the first defeat of Prime Minister Giorgia Meloni. It may be too early to predict the consequences of the NO vote at the constitutional referendum on the reform of the Justice system, not enough to verify the state of the parties in the surveys conducted in the days immediately before and alongside the vote for the SWG survey for TgLa7. Primaries have already been called and convened. Voting orientations were calculated compared to the vote of March 16, 2026.

There are no losses for Fratelli d’Italia, apparently, but it is firmly ahead of the rest of the parties: the premier’s party is at 29.5%. The Democratic Party follows at 21.5%, Five Star Movement is at 12.2%. Just one percentage point separates Forza Italia from Lega, at 7.8% and 6.8%. The Alliance of Greens and Left is stable at 6.6%. Carlo Calenda’s Action precedes Roberto Vannacci’s Future, at 3.4% and 3.3%. Italy Viva follows at 2.5%, +Europe is at 1.4%, Noi Moderati at 1.2%. The generic “other party” option has 3.8%. 29% of those interviewed do not express an opinion, a percentage down by 1%. What surprised first of all, in the referendum, was a high turnout, at 58.93%, unexpected for many.

Intenzioni di voto SWG for @TgLa7 pic.twitter.com/Gv52aqUKaE — SWG (@swg_research) March 23, 2026

#Justice #first #CarloNordio #Bartolozzi #Delmastro #PalazzoChigi #GiorgiaMeloni #Fratellid’Italia #TheDemocraticParty #StarMovement #ForzaItalia #RobertoVannacci’s #ItalyViva #+Europe #NoiModerati #5893% #@swg_research

https://www.unita.it/2026/03/24/sondaggi-politici-elettorali-partiti-referendum-giustizia-prima-indagine-urne-chiuse/

Sondaggi politici elettorali: i partiti dopo il referendum sulla Giustizia, la prima indagine a urne chiuse

Sondaggi politici elettorali: i partiti dopo il referendum sulla Giustizia, la prima indagine a urne chiuse

L'Unità

Il Fatto Quotidiano: Referendum, Meloni al seggio per il voto: “L’affluenza è una buona notizia” – Video

“L’affluenza è una buona notizia, in generale la democrazia è una buona notizia”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, lasciando il seggio della Scuola Primaria Rosalba Carriera, in zona Spinaceto, dove ha votato in tarda mattinata, ha risposto ai cronisti che le chiedevano un commento ai dati sull’affluenza.
Il riferimento della leader di FdI è al dato dell’affluenza, più alto rispetto alle attese.
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Referendum, Meloni at the polling station for the vote: “Turnout is good news” – Video

“Turnout is good news, in general democracy is good news.” That was what Prime Minister Giorgia Meloni said as she left the Rosalba Carriera Primary School polling station, in the Spinaceto area, where she voted in the late morning, responding to journalists who asked her for a comment on the turnout figures.
The reference by the leader of FdI (Fratelli d’Italia – Brothers of Italy) is to the turnout figure, higher than expected.
Article: Referendum, Meloni at the polling station for the vote: “Turnout is good news” – Video comes from Il Fatto Quotidiano.

#Meloni #GiorgiaMeloni #Spinaceto #Fratellid’Italia #BrothersofItaly #IlFattoQuotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/23/referendum-meloni-affluenza-voto-notizie/8333468/

Referendum, Meloni al seggio per il voto: “L’affluenza è una buona notizia” – Video

Il commento della presidente del Consiglio all'uscita dal seggio

Il Fatto Quotidiano
Lega e Fratelli d’Italia spingono il decreto sicurezza verso una stretta ancora più repressiva

Più pene, CPR sempre più simili a carceri, sorveglianza diffusa e stretta sul dissenso: la maggioranza spinge per un salto ulteriormente repressivo Il cosiddetto decreto sicurezza sta cambiando natura sotto …

Osservatorio Repressione

Il Fatto Quotidiano: Caso Delmastro, l’imbarazzo dei vertici FdI. Arianna Meloni dribbla i cronisti e parla di “gogna mediatica”. Alfredo Mantovano: “Non rispondo”

“Mi sembra che non ci sia nessuna indagine su Delmastro”. Così Arianna Meloni, capo della segretaria politica di Fratelli d’Italia commentalo scoop del Fatto arrivando al Palazzo dei Congressi per l’evento conclusivo del partito da Giorgia Meloni, in favore del Sì al referendum del 22 e 23 marzo. La sorella del presidente del Consiglio entra dall’ingresso posteriore del palazzo all’Eur e parla di “gogna mediatica” scortata da volontari e staff. Anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, sceglie l’ingresso posteriore. Alla domanda dei cronisti che riescono ad intercettarlo se Delamstro si debba dimettere Mantovano risponde : “La domanda è chiara la risposta non gliela do perché adesso parlerò”. Parlerà del palco in favore del Sì. Mantovano non risponde neppure alla domanda se Palazzo Chigi sapeva della vicenda raccontata da ‘ Il Fatto Quotidiano’.
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Delmastro case, the discomfort of the top FdI figures. Arianna Meloni dodges journalists and talks about “media lynching.” Alfredo Mantovano: “I will not answer.”

