Repubblica.it: Vienna, torna nido di spie russe: antenne satellitari collegate ai satelliti per ascoltare l’Europa

Il Financial Times pubblica la ricerca di “NomenNescio”, un gruppo di ingegneri elettronici impegnati a monitorare l’attività di intelligence di Mosca in Austria

Vienna is returning as a nest for Russian spies: satellite antennas connected to satellites to listen to Europe.

The Financial Times is publishing the research of “NomenNescio,” a group of electronic engineers committed to monitoring Moscow’s intelligence activities in Austria.

#Vienna #Russian #Europe #TheFinancialTimes #NomenNescio #Moscow #Austria

https://www.repubblica.it/esteri/2026/03/18/news/vienna_nido_spie_russe_antenne_satellitari_satelliti-425229508/

Vienna, torna nido di spie russe: antenne satellitari collegate ai satelliti per ascoltare l’Europa

Il Financial Times pubblica la ricerca di “NomenNescio”, un gruppo di ingegneri elettronici impegnati a monitorare l’attività di intelligence di Mosca in Austr…

la Repubblica

Il Fatto Quotidiano: “L’ambasciata di Mosca a Vienna è l’hub delle operazioni russe di ascolto in Ue”

L’ambasciata della Russia a Vienna è “uno degli hub più importanti per le operazioni russe in Europa”. È quanto sostiene in un articolo il Financial Times nella sua edizione europea, citando un diplomatico e sottolineando come Mosca stia prendendo di mira non solo le comunicazioni europee, ma anche quelle provenienti da Medio Oriente e Africa. In sostanza, secondo il quotidiano finanziario, la Russia avrebbe preso di mira le comunicazioni statali e militari della Nato tramite antenne paraboliche installate nella propria ambasciata in Austria.
Dai tetti della rappresentanza russa, scrive il Financial Times, emergono numerose antenne che, secondo fonti di sicurezza europee, non sarebbero destinate alle normali comunicazioni diplomatiche: molte non risultano orientate verso est e vengono frequentemente riposizionate, un segnale che celerebbe un utilizzo per monitorare diversi satelliti.
Il gruppo di ingegneri viennese Nomen Nescio sta analizzando il tetto del più grande complesso diplomatico russo a Vienna, soprannominato ‘Russencity’, che si estende su un’area di oltre 3 ettari e include edifici residenziali, una scuola e la missione russa presso le Nazioni Unite.
Il suo edificio principale è sormontato da un fitto sistema di antenne. Secondo l’analisi, alcune di queste sarebbero puntate verso satelliti geostazionari utilizzati per le comunicazioni tra Europa e Africa. Il Financial Times ricorda che, nonostante le raccomandazioni dell’agenzia austriaca di intelligence, Vienna ha mostrato scarso interesse nell’espellere diplomatici o nell’adottare altre misure contro agenti russi.
L'articolo “L’ambasciata di Mosca a Vienna è l’hub delle operazioni russe di ascolto in Ue” proviene da Il Fatto Quotidiano.

The Russian embassy in Vienna is the hub of Russian surveillance operations in the EU.

The Russian embassy in Vienna is “one of the most important hubs for Russian operations in Europe.” This is according to an article in the Financial Times in its European edition, citing a diplomat and highlighting that Moscow is targeting not only European communications, but also those from the Middle East and Africa. Essentially, according to the financial newspaper, Russia has been targeting NATO’s state and military communications via satellite dishes installed in its embassy in Austria.

From the roofs of the Russian representation, the Financial Times writes, emerge numerous antennas that, according to European security sources, would not be intended for normal diplomatic communications: many do not point east and are frequently repositioned, a sign that would conceal their use for monitoring various satellites.

The Viennese engineering group Nomen Nescio is analyzing the roof of the largest Russian diplomatic complex in Vienna, nicknamed ‘Russencity’, which covers an area of over 3 hectares and includes residential buildings, a school and the Russian mission to the United Nations.

Its main building is topped by a dense system of antennas. According to the analysis, some of these are aimed at geostationary satellites used for communications between Europe and Africa. The Financial Times recalls that, despite the recommendations of the Austrian intelligence agency, Vienna has shown little interest in expelling diplomats or taking other measures against Russian agents.

The article “The Moscow Embassy in Vienna is the hub of Russian listening operations in the EU” comes from Il Fatto Quotidiano.

