il manifesto: Processi di pace fragili e bombe Usa: il fuoco del Newroz sfida i nuovi despoti

«Celebriamo il Newroz 2026 nel mezzo di un processo in cui gli attuali Dehak hanno trasformato il Medio Oriente in un mare di sangue. Proprio come nella leggenda, ci troviamo […]
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Fragile peace processes and US bombs: the Newroz fire challenges the new despots.

Let’s celebrate the Newroz 2026 amidst a process in which the current Dehak have turned the Middle East into a sea of blood. Just like in the legend, we find ourselves […]
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#Newroz #theNewroz2026 #Dehak #theMiddleEast #first

https://ilmanifesto.it/processi-di-pace-fragili-e-bombe-usa-il-fuoco-del-newroz-sfida-i-nuovi-despoti

Processi di pace fragili e bombe Usa: il fuoco del Newroz sfida i nuovi despoti | il manifesto

Kurdi (Internazionale) «Celebriamo il Newroz 2026 nel mezzo di un processo in cui gli attuali Dehak hanno trasformato il Medio Oriente in un mare di sangue. Proprio come nella leggenda, ci troviamo davanti al compito di combattere i Dehak dei nostri tempi con lo spirito del Newroz e l’alleanza dei popoli». Così recita il comunicato dell’Unione delle

il manifesto

RaiNews: La Fed lascia invariati i tassi: incerte le implicazioni del conflitto in Medioriente sull'economia

Nonostante la guerra in Iran, la banca centrale Usa non cambia per ora la sua posizione e conferma tassi di interesse fra il 3,5% e il 3,75%: "Non sappiamo cosa accadrà" ha detto Jerome Powell in conferenza stampa

The Fed leaves rates unchanged: implications of the Middle East conflict on the economy are uncertain.

Despite the war in Iran, the US central bank is not changing its position for now and confirms interest rates between 3.5% and 3.75%: “We don’t know what will happen” said Jerome Powell at a press conference.

#theMiddleEast #between35%and375% #JeromePowell

https://www.rainews.it/articoli/2026/03/la-fed-lascia-invariati-i-tassi-incerte-le-implicazioni-del-conflitto-in-medioriente-sulleconomia-433f8d6a-df99-4d36-a24c-6cd3c5feacb7.html

La Fed lascia invariati i tassi: incerte le implicazioni del conflitto in Medioriente sull'economia

Nonostante la guerra in Iran, la banca centrale Usa non cambia per ora la sua posizione e conferma tassi di interesse fra il 3,5% e il 3,75%: "Non sappiamo cosa accadrà" ha detto Jerome Powell in conferenza stampa

RaiNews

Primo piano ANSA - ANSA.it: La Fed lascia i tassi di interesse invariati fra il 3,50% e il 3,75%

La decisione presa con 11 voti a favore e 1 contrario. Previsto un taglio dei tassi nel 2026 e uno nel 2027. "Incerte" le ripercussioni economiche della guerra in Medio Oriente

The Fed leaves interest rates unchanged between 3.50% and 3.75%.

The decision was made with 11 votes in favor and 1 against. A rate cut is expected in 2026 and 2027. "Uncertain" are the economic repercussions of the war in the Middle East.

#between350%and375% #theMiddleEast

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/aziende/2026/03/18/la-fed-lascia-i-tassi-di-interesse-invariati-fra-il-350-e-il-375_220884ba-144c-4d44-a5bd-43cfea04471c.html

La Fed lascia i tassi di interesse invariati fra il 3,50% e il 3,75% - Aziende - Ansa.it

La decisione presa con 11 voti a favore e 1 contrario. Previsto un taglio dei tassi nel 2026 e uno nel 2027. "Incerte" le ripercussioni economiche della guerra in Medio Oriente (ANSA)

Agenzia ANSA

Corriere.it - Homepage: Meno voli e maggiori costi, la guerra in Medio Oriente spinge le compagnie aeree ai piani di risparmio

Con il cherosene raddoppiato in pochi giorni, Sas ha deciso di tagliare mille voli ad aprile, mentre i grandi vettori Usa pagano (ciascuno) 400 milioni di dollari in più a marzo. Ecco cosa succede

Fewer flights and higher costs, the war in the Middle East is forcing airlines to implement cost-saving plans.