“It seems to me that there’s no investigation into Delmastro.” That was Arianna Meloni, the political secretary of Fratelli d’Italia, commenting on the scoop by Il Fatto, arriving at the Palazzo dei Congressi for the party’s closing event by Giorgia Meloni, in favor of the Yes vote in the referendum on March 22nd and 23rd. The sister of the Prime Minister enters through the back entrance of the EUR building and speaks of “media lynching” escorted by volunteers and staff. Deputy Minister to the Presidency of the Council, Alfredo Mantovano, also chooses the back entrance. When asked by journalists who intercept him if Delmastro should resign, Mantovano replies: “The question is clear, I’m not giving you the answer because now I’m going to speak.” He will speak about the stage in favor of the Yes. Mantovano doesn’t even answer the question if Palazzo Chigi knew of the affair reported by ‘Il Fatto Quotidiano’.
Article: Case Delmastro, the embarrassment of FdI top officials. Arianna Meloni avoids journalists and speaks of “media lynching”. Alfredo Mantovano: “I’m not answering” comes from Il Fatto Quotidiano.

#Delmastro #AriannaMeloni #AlfredoMantovano #Fratellid’Italia #IlFatto #GiorgiaMeloni #Mantovano #PalazzoChigi #IlFattoQuotidiano

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Caso Delmastro, l’imbarazzo dei vertici FdI. Arianna Meloni dribbla i cronisti e parla di “gogna…

Ingressi lontano dai cronisti per i big di Fratelli d'Italia all'evento conclusivo a Roma per la campagna referendaria infastiditi dalle domande sul sottosegretario Delmastro

Il Fatto Quotidiano

Il Fatto Quotidiano: Referendum, Gratteri: “Da Fratelli d’Italia post diffamatori ogni giorno per delegittimarmi”

“Fratelli d’Italia ogni mattina pubblica un post diffamatorio contro di me, in cui scrivono un sacco di cose false. Lo fanno per delegittimarmi, ma più lo fanno e più io sarò duro”. Lo ha denunciato il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, intervistato dalla vicedirettrice e dal direttore de il Fatto Quotidiano, Maddalena Oliva e Marco Travaglio, nel terzo appuntamento de “La settimana del no” al Caffè letterario a Roma, parlando della riforma voluta da Carlo Nordio e del clima di accuse che sta subendo.
Gratteri ha smontato la narrazione secondo cui esisterebbe un cosiddetto “flop Gratteri”, citando sia i dati di quando lavorava in Calabria sia quelli – più recenti – della direzione della Procura della Repubblica di Napoli.
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Referendum, Gratteri: “Every day from Fratelli d’Italia, defamatory statements to discredit me”

“Brothers of Italy every morning publishes defamatory posts against me, in which they write a lot of false things. They do this to discredit me, but the more they do it, the tougher I will be.” This was reported by the chief prosecutor of Naples, Nicola Gratteri, interviewed by the vice-director and editor of il Fatto Quotidiano, Maddalena Oliva and Marco Travaglio, in the third appointment of “The Week of No” at the Caffè letterario in Rome, discussing the reform proposed by Carlo Nordio and the climate of accusations he is experiencing.

Gratteri debunked the narrative that there exists a so-called “Gratteri flop,” citing both the data from when he worked in Calabria and the more recent data from the direction of the Public Prosecutor’s Office of Naples.

Article Referendum, Gratteri: “From Brothers of Italy defamatory posts every day to discredit me” comes from Il Fatto Quotidiano.

#Gratteri #Fratellid’Italia #Naples #NicolaGratteri #FattoQuotidiano #MaddalenaOliva #MarcoTravaglio #third #TheWeekofNo #CarloNordio #Calabria #ArticleReferendum #BrothersofItaly #IlFattoQuotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/19/referendum-gratteri-fratelli-italia-diffamazione-news/8329474/

Referendum, Gratteri: “Da Fratelli d’Italia post diffamatori ogni giorno per delegittimarmi”

Le parole del procuratore capo di Napoli intervistato da Oliva e Travaglio

Il Fatto Quotidiano

Il Fatto Quotidiano: Referendum, Scarpinato: “Chi sta al governo non si riconosce nella Costituzione, sono gli eredi di chi la voleva svuotare anche con la violenza”

