RaiNews: Giorgia Meloni incontra Narendra Modi: la "via del cotone" per unire Indo-Pacifico e Mediterraneo

Il primo ministro indiano dopo il bilaterale a Villa Pamphilj: "Ci sono possibilità illimitate di cooperazione tra di noi"

Giorgia Meloni meets Narendra Modi: the “cotton route” to unite the Indo-Pacific and the Mediterranean.

The Indian Prime Minister after the bilateral meeting at Villa Pamphili: “There are unlimited possibilities for cooperation between us.”

#GiorgiaMeloni #NarendraModi #theIndo-Pacific #Mediterranean #Indian #VillaPamphili

https://www.rainews.it/video/2026/05/giorgia-meloni-incontra-narendra-modi-la-via-del-cotone-per-unire-pacifico-e-mediterraneo-fbe82e87-dff5-49a0-bf87-94a75358d2fc.html

Giorgia Meloni incontra Narendra Modi: la "via del cotone" per unire Indo-Pacifico e Mediterraneo

Il primo ministro indiano dopo il bilaterale a Villa Pamphilj: "Ci sono possibilità illimitate di cooperazione tra di noi"

RaiNews

Il Tempo: Blue economy, Rixi: "Italia deve investire di più sul mare e avere regoli comuni"

Roma, 12 mag. (Adnkronos) - "L'Italia deve investire molto di più sul mare e sull'economia marittima, che oggi rappresenta uno dei settori con le maggiori possibilità di crescita". Lo ha dichiarato il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi a margine dell'Assemblea pubblica di Assiterminal a Roma, intervenendo sul futuro del sistema portuale italiano e sulla riforma della governance marittima. Secondo Rixi, “anche se non navighiamo in mari tranquilli e con venti favorevoli”, il settore marittimo rappresenta una delle principali opportunità strategiche per il Paese. “O l'Italia fa sistema, con un comparto marittimo che lavora come una squadra e condivide buone pratiche, oppure rischiamo di non sfruttare appieno le nostre potenzialità”, ha spiegato.
Il viceministro ha sottolineato come il commercio internazionale italiano sia ancora fortemente concentrato all'interno del continente europeo. “Quasi il 70% del nostro commercio resta in Europa e non oltremare. È invece importante rafforzare le strategie marittime e proiettare all'estero le nostre capacità, anche acquisendo porti in altri Paesi”. Rixi ha indicato tra le aree strategiche per lo sviluppo internazionale dell'Italia “Sud America, Indo-Pacifico e Africa”, definite “economie emergenti con grandi potenzialità per le imprese italiane”.
Sul tema della governance portuale, il viceministro ha spiegato che “serve una struttura capace di coordinare alcune attività sopra le singole Autorità portuali, per garantire regole certe e comuni in tutti gli scali italiani”. L'obiettivo, ha aggiunto, è fare in modo che “le buone pratiche non restino legate alla singola Autorità portuale o alla capacità del singolo presidente, ma possano diventare patrimonio comune dell'intero sistema”. “Il Parlamento e il Paese dovranno decidere, io non ho posizioni preconcette”, ha precisato Rixi, sottolineando però “la difficoltà storica dell'Italia nel superare rendite di posizione e visioni di piccolo cabotaggio”. “Io credo che il nostro Paese debba diventare la prima economia marittima del continente, superando anche gli olandesi. Per farlo è necessario che pubblico e privato lavorino insieme”.

Blue economy, Rixi: "Italy must invest more in the sea and have common rules."

Rome, May 12 (Adnkronos) - “Italy must invest much more in the sea and maritime economy, which today represents one of the sectors with the greatest growth potential.” This was stated by Undersecretary of Infrastructure and Transport Edoardo Rixi on the sidelines of the public assembly of Assiterminal in Rome, speaking about the future of the Italian port system and the reform of maritime governance. According to Rixi, “even if we don’t sail in calm seas with favorable winds,” the maritime sector represents one of the main strategic opportunities for the country. “Either Italy makes a system, with a maritime sector that works as a team and shares best practices, or we risk not fully exploiting our potential,” he explained.

The undersecretary emphasized that Italian international trade is still heavily concentrated within the European continent. “Almost 70% of our trade remains in Europe and not in overseas territories. It is instead important to strengthen maritime strategies and project our capabilities abroad, even by acquiring ports in other countries.” Rixi identified “South America, the Indo-Pacific, and Africa” as strategic areas for Italy’s international development, defined as “emerging economies with great potential for Italian businesses.”

On the theme of port governance, the undersecretary explained that “there is a need for a structure capable of coordinating certain activities above the individual port authorities, to ensure certain and common rules in all Italian ports.” The goal, he added, is to ensure that “best practices do not remain linked to the individual port authority or the capacity of the individual president, but can become a common heritage of the entire system.” “Parliament and the country must decide, I have no preconceived positions,” Rixi clarified, emphasizing however “the historical difficulty of Italy in overcoming vested interests and small-scale cabotage visions.” “I believe that our country must become the first maritime economy in the continent, surpassing even the Dutch. To do this, it is necessary for the public and private sectors to work together.”

