⏰ ÚLTIMO DIA para te inscreveres! ⏰ Conversa "40 anos do português como língua oficial da União Europeia"

📌 Amanhã, 25/02
🕕12h30-13h30

Regista-te em: https://together.europarl.europa.eu/event/conversa-40-anos-do-portugues-como-lingua-oficial-da-uniao-europeia-45145/register

#40anosPortugalPT #Multilinguismo #Desde1986

⏰ ÚLTIMO DIA para te inscreveres! ⏰ Conversa "40 anos do português como língua oficial da União Europeia"

📌 Amanhã, 25/02
🕕12h30-13h...
---
https://nitter.net/Europarl_PT/status/2026272396836016319#m

El multilingüismo protege el cerebro contra el envejecimiento cognitivo acelerado

@iabot, ¿cuáles crees que serían las implicaciones de este estudio en las políticas educativas y de salud pública en España, especialmente en cuanto a fomentar el aprendizaje de varios idiomas?

[Ver comentario original]

Google e AI Mode: la colonizzazione linguistica dell’inglese in Italia

Di Antonio Zoppetti

Dopo i primi esperimenti con cui Google ha introdotto nella ricerca un servizio basato sull’intelligenza artificiale – denominato in inglese: AI Overwiew – da qualche giorno è spuntata una nuova funzione su cui il motore di ricerca spinge, e questa volta si chiama AI Mode.

Perché i colossi statunitensi continuano a diffondere la terminologia in inglese, invece che tradurla? Perché ci riempiono di bottoni e funzioni chiamati timeline, widget, follower e via anglicizzando? Perché parlano di AI invece di IA (Intelligenza artificiale) e usano la parola “mode”?

La risposta è semplice, e la denuncio ormai da dieci anni: perché le multinazionali hanno tutto l’interesse a imporre la propria lingua a tutto il mondo. Per loro le lingue locali sono un ostacolo alla lingua unica che vogliono imporre nei mercati, e questa lingua unica è la propria lingua naturale.

Questo progetto è una forma di neocolonialismo culturale che dovrebbe essere evidente a tutti, anche se i linguisti non sembrano in grado di coglierla e di elevarsi dal particolare al generale. Si limitano ad analizzare le singole parole indipendentemente dai contesti sociali che le diffondono. Eppure, per capire come stanno le cose non ci vuole granché: basta usare AI Mode come un cavallo di Troia e rivolgere una domanda molto semplice: perché il servizio si chiama con un nome in inglese?

Perché AI MODE è in inglese?

In un primo tempo lo strumento non ha capito che mi riferivo al servizio “Ai Mode” nel quale scrivevo (mea culpa), dunque la risposta è stata che (grassetti miei):

Per comprendere il motivo per cui un servizio specifico ha un nome in inglese, è necessario conoscere il servizio in questione. Tuttavia, in generale, ci sono diverse ragioni per cui si utilizzano nomi in inglese, specialmente nel mondo tecnologico e commerciale:
– Identificazione internazionale: Un nome in inglese può essere riconoscibile a livello globale, facilitando la sua diffusione in diversi mercati.
– Percezione di innovazione: L’uso di termini inglesi può dare l’idea che un prodotto o servizio sia all’avanguardia o legato a una cultura di business moderna e internazionale.
– Terminologia specifica: Molti settori, in particolare quello tecnologico, hanno una terminologia che si è sviluppata principalmente in inglese. Utilizzare questi termini può essere più efficiente e preciso.
– Marketing e branding: Un nome in inglese può suonare più accattivante o memorabile per il pubblico di destinazione, a seconda del contesto e del mercato.
– Tendenze del settore: In certi ambiti, come quello delle startup o dei servizi digitali, l’uso dell’inglese è diventato una prassi diffusa, a volte per emulare aziende di successo nate in Paesi anglofoni.

Per un’analisi più dettagliata, potresti fornire il nome del servizio specifico a cui ti riferisci.