“Da tre anni a questa parte siamo fuori dalla fisiologia della dialettica politica. Oggi non tutti i partiti si riconoscono negli stessi valori costituzionali, nella stessa idea dello Stato, come in fondo succedeva nella Prima Repubblica. Le forze politiche al potere del 2022 non si identificano più nella Costituzione, anzi sono gli eredi culturali di chi la voleva svuotare, anche con la violenza”. Lo ha detto l’ex magistrato e senatore del Movimento 5 stelle, Roberto Scarpinato, intervistato dal direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, nel secondo appuntamento de “La settimana del no” al Caffè letterario di via Ostiense a Roma.
Scarpinato ha analizzato, oltreché dal punto di vista tecnico, anche dal punto di vista storico-politico la riforma della giustizia voluta da Carlo Nordio e dal governo guidato da Giorgia Meloni. Secondo Scarpinato – che ha citato sia Fratelli d’Italia sia Forza Italia come “nemici” della Costituzione, seppur per ragioni diverse – l’Italia “non è la Svizzera, la Danimarca o la Svezia. Noi non siamo un Paese normale, la nostra storia è stata segnata da stragi che non hanno eguali in Europa, da Portella della Ginestra alle stragi del ’92-’93, con mandanti illustri tra i politici. Questo è il Paese che ha portato al vertice dello Stato esponenti della borghesia mafiosa, che dopo la condanna sono stati presentati come vittime della giustizia. Questo è il Paese della corruzione, dello scambio politico-mafioso, dell’abuso d’ufficio e delle clientele. Ecco perché in un Paese così non ci possiamo permettere di abbassare la guardia. La magistratura – con tutti i suoi limiti e difetti – si è dimostrato il più forte anticorpo contro l’alleanza tra potere e crimine, e ha pagato il prezzo con 28 magistrati uccisi dalla mafia, dalla P2 e dalla corruzione. In un Paese così – ha concluso – se approviamo questa riforma, diventiamo Sud America nell’arco di dieci anni”.
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Referendum, Scarpinato: “Whoever is in government doesn’t recognize the Constitution; they are the heirs of those who wanted to empty it out, even with violence.”

For three years now, we have been outside the physiology of political dialectics. Today, not all parties recognize the same constitutional values, the same idea of the State, as happened in the First Republic. The political forces in power in 2022 no longer identify with the Constitution; they are rather the cultural heirs of those who wanted to empty it, even with violence. This was said by former magistrate and senator Roberto Scarpinato, interviewed by the director of il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, in the second appointment of “La settimana del no” at the Caffè letterario di via Ostiense in Rome.

Scarpinato analyzed, besides the technical aspect, also the historical-political aspect of the justice reform proposed by Carlo Nordio and the government led by Giorgia Meloni. According to Scarpinato – who cited both Fratelli d’Italia and Forza Italia as “enemies” of the Constitution, albeit for different reasons – Italy “is not Switzerland, Denmark, or Sweden. We are not a normal country; our history has been marked by massacres that have no equal in Europe, from Portella della Ginestra to the massacres of 1992-93, with illustrious perpetrators among politicians. This is the country that brought to the top of the State figures from the mafia bourgeoisie, who after being convicted were presented as victims of justice. This is the country of corruption, political-mafia exchange, abuse of office, and clientelism. That’s why in a country like ours, we cannot afford to lower our guard. The judiciary – with all its limits and defects – has proven to be the strongest immune system against the alliance between power and crime, and has paid the price with 28 judges killed by the mafia, P2, and corruption. In a country like this – he concluded – if we approve this reform, we will become South America in ten years.”

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#Scarpinato #Constitution #State #theFirstRepublic #RobertoScarpinato #FattoQuotidiano #MarcoTravaglio #second #Lasettimanadelno #CarloNordio #GiorgiaMeloni #Fratellid’Italia #ForzaItalia #Italy #Switzerland #Denmark #Sweden #Europe #SouthAmerica #Referendum #IlFattoQuotidiano

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Referendum, Scarpinato: “Chi sta al governo non si riconosce nella Costituzione, sono gli eredi di chi…

L'intervento dell'ex magistrato antimafia, intervistato dal direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio

Il Fatto Quotidiano

Repubblica.it: Il viceministro Cirielli: “Ho visto l’ambasciatore russo, la Farnesina sapeva”. Pd: deve andarsene

Il vice di Tajani in quota FdI conferma l’incontro con Paramonov mesi fa di cui il governo non sarebbe stato a conoscenza e che avrebbe irritato Meloni. Iv presenta una interrogazione parlamentare

Deputy Minister Cirielli: “I saw the Russian ambassador, the Farnesina knew.” Pd: he must go.

Tajani’s deputy in the FdI (Fratelli d’Italia) camp confirmed a meeting with Paramonov months ago, of which the government was unaware and that irritated Meloni. Iv (Ivanna Sapienza) presents a parliamentary question.

