⟦ Cosa cambierà quando #NaftaliBennett o #GadiEisenkot sostituiranno il primo ministro #BenjaminNetanyahu? Meno di quanto immaginiamo.

#ItamarBen-Gvir potrebbe non essere più il ministro della Sicurezza nazionale, e questo è già molto, ma il prossimo governo non abrogherà i suoi decreti sadici relativi al Servizio Penitenziario, per esempio.

I detenuti per motivi di sicurezza continueranno a morire di fame o per le #torture durante il mandato del prossimo governo illuminato.
Rimarranno legati e morenti nelle loro celle, e nessuno nel nuovo governo oserà migliorare le loro condizioni.

Il prossimo governo non sarà più umano dei suoi predecessori nel suo approccio ai palestinesi, non avrà il coraggio di farlo. ⬇️2

LA NOTIZIA: Israele impone la pena di morte per i palestinesi, l’Europa condanna

Nelle ore in cui è stato impedito al cardinale Pierbattista Pizzaballa di celebrare la Domenica delle Palme al Santo Sepolcro, Israele riesce a farsi condannare dai suoi principali partner anche per la volontà di introdurre la pena di morte per i terroristi palestinesi. Dopo il passo indietro del governo di Benjamin Netanyahu sulle celebrazioni al Santo Sepolcro, Tel Aviv finisce di nuovo nella bufera con la lettera inviata da quattro governi europei – Italia, Germania, Francia e Regno Unito – che chiedono a Israele di ritirare il disegno di legge che introduce la pena di morte per i cittadini palestinesi condannati per terrorismo.
La proposta di Israele per introdurre la pena di morte per i terroristi palestinesi
Ma il Parlamento israeliano ha tirato dritto, ignorato i richiami internazionali e ha approvato ieri sera la legge. Il disegno di legge prevede che i condannati a morte per terrorismo saranno detenuti in strutture inaccessibili ed entro 90 giorni dalla sentenza arriverà l’esecuzione che dovrebbe essere per impiccagione, anche se il ministro Itamar Ben-Gvir non esclude il ricorso all’eutanasia e alla sedia elettrica. Per i quattro governi europei si tratta di un disegno di legge “carattere discriminatorio”, come scrivono in una nota i ministri degli Esteri.
“L’adozione del provvedimento rischia di minare gli impegni in materia di principi democratici”, proseguono ribadendo che “il rifiuto della pena di morte è un valore fondamentale che ci unisce”. Un appello che si unisce a quelli degli esperti dei diritti umani delle Nazioni Unite. Se la legge entrasse in vigore, inoltre, verrebbero traditi gli impegni assunti da Israele a partire dal 2007 sulle risoluzioni Onu che chiedono una moratoria sulle esecuzioni. Ma tanto, ormai si sa, il diritto internazionale vale ma solo fino a un certo punto.
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Israel imposes the death penalty on Palestinians, Europe condemns.

During the hours in which the Cardinal Pierbattista Pizzaballa was prevented from celebrating Palm Sunday at the Holy Sepulchre, Israel manages to be condemned by its main partners even for the will to introduce the death penalty for Palestinian terrorists. Following the government of Benjamin Netanyahu’s U-turn on celebrations at the Holy Sepulchre, Tel Aviv once again finds itself in the storm with the letter sent by four European governments – Italy, Germany, France and the United Kingdom – asking Israel to withdraw the bill introducing the death penalty for Palestinian citizens convicted of terrorism.

The Proposal of Israel to Introduce the Death Penalty for Palestinian Terrorists

But the Israeli Parliament went ahead, ignored international appeals, and approved the law yesterday evening. The bill stipulates that those sentenced to death for terrorism will be held in inaccessible facilities, and within 90 days of the sentence, the execution will take place, which should be by hanging, although Minister Itamar Ben-Gvir does not rule out resorting to euthanasia and the electric chair. For the four European governments, it is a bill “of discriminatory character,” as the Foreign Ministers write in a note.

“The adoption of this measure risks undermining commitments on democratic principles,” they continue, reiterating that “the rejection of the death penalty is a fundamental value that unites us.” An appeal that joins those of the UN human rights experts. Furthermore, if the law were to come into force, Israel’s commitments since 2007 on UN resolutions calling for a moratorium on executions would be betrayed. But as we know, international law is worth something, but only to a certain extent.

