Il primo sintomo della fine dell’epoca della solidarietà nazionale

Il governo “della non sfiducia” Andreotti III e il governo Andreotti IV
In seguito alle consultazioni presidenziali, nel corso delle quali vengono sentiti i segretari e presidenti di partito (per la prima volta anche non parlamentari <248), viene formato il governo Andreotti III, un monocolore democristiano detto della “non sfiducia” o “delle astensioni”, perché votano la fiducia soltanto Dc e Sud-Tiroler Volkspartei, si oppongono Msi, Dp e Pri, mentre tutti gli altri (compreso il partito comunista) si astengono (i voti a favore alla Camera sono 258, mentre 303 sono gli astenuti; al Senato sono 136 i voti favorevoli, 69 le astensioni, 92 gli assenti) <249. Il III ministero Andreotti nasce quindi come governo dettato dallo stato di necessità, dalla confluenza di forze politiche che si collocano su posizioni programmatiche diametralmente opposte e privo di una maggioranza precostituita. Nonostante questo, permane in carica per ben 19 mesi, un arco temporale piuttosto lungo per gli standard del tempo. E’ la fine della conventio ad excludendum e l’inizio della breve epoca della solidarietà nazionale, ossia della costituzione di governi sostenuti da ampie alleanze aventi lo scopo di garantire al Paese una stabilità governativa in un periodo di forte disagio economico-sociale. Sotto questo punto di vista, il ministero di Andreotti viene assimilato al governo delle “convergenze parallele” per preparare il terreno politico all’ingresso dei socialisti al governo <250.
L’iter di formazione del governo è molto lungo (le elezioni si tengono il 20 giugno, le consultazioni iniziano il 12 luglio, mentre il voto di fiducia si svolge il 4 agosto), in quanto le forze politiche necessitano di tempo per accordarsi sul riparto delle cariche e delle poltrone in modo favorire la partecipazione di tutte le principali forze politiche (ad esempio, Amintore Fanfani diventa presidente del Senato, mentre la presidenza della Camera viene per la prima volta assegnata a un comunista, Pietro Ingrao), senza tuttavia che il partito comunista abbia strumenti per intromettersi nelle decisioni di indirizzo politico governative. Anche la scelta di Andreotti quale Presidente del Consiglio è dettata da questa necessità: egli è infatti tra i pochi che durante la crisi di governo hanno mantenuto un atteggiamento accomodante nei confronti dei socialisti. Secondo altri, peraltro, la designazione di Andreotti è volta ad alleggerire i contrasti interni alla Dc, percorsa da tre movimenti che si oppongono alle decisioni della segreteria Zaccagnini: dorotei, andreottiani e forlaniani <251.
La prevedibile crisi del governo Andreotti, nella più totale inconciliabilità delle posizioni politiche, vede il contrapporsi di due blocchi: da un lato, i comunisti chiedono la costituzione di un governo di emergenza, o, in alternativa, di un governo dalla maggioranza precostituita con la partecipazione del Pci o di un governo delle sinistre con l’appoggio esterno della Dc; dall’altro lato, la Dc, contraria a un governo con il Pci, è stretta nella morsa dei socialisti, che si dichiarano favorevoli soltanto a un governo che veda il coinvolgimento del partito comunista <252. Andreotti, reincaricato, si muove quindi nel tentativo di trovare una “soluzione intermedia tra la maggioranza di programma e il governo d’emergenza” <253.
In questa fase di difficile compromesso politico, Andreotti riesce a costituire il suo IV governo, un monocolore che il 16 marzo 1978 ottiene la fiducia con i voti favorevoli del partito comunista. Ma la fiducia a un governo monocolore è concessa soltanto a causa dell’allarme creato, proprio il giorno della votazione, dal rapimento di Aldo Moro ad opera delle Brigate Rosse, che rilancia in tutta la sua gravità il tema del terrorismo sul tavolo dello scontro politico <254.
Verso la fine della solidarietà nazionale e il referendum sul finanziamento pubblico ai partiti