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https://www.iltempo.it/adnkronos/2026/05/12/news/blue-economy-rixi-italia-deve-investire-di-piu-sul-mare-e-avere-regoli-comuni--47689963/

Blue economy, Rixi: "Italia deve investire di più sul mare e avere regoli comuni"

Roma, 12 mag. (Adnkronos) -

Agi: Iran: gli Usa ha lanciato 850 Tomahawk, allarme scorte al Pentagono

AGI - In quattro settimane di guerra con l'Iran, l'esercito americano ha lanciato più di 850 missili da crociera Tomahawk, un ritmo che ha messo in allarme alcuni funzionari del Pentagono. Lo riferisce il Washington Post citando fonti informate. I missili, che possono essere lanciati da navi da guerra di superficie della Marina e sottomarini, sono stati un pilastro di ogni intervento americano da quando sono stati utilizzati per la prima volta in combattimento nel 1991 durante la guerra del Golfo Persico.
Quanto costano
Le versioni più recenti del missile, in servizio dal 2004, possono costare fino a 3,6 milioni di dollari a pezzo e richiedono fino a due anni essere pronte. Negli ultimi anni, i Tomawhak sono stati acquistati in piccoli lotti, con solo 57 inclusi nel bilancio della difesa nel 2025.
Con 1.000 miglia di gittata, riducono la necessità di missioni aeree più pericolose. Ma se ne producono ogni anno solo poche centinaia e il Pentagono non rivela pubblicamente quanti ne abbia in stoccaggio.
Secondo le fonti sentite dal Post, serve una riflessione urgente sull'opportunità di trasferirne alcuni da altre parti del mondo, tra cui l'Indo-Pacifico, e uno sforzo concertato a lungo termine per costruirne di più. Un funzionario ha descritto la quantità di Tomahawk a disposizione "bassa in modo allarmante", mentre secondo un altro si sta arrivando al 'livello Winchester', che in gergo militare significa esaurimento delle scorte.

Iran: The US launched 850 Tomahawks, alarm at the Pentagon.

AGI - In four weeks of war with Iran, the American military has launched more than 850 Tomahawk cruise missiles, a pace that has alarmed some Pentagon officials. This is reported by the Washington Post, citing informed sources. The missiles, which can be launched from surface warships of the Navy and submarines, have been a cornerstone of every American intervention since they were first used in combat in 1991 during the Persian Gulf War.

How much do they cost?

The latest versions of the missile, in service since 2004, can cost up to $3.6 million each and require up to two years to be ready. In recent years, Tomahawks have been purchased in small batches, with only 57 included in the 2025 defense budget.

With a range of 1,000 miles, they reduce the need for more dangerous air missions. But only a few hundred are produced each year and the Pentagon does not publicly reveal how many it has in storage.

According to sources heard by the Post, there is an urgent need to reflect on the opportunity to transfer some from other parts of the world, including the Indo-Pacific, and a concerted long-term effort to build more. One official described the amount of Tomahawk available as "alarmingly low," while according to another, the ‘Winchester level’ is being reached, which in military jargon means exhaustion of stocks.

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https://www.agi.it/estero/news/2026-03-28/iran-pentagono-tomahawk-36328788/

Agi: Crosetto: “Non cedere al ricatto iraniano su Hormuz. L’Italia lavorerà per coinvolgere l’Onu”

AGI - Il ministro della Difesa Guido Crosetto, in una intervista al Foglio, spiega la posizione dell'Italia nella guerra in Medio Oriente. "Non si può lasciare che la stabilità della regione dipenda dal ricatto del regime iraniano. La risposta non può però essere solitaria ed episodica o parziale: deve essere larga, credibile, condivisa, coinvolgendo il maggior numero possibile di Paesi del mondo".
"L'Italia non ha alcuna intenzione di disimpegnarsi dalla difesa del diritto di passaggio a Hormuz - ha aggiunto Crosetto - perché da quel tratto di mare passa una parte decisiva della nostra sicurezza, della nostra economia. Non solo gli interessi italiani o europei ma di tutto l'Indo-Pacifico e, per l'effetto domino sui prezzi dell'energia, di tutto il mondo".
La risposta internazionale al ricatto
Secondo Crosetto, la risposta al "ricatto" del regime "non può essere fatta all'interno di un'ennesima coalizione di volenterosi magari solo occidentali. Va fatta dentro una cornice di legittimazione internazionale che ridia centralità al ruolo delle Nazioni Unite e passi attraverso una decisione unanime del Consiglio di sicurezza. Più ampia è la coalizione, minore è il potere di intimidazione di chiunque e più velocemente si risolverà la crisi in atto", ha aggiunto.

Crosetto: “Do not give in to Iranian blackmail over Hormuz. Italy will work to involve the UN.”

AGI - Defence Minister Guido Crosetto, in an interview with Il Foglio, explains Italy’s position in the war in the Middle East. “We cannot allow the stability of the region to depend on the blackmail of the Iranian regime. However, the response cannot be solitary, episodic or partial: it must be broad, credible, shared, involving as many countries in the world as possible.”

“Italy has no intention of disengaging from the defense of the right of passage at the Strait of Hormuz – Crosetto added – because a decisive part of our security and our economy passes through that stretch of sea. Not only Italian or European interests, but those of the Indo-Pacific and, due to the domino effect on energy prices, of the whole world.”

The International Response to Blackmail

According to Crosetto, the response to the “blackmail” of the regime “cannot be made within yet another coalition of willing parties, perhaps only Western ones. It must be made within a framework of international legitimization that restores the centrality of the role of the United Nations and goes through a unanimous decision by the Security Council. The wider the coalition, the less power of intimidation any individual will have and the faster the current crisis will be resolved,” he added.

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https://www.agi.it/politica/news/2026-03-18/crosetto-iran-hormuz-onu-36163626/