Article: Israel imposes the death penalty for Palestinians, the Europe condemns

#Israel #Palestinians #Europe #theHolySepulchre #Palestinian #BenjaminNetanyahu’s #TelAviv #European #Italy #Germany #France #theUnitedKingdom #ItamarBen-Gvir

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Israele impone la pena di morte per i palestinesi, l’Europa condanna | LA NOTIZIA

Italia, Germania, Francia e Regno Unito chiedono a Israele di ritirare il disegno di legge che introduce la pena di morte per i palestinesi.

LA NOTIZIA
La tortura parte integrante del genocidio. Il nuovo rapporto della Relatrice Albanese

Waterboarding, percosse con manganelli, bruciature con sigarette, scariche elettriche, uso di cani d’assalto, stupri e umiliazioni sono solo alcune delle pratiche usate nelle carceri israeliane e documentate nel report presentato il 23 marzo al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Ma non solo, il sistema instaurato da Tel Aviv va oltre le strutture detentive e ha trasformato l’intero Territorio palestinese occupato in un “ambiente torturante”

Altreconomia

LA NOTIZIA: La guerra a Gaza cambia armi, dalle bombe ai valichi

A Gaza la guerra continua come una pratica amministrativa. I bombardamenti hanno lasciato il posto a un altro ritmo: quello dei valichi che aprono e chiudono e dei camion che passano oppure restano in attesa. Nelle ultime ore il Programma alimentare mondiale ha parlato di una riattivazione graduale del valico di Kerem Shalom per gli aiuti diretti alla Striscia. Graduale è la parola che racconta meglio la situazione: la sopravvivenza dipende da decisioni logistiche prese fuori da Gaza, da autorizzazioni che arrivano o restano sospese, da corridoi che esistono soltanto sulla carta finché qualcuno non li rende praticabili.
Mentre la Striscia resta appesa a questo equilibrio fragile, in Israele si consuma uno scontro istituzionale che riguarda il controllo della polizia. La procuratrice generale Gali Baharav-Miara ha chiesto alla Corte suprema di valutare la rimozione del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, accusandolo di interferire con l’indipendenza delle forze dell’ordine. Ben-Gvir ha reagito accusandola di voler trasformare la polizia in una «Guardia rivoluzionaria sul modello iraniano». Il lessico è quello della guerra totale: chi prova a far valere regole viene dipinto come nemico interno.
Il conflitto arriva nel pieno della guerra regionale e rivela una frattura profonda nello Stato israeliano. Da una parte il governo rivendica il controllo politico degli apparati di sicurezza e pretende obbedienza. Dall’altra l’ufficio legale dello Stato parla di pressioni sulla catena di comando e di interferenze operative. È una lotta per il comando che si svolge lontano dal fronte, ma che decide anche come verranno gestite piazze, proteste, convogli, ordine pubblico.
Nel frattempo Gaza continua a vivere dentro una sospensione permanente. I tribunali discutono di poteri e competenze, i ministri rilanciano accuse. Nella Striscia la guerra si misura con un’altra unità: il numero di camion che riescono a passare ogni giorno dal cancello del valico, e con il tempo che serve a trasformare una promessa “graduale” in pane.
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The war in Gaza is changing weapons, from bombs to checkpoints.

In Gaza, the war continues as an administrative practice. Bombardments have given way to a new rhythm: that of checkpoints opening and closing and trucks passing or waiting. In recent hours, the World Food Programme has spoken of a gradual reactivation of the Kerem Shalom crossing for direct aid to the Strip. Gradual is the word that best describes the situation: survival depends on logistical decisions made outside Gaza, on authorizations that arrive or remain suspended, on corridors that exist only on paper until someone makes them viable.

While the Strip remains suspended in this fragile balance, a clash is unfolding in Israel over police control. Attorney General Gali Baharav-Miara has asked the Supreme Court to consider the removal of National Security Minister Itamar Ben-Gvir, accusing him of interfering with the independence of law enforcement. Ben-Gvir retaliated by accusing her of wanting to turn the police into a “Revolutionary Guard on the Iranian model.” The language is that of a total war: anyone trying to enforce rules is portrayed as an internal enemy.

The conflict arrives at the height of the regional war and reveals a deep fracture in the Israeli state. On one side, the government claims political control of security forces and demands obedience. On the other, the State Legal Advisor speaks of pressure on the chain of command and operational interference. It is a struggle for command that takes place far from the front lines, but that also determines how squares, protests, convoys, and public order will be managed.