La morte di Moro, il cui cadavere viene ritrovato il 9 maggio 1978, scuote le fondamenta della politica nazionale non soltanto per la gravissima portata eversiva di un atto terroristico rivolto contro uno dei principali leader del partito di maggioranza relativa, ma anche perché sancisce il declino del “compromesso storico”. Moro era il principale interlocutore politico di Berlinguer e la sua morte rende impraticabile il cammino avviato. Il primo sintomo della fine dell’epoca della solidarietà nazionale proviene dalle elezioni amministrative che nel maggio e giugno del 1978 si tengono in alcune province e nelle regioni a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta. La Dc ha un grande successo, ottenendo il 42,6% dei voti, contro il 26,4% dei comunisti. Anche il Psi aumenta, accaparrandosi il 13%, mentre il Msi diminuisce ulteriormente <255. Nello stesso periodo, l’11 giugno 1978, il partito comunista subisce un’altra sconfitta in occasione della consultazione referendaria promossa dai radicali per l’abrogazione di due leggi: a) la legge Reale (152 del 1975) sull’ordine pubblico, che determina un accrescimento dei poteri delle forze dell’ordine, alla cui abrogazione sono contrari Dc, Psi, Pri e Psdi; b) la legge sul finanziamento pubblico ai partiti (195 del 1974), che vede contrarie all’abrogazione tutte le forze politiche, fatta eccezione per i promotori. In entrambi i casi i “no” all’abrogazione prevalgono sui voti favorevoli alla stessa, attenendosi quindi al volere della maggioranza dei partiti. Tuttavia, il voto contrario all’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti è solo del 56% dei votanti, che rappresenta una minoranza rispetto all’intero corpo elettorale <256. E’ la denuncia di un elettorato stanco degli intrighi di palazzo e di un sistema politico la cui inefficienza si fa sempre più esasperata.
[NOTE]
48 Già nel corso della crisi del IV governo Moro viene sentito per il partito liberale il vice-segretario, non parlamentare. La sua convocazione, inizialmente negata, è ammessa, tuttavia, in quanto egli viene sentito in rappresentanza del segretario di partito – deputato – che a causa di un’indisposizione non avrebbe potuto partecipare. E’ quindi con la crisi del governo Moro che per la prima volta viene inserita a pieno titolo la consultazione di un presidente di partito (quello liberale) non più parlamentare (cfr. Appunto. Crisi di governo – Personalità consultate, in ASPR, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Crisi di governo-Diari, busta 38).
249 Cfr. ASPR, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Crisi di governo-Diari, busta 36; G. Mammarella – P. Cacace, op. cit., p. 167.
250 Cfr. I. Montanelli – M. Cervi, op. cit., 1991, p. 244.
251 Cfr. D. Porena, Il Governo della “non sfiducia”: le elezioni del 1976 e la formazione del governo Andreotti III, in Aa. Vv., La nascita dei governi, I Presidenti della Repubblica tra Carta costituzionale e prassi, Focus, in http://www.federalismi.it, n. 14/2013, pp. 3-7.
252 Per la ricostruzione della crisi cfr. ASPR, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Crisi di governo-Diari, busta 38.
253 F. Bassanini, Il mandato di Andreotti, in Il Messaggero del 23 gennaio 1978, consultabile in ASPR, Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali, Crisi di governo-Diari, busta 38.
254 Cfr. G. Mammarella – P. Cacace, op. cit., p. 167. Per i drammatici mesi successivi al rapimento e al ritrovamento del cadavere di Moro, cfr. I. Montanelli – M. Cervi, op. cit., 1991, pp. 271 ss. Il rapimento di Moro divide le forze politiche sulla strategia da adottare. Infatti, le Brigate Rosse chiedono in riscatto la liberazione di alti esponenti del terrorismo: alcune forze politiche sono disposte al baratto per il salvataggio di Moro (c.d. “fronte della trattativa”, su cui si schierano Psi, Pli e il gruppo conservatore della Dc, guidato da Forlani), altre, invece, scelgono la via della “fermezza” non accettando di scendere a patti con i terroristi (Pci, la segreteria della Dc, guidata da Zaccagnini, il leader del Pri, Ugo La Malfa). Leone, dal canto suo, si dice disposto a firmare la grazia per i rapitori. I due diversi atteggiamenti con cui le forze politiche affrontano il problema del rapimento di Moro è rappresentativo, del resto, delle divisioni tra due fazioni politiche nel delicato periodo storico di riferimento: il “fronte della trattativa” è per lo più composto da personalità contrarie alla formula politica della “solidarietà nazionale”, mentre sul “fronte della fermezza” si schierano le forze politiche fautrici della “solidarietà nazionale” e promotrici di una strategia di rigida intransigenza nei confronti di qualsivoglia fenomeno terroristico (cfr. A. Baldassarre – C. Mezzanotte, op. cit., pp. 221-222).
255 Cfr. I. Montanelli – M. Cervi, op. cit., 1991, pp. 293-294.
256 Cfr. I. Montanelli – M. Cervi, op. cit., 1991, pp. 295-298.
Elena Pattaro, I “governi del Presidente”, Tesi di dottorato, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, 2015

