Il taglio delle accise costa caro, serve a poco, dura pochissimo, aiuta i più ricchi e incentiva il consumo di petrolio.

https://www.fanpage.it/politica/decreto-carburanti-lo-sconto-alla-pompa-arriva-ma-a-pagarne-il-prezzo-e-anche-la-sanita-pubblica/

Ho sentito poche critiche al taglio delle accise deciso dal governo, ma è una manovra terribile:

  • dura solo 20 giorni. Poi? La guerra sarà finita?
  • costa 500 milioni di €, 83 milioni dalla sanità, che sappiamo tutti come è messa. Ne vale la pena?
  • incentiva il consumo di un bene che è scarso, invece che ridurlo. Non solo non affronta il problema, lo peggiora
  • Favorisce chi consuma di più, chi ha auto più grandi e potenti. Evviva il popolo!

Sarebbe invece l'occasione di crescere e fare qualcosa di serio per smarcarsi dal petrolio. Perché dopo questa crisi, ce ne sarà un'altra: vogliamo essere ancora impreparati?

Pure #ilFoglio critica il governo su questa mossa:

https://www.ilfoglio.it/politica/2026/03/18/news/la-benzina-del-populismo-8803068/

Facciamo come i cubani, riscopriamo la #bicicletta:

https://english.elpais.com/international/2026-03-22/without-fuel-but-pedaling-on-the-new-bicycle-boom-in-cuba.html

Facciamo come gli spagnoli, usiamo l'energia gratuita che abbiamo in abbondanza sul nostro territorio:

https://www.rinnovabili.it/mercato/politiche-e-normativa/pedro-sanchez-spagna-guerra-iran/

Facciamo quello che serve per smettere di dipendere da buffoni di vari paesi che possono fare il bello e il cattivo tempo da noi, senza nessuna conseguenza.

@energia

Il Fatto Quotidiano: Salvini viola il silenzio elettorale: post a sostegno del Sì al referendum. Tajani condivide un tweet del Foglio

Il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, ha pubblicato sui propri profili social un chiaro endorsement al “Sì” in vista del referendum sulla giustizia, violando di fatto il silenzio elettorale previsto dalla legge. Anche l’altro vicepremier, Antonio Tajani, su X ha indirettamente violato il silenzio condividendo un tweet del quotidiano Il Foglio sulla polemica con il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri.

Il post del leader del Carroccio, apparso alla vigilia del voto, consiste in una card con la scritta “SÌ” in grandi lettere maiuscole gialle su sfondo blu, sottolineata da una linea spessa gialla. Il messaggio ha subito attirato l’attenzione degli utenti, molti dei quali hanno sottolineato la contravvenzione al divieto di propaganda nelle 24 ore precedenti le consultazioni. Commenti come “La campagna referendaria è chiusa” e “Ci dovrebbe essere il silenzio elettorale” hanno evidenziato la polemica online.
Il silenzio elettorale è una norma che vieta a tutti i soggetti politici di diffondere messaggi di propaganda nei confronti del voto nelle 24 ore precedenti l’apertura delle urne, per garantire la libertà di scelta degli elettori senza influenze dell’ultimo minuto. La pubblicazione del post potrebbe quindi essere oggetto di segnalazioni agli organi competenti per accertare eventuali violazioni della normativa. Non è la prima volta che Salvini non segue la legge: l’anno scorso per le Europee aveva chiesto di votare il suo partito per fermare “i bombaroli come Macron”.

L'articolo Salvini viola il silenzio elettorale: post a sostegno del Sì al referendum. Tajani condivide un tweet del Foglio proviene da Il Fatto Quotidiano.

Salvini violates the electoral silence: post in support of Yes in the referendum. Tajani shares a tweet from Il Foglio.

Vice Premier and Lega Secretary, Matteo Salvini, published on his social media profiles a clear endorsement of “Yes” in advance of the referendum on justice, effectively violating the silence imposed by law. The other Vice Premier, Antonio Tajani, also on X, indirectly violated the silence by sharing a tweet from Il Foglio regarding the controversy with the prosecutor of Naples, Nicola Gratteri.

The post from the leader of the Carroccio, appearing on the eve of the vote, consists of a card with the word “SÌ” in large, capital yellow letters on a blue background, underlined by a thick yellow line. The message immediately drew the attention of users, many of whom highlighted the violation of the ban on propaganda in the 24 hours preceding the consultations. Comments such as “The referendum campaign is closed” and “There should be an electoral silence” highlighted the online controversy.

