RaiNews: Trump scrive a Pechino: "Non date armi all'Iran". Xi: "Il mondo non torni alla legge della giungla"

A un mese dal vertice a Pechino Trump scrive a Xi Jinping dopo la proposta in 4 punti, mentre il Financial Times riferisce che l'Iran ha usato un satellite spia cinese per colpire basi Usa. Tajani in volo per una missione economica in Cina

Trump writes to Beijing: "Do not supply weapons to Iran." Xi: "The world should not return to the jungle law."

One month after the summit in Beijing, Trump writes to Xi Jinping after the 4-point proposal, while the Financial Times reports that Iran used a Chinese spy satellite to strike US bases. Tajani is flying for an economic mission in China.

#Trump #Beijing #XiJinping #theFinancialTimes #Chinese #Tajani #China

https://www.rainews.it/articoli/2026/04/trump-scrive-a-pechino-non-date-armi-alliran-xi-il-mondo-non-torni-alla-legge-della-giunglai-4-punti-della-proposta-di-pechino-per-liran--864cfd12-ae3c-44e7-94e3-dc93a4f727f9.html

Trump scrive a Pechino: "Non date armi all'Iran". Xi: "Il mondo non torni alla legge della giungla"

A un mese dal vertice a Pechino Trump scrive a Xi Jinping dopo la proposta in 4 punti, mentre il Financial Times riferisce che l'Iran ha usato un satellite spia cinese per colpire basi Usa. Tajani in volo per una missione economica in Cina

RaiNews

Primo piano ANSA - ANSA.it: Un 'clone' di Zuckerberg in grado di interagire con i dipendenti: il progetto di Meta

Lo riporta il Financial Times, il Ceo coinvolto nel progetto

A Zuckerberg-like clone capable of interacting with employees: Meta’s project.

The Financial Times reports that the CEO involved in the project.

#Zuckerberg #TheFinancialTimes

https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/tecnologia/2026/04/13/meta-lavora-a-una-versione-ia-di-zuckerberg-per-interagire-con-lo-staff_ac5cb79f-82a7-44ba-8458-23857035b283.html

Un 'clone' di Zuckerberg in grado di interagire con i dipendenti: il progetto di Meta - Notizie - Ansa.it

Lo riporta il Financial Times, Meta lavora a una versione IA. Il Ceo coinvolto nel progetto (ANSA)

Agenzia ANSA

Il Fatto Quotidiano: Guerra in Iran, a marzo la produzione di petrolio dell’Opec crolla del 27%: 8 milioni di barili al giorno in meno

La guerra in Iran, con gli attacchi alle infrastrutture e la chiusura dello Stretto di Hormuz, sta producendo effetti pesanti sull’offerta globale di greggio. A marzo, secondo il rapporto mensile dell’Opec, la produzione complessiva del cartello è crollata del 27,5% su base mensile, passando da 28,7 a 20,8 milioni di barili al giorno.
È una contrazione eccezionale, riconducibile in larga parte ai principali produttori dell’area del Golfo, direttamente o indirettamente coinvolti nel conflitto. Il calo più marcato riguarda l’Iraq, dove l’output è sceso da 4,19 a 1,63 milioni di barili al giorno. Riduzioni consistenti anche per l’Arabia Saudita (da 10,11 a 7,80 milioni), gli Emirati Arabi Uniti (da 3,42 a 1,89 milioni) e il Kuwait (da 2,58 a 1,21 milioni).
Lunedì ci ha pensato poi Donald Trump, facendo scattare il blocco dei porti iraniani nello stretto dopo i fallimenti dei negoziati con l’Iran, a far salire la tensione sui mercati. Le quotazioni hanno reagito rapidamente: il Brent con scadenza maggio 2026 è salito a 100,47 dollari al barile (+5,5%), mentre il WTI si attesta a 102,22 dollari (+5,6%). Il ritorno sopra la soglia dei 100 dollari riflette il premio al rischio geopolitico incorporato nei prezzi, in un contesto in cui il mercato teme interruzioni prolungate delle forniture.
Secondo gli analisti la mossa del presidente Usa è controproducente: “Finora gli Stati Uniti hanno consentito le esportazioni di petrolio greggio e prodotti petroliferi iraniani, e hanno persino allentato le sanzioni per permettere a un maggior numero di acquirenti di importare questi carichi, dato che si sono concentrati sul mantenere bassi i prezzi del petrolio”, dice al Financial Times Amrita Sen, fondatrice e direttrice di Market Intelligence presso Energy Aspects. “Ma se si verificasse un vero e proprio blocco, si bloccherebbero ulteriori 1,5-1,7 milioni di barili al giorno di esportazioni di petrolio, che si aggiungerebbero agli oltre 10 milioni di barili al giorno già interrotti”.
L'articolo Guerra in Iran, a marzo la produzione di petrolio dell’Opec crolla del 27%: 8 milioni di barili al giorno in meno proviene da Il Fatto Quotidiano.

