L'Unità: L’Italia nega agli Stati Uniti la base di Sigonella per i bombardieri diretti in Iran, il “no” del governo Meloni a Trump
Santa sia la campagna elettorale perenne che imperversa in Italia e l’ormai evidente “tossicità” di Donald Trump, un leader che risulta deleterio per i suoi sostenitori e alleati politici, compresa la sua amica “pontiera” Giorgia Meloni che sta tentando più o meno apertamente di svicolarsi dall’abbraccio mortale (politicamente) del presidente Usa. Al di là degli aspetti tecnici, ci sono delle chiare motivazioni politiche dietro la scelta presa dal governo italiano, ed in particolare dal ministero della Difesa di Guido Crosetto, di negare agli Stati Uniti la base siciliana di Sigonella.
Il “niet”, comunicato venerdì scorso, è stato tenuto riservato fino a questa mattina, quando il Corriere della Sera ne ha parlato in un articolo a firma della sua vicedirettrice Fiorenza Sarzanini. In particolare il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a chiamare il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo di quanto era appena accaduto.
Portolano, riferisce il Corriere, era stato informato dallo Stato maggiore dell’Aeronautica che il piano di volo di alcuni bombardieri Usa: avrebbero dovuto atterrare a Sigonella, per poi ripartire verso il Golfo Persico, dove da oltre un mese proseguono incessanti i bombardamenti congiunti di Stati Uniti ed Israele contro l’Iran.
Il problema è però che nessuno da Washington aveva chiesto alcuna autorizzazione o consultato i vertici militari italiani: il piano, secondo quanto ricostruisce il Corriere, era stato comunicato con i bombardieri già in volo. Da lì la decisione inevitabile da parte della Difesa di negare l’autorizzazione all’uso di Sigonella, come d’altra parte lo stesso Crosetto aveva già comunicato nelle sue dichiarazioni in Parlamento dopo lo scoppio del conflitto: le basi Usa sul suolo italiano sarebbero state concesse esclusivamente per operazioni rientranti nei trattati firmati tra i due Paesi, tutte le altre avrebbero necessitato di autorizzazioni da discutere in Parlamento.
Una volta consultato Crosetto, è stato lo stesso Capo di Stato Maggiore della Difesa Portolano ad informare il comando Usa della decisione di non concedere l’uso di Sigonella in assenza di una consultazione preventiva, anche mettendo in conta la scontata ira di Donald Trump contro “l’amica” Giorgia Meloni.
Italy refuses to allow the United States to use the Sigonella base for bombers targeting Iran, Meloni’s government’s “no” to Trump.
Let Italy’s perpetual election campaign rage on and the now evident “toxicity” of Donald Trump, a leader who is detrimental to his supporters and political allies, including his friend “pioneer” Giorgia Meloni, who is attempting, more or less openly, to distance herself from the politically deadly embrace of the US president. Beyond the technical aspects, there are clear political motivations behind the decision made by the Italian government, and in particular by Defense Minister Guido Crosetto, to deny the United States the Sicilian base of Sigonella.
The “no,” communicated last Friday, was kept secret until this morning, when the Corriere della Sera reported it in an article by its deputy editor Fiorenza Sarzanini. In particular, the Chief of Staff of the Defense, Luciano Portolano, called Defense Minister Guido Crosetto to inform him of what had just happened.
Portolano, according to Corriere, had been informed by the Air Force headquarters that the flight plan of some US bombers: were to land at Sigonella, to then depart towards the Persian Gulf, where for over a month incessant joint bombings by the United States and Israel against Iran have continued.
The problem is, however, that no one from Washington had requested any authorization or consulted Italian military leaders: the plan, according to Corriere, had been communicated with the bombers already in flight. From there, the inevitable decision by Defense to deny authorization for the use of Sigonella, as Crosetto himself had already communicated in his statements to Parliament after the outbreak of the conflict: US bases on Italian soil would have been granted exclusively for operations falling within the treaties signed between the two countries; all others would have needed authorization to be discussed in Parliament.
Once Crosetto was consulted, it was the same Chief of Staff of the Defense, Portolano, who informed the US command of the decision not to grant the use of Sigonella in the absence of a preliminary consultation, even taking into account the inevitable anger of Donald Trump against “friend” Giorgia Meloni.
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https://www.unita.it/2026/03/31/italia-nega-stati-uniti-base-sigonella-bombardieri-iran/