#Russian #Vienna #Europe #theFinancialTimes #European #Moscow #theMiddleEast #Africa #Russia #Austria #Viennese #NomenNescio #over3hectares #theUnitedNations #TheFinancialTimes #Austrian #TheMoscowEmbassy #IlFattoQuotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/18/ambasciata-russia-vienna-hub-operazioni-ascolto-europa-financial-times-news/8328084/

“L’ambasciata di Mosca a Vienna è l’hub delle operazioni russe di ascolto in Ue”

È quanto sostiene il Financial Times, citando un diplomatico: dai tetti emergono numerose antenne paraboliche che, secondo fonti di sicurezza, non sarebbero destinate alle comunicazioni diplomatiche

Il Fatto Quotidiano

Agenzia Nova: Usa-Cina: Trump minaccia rinvio del vertice con Xi se Pechino non contribuira' a sicurezza di Hormuz (2)

16 mar 04:25 - (Agenzia Nova) - In un'intervista al quotidiano "Financial Times", Trump ha dichiarato che i Paesi che beneficiano delle rotte... (Was)

Use-China: Trump threatens to postpone summit with Xi if Beijing does not contribute to security of Hormuz (2)

16 Mar 04:25 - (Agenzia Nova) - In an interview with the Financial Times, Trump stated that countries benefiting from the routes... (Was)

#Beijing #Hormuz #AgenziaNova #theFinancialTimes #Trump

https://www.agenzianova.com/a/69b77880cb2505.89525501/7145135/2026-03-16/usa-cina-trump-minaccia-rinvio-del-vertice-con-xi-se-pechino-non-contribuira-a-sicurezza-di-hormuz-2

Agi: Turismo in crisi in Medio Oriente: perdite per 600 milioni di dollari al giorno

AGI - La guerra in Medio Oriente sta costando all'industria turistica della regione 600 milioni di dollari al giorno in termini di mancati introiti. È la stima del World Travel & Tourism Council, riportata dal Financial Times. Le cancellazioni dei voli, la chiusura dello spazio aereo e il crescente malessere tra i potenziali viaggiatori stanno di fatto danneggiando l'economia turistica della regione. A parte le mancate visite, i viaggiatori si sono affrettati a cancellare le vacanze in Medio Oriente che avevano pianificato in precedenza allo scoppio del conflitto. Secondo i dati raccolti dal gruppo AirDNA, nella sola Dubai sono state cancellate più di 80.000 prenotazioni di affitti a breve termine nella settimana fino al 6 marzo.
Prima dell'attacco, il World Travel & Tourism Council aveva stimato che quest'anno i visitatori internazionali avrebbero speso circa 207 miliardi di dollari in Medio Oriente. I grandi hub regionali come Abu Dhabi, Dubai, Doha e Bahrein gestiscono in genere più di mezzo milione di passeggeri aerei al giorno, ma secondo il fornitore di dati Cirium, i cinque giorni di cancellazioni dei voli in tutta la regione hanno lasciato a terra circa 4 milioni di viaggiatori la scorsa settimana. Centinaia di voli sono decollati dagli aeroporti del Medio Oriente la scorsa settimana nel tentativo di riportare a casa le decine di migliaia di turisti ancora bloccati.
Prospettive future per il turismo
Le destinazioni del Medio Oriente si sono già riprese in passato da episodi di conflitto. Ma nel frattempo, fino a quando non verrà trovata una soluzione, il turismo resterà fermo. Alcuni analisti prevedono una ripresa ma solo dei viaggi d'affari grazie alla posizione strategica della regione tra Europa e Asia. Altri sono più ottimisti e sono sicuri che appena i raid termineranno, i visitatori torneranno a viaggiare nella regione.

Tourism in crisis in the Middle East: losses of $600 million per day.

AGI - The war in the Middle East is costing the region’s tourism industry $600 million a day in lost revenue. This is the estimate of the World Travel & Tourism Council, reported by the Financial Times. Cancellations of flights, the closure of airspace, and the growing unease among potential travelers are effectively damaging the region’s tourism economy. In addition to missed visits, travelers have rushed to cancel vacations they had previously planned in the Middle East in the wake of the conflict. According to data collected by AirDNA, more than 80,000 short-term rental bookings were canceled in Dubai alone in the week leading up to March 6th.

Before the attack, the World Travel & Tourism Council had estimated that this year international visitors would spend around $207 billion in the Middle East. Major regional hubs such as Abu Dhabi, Dubai, Doha, and Bahrain typically handle more than half a million passengers a day, but according to data provider Cirium, the five days of flight cancellations across the region have left approximately 4 million travelers grounded last week. Hundreds of flights took off from Middle Eastern airports last week in an attempt to bring home tens of thousands of tourists still stranded.