War in Iran, in March oil production of OPEC collapses by 27%: 8 million fewer barrels a day.

The war in Iran, with attacks on infrastructure and the closure of the Strait of Hormuz, is having a heavy impact on global crude oil supply. In March, according to the monthly OPEC report, the cartel’s total production collapsed by 27.5% month-on-month, falling from 28.7 to 20.8 million barrels per day.

This is an exceptional contraction, largely attributable to the main producers in the Gulf area, directly or indirectly involved in the conflict. The sharpest decline is seen in Iraq, where output has fallen from 4.19 to 1.63 million barrels per day. Significant reductions also for Saudi Arabia (from 10.11 to 7.80 million), the United Arab Emirates (from 3.42 to 1.89 million) and Kuwait (from 2.58 to 1.21 million).

On Monday, Donald Trump then triggered the blockading of Iranian ports in the Strait after the failure of negotiations with Iran, causing tensions to rise in the markets. Prices reacted quickly: Brent for delivery in May 2026 rose to $100.47 per barrel (+5.5%), while WTI stands at $102.22 per barrel (+5.6%). The return above the $100 threshold reflects the geopolitical risk premium embedded in prices, in a context where the market fears prolonged supply disruptions.

According to analysts, the move by the U.S. President is counterproductive: “So far, the United States has allowed the export of Iranian crude oil and petroleum products, and has even eased sanctions to allow a greater number of buyers to import these cargoes, given that they have focused on keeping oil prices low,” says Amrita Sen, founder and director of Market Intelligence at Energy Aspects, to the Financial Times. “But if a true blockade were to occur, an additional 1.5-1.7 million barrels per day of oil exports would be blocked, adding to the over 10 million barrels per day already disrupted.”

The article “War in Iran, in March the OPEC oil production collapses by 27%: 8 million barrels a day less” comes from Il Fatto Quotidiano.

#theStraitofHormuz #208millionbarrels #theGulfarea #163millionbarrels #SaudiArabia #Kuwait #DonaldTrump #Iranian #Strait #Brent #theUnitedStates #AmritaSen #theFinancialTimes #10millionbarrels #8millionbarrels #IlFattoQuotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/13/guerra-iran-crisi-petrolio-opec-news/8354519/

Guerra in Iran, a marzo la produzione di petrolio dell’Opec crolla del 27%: 8 milioni di barili al…

Lunedì, in vista del blocco dei porti iraniani nello stretto di Hormuz, il Brent con scadenza maggio 2026 è salito a 100,47 dollari al barile (+5,5%), mentre il WTI si attesta a 102,22 dollari (+5,6%)

Il Fatto Quotidiano

RaiNews: Il FT: “Aeroporti europei senza cherosene in 20 giorni”. Il dilemma delle riserve strategiche

Il Financial Times lancia l’allarme dopo avere visionato la lettera dell’associazione degli scali Ue al commissario Tzitzikostas. Assaeroporti: “Impossibile prevedere una data”

FT: “European Airports Without Jet Fuel in 20 Days.” The Dilemma of Strategic Reserves

The Financial Times is raising the alarm after reviewing the letter from the EU airport associations to Commissioner Tzitzikostas. Assaeroporti: “An impossible date to predict.”