The electoral silence is a rule that prohibits all political subjects from disseminating propaganda messages about the vote in the 24 hours before the ballot boxes open, to guarantee the freedom of choice of voters without last-minute influence. The publication of the post could therefore be the subject of reports to the competent authorities to ascertain any violations of the regulations. It is not the first time that Salvini has not followed the law: last year for the European elections he asked to vote for his party to stop “pyromaniacs like Macron.”

Salvini Violates Electoral Silence: Post in Support of “Yes” to the Referendum. Tajani Shares a Tweet from Il Foglio – Source: Il Fatto Quotidiano.

#Salvini #Tajani #IlFoglio #MatteoSalvini #AntonioTajani #Naples #NicolaGratteri #Carroccio #first #European #Macron #Referendum #IlFoglio–Source

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/21/salvini-violazione-silenzio-elettorale-referendum-news/8332056/

Salvini viola il silenzio elettorale: post a sostegno del Sì al referendum

Il post del leader del Carroccio, apparso alla vigilia del voto, consiste in una card con la scritta “SÌ” in grandi lettere maiuscole gialle su sfondo blu. Non è la prima volta che il politico non rispettare la norma

Il Fatto Quotidiano

Il Tempo: Gratteri, altra figuraccia: "Faremo i conti? Mai detto". Ma spunta l'audio

Un giorno al voto sulla riforma della giustizia e Nicola Gratteri non smette di far parlare di sé, in negativo. Il procuratore di Napoli infatti, protagonista assoluto del fronte del No e di alcuni clamorosi scivoloni comunicativi, avrebbe nelle ultime ore fatto dietrofront su una delle sue ultime infelici uscite. Il magistrato infatti aveva attirato critiche negli ultimi giorni di campagna elettorale prendendosela con Il Foglio: “Se volete continuare a diffamare e speculare, non è un problema – aveva detto – Poi dopo il referendum tireremo una rete e faremo i conti”.

Oggi però il clamoroso dietrofront. “Ennesima polemica”: nulla di più. Gratteri ha derubricato il tutto a una  boutade politica con il quotidiano, reo di aver sottolineato le sue fake news sui motivi del No, sostenendo persino di non aver mai detto queste parole. Ma il giornale di Claudio Cerasa non ci sta e ha ribattuto colpo su colpo al procuratore. La conversazione infatti tra Gratteri e il direttore del quotidiano è stata registrata e ad un post di X è stata affidata la replica del giornale conservatore che ha messo in un angolo il magistrato.

"Gratteri sostiene di non aver detto 'faremo i conti col Foglio'. Ascoltate l'audio. Un procuratore che non risponde di nulla, nemmeno di ciò che dice": una replica dura, efficace e assolutamente incontrovertibile. Fallito quindi il tentativo di Gratteri di sotterrare l'ennesimo scivolone dopo – solo per citare i più famosi – l'intervista fasulla a Giovanni Falcone e Sal da Vinci sostenitore del No.

Gratteri sostiene di non aver detto "faremo i con col Foglio". Ascoltate l'audio. Un procuratore che non risponde di nulla, nemmeno di ciò che dice. L'articolo di @SalvatoreMerlo ⬇️https://t.co/u4WqdFlFH5 pic.twitter.com/LqNfVmA8SB — Il Foglio (@ilfoglio_it)
March 21, 2026

Gratteri, another embarrassment: "Will we balance the books? Never said that." But audio emerges.

One day of voting on the justice reform and Nicola Gratteri doesn’t stop making himself talked about, negatively. The Naples prosecutor, the absolute protagonist of the No front and of some sensational communication blunders, would have backed down in the last hours on one of his latest unfortunate statements. The magistrate had attracted criticism in the final days of the election campaign by attacking Il Foglio: “If you want to continue defaming and speculating, it’s not a problem – he said – Then after the referendum we’ll trap you and deal with it.”

Today, however, the sensational backtrack. “Another controversy”: nothing more. Gratteri has downplayed the entire thing as a political joke with the newspaper, guilty of having highlighted his fake news about the reasons for the No, even claiming he had never said these words. But the newspaper of Claudio Cerasa isn't letting it go and has countered blow by blow with the prosecutor. The conversation between Gratteri and the newspaper’s editor was recorded, and a post on X was entrusted with the conservative newspaper’s reply, which has cornered the magistrate.