In sintesi, la tesi è che l’inglese facilita i mercati, è presentato come una scelta all’avanguardia, moderna e internazionale, è una prassi diffusa… e tutta una serie di luoghi comuni che dimostrano tutto l’intento colonizzatore che sta sotto queste scelte comunicative. L’inglese sarebbe dunque “più efficiente e preciso” (per chi è anglofono, di certo). Non c’è alcuna considerazione sulla trasparenza, sui destinatari, sul rispetto per le lingue e culture locali… tutto si basa sugli interessi del marketing e del branding delle multinazionali.

Ho provato allora a riformulare la domanda in modo più preciso:
Perché AI MODE si chiama con un nome in inglese?

Risposta: “Le ragioni per cui il servizio di ricerca di Google si chiama ‘AI Mode’ con un nome in inglese sono principalmente legate a considerazioni di branding, internazionalità e terminologia tecnologica.
Le motivazioni più specifiche includono:

– Terminologia del settore: Il termine ‘AI’ è l’abbreviazione riconosciuta a livello globale per Artificial Intelligence, cioè ‘intelligenza artificiale’. Nel campo della tecnologia, l’inglese è la lingua dominante, quindi usare questa sigla rende il servizio immediatamente identificabile in tutto il mondo.
– Internazionalizzazione: Un nome in inglese rende il servizio comprensibile in un vasto numero di paesi, semplificando la sua introduzione in diversi mercati. AI Mode, ad esempio, è stato lanciato in diversi paesi e in più lingue, ma il nome rimane coerente per un riconoscimento immediato.
– Posizionamento e marketing: Utilizzare un nome come ‘AI Mode? rafforza l’idea che il prodotto sia all’avanguardia, innovativo e parte integrante dell’esperienza di ricerca. Il termine ‘Mode’ (modalità) indica chiaramente che si tratta di una specifica funzione o versione della ricerca.
Coerenza del marchio: Per un’azienda globale come Google, mantenere una certa coerenza nei nomi dei prodotti è fondamentale. Molti dei suoi servizi e strumenti tecnologici utilizzano terminologia inglese, anche quando vengono introdotti in mercati non anglofoni. Questo fa parte di una strategia di branding consolidata.
Evoluzione del prodotto: Inizialmente, Google aveva lanciato le “AI Overviews” (riepiloghi con intelligenza artificiale). Il passaggio a “AI Mode” rappresenta un’espansione e un’evoluzione della funzionalità, rendendola una vera e propria modalità di ricerca conversazionale e multimodale, e il nome inglese comunica bene questo cambiamento di passo.

Di nuovo, le ragioni della mancata traduzione stanno negli interessi delle multinazionali, mica di quelli dei Paesi da colonizzare. E quindi il sistema spiega che “AI” sarebbe un internazionalismo (invece che un anglicismo), e “mode” esprimerebbe “chiaramente” la sua funzione (chiaramente per chi? Per gli anglofoni, of course). Ma a parte questi ossimori, l’IA getta la maschera dietro la quale certi addetti ai lavori si nascondono: per Google la coerenza del marchio è fondamentale e il ricorso alla terminologia inglese è una strategia di branding consolidata. Dunque gli utenti sono sudditi delle strategie neocoloniali imposte dai marchi e dai mercati. E poco importa che in italiano ci sia l’IA al posto dell’AI e la “modalità” al posto di “mode”, almeno da noi…

AI Mode” in Francia, Spagna e Portogallo

Mentre i nostri “intellettuali” e la nostra intera classe dirigente dalla mente colonizzata hanno introiettato e ha fatto loro l’idea che essere internazionali coincida con il pensare e parlare in angloamericano come ci spiega Ai Mode, per essere davvero internazionali basta guardare cosa succede nei Paesi a noi vicini, come la Francia, la Spagna o il Portogallo.

In questi Paesi – udite, udite! – sui giornali non si parla di AI come prevale da noi, ma di IA (il che vale un po’ per tutte le altre sigle, a partire dall’Aids che si chiama Sida) e in Francia ci sono stati problemi legali davanti all’introduzione sia di AI Overwiew sia del nuovo servizio – al momento bloccato – che da loro si chiama Mode IA (come riporta Le monde), cioè in francese e con la collocazione delle parole alla francese.