#TheFinancialTimes #Tzitzikostas

https://www.rainews.it/video/2026/04/economia-trasporti-aeroporti-cherosene-allarme-financial-times-riserve-strategiche-7f4ced00-4585-4bcc-9a86-4c45b0635b2e.html

Il FT: “Aeroporti europei senza cherosene in 20 giorni”. Il dilemma delle riserve strategiche

Il Financial Times lancia l’allarme dopo avere visionato la lettera dell’associazione degli scali Ue al commissario Tzitzikostas. Assaeroporti: “Impossibile prevedere una data”

RaiNews

LA NOTIZIA: La crisi energetica si sposta sugli aeroporti: in Europa voli a rischio entro tre settimane

L’emergenza non è finita. Anzi, quella degli aeroporti europei deve ancora iniziare. A lanciare l’allarme è il Financial Times, spiegando che gli scali europei rischiano di dover fronteggiare una carenza “sistemica” di carburante per gli aerei nel caso in cui lo Stretto di Hormuz non venga completamente riaperto entro tre settimane.
Le riserve di carburante per gli aerei, avverte Aci Europe (che rappresenta gli aeroporti dell’Ue), si stanno esaurendo. Inoltre, “l’impatto delle attività militari” sta complicando la situazione, mettendo a dura prova le forniture. L’allarme, visionato dal giornale britannico, è riportato in una lettera inviata da Aci Europe al commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas.
L’allarme degli aeroporti: Europa senza carburante se Hormuz non riapre entro tre settimane
La lettera rappresenta un vero e proprio allarme sulle “crescenti preoccupazioni del settore aeroportuale riguardo alla disponibilità di carburante per aerei, nonché alla necessità di un monitoraggio e di un intervento produttivo da parte dell’Ue”. L’associazione spiega che è necessario che il transito attraverso lo Stretto di Hormuz – interrotto dall’Iran dopo l’inizio della guerra voluta da Usa e Israele – riprenda al più presto in modo “significativo e stabile”.
Il tempo massimo stimato è di tre settimane:se in questo lasso di tempo non dovesse riprendere il transito nello Stretto, la carenza sistemica di carburante potrebbe diventare “una realtà per l’Ue”. A maggior ragione in vista dell’arrivo della stagione estiva, quella in cui “il trasporto aereo alimenta l’intero ecosistema turistico su cui fanno affidamento molte economie”.
La situazione è già più problematica in alcuni Paesi asiatici, come nel caso del Vietnam, dove è partito il razionamento del carburante per aerei. In Europa, per il momento, non si registrano carenze allarmanti, nonostante prezzi del carburante raddoppiati, ma la situazione può rapidamente cambiare. E non è un caso che le compagnie aeree abbiano già avvisato della possibilità di cancellazioni.
L'articolo La crisi energetica si sposta sugli aeroporti: in Europa voli a rischio entro tre settimane sembra essere il primo su LA NOTIZIA.

The energy crisis is shifting to airports: flights at risk in Europe within three weeks.

The emergency is not over. In fact, the one concerning European airports is only just beginning. The Financial Times is raising the alarm, explaining that European hubs risk facing a systemic shortage of jet fuel if the Strait of Hormuz is not fully reopened within three weeks.

Aircraft fuel reserves are dwindling, warns ACI Europe (which represents European airports), and “the impact of military activities” is complicating the situation, putting supplies to the test. The alarm, seen by the British newspaper, is reported in a letter sent by ACI Europe to European Transport Commissioner Apostolos Tzitzikostas.

The airport alarm: Europe without fuel if Hormuz does not reopen within three weeks

The letter represents a real alarm about the “growing concerns of the airport sector regarding the availability of aircraft fuel, as well as the need for monitoring and productive intervention by the EU.” The association explains that it is necessary for transit through the Strait of Hormuz – disrupted by Iran after the start of the war driven by the US and Israel – to resume as soon as possible in a “significant and stable” manner.

The maximum estimated time is three weeks: if transit in the Strait does not resume within this period, the systemic fuel shortage could become “a reality for the EU.” All the more so in light of the arrival of the summer season, when “air transport fuels the entire tourist ecosystem on which many economies rely.”