Meanwhile, Gaza continues to live within a permanent suspension. Courts discuss powers and competencies, ministers trade accusations. In the Strip, the war is measured by another unit: the number of trucks that manage to pass through each day through the checkpoint, and the time it takes to transform a “gradual” promise into bread.

#KeremShalom #Strip #Israel #GaliBaharav-Miara #theSupremeCourt #ItamarBen-Gvir #Ben-Gvir #RevolutionaryGuard #Iranian #Israeli

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La guerra a Gaza cambia armi, dalle bombe ai valichi | LA NOTIZIA

A Gaza la guerra continua come una pratica amministrativa. I bombardamenti hanno lasciato il posto a un altro ritmo: quello dei valichi che aprono e ... Read more

LA NOTIZIA

Today: Il Parlamento Ue contro la pena di morte in Israele per i palestinesi accusati di terrorismo

Al Parlamento europeo si è tenuta una conferenza stampa sull'introduzione da parte del ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, e dai i membri della sua coalizione di destra, di una proposta di legge che promuove la pena di morte contro i detenuti palestinesi condannati per...

The European Parliament against the death penalty in Israel for Palestinians accused of terrorism.

A press conference was held at the European Parliament regarding the introduction by Israel’s National Security Minister, Itamar Ben-Gvir, and members of his right-wing coalition, of a bill that promotes the death penalty against Palestinian prisoners convicted of…

#Israel #Palestinians #ItamarBen-Gvir #Palestinian

https://www.today.it/europa/deep/parlamento-ue-contro-pena-morte-israele-palestinesi-terrorismo.html

Il Parlamento Ue contro la pena di morte in Israele per i palestinesi accusati di terrorismo

La legge non si applicherebbe agli israeliani che compiono gli stessi crimini contro i palestinesi

Today

L'intera vicenda avrebbe potuto fungere da intermezzo comico a margine di eventi più importanti, se non fosse stata incentrata su un ambasciatore scelto per quel ruolo non nonostante le sue opinioni, ma proprio a causa di esse.

#MeirKahane non avrebbe osato esprimersi allo stesso modo; #ItamarBen-Gvir si accontenta di molto meno.

Questo è il portavoce del potere che sta plasmando il carattere del Medio Oriente, forse per generazioni.

Questo è il portavoce di uno Stato che sta per lanciare una guerra contro l' #Iran perché Israele lo sta spingendo a farlo, almeno secondo Carlson.
Questi sono gli amici che Israele ha ancora nel mondo e questa è la loro visione. ⬇️6

Quote du Jour | Weak in Strategy - Sargasso

“I will bring down the government if it does not return to fighting in a way that [leads to us] taking over the entire Gaza Strip and governing it,” he continues, lashing out at IDF Chief of Staff Lt. Gen. Herzi Halevi as “weak in strategy.” De rechts-extremisten in de regering Netanyahu vinden het maar […]

Sargasso
The radical far-right politician who told VICE World News in 2021 that Palestinians should leave Gaza is now an Israel government minister. Itamar Ben-Gvir’s rise reflects a new reality in Israel.
https://www.vice.com/en/article/5d9mq3/itamar-ben-gvir-israel
#ItamarBen-Gvir #israel #middleeast #occupiedwestbank #gaza #worldconflict #worldnews
‘Palestinians Should Go to Saudi Arabia’: The Extremist in Charge of Israel’s Security

The radical far-right politician who told VICE World News in 2021 that Palestinians should move to Muslim-majority countries is now an Israeli government minister. Itamar Ben-Gvir’s rise reflects a new reality in Israel.

Footage showed the soldier grabbing Issa Amro by the neck, throwing him to the ground, and kicking him. The New Yorker’s Lawrence Wright said that Amro had done nothing to justify the “violent assault.”
https://www.vice.com/en/article/xgynkn/issa-amro-lawrence-wright-israeli-soldier
#israel #Hébron #westbank #ItamarBen-Gvir #worldnews #worldconflict
Israeli Soldier Jailed for Attacking Palestinian Activist in Front of New Yorker Journalist

Footage showed the soldier grabbing Issa Amro by the neck, throwing him to the ground, and kicking him. The New Yorker’s Lawrence Wright said that Amro had done nothing to justify the “violent assault.”