With kerosene doubled in a few days, Sas decided to cut a thousand flights in April, while the major US carriers are paying (each) $400 million more in March. Here’s what’s happening.

#theMiddleEast

https://www.corriere.it/economia/trasporti/aerei/26_marzo_18/meno-voli-e-maggiori-costi-la-guerra-in-medio-oriente-spinge-le-compagnie-aeree-ai-piani-di-risparmio-88a65c9f-ea80-4b7f-bbac-a445c9b97xlk.shtml

Meno voli e maggiori costi, la guerra in Medio Oriente spinge le compagnie aeree ai piani di risparmio

Con il cherosene raddoppiato in pochi giorni, Sas ha deciso di tagliare mille voli ad aprile, mentre i grandi vettori Usa pagano (ciascuno) 400 milioni di dollari in più a marzo. Ecco cosa succede

Corriere della Sera

La Stampa - News, inchieste e approfondimenti La Stampa: Riunione di intelligence e militari con Mantovano e Crosetto sul Medio Oriente

Aggiornamento sulla crisi e sugli aspetti di intelligenceT

Intelligence meeting and military officials with Mantovano and Crosetto on the Middle East

Update on the crisis and intelligence aspects.

#Mantovano #theMiddleEast

https://www.lastampa.it/politica/2026/03/18/news/riunione_007_e_militari_con_mantovano_e_crosetto_sul_medio_oriente-15549739/

Riunione di intelligence e militari con Mantovano e Crosetto sul Medio Oriente

Aggiornamento sulla crisi e sugli aspetti di intelligenceT

La Stampa

Today: Le compagnie aeree iniziano a cancellare voli per il caro carburante

La compagnia aerea scandinava Sas cancellerà circa 1.000 voli tra marzo e aprile per far fronte all'aumento dei carburanti (il 2%). È la prima compagnia aerea tra le grandi europee a sospendere alcune operazioni, oltre alla cancellazione dei voli da e verso il Medio Oriente stesso. Sas ha...

Airlines are starting to cancel flights due to high fuel costs.

SAS, the Scandinavian airline, will cancel approximately 1,000 flights between March and April to cope with the rise in fuel prices (2%). It is the first of the major European airlines to suspend some operations, in addition to the cancellation of flights to and from the Middle East itself. SAS has…

#Scandinavian #first #European #theMiddleEast

https://www.today.it/attualita/le-compagnie-aeree-iniziano-a-cancellare-voli-per-il-caro-carburante.html

Guerra in Iran, le ultime notizie. La guerra in Iran è entrata in una nuova fase, ancora più pericolosa. Le compagnie aeree iniziano a cancellare voli per il caro carburante

L'attacco preventivo contro l'Iran lanciato sabato 28 febbraio da Stati Uniti e Israele aveva l'intento di far cadere il regime, ma ora l'intera regione del Golfo Persico è nel caos. Il blocco dello stretto di Hormuz getta nello scompiglio i mercati globali

Today

Il Fatto Quotidiano: “L’ambasciata di Mosca a Vienna è l’hub delle operazioni russe di ascolto in Ue”

L’ambasciata della Russia a Vienna è “uno degli hub più importanti per le operazioni russe in Europa”. È quanto sostiene in un articolo il Financial Times nella sua edizione europea, citando un diplomatico e sottolineando come Mosca stia prendendo di mira non solo le comunicazioni europee, ma anche quelle provenienti da Medio Oriente e Africa. In sostanza, secondo il quotidiano finanziario, la Russia avrebbe preso di mira le comunicazioni statali e militari della Nato tramite antenne paraboliche installate nella propria ambasciata in Austria.
Dai tetti della rappresentanza russa, scrive il Financial Times, emergono numerose antenne che, secondo fonti di sicurezza europee, non sarebbero destinate alle normali comunicazioni diplomatiche: molte non risultano orientate verso est e vengono frequentemente riposizionate, un segnale che celerebbe un utilizzo per monitorare diversi satelliti.
Il gruppo di ingegneri viennese Nomen Nescio sta analizzando il tetto del più grande complesso diplomatico russo a Vienna, soprannominato ‘Russencity’, che si estende su un’area di oltre 3 ettari e include edifici residenziali, una scuola e la missione russa presso le Nazioni Unite.
Il suo edificio principale è sormontato da un fitto sistema di antenne. Secondo l’analisi, alcune di queste sarebbero puntate verso satelliti geostazionari utilizzati per le comunicazioni tra Europa e Africa. Il Financial Times ricorda che, nonostante le raccomandazioni dell’agenzia austriaca di intelligence, Vienna ha mostrato scarso interesse nell’espellere diplomatici o nell’adottare altre misure contro agenti russi.
L'articolo “L’ambasciata di Mosca a Vienna è l’hub delle operazioni russe di ascolto in Ue” proviene da Il Fatto Quotidiano.