The situation is already more problematic in some Asian countries, such as in Vietnam, where fuel rationing for aircraft has begun. In Europe, for the moment, there are no alarming shortages, despite doubled fuel prices, but the situation can quickly change. And it is not surprising that airlines have already warned of the possibility of cancellations.

#Europe #European #TheFinancialTimes #Hormuz #ACIEurope #British #theStraitofHormuz #Israel #Strait #Asian #Vietnam

https://www.lanotiziagiornale.it/la-crisi-energetica-si-sposta-sugli-aeroporti-in-europa-voli-a-rischio-entro-tre-settimane/

La crisi energetica si sposta sugli aeroporti: in Europa voli a rischio entro tre settimane | LA NOTIZIA

Gli aeroporti europei rischiano di restare senza carburante per i voli se lo Stretto di Hormuz non dovesse riaprire entro tre settimane.

LA NOTIZIA

Il Tempo: #Hormuz, aeroporti #Ue a rischio carburante se lo Stretto resta chiuso. Si teme per l'estate

Gli aeroporti europei rischiano una carenza “sistemica” di carburante per aerei se lo Stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto entro tre settimane. È l'avvertimento del Financial Times che cita una lettera di Aci Europe, rappresentante degli aeroporti Ue, indirizzata al commissario europeo per i trasporti Apostolos Tzitzikostas. Le riserve di carburante per aerei si stanno esaurendo, mentre “l'impatto delle attività militari sulla domanda” sta mettendo ulteriormente a dura prova le forniture.
Nella lettera, riportata da quotidiano economico-finanziario, vengono sottolineate le “crescenti preoccupazioni del settore aeroportuale riguardo alla disponibilità di carburante per aerei, nonché della necessità di un monitoraggio e di un'azione proattiva da parte dell'UE”. Aci ha chiesto quindi un monitoraggio europeo delle forniture per aiutare il settore a coordinare la risposta. "Una crisi di approvvigionamento - si legge nella lettera - interromperebbe gravemente le operazioni aeroportuali e la connettività aerea, con il rischio di gravi ripercussioni economiche per le comunità colpite e per l'Europa in caso di carenza sistemica di carburante per aerei".
Secondo l'agenzia di informazioni sui prezzi Argus Media, i prezzi di riferimento del carburante per aerei nell'Europa nord-occidentale hanno chiuso giovedì a 1.573 dollari a tonnellata, in aumento rispetto ai circa 750 $/t precedenti la guerra con l'Iran. Le compagnie aeree europee affermano di avere scorte di carburante sufficienti per diverse settimane, ma i fornitori non sono in grado di garantire consegne fino a maggio.
A questo problema si aggiunge l'avvicinarsi dell'alta stagione estiva, momento in cui "il trasporto aereo è fondamentale per l'intero ecosistema turistico da cui dipendono molte economie Ue". Alcuni paesi asiatici, come il Vietnam, hanno iniziato a razionare il carburante per aerei a causa della carenza, ma l'Europa finora non ha registrato carenze diffuse, sebbene i prezzi del carburante siano raddoppiati e le compagnie aeree abbiano avvertito del rischio di cancellazioni.
Nonostante l'annuncio del presidente statunitense Donald Trump di un cessate il fuoco di due settimane nella guerra con l'Iran, i prezzi globali del petrolio sono rimasti elevati.

Hormuz, airports #EU at risk due to fuel if the Strait remains closed. Fears for the summer.

European airports risk a “systemic” shortage of jet fuel if the Strait of Hormuz is not fully reopened within three weeks. This is the warning from the Financial Times, citing a letter from ACI Europe, representing EU airports, addressed to European Commissioner for Transport Apostolos Tzitzikostas. Aircraft fuel reserves are dwindling, while the impact of military activity on demand is further straining supplies.

In the letter, reported by the economic-financial daily, “growing concerns of the airport sector regarding the availability of jet fuel, as well as the need for monitoring and proactive action by the EU” are highlighted. ACI has therefore requested a European monitoring of supplies to help the sector coordinate the response. “A supply crisis - reads the letter - would seriously disrupt airport operations and air connectivity, with the risk of severe economic repercussions for affected communities and for Europe in the event of a systemic shortage of jet fuel.”

