Nessun accordo in Ue sulle sanzioni al ministro israeliano Ben Gvir: manca l’unanimità degli Stati membri
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“La guerra è finita troppo presto”: anche l’opposizione israeliana boccia il piano Trump-Iran
Istante dopo istante, anche se i nostri media si astengono dal riportarlo e il mondo è preso da altre questioni, #Israele continua la sua guerra di annientamento a #Gaza
O meglio, in circa un terzo dei 365 chilometri quadrati della Striscia in cui lo Stato che rappresenta le vittime dell’Olocausto e i suoi sopravvissuti permette a 2 milioni di morti viventi di rimanere, in una densità che solo il diavolo potrebbe creare.
I morti viventi camminano per chilometri tra cumuli crescenti di spazzatura e pozze puzzolenti di liquami per portare a casa l’acqua.
Camminano con le stampelle o su una gamba sola in attesa di un buono del "Programma Alimentare Mondiale" che manterrà in vita le loro famiglie, e portano le figlie in una clinica improvvisata, forse lì sapranno cosa fare per le pulci, le zecche e i morsi dei ratti. ⬇️8
Cesarea Marittima, due statue romane intatte emergono da un torchio per il vino: una rappresenta “Licurgo”
Scoperta inattesa vicino all’antica Cesarea Marittima, oggi in territorio israeliano. Durante gli scavi preventivi legati alla realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità lungo la costa, nei pressi di Binyamina, sono emerse due statue in marmo risalenti a circa 1.700 anni fa, accuratamente nascoste all’interno di una struttura produttiva destinata alla vinificazione.
Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito di un’indagine archeologica condotta dall’IAA – Autorità Israeliana per le Antichità prima dell’avvio dei lavori infrastrutturali che collegheranno più rapidamente Tel Aviv e Haifa.
Scavo dell’Autorità israeliana per le antichità all’ingresso di Binyamina. Foto Shatil Emmanuilov, IAAStatue nascoste in un antico impianto vinicolo
Il ritrovamento riguarda due sculture che rappresentano la testa e la parte superiore del busto di altrettanti personaggi maschili appartenenti alla tradizione culturale greco-romana. Gli archeologi le hanno rinvenute deposte con cura, rivolte verso il basso, all’interno della vasca di raccolta di un grande torchio vinario di età romano-bizantina.
Secondo i responsabili dello scavo, Eliran Oren e Avishag Reiss, la collocazione dei reperti resta avvolta nel mistero. Le statue non si trovavano infatti nel luogo originario di esposizione ma erano state trasferite e interrate intenzionalmente quando l’impianto cessò di essere utilizzato.
«Potrebbero essere state nascoste per proteggerle», ipotizzano gli studiosi, sottolineando come non sia ancora possibile ricostruire con certezza le circostanze che portarono al loro occultamento.
4. Area di scavo in cui sono state rinvenute le statue. Foto Shatil Emmanuilov, IAAL’iscrizione con il nome di Licurgo
Uno degli elementi più affascinanti della scoperta è la presenza di una iscrizione greca conservata su una delle statue. Il testo riporta il nome “Licurgo”, figura che richiama immediatamente due celebri personaggi dell’antichità: il leggendario legislatore di Sparta e l’oratore ateniese vissuto nel IV secolo a.C.
6. Le statue romane (quella a sinistra con la scritta “Licurgo”). Probabilmente si trovavano in cima alle colonne che decoravano un edificio. Foto Yoli Schwartz, IAAL’aristocrazia romana amava decorare le proprie dimore e gli edifici pubblici con immagini di filosofi, politici e figure illustri del passato. Secondo l’archeologo Peter Gendelman, specialista di Cesarea Marittima, sarà necessario uno studio approfondito per stabilire a quale dei due personaggi si riferisca realmente il ritratto.
Una villa di lusso sulla costa?
L’area del ritrovamento si trova non lontano da Cesarea Marittima, una delle città più importanti della Palestina romana. In passato, nelle vicinanze, erano già stati individuati i resti di un complesso termale.
12. Le statue viste da dietro. Foto Yoli Schwartz, IAAPer questo motivo gli studiosi ritengono plausibile che le due statue decorassero una residenza di alto rango, appartenente a una delle famiglie più ricche della regione.
La qualità del marmo e l’elevato livello artistico delle sculture sembrano infatti confermare un contesto aristocratico, in linea con il gusto delle élite romane per le quali l’ostentazione di opere d’arte era un modo per mostrare il proprio prestigio sociale ed esibire la propria raffinatezza intellettuale.
17. Una delle statue durante il trattamento iniziale di conservazione nei laboratori dell’Autorità israeliana per le antichità. Foto Emil Aladjem, IAAUna scoperta arrivata all’ultimo giorno di scavo
Le statue sono emerse nelle ultime fasi dell’indagine archeologica sul sito.
«È una scoperta che capita una sola volta nella vita», hanno dichiarato i responsabili dello scavo. Anche Michael Sorotskin, archeologo dell’Autorità Israeliana per le Antichità, ha raccontato l’emozione del momento: inizialmente sembrava affiorare il consueto materiale ceramico, ma ben presto è apparso il marmo bianco delle sculture.
Ora il restauro e gli studi
Le statue saranno presentate al pubblico nel corso della conferenza archeologica annuale “Center VII – The Domestic House”, in programma al Museo Eretz Israel di Tel Aviv. Successivamente verranno sottoposte a un lungo lavoro di pulitura, restauro e analisi scientifica.
Un delle due statue ritrovata nello scavo. Foto di Eliran Oren, IAAGli studiosi cercheranno di identificare con precisione i personaggi rappresentati e di ricostruire il contesto originario in cui le opere erano esposte prima di essere nascoste nel torchio vinario.
La scoperta offre così nuovi dettagli sullo stile di vita delle élite della Palestina romana e sulle modalità con cui il patrimonio artistico dell’antichità veniva conservato, riutilizzato o talvolta occultato durante le trasformazioni del paesaggio urbano e rurale.
Guarda il video: (in inglese): Due statue romane emergono da un torchio per il vino nei pressi di Cesarea Marittima
📘 Notizia verificata ✅
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da 'Pagine Esteri' (2 giu. 2026)
https://differx.noblogs.org/2026/06/15/da-pagineesteri-record-storico-per-lexport-militare-israeliano-merito-delle-armi-testate-in-battaglia/
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Una delle prime sale cinematografiche della capitale giordana è al centro del nuovo documentario dell’artista giordano-olandese di origini palestinesi Mahmoud Al-Massad. Un luogo lontano, anche nel tempo, dallo sfarzo della parte occidentale della città, oggi abbandonato e a rischio demolizione. Ma ha ancora da raccontare. Ed è proprio lì che il regista ci dice di aver voluto "condividere con il pubblico una profonda riflessione umana sulla fragilità della memoria"