The Russian embassy in Vienna is the hub of Russian surveillance operations in the EU.

The Russian embassy in Vienna is “one of the most important hubs for Russian operations in Europe.” This is according to an article in the Financial Times in its European edition, citing a diplomat and highlighting that Moscow is targeting not only European communications, but also those from the Middle East and Africa. Essentially, according to the financial newspaper, Russia has been targeting NATO’s state and military communications via satellite dishes installed in its embassy in Austria.

From the roofs of the Russian representation, the Financial Times writes, emerge numerous antennas that, according to European security sources, would not be intended for normal diplomatic communications: many do not point east and are frequently repositioned, a sign that would conceal their use for monitoring various satellites.

The Viennese engineering group Nomen Nescio is analyzing the roof of the largest Russian diplomatic complex in Vienna, nicknamed ‘Russencity’, which covers an area of over 3 hectares and includes residential buildings, a school and the Russian mission to the United Nations.

Its main building is topped by a dense system of antennas. According to the analysis, some of these are aimed at geostationary satellites used for communications between Europe and Africa. The Financial Times recalls that, despite the recommendations of the Austrian intelligence agency, Vienna has shown little interest in expelling diplomats or taking other measures against Russian agents.

The article “The Moscow Embassy in Vienna is the hub of Russian listening operations in the EU” comes from Il Fatto Quotidiano.

#Russian #Vienna #Europe #theFinancialTimes #European #Moscow #theMiddleEast #Africa #Russia #Austria #Viennese #NomenNescio #over3hectares #theUnitedNations #TheFinancialTimes #Austrian #TheMoscowEmbassy #IlFattoQuotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/18/ambasciata-russia-vienna-hub-operazioni-ascolto-europa-financial-times-news/8328084/

“L’ambasciata di Mosca a Vienna è l’hub delle operazioni russe di ascolto in Ue”

È quanto sostiene il Financial Times, citando un diplomatico: dai tetti emergono numerose antenne paraboliche che, secondo fonti di sicurezza, non sarebbero destinate alle comunicazioni diplomatiche

Il Fatto Quotidiano

LA NOTIZIA: La guerra in Libano si aggrava: Israele intensifica i raid su Beirut e Hezbollah promette “vendetta”