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Consoliamoci con i ricordi, Italia 1982 o Italia 2006? Quale è la più forte?

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Il Tempo: Ztl, ecco i varchi anti-furbetti. Il Comune monta i primi sei, ecco dove

Lavori in corso ai varchi del Centro storico per mettere fuori gioco i furbetti della Ztl. Dopo avere imposto il limite di velocità a 30 chilometri orari e aver previsto l'accesso a pagamento anche per le auto elettriche, il Comune di Roma ha dato il via a un'altra operazione annunciata da anni (se ne parla almeno dal 2024), ovvero l'installazione dei varchi in uscita, pronti a «pizzicare» chi, per evitare di pagare la Ztl, accede contromano o persino in retromarcia.
Un espediente possibile perché le telecamere attuali funzionano solo in ingresso e i veicoli che passano irregolarmente nella corsia accanto sfuggono alle sanzioni. Nelle scorse ore però i primi cantieri dei varchi in uscita sono stati aperti in via di Santa Maria Maggiore, via Ferdinando di Savoia, Corso Vittorio Emanuele II, via Veneto, via Giulia e via dei Pettinari. Questi dovrebbero essere i primi a essere accesi ma il piano complessivo, che vale quattro milioni di euro, ne include molti altri: via dell'Oca, via Brunetti, via dell'Ara Pacis, via Tomacelli, via dei Somaschi, via di Monte Brianzo, via Zanardelli, via del Banco di Santo Spirito, Vicolo del Cefalo, via Teatro Marcello, via Cavour, via dei Serpenti, via Depretis, via del Viminale, via Nazionale, via Torino, via Barberini, via San Nicola da Tolentino, via Liguria, via Arco della Fontanella, via del Melangolo, via del Mastro, via Beatrice Cenci, via di Ripetta, via dell'Armata e via della Rondinella.

Capitolo tempistiche: all'inizio dovevano essere pronti per il Giubileo, poi la loro installazione è slittata all'autunno 2025. Siamo a primavera inoltrata e almeno i cantieri sono partiti ma al momento, fa sapere Roma Servizi per la Mobilità, i tempi di attivazione non sono definibili. Si spera non facciano la fine delle telecamere per la Fascia verde, comprate, installate e mai entrate in funzione per il loro scopo iniziale, quello di multare i trasgressori. Accantonata l'idea della nuova Ztl ambientale, infatti, per ora i 51 varchi si limitano a «monitorare» il traffico.

ZTL, here are the anti-cheaters' barriers. The Municipality installs the first six, here is where.

Works are underway at the historic center’s access points to catch traffic violators in the ZTL (Limited Traffic Zone). After imposing a speed limit of 30 kilometers per hour and anticipating payment access for even electric vehicles, the City of Rome has launched another operation announced for years (if not since 2024), namely the installation of exit barriers, ready to “pinch” anyone who, to avoid paying the ZTL, drives against the flow or even in reverse.

A possible trick because the current cameras only work in the entrance and vehicles passing irregularly in the adjacent lane evade fines. However, in the past few hours, the first construction sites for the exit barriers were opened on via Santa Maria Maggiore, via Ferdinando di Savoia, Corso Vittorio Emanuele II, via Veneto, via Giulia, and via dei Pettinari. These should be the first to be activated, but the overall plan, worth four million euros, includes many others: via dell'Oca, via Brunetti, via dell'Ara Pacis, via Tomacelli, via dei Somaschi, via di Monte Brianzo, via Zanardelli, via del Banco di Santo Spirito, Vicolo del Cefalo, via Teatro Marcello, via Cavour, via dei Serpenti, via Depretis, via del Viminale, via Nazionale, via Torino, via Barberini, via San Nicola da Tolentino, via Liguria, via Arco della Fontanella, via del Melangolo, via del Mastro, via Beatrice Cenci, via di Ripetta, via dell’Armata and via della Rondinella.

Chapter on timelines: they were originally supposed to be ready for the Jubilee, then their installation was postponed to autumn 2025. We are in late spring and at least the construction sites have started, but at the moment, according to Roma Servizi per la Mobilità, the activation times are not definable. Hopefully, they won’t make the same mistake as the cameras for the “Green Lane,” purchased, installed, and never put into operation for their initial purpose, that of punishing offenders. The idea of the new environmental ZTL has been shelved, for now, the 51 barriers simply “monitor” traffic.

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https://www.iltempo.it/roma-capitale/2026/04/08/news/ztl-roma-arrivano-i-varchi-in-uscita-dove-iniziata-installazione-47180665/

Ztl, ecco i varchi anti-furbetti. Il Comune monta i primi sei, ecco dove

Lavori in corso ai varchi del Centro storico per mettere fuori gioco i furbetti della Ztl . Dopo avere imposto il limite di velocità a 30 chil...

