A cinque mesi dall'omicidio di Renee Good, l'agente dell'Ice che le ha sparato resta impunito

Il 7 gennaio Jonathan Ross ha ucciso l'attivista 37enne a Minneapolis in circostanze che hanno sconvolto l'opinione pubblica mondiale. Eppure è stato sospeso per soli tre giorni per poi essere trasferito e tutt’ora svolgere una mansione investigativa. Mentre le famiglie delle vittime dell'Ice devono affrontare onerose spese legali e sei procuratori del Minnesota si dimettono lamentado insabbiamenti dettati dalla Casa Bianca, Ross si è visto addirittura destinare quasi un milione di dollari di donazioni

Altreconomia
Contro lo sfruttamento lavorativo sono necessarie le lotte e le alleanze sociali - di Gennaro Avallone - Effimera

  Sappiamo tutto Sappiamo tutto su sfruttamento lavorativo, caporalato e sistemi generalizzati di intermediazione. Sappiamo tutto sulle filiere agricole, sul modo in cui funzionano e [...]

Effimera
Dio non è mica obbligato

di Mauro Armanino Tra bambini soldato, Tabaski e guerre dimenticate: il racconto di un’Africa in cui fede, violenza e sopravvivenza convivono sotto lo sguardo di un Dio che non promette …

Osservatorio Repressione

La Commissione Europea stringerebbe accordi con chiunque pur di allontanare lo spettro del migrante. Ora è il turno dei talebani.

https://www.osservatorioafghanistan.org/notizie-2026/nessuna-legittimita-dalleuropa-a-chi-massacra-i-diritti-delle-donne-e-delle-bambine/

#Afghanistan #talebani #CommissioneEuropea #migrazioni

Nessuna legittimità dall’Europa a chi massacra i diritti delle donne e delle bambine - osservatorioafghanistan

Redazione CISDA, 23 maggio 2026 Le dichiarazioni di principio sono una cosa, gli interessi politici un’altra, anche per l’Unione europea. Il Parlamento europeo ha fin dall’inizio condannato i talebani e le loro politiche fondamentaliste contro i diritti umani, negando sempre il riconoscimento del governo talebano de facto. In questo modo, l’Unione europea si è presentata […]

osservatorioafghanistan
Alle porte del Patto Europeo sulle migrazioni: discontinuità nella continuità tra prassi e diritto. Parte prima

Di Omid Firouzi Tabar (Università Ca’ Foscari, Venezia) Introduzione Le riflessioni in corso ora rispetto al Patto europeo su migrazioni e asilo sono inevitabilmente segnate da una duplice qu…

Nuova serie dei delitti e delle pene
Modena non è il vostro manifesto razzista

di Christian Argine La tragedia di via Emilia non autorizza Salvini, Vannacci e il trittico FdI-FI-Lega a trasformare il dolore delle vittime in propaganda islamofoba: la sicurezza vera si costruisce …

Osservatorio Repressione
Ginevra contro il G7: il vertice dei potenti e la piazza che non arretra

Dal 13 al 17 giugno la coalizione NoG7 chiama alla mobilitazione internazionale contro il summit di Évian. La Svizzera prepara controlli alle frontiere, esercito e dispositivi eccezionali: ma a Ginevra …

Osservatorio Repressione
LA GUERRA CONTRO I MIGRANTI. Un estratto dal numero di maggio

L’immigrazione crea problemi. La repressione non li risolve.

L’agenzia statunitense per l’immigrazione e le dogane ha iniziato ad acquistare magazzini in tutto il Paese per detenere le persone in custodia. La maggior parte delle strutture di detenzione sarà gestita da società carcerarie private.

L’immigrazione costituisce un problema piuttosto serio. Gli immigrati, quasi sempre, creano problemi nei paesi d’accoglienza (i nostri connazionali, ad esempio, ne hanno creati parecchi…)

Che piaccia o meno, il solo approccio possibile al problema costituito dalla presenza di immigrati consiste nell’organizzare l’accoglienza nel migliore dei modi. Peccato che l’accoglienza costi. E che qualcuno la debba pagare…

La dovrebbe pagare chi nel corso degli ultimi decenni è diventato sempre più ricco, e continua ad arricchirsi (anche sfruttando il lavoro degli immigrati). I problemi sociali non si risolvono con la repressione poliziesca, ma con la solidarietà tra i lavoratori e le lotte da loro portate avanti.

#repressione #migrazioni #migranti #ice #cpr #accoglienza
L’omidicio di Sako Bakari interroga Taranto - DINAMOpress

All’alba del 9 maggio a Taranto è stato ucciso Sako Bakari, bracciante di 35 anni originario del Mali. L’omicidio interroga profondamente la città. In quale contesto sociale, economico e culturale ha preso forma? Ne abbiamo parlato con Enzo Pilò, presidente dell’associazione Babele, impegnata da molti anni nell’accoglienza e nella solidarietà con i migranti

DINAMOpress
Innocenti sovversioni

di Mauro Armanino Dalle parole tracciate su un muro di Genova ai gesti di chi resiste alle dittature, alle guerre, allo sfruttamento e alla menzogna: un viaggio nelle “innocenti sovversioni” …

Osservatorio Repressione