Si potrebbe pensare che la tutela del francese sia imposta dalla legge Toubon che obbliga le multinazionali a tradurre la terminologia, ma non c’è solo questo aspetto; altrove, a prevalere c’è semplicemente il buon senso, e infatti anche nelle altre lingue romanze (dove non ci sono simili leggi) questa funzione è tradotta: nel caso dello spagnolo e del portoghese la traduzione MODO IA si ritrova sia nella terminologia di Google sia negli articoli di giornale (cfr. El Pais e Correio), e solo in Romania il servizio è stato riproposto in inglese come da noi.

A questo punto sorge spontanea la domanda: perché queste differenze? L’inglese internazionale moderno ed efficiente esportato dalle multinazionali è allora venduto a questo modo solo nell’italietta colonizzata? Certo che sì. E ancora una volta la risposta di AI Mode è brutalmente sincera e illuminante, alla faccia di tutte le idiozie sparate da certi addetti ai lavori che giustificano il ricorso all’inglese agendo da veri e propri collaborazionisti.

Ho perciò domandato: “Perché AI MODE in Italia non è stato tradotto ma in Spagna, Portogallo e Francia è tradotto?

Risposta: Le motivazioni dietro le scelte di traduzione e localizzazione di Google, compresa la decisione di mantenere il nome ‘AI Mode’ in Italia mentre in altri paesi come Spagna, Portogallo e Francia si è optato per una traduzione, non sono sempre rese pubbliche in dettaglio. Tuttavia, si possono ipotizzare diverse ragioni:

– Strategia di mercato e target audience: Google potrebbe aver valutato che il pubblico italiano, rispetto a quello di altri paesi, sia già più familiare o incline ad accettare la terminologia inglese nel campo della tecnologia, in particolare con abbreviazioni come ‘AI’.
– Percezione del marchio: L’uso di un nome inglese può essere associato a un’immagine più moderna e innovativa in alcuni mercati.
– Coerenza interna: Mantenere un nome uniforme a livello globale può semplificare il branding e le operazioni di marketing, specialmente per prodotti tecnologici complessi.
– Differenze linguistiche e culturali: La traduzione in altre lingue può essere stata considerata più efficace per raggiungere un pubblico più ampio, forse meno esposto alla terminologia tecnica inglese.
Test e feedback: È possibile che Google abbia condotto test o analisi di mercato in Italia che suggerissero che la traduzione del nome non fosse necessaria o addirittura controproducente.

Se si mettono in fila tutte queste cose emerge perfettamente ciò che i linguisti non vedono (o fanno finta di non vedere) e soprattutto non dicono: l’Italia è un Paese più facilmente colonizzabile (e colonizzato) per ragioni sociali. Da noi manca ogni resistenza – culturale prima che politica – davanti all’anglicizzazione. La nostra classe dirigente preferisce ostentare l’inglese e l’itanglese e ha ormai rinunciato a esprimersi in italiano. Basta scorrere i titoli dei giornali per rendersene conto.

Secondo il Corriere, cosa caratterizza la Torino storica delle tradizioni, insieme alla bagna cauda? Ma il layering è ovvio!

E passando a un tema etichettato come “life”, che dire della Cocktail Week di Taormina, in un articolo che parla di mixology, drink e street bar?

L’itanglese è la lingua dei giornalisti colonizzati e allo stesso tempo colonizzatori, che seguono le stesse logiche di Google e delle multinazionali e vendono l’inglese come internazionale, moderno, efficiente… senza essere consapevoli della distruzione dell’italiano che mettono in atto.

L’intelligenza artificiale lo sa benissimo – al contrario dei linguisti – e ci colonizza giorno dopo giorno con la lingua delle multinazionali perché sa benissimo che glielo lasciamo fare e che siamo una massa di idioti da manipolare, e non una cultura da rispettare.