“Gratteri claims he never said ‘we’ll deal with Il Foglio.’ Listen to the audio. A prosecutor who doesn’t respond to anything, not even what he says”: a hard, effective, and absolutely undeniable reply. Therefore, failed Gratteri’s attempt to bury the latest blunder – to quote some of the most famous ones – the false interview with Giovanni Falcone and Sal da Vinci supporting the No.

Gratteri claims he never said “we’ll deal with Il Foglio.” Listen to the audio. A prosecutor who doesn’t respond to anything, even what he says. The article by @SalvatoreMerlo ⬇️https://t.co/u4WqdFlFH5 pic.twitter.com/LqNfVmA8SB — Il Foglio (@ilfoglio_it)
March 21, 2026

#Gratteri #NicolaGratteri #Naples #IlFoglio #ClaudioCerasa #GiovanniFalcone #SaldaVinci #@SalvatoreMerlo

https://www.iltempo.it/attualita/2026/03/21/news/nicola-gratteri-referendum-minaccia-giornalista-il-foglio-faremo-i-conti-audio-46914951/

“Faremo i conti”. Le parole che Gratteri ora nega di avere detto

Ora il procuratore sostiene di non aver detto “faremo i conti col Foglio”. Ascoltate l’audio. Un procuratore che non risponde di nulla, nemmeno di ciò che dice

Il Foglio

Agi: Crosetto: “Non cedere al ricatto iraniano su Hormuz. L’Italia lavorerà per coinvolgere l’Onu”

AGI - Il ministro della Difesa Guido Crosetto, in una intervista al Foglio, spiega la posizione dell'Italia nella guerra in Medio Oriente. "Non si può lasciare che la stabilità della regione dipenda dal ricatto del regime iraniano. La risposta non può però essere solitaria ed episodica o parziale: deve essere larga, credibile, condivisa, coinvolgendo il maggior numero possibile di Paesi del mondo".
"L'Italia non ha alcuna intenzione di disimpegnarsi dalla difesa del diritto di passaggio a Hormuz - ha aggiunto Crosetto - perché da quel tratto di mare passa una parte decisiva della nostra sicurezza, della nostra economia. Non solo gli interessi italiani o europei ma di tutto l'Indo-Pacifico e, per l'effetto domino sui prezzi dell'energia, di tutto il mondo".
La risposta internazionale al ricatto
Secondo Crosetto, la risposta al "ricatto" del regime "non può essere fatta all'interno di un'ennesima coalizione di volenterosi magari solo occidentali. Va fatta dentro una cornice di legittimazione internazionale che ridia centralità al ruolo delle Nazioni Unite e passi attraverso una decisione unanime del Consiglio di sicurezza. Più ampia è la coalizione, minore è il potere di intimidazione di chiunque e più velocemente si risolverà la crisi in atto", ha aggiunto.

Crosetto: “Do not give in to Iranian blackmail over Hormuz. Italy will work to involve the UN.”

AGI - Defence Minister Guido Crosetto, in an interview with Il Foglio, explains Italy’s position in the war in the Middle East. “We cannot allow the stability of the region to depend on the blackmail of the Iranian regime. However, the response cannot be solitary, episodic or partial: it must be broad, credible, shared, involving as many countries in the world as possible.”

“Italy has no intention of disengaging from the defense of the right of passage at the Strait of Hormuz – Crosetto added – because a decisive part of our security and our economy passes through that stretch of sea. Not only Italian or European interests, but those of the Indo-Pacific and, due to the domino effect on energy prices, of the whole world.”

The International Response to Blackmail

According to Crosetto, the response to the “blackmail” of the regime “cannot be made within yet another coalition of willing parties, perhaps only Western ones. It must be made within a framework of international legitimization that restores the centrality of the role of the United Nations and goes through a unanimous decision by the Security Council. The wider the coalition, the less power of intimidation any individual will have and the faster the current crisis will be resolved,” he added.