Nel silenzio generale dell’occidente, letteralmente concentrato sulla guerra in Iran, si aggrava di ora in ora il conflitto parallelo in Libano. Nella notte, Beirut è stata scossa da una nuova ondata di raid israeliani in cui hanno perso la vita almeno 12 persoen e oltre 40 risultano ferite.
Come testimoniano i media mediorientali, i raid hanno colpito obiettivi militari ma anche zone densamente abitate a Basta, Zuqaq al-Blat, Bachoura. In un video si vede un edificio residenziale di 15 piani centrato in pieno. A Sidone, nel sud del Paese, è stata colpita in pieno un’automobile in cui hanno perso la vita due persone. Insomma la situazione peggiora, lasciando presagire l’ennesima escalation del conflitto in Medio Oriente.
Israele vuole mettere fine al regime del terrore di Hezbollah
Le forze armate di Israele (IDF) rivendicano gli attacchi, affermando di aver colpito obiettivi legati a Hezbollah. In particolare i raid avrebbero preso di mira infrastrutture, centri finanziari, e basi operative, usate dal gruppo filo iraniano che, dal momento dell’inizio del conflitto tra Usa e Israele contro l’Iran, è sceso in campo unendosi alla resistenza da parte del brutale regime di Teheran.
I numeri complessivi fanno impressione e in diciannove giorni di combattimento sarebbero già state registrate oltre 900 vittime, a cui si aggiungono migliaia di feriti e, secondo le stime più prudenti, almeno un milione di sfollati.
Una catastrofe umanitaria che ha spinto il presidente libanese Joseph Aoun – criticato per la sua linea cauta – a invitare la politica a unità e solidarietà, rinunciando a divisioni e incitamenti settari. Secondo il portavoce della presidenza, Aoun ha sottolineato anche che gli sviluppi in corso richiedono un attento monitoraggio e un alto senso di responsabilità nazionale, lontano da interessi particolari e calcoli personali, auspicando la ripresa del dialogo tra Libano e Israele che, però, Benjamin Netanyahu continua a rifiutare.
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The war in Lebanon is worsening: Israel is intensifying raids on Beirut and Hezbollah promises “retribution.”

In the quiet preoccupation of the West, literally focused on the war in Iran, the parallel conflict in Lebanon is worsening hour by hour. In the night, Beirut was shaken by a new wave of Israeli raids in which at least 12 people died and more than 40 were injured.

As Middle Eastern media testify, the raids targeted military objectives but also densely populated areas in Basta, Zuqaq al-Blat, and Bachoura. In a video, a 15-story residential building was hit squarely. In Sidon, in the south of the country, a car was hit directly, killing two people. In short, the situation is worsening, foreshadowing yet another escalation of the conflict in the Middle East.

Israel wants to end Hezbollah’s terrorist regime.

The Israeli armed forces (IDF) claim responsibility for the attacks, stating that they struck targets linked to Hezbollah. In particular, the raids targeted infrastructure, financial centers, and operational bases used by the Iran-backed group, which, since the beginning of the conflict between the US and Israel against Iran, has joined the resistance alongside the brutal regime of Tehran.

The overall numbers are impressive, and in nineteen days of fighting, more than 900 people have already been killed, along with thousands of injured, and, according to the most cautious estimates, at least one million displaced persons.

A humanitarian catastrophe that has prompted Lebanese President Joseph Aoun – criticized for his cautious line – to invite politics to unity and solidarity, abandoning divisions and sectarian appeals. According to the President’s spokesman, Aoun also emphasized that the developments underway require careful monitoring and a high sense of national responsibility, away from special interests and personal calculations, hoping for the resumption of dialogue between Lebanon and Israel, which, however, Benjamin Netanyahu continues to refuse.

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#Lebanon #Israel #Beirut #Hezbollah #Israeli #MiddleEastern #Basta #Zuqaqal-Blat #Bachoura #theMiddleEast #Tehran #Lebanese #JosephAoun #BenjaminNetanyahu #first #LANOTIZIA

https://www.lanotiziagiornale.it/raid-israele-libano-beirut-morti/

Libano, Israele intensifica i raid su Beirut: almeno 12 morti | LA NOTIZIA

Raid israeliani su Beirut: almeno 12 morti e decine di feriti. Cresce la tensione in Libano tra sfollati e crisi umanitaria.

LA NOTIZIA

Agi: Crosetto: “Non cedere al ricatto iraniano su Hormuz. L’Italia lavorerà per coinvolgere l’Onu”

AGI - Il ministro della Difesa Guido Crosetto, in una intervista al Foglio, spiega la posizione dell'Italia nella guerra in Medio Oriente. "Non si può lasciare che la stabilità della regione dipenda dal ricatto del regime iraniano. La risposta non può però essere solitaria ed episodica o parziale: deve essere larga, credibile, condivisa, coinvolgendo il maggior numero possibile di Paesi del mondo".
"L'Italia non ha alcuna intenzione di disimpegnarsi dalla difesa del diritto di passaggio a Hormuz - ha aggiunto Crosetto - perché da quel tratto di mare passa una parte decisiva della nostra sicurezza, della nostra economia. Non solo gli interessi italiani o europei ma di tutto l'Indo-Pacifico e, per l'effetto domino sui prezzi dell'energia, di tutto il mondo".
La risposta internazionale al ricatto
Secondo Crosetto, la risposta al "ricatto" del regime "non può essere fatta all'interno di un'ennesima coalizione di volenterosi magari solo occidentali. Va fatta dentro una cornice di legittimazione internazionale che ridia centralità al ruolo delle Nazioni Unite e passi attraverso una decisione unanime del Consiglio di sicurezza. Più ampia è la coalizione, minore è il potere di intimidazione di chiunque e più velocemente si risolverà la crisi in atto", ha aggiunto.