#Cirielli #Russian #Farnesina #Tajani #Fratellid’Italia #Meloni #IvannaSapienza

https://www.repubblica.it/politica/2026/03/16/news/cirielli_paramonov_incontro_farnesina_pd_opposizioni-425224510/

Il viceministro Cirielli: “Ho visto l’ambasciatore russo, la Farnesina sapeva”. Pd: deve andarsene

Il vice di Tajani in quota FdI conferma l’incontro con Paramonov mesi fa di cui il governo non sarebbe stato a conoscenza e che avrebbe irritato Meloni. Iv pre…

la Repubblica

Il Fatto Quotidiano: “Orgoglio nostro”: la curva dell’Inter omaggia Bastoni e poi gli dedica un coro

“Bastoni orgoglio nostro”. Con questo striscione la curva dell’Inter ha voluto omaggiare Alessandro Bastoni nel match contro l’Atalanta di sabato alle 15, giocato a San Siro. Match in cui Bastoni è rimasto in panchina perché non al meglio: al suo posto in campo Carlos Augusto. Dopo il tanto discusso episodio di Inter–Juventus, Alessandro Bastoni è diventato il bersaglio di tutte le tifoserie di Serie A (e anche in Champions League), con tantissimi fischi. Motivo per cui i tifosi nerazzurri hanno voluto mostrare il loro sostegno al giocatore.
A distanza di un mese esatto, infatti, dell’episodio tra Alessandro Bastoni e Pierre Kalulu – espulso dopo una simulazione del difensore interista – si continua a parlare sia sui social che in varie trasmissioni. L’ultima news che riguarda Bastoni è la decisione di inserirlo tra i premiati con la “Rosa Camuna“, la più alta onorificenza conferita dalla Regione Lombardia. La candidatura è stata presentata dal presidente del Consiglio regionale Federico Romani (Fratelli d’Italia) e sottoscritta anche dal consigliere regionale Pietro Bussolati (Pd), in un raro momento di sintonia bipartisan che però ha finito per scatenare una polemica tutta interna alla destra e a FdI.
Bastoni viene indicato dai promotori come “uno dei volti più rappresentativi del calcio lombardo, italiano ed europeo”. Nella motivazione si sottolineano “il valore sportivo dimostrato nel corso della carriera e il ruolo simbolico che ricopre nel calcio regionale”. A rafforzare le tesi della candidatura c’è – secondo Romani e Bussolati – il fatto che “ha saputo distinguersi anche per la maturità dimostrata nel riconoscere pubblicamente un proprio errore, assumendosi la responsabilità di un gesto avvenuto in campo. Un atteggiamento non scontato e non comune e che testimonia il rispetto per il gioco, per gli avversari e per i tifosi”.
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“Our Pride”: The Inter fans honor Bastoni and then dedicate a chorus to him.

“Our Pride Sticks.” With this banner, the Inter ultras wanted to honor Alessandro Bastoni in the match against Atalanta on Saturday at 3 p.m., played at San Siro. A match in which Bastoni remained on the bench because he wasn’t at his best: Carlos Augusto played in his place. Following the much-discussed Inter–Juventus episode, Alessandro Bastoni became the target of all Serie A (and also Champions League) fan bases, with countless whistles. That’s why the Nerazzurri fans wanted to show their support for the player.

A month after the episode between Alessandro Bastoni and Pierre Kalulu – who was expelled after a simulation by the Inter defender – the discussion continues on social media and in various broadcasts. The latest news concerning Bastoni is the decision to include him among the recipients of the “Rosa Camuna,” the highest honor awarded by the Lombardy Region. The candidacy was presented by Regional Council President Federico Romani (Fratelli d’Italia) and signed by Regional Councilor Pietro Bussolati (Pd), in a rare bipartisan moment that ultimately sparked a controversy entirely within the right and FdI.

Bastoni is cited by the promoters as “one of the most representative faces of Lombardy, Italian, and European football.” The justification highlights “the sporting value demonstrated throughout his career and the symbolic role he plays in regional football.” According to Romani and Bussolati, strengthening the candidacy is “the fact that he was also able to distinguish himself through the maturity he demonstrated in publicly acknowledging his own mistake, taking responsibility for an action that occurred on the field. An attitude not commonplace and not common and that testifies to respect for the game, for opponents and for fans.”

The article “Our Pride”: the Inter ultras honor Bastoni and then dedicate him a chorus is from Il Fatto Quotidiano.

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“Orgoglio nostro”: la curva dell’Inter omaggia Bastoni e poi gli dedica un coro

A distanza di un mese il difensore è ancora bersaglio di tutte le tifoserie di Serie A, che non gli risparmiano fischi per il caso Kalulu

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