Future Prospects for Tourism

Middle Eastern destinations have recovered from conflict episodes in the past. But in the meantime, until a solution is found, tourism will remain stalled. Some analysts predict a recovery, but only through business travel due to the region’s strategic location between Europe and Asia. Others are more optimistic and are confident that once the hostilities end, visitors will return to travel in the region.

#theMiddleEast #theFinancialTimes #AirDNA #Dubai #AbuDhabi #Bahrain #MiddleEastern #Europe

https://www.agi.it/economia/news/2026-03-11/iran-turismo-medio-oriente-perdite-600-mln-dollari-al-giorno-36057130/

RaiNews: Chi è George Prokopiou, l'armatore greco che sfida il blocco nello stretto di Hormuz

Secondo i dati di localizzazione raccolti da Bloomberg, una delle sue petroliere, con a bordo petrolio greggio saudita, è stata localizzata questa mattina vicino alla costa dell'India. Definito "il miliardario bucaniere" dal Financial Times

Who is George Prokopiou, the Greek shipowner challenging the blockade in the Strait of Hormuz?

According to location data collected by Bloomberg, one of its oil tankers, carrying Saudi crude oil, was located this morning near the coast of India. Referred to as “the billionaire pirate” by the Financial Times.

#GeorgeProkopiou #Greek #theStraitofHormuz #Bloomberg #Saudi #India #theFinancialTimes

https://www.rainews.it/articoli/2026/03/chi-e-george-prokopiou-larmatore-greco-che-sfida-il-blocco-nello-stretto-di-hormuz-0a8033ac-a371-4425-be9d-e183fb4ba6dc.html

Chi è George Prokopiou, l'armatore greco che sfida il blocco nello stretto di Hormuz

Secondo i dati di localizzazione raccolti da Bloomberg, una delle sue petroliere, con a bordo petrolio greggio saudita, è stata localizzata questa mattina vicino alla costa dell'India. Definito "il miliardario bucaniere" dal Financial Times

RaiNews

LA NOTIZIA: Inflazione, il prezzo più alto della guerra in Iran lo paga l’Italia: impatto più alto che in qualsiasi altro Paese

Il conto più alto della guerra in Iran lo paga l’Italia. Proprio il Paese in cui il governo si vanta dei suoi rapporti con Donald Trump e Benjamin Netanyahu, coloro i quali la guerra l’hanno avviata. Proprio l’Italia, infatti, pagherà maggiormente lo shock energetico derivante dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dai rincari del petrolio, secondo le stime di Oxford Economics riportate dal Financial Times.
L’Italia pagherà quindi un prezzo più alto rispetto alle altre grandi economie internazionali, con un’inflazione complessiva che aumenterà più del previsto. Il problema, quindi, riguarda tutti i costi energetici e gli altri rincari conseguenti al rialzo dei prezzi per gas e petrolio. In Italia l’Inflazione del quarto trimestre di quest’anno sarà più alta di un punto percentuale rispetto alle precedenti previsioni, secondo lo studio.
Inflazione alle stelle per la guerra in Iran, il prezzo più caro lo paga l’Italia
Lo studio stima l’impatto della crisi petrolifera ed energetica sull’Eurozona e sul Regno Unito, parlando di un +0,5% complessivo dell’inflazione rispetto alle precedenti stime. Minore l’impatto per gli Stati Uniti (+0,2%) e ancor meno per il Canada. L’Italia, invece, ha una maggiore dipendenza dalle importazioni e una maggiore volatilità dei prezzi del gas naturale che porteranno l’inflazione ad aumentare dell’1%.
In generale va peggio all’Europa e all’Asia che al Nord America, soprattutto perché gli Usa sono esportatori netti di petrolio e gas e questo porterà dei benefici in grado di compensare gli extra-costi derivanti dalla guerra in Iran. Il rischio, secondo gli analisti, è che i prezzi del petrolio vengano spinti fino a superare i 130 dollari al barile. E, di conseguenza, saliranno anche i prezzi delle merci, per esempio quelle trasportate su gomma. Un bel problema, soprattutto per l’Italia.
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Inflation, the highest price of the war in Iran is paid by Italy: a greater impact than in any other country.