According to Argus Media, a price information agency, benchmark jet fuel prices in Northwest Europe closed at $1,573 per ton on Thursday, up from the approximately $750/t before the war with Iran. European airlines say they have sufficient fuel stocks for several weeks, but suppliers are unable to guarantee deliveries until May.

This problem is compounded by the approach of the peak summer season, when “air transport is fundamental to the entire tourism ecosystem from which many EU economies depend.” Some Asian countries, such as Vietnam, have begun to ration jet fuel due to the shortage, but Europe has so far not recorded widespread shortages, although fuel prices have doubled and airlines have warned of the risk of cancellations.

Despite US President Donald Trump’s announcement of a two-week ceasefire in the war with Iran, global oil prices have remained high.

#Hormuz #Strait #European #theFinancialTimes #ACIEurope #Europe #ArgusMedia #NorthwestEurope #Asian #Vietnam #DonaldTrump

https://www.iltempo.it/attualita/2026/04/10/news/-hormuz-aeroporti-ue-a-rischio-carburante-se-lo-stretto-resta-chiuso-si-teme-per-l-estate-47219144/

Petrolio, aeroporti Ue a rischio carburante. Aci: "Crescenti preoccupazioni"

Gli aeroporti europei rischiano una carenza “sistemica” di carburante per aerei se lo Stretto di Hormuz non verrà completamente ria...

Il Fatto Quotidiano: La guerra di Trump all’Iran è già costata agli Usa almeno 22 miliardi di dollari

La guerra di Donald Trump all’Iran sta costando agli Stati Uniti centinaia di milioni di dollari al giorno. Citando Elaine McCusker, senior fellow presso l’American Enterprise Institute (Aei) ed ex alto funzionario del Pentagono responsabile del bilancio, il Financial Times calcola che il costo della campagna militare americana contro l’Iran potrebbe aggirarsi tra i 22,3 e i 31 miliardi di dollari, calcolato sulle cinque settimane trascorse da quando, a fine febbraio, Trump ha ordinato alle forze Usa di attaccare.
I calcoli di McCusker includono le spese per il dispiegamento di ulteriori asset americani in Medio Oriente a partire da fine dicembre, ma non comprendono una valutazione completa dei danni bellici, visto che il quadro definitivo difficilmente potrà essere chiaro prima della cessazione delle ostilità. Le cifre includono una somma compresa tra i 2,1 e i 3,6 miliardi di dollari destinata a coprire i danni e la sostituzione delle attrezzature. La fascia più alta di questo intervallo comprende i costi per la riparazione della Uss Gerald R. Ford – una portaerei ritirata dal servizio per manutenzione a seguito di un incendio divampato nella lavanderia di bordo – e le spese per il ripristino di un sistema di allerta precoce per missili balistici, situato in Qatar e danneggiato dall’attacco di un drone.
Secondo gli esperti di difesa, le perdite americane in termini di soldati e mezzi materiali sono contenute, se paragonate agli standard delle guerre in cui le due parti in conflitto sono più equilibrate. Tuttavia, la distruzione da parte dell’Iran di costosi sistemi radar Usa ha reso Washington più vulnerabile nell’eventualità di futuri conflitti in altri teatri operativi, come quello cinese.
Dal 28 febbraio a oggi, si sono registrati 13 decessi tra le forze americane a seguito di attacchi contro le basi statunitensi, mentre più di 300 soldati sono stati feriti.
L'articolo La guerra di Trump all’Iran è già costata agli Usa almeno 22 miliardi di dollari proviene da Il Fatto Quotidiano.

Trump’s war with Iran has already cost the US at least $22 billion.

Donald Trump’s war with Iran is costing the United States hundreds of millions of dollars a day. Citing Elaine McCusker, a senior fellow at the American Enterprise Institute (AEI) and former Pentagon official responsible for budget, the Financial Times calculates that the cost of the American military campaign against Iran could range from $22.3 to $31 billion, calculated on the five weeks since Trump ordered U.S. forces to attack, at the end of February.