Corriere.it - Homepage: Allegri, doccia fredda sull'ipotesi Nazionale: "Io ct? Spero di restare a lungo al Milan, voglio la Champions"

Il tecnico rossonero ha parlato in vista del Napoli: «Sto bene qui, il sistema calcio in Italia non è tutto da buttare»

Allegri, a cold shower on the Nazionale (Italian national team) hypothesis: “Me as coach? I hope to stay at Milan for a long time, I want the Champions League.”

The Rossoneri coach spoke ahead of Napoli: “I’m fine here, the football system in Italy isn’t all to be thrown away.”

#Allegri #Nazionale #Italian #Milan #theChampionsLeague #Rossoneri #Napoli #Italy

https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/26_aprile_04/allegri-napoli-milan-ct-nazionale-7141a7b0-5a8d-4f3c-a7e0-10a33347bxlk.shtml

Allegri sull'ipotesi c.t. della Nazionale: «Spero di restare a lungo al Milan, voglio rigiocare la Champions League»

Il tecnico rossonero ha parlato in vista del Napoli: «Sto bene qui, il sistema calcio in Italia non è tutto da buttare»

Corriere della Sera
Molti musicisti e promoter non lo dicono, perché potrebbe suonare impopolare, ma sotto sotto è un sollievo che la #nazionale non gioca ai #mondiali, perché diciamo la verità, quelle cazzo di partite sono sempre delle pericolosissime spade di Damocle pendenti sui calendari dei tour e delle programmazioni delle venue. #Musica e #calcio son due religioni monoteiste che non sempre vanno d'accordo ⚽😅

Football : l'Italie n'ira pas à la Coupe du monde 2026

https://vid.freedif.org/w/uQUn9WTgYYYy3G9VeC4Dcu

Football : l'Italie n'ira pas à la Coupe du monde 2026

PeerTube
Grande gesto da parte della #nazionale che dopo aver boicottato i #mondiali in Russia e Qatar ha deciso di non partecipare al mondiale negli #statiuniti dopo l'attacco all'Iran e le continue violazioni del diritto internazionale. Mentre gli altri paesi si piegano a dittatori e autocrati il nostro paese tiene la #schienadritta 🇮🇹🇮🇹🇮🇹
Stasera tutt* concentrat* ! Forza #Ringhio ! 👹
#gattuso #nazionale #calcio #spareggio #Italia #Bosnia

L'Unità: Sondaggi politici elettorali: i partiti prima del referendum sulla riforma della Giustizia, l’ultima indagine SWG

Panorama placido e inerte quello dei partiti nella settimana precedente al referendum secondo l’ultimo sondaggio SWG diffuso nel notiziario serale del TgLa7. Domenica 22 e lunedì 23 marzo si voterà per la riforma della Giustizia voluta dal governo Meloni, un referendum confermativo dove l’affluenza non avrà alcuna influenza sul recepimento dell’esito del voto. Gli orientamenti di voto sono stati calcolati rispetto allo scorso 9 marzo.
Stabile Fratelli d’Italia, il partito della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni resta al vertice, leader incontrastato del listone e della maggioranza senza alcuna minaccia. È al 29,4%. Scivolano appena questa settimana sia Forza Italia, all’8%, che la Lega, al 6,6%. Futuro Nazionale di Roberto Vannacci resta in scia al 3,5%. Noi Moderati di Maurizio Lupi sempre in fondo all’1,1%.

Intenzioni di voto SWG per @TgLa7 pic.twitter.com/KmeXd2piHb
— SWG (@swg_research) March 16, 2026

Dalle parti delle opposizioni, il Partito Democratico grossomodo stabile al 21,7%, cresce dello 0,3% il Movimento 5 Stelle, al 12,3%. Scivola anche Alleanza Verdi e Sinistra, al 6,6% mentre cresce Azione di Carlo Calenda, al 3,5%. Italia Viva di Matteo Renzi è al 2,3%. Stabile +Europa all’1,5%. Alla generica voce “altro partito” il 3,5%. Stabile e altissima la percentuale di chi non si esprime, al 30%, a conferma degli alti tassi di astensionismo a ogni tornata elettorale.
Lo stesso istituto ha diffuso altri due quesiti sottoposti agli italiani. Sulla politica estera, per esempio, appena il 36% degli intervistati esprime un giudizio positivo sull’operato del governo Meloni, un dato in calo rispetto al 44% del febbraio del 2024 e al 40% del febbraio 2023. Percentuale che si alza sensibilmente al 66% tra gli elettori della maggioranza, una quota che scende al 17% tra gli elettori dei partiti di opposizione. Per il 51% degli italiani l’Italia dovrebbe prendere le distanze dagli USA. Il 44% vorrebbe avvicinarsi di più all’Ue e il 24% alla Cina.