#Iranian #Hormuz #Italy #GuidoCrosetto #IlFoglio #theMiddleEast #Italian #European #theIndo-Pacific #Crosetto #theUnitedNations #theSecurityCouncil

https://www.agi.it/politica/news/2026-03-18/crosetto-iran-hormuz-onu-36163626/

Il Foglio RSS: Lo scontro sull'Ets in Consiglio europeo

Sull'Ets l'Europa si è divisa in due, e il conto alla rovescia verso il Consiglio europeo del 19 e 20 marzo dove si deciderà se dare il mandato politico per una riforma o sospensione. Da un lato almeno undici governi, con l’Italia in testa, che chiedono di congelare il sistema di scambio delle emissioni finché non verrà riformato. Dall'altro otto paesi – Danimarca, Finlandia, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia e Olanda – che hanno firmato mercoledì un non-paper in cui definiscono l'Ets "la pietra angolare della politica climatica europea": per loro sospendere l’Ets sarebbe “un passo indietro molto preoccupante”. Questo perché penalizzerebbe chi ha già investito nella decarbonizzazione e perché renderebbe più fragile anche il Cbam, il meccanismo che dal 1° gennaio 2026 obbliga chi importa nell'Ue prodotti come acciaio e cemento a pagare un costo proporzionale alla CO2 emessa per fabbricarli; un costo che i produttori europei già sostengono.
   
Se l'industria europea smette di pagare quella spesa, come potrebbe l’Ue chiedere di sostenerla alla Cina e all'India? Una sospensione tout court è una scorciatoia che rischia di aprire buchi nell'architettura climatica, specialmente perché l’Ets è il più efficiente strumento Ue di riduzione delle emissioni. Allo stesso tempo, il ritorno della tensione energetica rischia di far apparire l’Ets non un incentivo ordinato alla transizione, ma un moltiplicatore di costi a causa dell'accumulo di altri regolamenti (rinnovabili, automotive, efficienza energetica). Per questo la strada più intelligente è riformare il meccanismo senza smantellarlo (Il Foglio, 6 marzo 2026). Rallentare la riduzione del tetto alle emissioni, fissare un prezzo massimo per i certificati nei momenti di crisi, mantenendo comunque le quote gratuite per l'industria esposta alla concorrenza extra–Ue. E intanto si potrebbero usare i 3 miliardi all'anno che l'Italia incassa dalle aste dei certificati per ridurre le bollette, invece di disperderne la metà in “rivoli opachi”.

The clash on the Ets in the European Council

On the ETS, Europe has divided into two, and the countdown to the March 19 and 20 European Council where the decision will be made whether to give political mandate for a reform or suspension. On one side, at least eleven governments, with Italy leading, are asking to freeze the emissions trading system until it is reformed. On the other, eight countries – Denmark, Finland, Luxembourg, Portugal, Slovenia, Spain, Sweden, and the Netherlands – who signed a non-paper on Wednesday defining the ETS “the cornerstone of European climate policy”: for them, suspending the ETS would be “a very worrying step backward.” This is because it would penalize those who have already invested in decarbonization and would also make the CBAM, the mechanism that since January 1, 2026, requires those importing products into the EU, such as steel and cement, to pay a cost proportional to the CO2 emitted to manufacture them – a cost that European producers already bear.

If the European industry stops paying that expense, how could the EU ask it to support it in China and India? A simple suspension risks opening holes in the climate architecture, especially because the ETS is the EU’s most efficient tool for reducing emissions. At the same time, the return of energy tensions risks making the ETS not an incentive for the transition, but a cost multiplier due to the accumulation of other regulations (renewables, automotive, energy efficiency). Therefore, the smartest path is to reform the mechanism without dismantling it (Il Foglio, March 6, 2026). Slowing the reduction of the emission ceiling, setting a maximum price for certificates in times of crisis, while maintaining free quotas for industries exposed to extra-EU competition. And in the meantime, the €3 billion per year that Italy receives from certificate auctions could be used to reduce bills, instead of dispersing half of it in “opaque maneuvers.”