Crosetto: “Do not give in to Iranian blackmail over Hormuz. Italy will work to involve the UN.”

AGI - Defence Minister Guido Crosetto, in an interview with Il Foglio, explains Italy’s position in the war in the Middle East. “We cannot allow the stability of the region to depend on the blackmail of the Iranian regime. However, the response cannot be solitary, episodic or partial: it must be broad, credible, shared, involving as many countries in the world as possible.”

“Italy has no intention of disengaging from the defense of the right of passage at the Strait of Hormuz – Crosetto added – because a decisive part of our security and our economy passes through that stretch of sea. Not only Italian or European interests, but those of the Indo-Pacific and, due to the domino effect on energy prices, of the whole world.”

The International Response to Blackmail

According to Crosetto, the response to the “blackmail” of the regime “cannot be made within yet another coalition of willing parties, perhaps only Western ones. It must be made within a framework of international legitimization that restores the centrality of the role of the United Nations and goes through a unanimous decision by the Security Council. The wider the coalition, the less power of intimidation any individual will have and the faster the current crisis will be resolved,” he added.

#Iranian #Hormuz #Italy #GuidoCrosetto #IlFoglio #theMiddleEast #Italian #European #theIndo-Pacific #Crosetto #theUnitedNations #theSecurityCouncil

https://www.agi.it/politica/news/2026-03-18/crosetto-iran-hormuz-onu-36163626/

La Stampa - News, inchieste e approfondimenti La Stampa: Breaking Point, Medio Oriente in fiamme: perché il conflitto è diventato incontrollabile

Il Medio Oriente è sull'orlo del baratro. Dopo 19 giorni di guerra, gli Stati Uniti hanno colpito il cuore economico dell'Iran, l'isola di Kharg, mentre Israele prepara un'offensiva di terra in Libano. Teheran risponde con minacce dirette a Netanyahu e attacchi alle infrastrutture energetiche regionali, mettendo a rischio le rotte globali. La guerra si allarga, coinvolgendo basi occidentali e rivelando profonde divisioni tra gli alleati Nato sulla protezione dello Stretto di Hormuz. Alessia Melcangi analizza un conflitto che sta ridisegnando gli equilibri e dimostra la sorprendente capacità di resistenza iraniana.

Breaking Point, Middle East in Flames: Why the Conflict Has Become Uncontrollable

The Middle East is on the brink of the abyss. After 19 days of war, the United States has struck the heart of Iran’s economy, the Kharg island, while Israel is preparing a ground offensive in Lebanon. Tehran responds with direct threats against Netanyahu and attacks on regional energy infrastructure, jeopardizing global routes. The war is spreading, involving Western bases and revealing deep divisions among NATO allies regarding the protection of the Strait of Hormuz. Alessia Melcangi analyzes a conflict that is redrawing the balance of power and demonstrates the surprising resilience of the Iranian resistance.

#MiddleEast #TheMiddleEast #theUnitedStates #Kharg #Israel #Lebanon #Tehran #Netanyahu #theStraitofHormuz #AlessiaMelcangi #Iranian

https://www.lastampa.it/esteri/2026/03/18/video/breaking_point_medio_oriente_in_fiamme_perche_il_conflitto_e_diventato_incontrollabile-15549333/

Breaking Point, Medio Oriente in fiamme: perché il conflitto è diventato incontrollabile

Il Medio Oriente è sull'orlo del baratro. Dopo 19 giorni di guerra, gli Stati Uniti hanno colpito il cuore economico dell'Iran, l'isola di Kharg, mentre…

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