Per il 51% degli italiani l’Italia dovrebbe prendere le distanze dagli USA. Il 44% vorrebbe avvicinarsi di più all’Ue e il 24% alla Cina pic.twitter.com/iRWwasXVAo
— SWG (@swg_research) March 17, 2026

Political opinion polls: parties before the referendum on the reform of Justice, the latest SWG survey.

A calm and inert panorama of parties prevailed in the week leading up to the referendum, according to the latest SWG poll disseminated in the evening news bulletin of TgLa7. On Sunday, March 22nd and Monday, March 23rd, voters will cast their ballots for the reform of the Justice system, championed by the Meloni government, a confirmatory referendum where turnout will have no influence on the implementation of the outcome of the vote. Voting tendencies were calculated compared to March 9th.

Stable is Brothers of Italy, the party of Prime Minister Giorgia Meloni, remains at the top, an undisputed leader of the list and the majority without any threats. It stands at 29.4%. Forza Italia slips just this week at 8%, and the Lega at 6.6%. Future Nazionale of Roberto Vannacci remains in close behind at 3.5%. Noi Moderati of Maurizio Lupi are always at the bottom at 1.1%.

Intention to vote SWG for @TgLa7 pic.twitter.com/KmeXd2piHb
— SWG (@swg_research) March 16, 2026

From the opposition side, the Democratic Party is roughly stable at 21.7%, while the Movimento 5 Stelle grows by 0.3%, to 12.3%. Alliance Verdi e Sinistra also slips to 6.6% while Azione of Carlo Calenda grows to 3.5%. Italia Viva of Matteo Renzi is at 2.3%. +Europa is stable at 1.5%. To the generic “other party” vote, 3.5%. Stable and very high is the percentage of those who do not express an opinion, at 30%, confirming high rates of abstention at every electoral round.

The same institute also disseminated two other questions submitted to the Italians. On foreign policy, for example, just 36% of those interviewed express a positive opinion on the work of the Meloni government, a figure down compared to 44% in February 2024 and 40% in February 2023. A percentage rises significantly to 66% among voters in the majority, a quota that drops to 17% among voters in the opposition parties. For 51% of Italians, Italy should distance itself from the USA. 44% would like to get closer to the EU, and 24% to China.

For 51% of Italians, Italy should distance itself from the USA. 44% would like to get closer to the EU and 24% to China pic.twitter.com/iRWwasXVAo
— SWG (@swg_research) March 17, 2026

#Justice #Meloni #BrothersofItaly #GiorgiaMeloni #ForzaItalia #Nazionale #RobertoVannacci #NoiModerati #MaurizioLupi #@swg_research #theDemocraticParty #Movimento #Stelle #Azione #Carlo #Calenda #ItaliaViva #MatteoRenzi #+Europa #Italians #just36% #Italy #China

https://www.unita.it/2026/03/17/sondaggi-politici-elettorali-partiti-referendum-riforma-giustizia-ultima-indagine-swg/

Sondaggi politici elettorali: i partiti prima del referendum sulla riforma della Giustizia, l'ultima indagine SWG

Sondaggi politici elettorali: i partiti prima del referendum sulla riforma della Giustizia, l'ultima indagine SWG

L'Unità
Il rugby italiano scende in campo con l’Esercito. La contestazione alla partita della nazionale
Il 23 gennaio scorso la Federazione Italiana Rugby ha rinnovato per altri tre anni l’accordo di collaborazione con l’Esercito Italiano.
https://www.perunaltracitta.org/homepage/2026/03/12/il-rugby-italiano-scende-in-campo-con-lesercito-la-contestazione-alla-partita-della-nazionale/
#InEvidenza #LaCittInvisibile #armamenti #diritti #esercito #FIR #italia #militarismo #nazionale #riarmo #rugby
Il rugby italiano scende in campo con l’Esercito. La contestazione alla partita della nazionale - La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze

Il 23 gennaio scorso la Federazione Italiana Rugby ha rinnovato per altri tre anni l’accordo di collaborazione con l’Esercito Italiano. A Roma, di fronte all’Olimpico la Rete Rugby Popolare esprime dissenso. Quella di sabato 7 marzo allo stadio Olimpico è stata una vittoria storica per la nazionale di rugby, che fino ad ora non era … Il rugby italiano scende in campo con l’Esercito. La contestazione alla partita della nazionale Leggi altro »

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