Italy is paying the highest price of the war in Iran. It is the country where the government boasts about its relations with Donald Trump and Benjamin Netanyahu, those who initiated the war. Indeed, Italy will pay the most for the energy shock resulting from the closure of the Strait of Hormuz and rising oil prices, according to Oxford Economics estimates reported by the Financial Times.

Italy will therefore pay a higher price than other major international economies, with overall inflation increasing more than expected. The problem, therefore, concerns all energy costs and other price increases resulting from the rise in gas and oil prices. In Italy, fourth-quarter inflation this year will be higher by one percentage point than previous forecasts, according to the study.

Inflation at astronomical levels for the war in Iran, the highest price is paid by Italy.

The study estimates the impact of the oil and energy crisis on the Eurozone and the United Kingdom, speaking of a total inflation of +0.5% compared to previous estimates. The impact is smaller for the United States (+0.2%) and even less for Canada. Italy, on the other hand, has a greater dependence on imports and greater volatility in natural gas prices, which will lead to inflation increasing by 1%.

Generally, Europe and Asia fare worse than North America, especially because the US are net oil and gas exporters, which will bring benefits to compensate for the extra costs resulting from the war in Iran. The risk, according to analysts, is that oil prices will be pushed to exceed $130 per barrel. And, consequently, the prices of goods, for example those transported by road, will also rise. A nice problem, especially for Italy.

The article Inflation, the highest price of the Iran war is paid by Italy: a greater impact than in any other country seems to be the first on LA NOTIZIA.

#Italy #DonaldTrump #BenjaminNetanyahu #theStraitofHormuz #OxfordEconomics #theFinancialTimes #theUnitedKingdom #theUnitedStates #Canada #Europe #NorthAmerica #theIranwar #first #LANOTIZIA

https://www.lanotiziagiornale.it/inflazione-il-prezzo-piu-alto-della-guerra-in-iran-lo-paga-litalia-impatto-piu-alto-che-in-qualsiasi-altro-paese/

Inflazione, il prezzo più alto della guerra in Iran lo paga l'Italia LA NOTIZIA

A causa della guerra in Iran e della crisi petrolifera, l'inflazione salirà più in Italia che nelle altre grandi economie.

LA NOTIZIA

Repubblica.it: Le Borse di oggi, lunedì 9 marzo. Crolla Tokyo. Il petrolio sfonda quota 100 dollari

La guerra in Medio Oriente e il permanente blocco nello stretto di Hormuz portano in profondo rosso i mercati. Il Financial Times: G7 valuta rilascio di riserve strategiche

The stock markets today, Monday, March 9th. Tokyo crashes. Oil breaks the $100 mark.

The war in the Middle East and the permanent blockade in the Strait of Hormuz are pushing markets into deep red. The Financial Times: G7 considers releasing strategic reserves.

#Tokyo #theMiddleEast #Hormuz #TheFinancialTimes

https://www.repubblica.it/economia/2026/03/09/diretta/le_borse_di_oggi_lunedi_9_marzo_asia_forte_ribasso_record_petrolio-425208643/

Le Borse di oggi, lunedì 9 marzo. Crolla Tokyo. Il petrolio sfonda quota 100 dollari

La guerra in Medio Oriente e il permanente blocco nello stretto di Hormuz portano in profondo rosso i mercati. Il Financial Times: G7 valuta rilascio di riserv…

la Repubblica

Agi: Petrolio: oggi vertice di emergenza del G7 sulle riserve strategiche

AGI - I ministri delle finanze del G7 discuteranno di un possibile rilascio congiunto di petrolio dalle riserve, coordinato dall'Agenzia internazionale per l'energia, in una riunione di emergenza che si terrà oggi, volta a contrastare l'impennata dei prezzi del petrolio in seguito al conflitto nel Golfo. Lo riporta il Financial Times. Secondo fonti vicine alla situazione, tra cui un alto funzionario del G7, i ministri e Fatih Birol, direttore esecutivo dell'AIE, terranno una chiamata alle 8.30 (ora di New York) per discutere dell'impatto della guerra con l'Iran.
Finora, sempre secondo fonti citate dal Financial Times, tre paesi del G7, tra cui gli Stati Uniti, hanno espresso il loro sostegno all'idea. I 32 membri dell'Aie detengono riserve strategiche nell'ambito di un sistema di emergenza collettivo progettato per fronteggiare le crisi dei prezzi del petrolio.
Una fonte ha affermato che alcuni funzionari statunitensi ritengono che un rilascio congiunto di 300-400 milioni di barili, ovvero il 25-30% degli 1,2 miliardi di barili di riserva, sarebbe appropriato. L'incontro avviene mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è sotto pressione per fermare il forte aumento del prezzo del petrolio greggio dall'inizio della guerra. 
Stamattina, i mercati azionari asiatici crollano dopo il balzo dei prezzi del petrolio. Alla Borsa di Tokyo, l'indice di riferimento Nikkei cede il 5%. A Seul, l'indice Kospi crolla del 6,52%, l'indice Hang Seng di Hong Kong scende dell'1,64%. Taipei perde il 4%, Sydney il'2,52%. Negative anche le cinesi con Shanghai che segna -0,54% e Shenzhen -0,63%.