#theEuropeanCouncil #Europe #EuropeanCouncil #Italy #Denmark #Finland #Luxembourg #Portugal #Slovenia #Spain #Sweden #Netherlands #European #China #India #IlFoglio

https://www.ilfoglio.it/economia/2026/03/14/news/lo-scontro-sull-ets-in-consiglio-europeo-8784437/

Lo scontro sull'Ets in Consiglio europeo

Undici governi, Italia in testa, ne chiedono la sospensione. Ma la soluzione è una riforma

Referendum giustizia, Gratteri: "Minacce a Il Foglio? Non era mia intenzione"

Adnkronos | “Non era mio intento minacciare, chi mi conosce sa quanto io stimi e consideri il giornalismo. Anzi, è

larampa

Il Tempo: C'è chi può e chi non può, Gratteri può proprio tutto? Immagina se…

Scena uno. Il procuratore Nicola Gratteri si presenta in tv e legge dal suo telefonino un'intervista inesistente a Giovanni Falcone, attribuendo a quel grande magistrato cose da lui mai dette né pensate. Scena due. Il procuratore Gratteri si ripresenta in un'altra tv e, in scioltezza, qualifica come mafiosi e massoni deviati i sostenitori del Sì al referendum. La cosa è stata poco notata: ma (guarda che «cultura della giurisdizione»…), una volta presa la rincorsa, il magistrato mette nel mazzo dei cattivi per il Sì anche «gli imputati e gli indagati», cioè cittadini da considerare innocenti secondo quella Costituzione che proprio lui e i suoi colleghi brandiscono.

Scena tre. Sempre in tv il procuratore Gratteri, riferendosi ai commenti social critici nei suoi confronti, ha pronunciato parole sconcertanti: «Basta che lei vada sui social e vede le persone che scrivono sotto. (…) Ci sono persone per bene, ci sono pregiudicati, ci sono parenti di pregiudicati, c'è di tutto. (…) Ma questo è niente: poi vediamo più avanti se serve altro». Ah sì? Che vuol dire «altro»? Che facciamo (interpreto io sperando di aver capito male), organizziamo una bella indagine a carico di chi sui social osi pronunciarsi per il Sì? E infine, scena quattro. Interpellato dal quotidiano Il Foglio, dice soavemente: «Tanto, dopo il referendum con voi faremo i conti».

Purtroppo non si tratta di diaboliche manipolazioni dell'intelligenza artificiale, ma delle parole di un procuratore che può chiedere – come si sa – di privare noi cittadini della libertà. Provate a immaginare cosa sarebbe successo se la metà di queste cose le avesse dette un ministro del governo Meloni. Avremmo già manifestazioni di piazza, maratone televisive (a reti unificate), mobilitazioni antifasciste, e un paio di campioni a scelta (un grillino a caso, o un Sigfrido Ranucci, o un altro teletribuno a piacere) appesi ai lampadari come Tarzan per organizzare il contrattacco. Ma, trattandosi di Gratteri, tutti zitti. Hanno finito i giga sul telefonino e non possono twittare? O forse hanno il corso di pilates che li tiene impegnati? Chissà.

Some can and some cannot, can Gratteri really do everything? Imagine if…

Scene One. Prosecutor Nicola Gratteri appears on TV and reads from his cellphone an nonexistent interview with Giovanni Falcone, attributing to that great magistrate things he never said or thought.

Scene Two. Prosecutor Gratteri appears on another TV and, with frankness, qualifies as mafia and Freemasons those supporting the Yes in the referendum. The thing was barely noticed: but (look what a “culture of jurisdiction”…), once he takes the plunge, the prosecutor puts “the accused and the investigated” in the deck – citizens to be considered innocent according to that Constitution that he and his colleagues brandish.

Scene Three. Always on TV, Prosecutor Gratteri, referring to the critical social media comments against him, uttered astounding words: “Just go on social media and see the people writing below. (…) There are good people, there are prejudiced people, there are relatives of prejudiced people, there is everything. (…) But this is nothing: then we see later if we need anything else.” Oh yeah? What does “anything else” mean? Do we organize a nice investigation against those who dare to speak for Yes on social media? And finally, Scene Four. Questioned by the newspaper Il Foglio, he says sweetly: “Just, after the referendum with you, we’ll count the costs.”

Unfortunately, it’s not about diabolical manipulations of artificial intelligence, but the words of a prosecutor who can – as is known – ask to deprive us citizens of our freedom. Try to imagine what would have happened if the half of these things were said by a minister of the Meloni government. We would already have square demonstrations, television marathons (on unified networks), anti-fascist mobilizations, and a couple of champions of choice (a grillino at random, or a Sigfrido Ranucci, or another teletribune at pleasure) hanging from chandeliers like Tarzan to organize the counterattack. But, since it’s Gratteri, everyone is silent. Have they run out of gigabytes on their cellphone and can’t tweet? Or perhaps they’re taking a Pilates course that keeps them busy? Who knows.