McCusker’s calculations include spending on the deployment of additional American assets in the Middle East starting from late December, but do not include a comprehensive assessment of war damage, as the final picture will likely remain unclear before hostilities cease. The figures include a sum of between $2.1 and $3.6 billion earmarked to cover damage and equipment replacement. The higher end of this range includes the cost of repairing the USS Gerald R. Ford – a carrier retired from service for maintenance following a fire in its onboard laundry – and expenses for restoring a ballistic missile early warning system located in Qatar and damaged by a drone attack.

According to defense experts, American losses in terms of personnel and material are contained, if compared to the standards of wars in which the two conflicting parties are more balanced. However, the destruction by Iran of costly U.S. radar systems has made Washington more vulnerable in the event of future conflicts in other operational theaters, such as China.

From February 28th to today, 13 deaths have been recorded among U.S. forces following attacks on U.S. bases, while over 300 soldiers have been injured.

The article “Trump’s War with Iran Has Already Cost the U.S. at Least $22 Billion” comes from Il Fatto Quotidiano.

#DonaldTrump’s #theUnitedStates #ElaineMcCusker #Pentagon #theFinancialTimes #American #Trump #theMiddleEast #theUSSGeraldRFord #Qatar #Washington #China #Trump’sWar #IlFattoQuotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/07/guerra-trump-iran-costi-usa-miliardi-news/8348177/

La guerra di Trump all’Iran è già costata agli Usa almeno 22 miliardi di dollari

La stima del Financial Times include una somma compresa tra i 2,1 e i 3,6 miliardi di dollari destinata a coprire i danni e la sostituzione delle attrezzature

Il Fatto Quotidiano

Corriere.it - Homepage: Usa pronti a imporre dazi del 100% su alcuni farmaci alle aziende che non hanno accordi con gli Usa

Secondo il Financial Times, le nuove tariffe saranno annunciate a breve

Be prepared to impose 100% tariffs on some drugs to companies that have no agreements with the US.

According to the Financial Times, the new rates will be announced soon.

#theFinancialTimes

https://www.corriere.it/economia/finanza/26_aprile_02/dazi-usa-pronti-a-tariffe-del-100-su-alcuni-farmaci-per-le-aziende-che-non-hanno-accordi-con-gli-usa-1e1f1a45-020d-426c-b7e3-a7f24ba22xlk.shtml

Dazi, Usa pronti a tariffe del 100% su alcuni farmaci per le aziende che non hanno accordi con gli Usa

Secondo il Financial Times, le nuove tariffe saranno annunciate a breve

Corriere della Sera

RaiNews: Alta tensione tra Trump e la Nato

Secondo il Financial Times, un mese fa, il Presidente Usa minacciò di interrompere le forniture di armi per spingere i paesi europei a intervenire a Hormuz

High tension between Trump and NATO

According to the Financial Times, a month ago, the U.S. President threatened to cut off arms supplies in order to pressure European countries to intervene at Hormuz.

#Trump #theFinancialTimes #European #Hormuz

https://www.rainews.it/video/2026/04/alta-tensione-tra-trump-e-la-nato-918eff42-339e-4974-acf9-be96ac7b488b.html

Alta tensione tra Trump e la Nato

Secondo il Financial Times, un mese fa, il Presidente Usa minacciò di interrompere le forniture di armi per spingere i paesi europei a intervenire a Hormuz

RaiNews

Repubblica.it: Guerra Ucraina - Russia, le news di oggi. Trump minaccia l’Europa: niente armi a Kiev senza aiuto a Hormuz

Lo riporta il Financial Times citando due funzionari informati sui colloqui

Ukraine War - Russia, today's news. Trump threatens Europe: no weapons to Kyiv without help in the Hormuz Strait.

The Financial Times reports, citing two informed officials, about the talks.

#UkraineWar- #Europe #theHormuzStrait #TheFinancialTimes

https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/02/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-425258946/

Guerra Ucraina - Russia, le news di oggi. Trump minaccia l’Europa: niente armi a Kiev senza aiuto a Hormuz

Lo riporta il Financial Times citando due funzionari informati sui colloqui

la Repubblica