Oil: today emergency summit of the G7 on strategic reserves.

G7 finance ministers will discuss a possible joint release of oil from reserves, coordinated by the International Energy Agency, in an emergency meeting to be held today, aimed at countering the surge in oil prices following the conflict in the Gulf. The Financial Times reports this. According to sources close to the situation, including a senior G7 official, ministers and Fatih Birol, executive director of the IEA, will hold a call at 8:30 am (New York time) to discuss the impact of the war with Iran.

So far, according to sources cited by the Financial Times, three G7 countries, including the United States, have expressed their support for the idea. The 32 members of the IEA hold strategic reserves within a collective emergency system designed to address oil price crises.

A source said that some US officials believe that a joint release of 300-400 million barrels, or 25-30% of the 1.2 billion barrel reserves, would be appropriate. The meeting takes place as US President Donald Trump is under pressure to halt the sharp rise in crude oil prices since the start of the war.

This morning, Asian stock markets are falling after the jump in oil prices. The Nikkei benchmark index in Tokyo fell 5%. In Seoul, the Kospi index fell 6.52%, the Hang Seng index of Hong Kong fell 1.64%. Taipei fell 4%, Sydney 2.52%. Chinese markets were also negative, with Shanghai down 0.54% and Shenzhen down 0.63%.

#TheFinancialTimes #FatihBirol #NewYork #theFinancialTimes #theUnitedStates #25-30% #12billion #DonaldTrump #Asian #Tokyo #Seoul #Kospi #HangSeng #HongKong #Taipei #Sydney #Chinese #Shanghai #Shenzhen

https://www.agi.it/economia/news/2026-03-09/petrolio-vertice-emergenza-g7-36011396/

Adnkronos - ultimoratop: Iran, nel conflitto 'senza soldati' ora i data center diventano bersagli

(Adnkronos) - Gli attacchi, secondo il Financial Times, "evidenziano la vulnerabilità delle strutture cloud, simboli del potere tecnologico statunitense nella regione ma difficili da difendere"

Iran, in the “no-troops” conflict, data centers are now being targeted.

(Adnkronos) - The attacks, according to the Financial Times, "highlight the vulnerability of cloud infrastructure, symbols of U.S. technological power in the region but difficult to defend."

#theFinancialTimes

https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/iran-nel-conflitto-senza-soldati-ora-i-data-center-diventano-bersagli_5bGdsk47UwsvXNQzN1QgPy

La strategia di Teheran, data center Usa nuovo bersaglio dell'Iran

L'analisi del Financial Times

Adnkronos

RaiNews: La guerra spinge il prezzo del petrolio sopra i 90 dollari, gas a rischio

Il monito lanciato tramite il Financial Times dal ministro dell'energia del Qatar di un possibile stop alla produzione e spedizione di idrocarburi nel giro di poche settimane hanno mandato alle stelle il prezzo del petrolio

The war pushes oil prices above $90, gas at risk.

The warning issued via the Financial Times by the Qatari Minister of Energy regarding a possible halt to hydrocarbon production and shipment within a few weeks sent oil prices soaring.

#theFinancialTimes #Qatari

https://www.rainews.it/video/2026/03/la-guerra-spinge-il-prezzo-del-petrolio-sopra-i-90-dollari-gas-a-rischio-c5209564-d672-4e8b-9ffb-103e0ccbf704.html

La guerra spinge il prezzo del petrolio sopra i 90 dollari, gas a rischio

Il monito lanciato tramite il Financial Times dal ministro dell'energia del Qatar di un possibile stop alla produzione e spedizione di idrocarburi nel giro di poche settimane hanno mandato alle stelle il prezzo del petrolio

RaiNews