#Gratteri #NicolaGratteri #GiovanniFalcone #Freemasons #Constitution #IlFoglio #Meloni #SigfridoRanucci #Tarzan

https://www.iltempo.it/opinioni-e-commenti/2026/03/12/news/daniele-capezzone-nicola-gratteri-dichiarazioni-referendum-social-critiche-editoriale-46767734/

Capezzone: c'è chi può e chi non può, Gratteri può proprio tutto? Immagina se…

Scena uno. Il procuratore Nicola Gratteri si presenta in tv e legge dal suo telefonino un'intervista inesistente a Giovanni Falcone, attribuendo a...

Corriere.it - Homepage: «Dopo il Referendum faremo i conti». Gratteri e la frase ai giornalisti: l’ultima bufera dei suoi giorni «a testa bassa»

Lite per una frase al «Foglio». I precedenti su Falcone e Sal Da Vinci

“After the referendum, we’ll count the costs.” Gratteri and the phrase to the journalists: the last storm of his “low-down” days.

Fight for a sentence for the “Mirror” (Il Foglio). Previous cases involving Falcone and Sal Da Vinci.

#Gratteri #IlFoglio #Falcone #SalDaVinci

http://roma.corriere.it/notizie/politica/26_marzo_12/gratteri-foglio-4b0c7d99-7e0d-4033-a516-5f8423b1dxlk.shtml

Gratteri, Cerasa e Sal Da Vinci: cosa è successo. «Con voi del "Foglio" faremo i conti dopo il Referendum»

Lite per una frase al «Foglio». I precedenti su Falcone e Sal Da Vinci

Corriere della Sera

Domani: Meloni usa i migranti per vincere il referendum. Ma dietro c’è un trucco

Meloni attacca di nuovo i giudici sui rimpatri. La propaganda cancella la realtà. Giovedì pomeriggio il suo comizio all’evento di FdI a Milano a sostegno del Sì. Un caso le parole del procuratore Gratteri contro Il Foglio

Meloni uses migrants to win the referendum. But there’s a trick behind it.

Meloni attacks judges again regarding repatriations. Propaganda cancels out reality. On Thursday afternoon, his speech at FdI’s event in Milan in support of the “Yes” vote. A case are the words of Prosecutor Gratteri against Il Foglio.

#Meloni #Milan #Gratteri #IlFoglio

https://www.editorialedomani.it/politica/italia/meloni-giustizia-referendum-migranti-cpr-albania-nordio-m1u3500x

Meloni usa i migranti per vincere il referendum. Ma dietro c’è un trucco

Meloni attacca di nuovo i giudici sui rimpatri. La propaganda cancella la realtà. Giovedì pomeriggio il suo comizio all’evento di FdI a Milano a ... Scopri di più!

Domani

Today: Referendum, la denuncia di Cerasa (Il Foglio): "Gratteri ci ha detto che con noi farà i conti dopo il voto"

Presunte intimidazioni verso il quotidiano Il Foglio da parte del magistrato Nicola Gratteri. "Abbiamo chiamato Gratteri per capire perché ha detto che Sal Da Vinci voterà 'no' al referendum", ha spiegato il direttore del giornale, Claudio Cerasa, riferendosi all'intervento di Gratteri al...

Referendum, Cerasa’s accusation (Il Foglio): “Gratteri told us he’ll take us into account after the vote.”

Alleged threats against the newspaper Il Foglio by magistrate Nicola Gratteri. “We called Gratteri to understand why he said that Sal Da Vinci will vote ‘no’ to the referendum,” explained the newspaper’s editor, Claudio Cerasa, referring to Gratteri’s intervention at…

#Cerasa #IlFoglio #Gratteri #NicolaGratteri #SalDaVinci #ClaudioCerasa

https://www.today.it/attualita/gratteri-minacce-il-foglio-cerasa-ginevra-leganza-sal-da-vinci-referendum.html

Referendum, la denuncia di Cerasa (Il Foglio): "Gratteri ci ha detto che con noi farà i conti dopo il voto"

La frase, afferma il direttore del quotidiano, Claudio Cerasa, sarebbe stata pronunciata dal magistrato alla giornalista Ginevra Leganza che gli chiedeva conto...

Today