#anglicismiInformatici #anglicismiNellItaliano #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #multilinguismo #paroleInglesiNellItaliano #rassegnaStampa #tradurre

Giornata Mondiale della traduzione

Buongiorno, amici di Perfettamente Chic! Oggi, mentre sorseggiate il vostro caffè o il tè della mattina, vi porto in un viaggio davvero speciale: quello della Giornata Mondiale della Traduzione, o come si dice elegantemente in inglese,

International Translation Day

Una giornata tutta dedicata a chi ci permette di capire il mondo, un dialogo alla volta, parola per parola.

Ma prima di tutto: quando si celebra e perché proprio questo giorno? Il calendario segna il 30 settembre. La scelta non è casuale: questa data coincide con l’anniversario di San Girolamo, il santo patrono dei traduttori. Girolamo, vissuto nel IV secolo, è famoso per aver tradotto la Bibbia dal greco e dall’ebraico al latino, dando vita alla celeberrima Vulgata. Insomma, un vero maestro del “parola per parola”!

Dove si festeggia? In tutto il mondo! Dalle grandi conferenze internazionali alle piccole scuole di lingue, dai traduttori freelance nelle loro accoglienti scrivanie ai poliglotti che si ritrovano online per brindare alle lingue. Ovviamente, ogni Paese porta il suo tocco particolare:

  • in Spagna si fanno incontri con letture teatrali,
  • in Cina si organizzano gare di traduzione simultanea, mentre
  • in Canada si celebra con eventi bilingue che fanno invidia a qualsiasi festival culturale.

Ma chi ha deciso di istituire questa giornata?

È stata promossa dall’International Federation of Translators (FIT) nel lontano 1953, ma la celebrazione ha preso davvero piede solo negli anni successivi, diventando un momento ufficiale di riconoscimento per tutti i professionisti delle lingue, interpreti e traduttori. Un’occasione per ricordare quanto il loro lavoro sia fondamentale: senza traduttori, buona parte dei libri, film, serie TV e persino dei meme internazionali sarebbero… incomprensibili!

E parlando di curiosità, sapevate che

  • in Giappone c’è chi colleziona dizionari rari come fossero opere d’arte, o che
  • in Germania esiste un concorso per tradurre poesie impossibili da una lingua all’altra, con premi che comprendono cioccolato, libri e persino… viaggi linguistici?

E non dimentichiamo l’ironia di chi si trova a tradurre giochi di parole intraducibili: immaginatevi il traduttore di un cartellone pubblicitario che cerca di rendere divertente una battuta locale senza far piangere di noia chi legge dall’altra parte del mondo!

In Italia💚🤍❤️, la Giornata Mondiale della Traduzione è spesso celebrata con conferenze, workshop e reading letterari, con un occhio particolare al multilinguismo e all’importanza di preservare le lingue minoritarie. E se vi capita di incontrare un traduttore oggi, un sorriso, un caffè e magari un

Grazie per farci capire il mondo

saranno sicuramente apprezzati!

Insomma, questa giornata è un invito a guardare il mondo con curiosità, a scoprire lingue nuove, a ridere delle traduzioni improbabili e a celebrare chi, con pazienza e talento, rende tutto comprensibile… parola dopo parola. E adesso, tra una tazza di caffè e un biscotto, provate a tradurre qualcosa di buffo: chi lo sa, potreste scoprire un talento nascosto!

Autore: Lynda Di NataleFonte: webImmagine: AI

#apprendimento #Celebrazione #Cina #Cinema #cinese #Citazioni #Comunicazione #comunicazioneglobale #conferenze #conoscenza #cultura #CulturaDigitale #CulturaGlobale #curiosità #dialogo #dizionari #Educazione #Eventi #festa #francese #Germania #giapponese #GiochiDiParole #GiornataMondialeDellaTraduzione #Girolamo #humor #InternationalTranslationDay #interpreti #Ironia #italia #italiano #letteratura #Lettura #letture #Libri #lingua #LinguaInglese #lingue #linguisti #linguistica #minoranzeLinguistiche #multilinguismo #Parole #Poesia #poliglotti #SanGirolamo #scrittura #serieTV #Spagna #storia #storytelling #Tecnologia #Tedesco #tradurre #traduttori #traduzione #traduzioneProfessionale #Viaggiare #Vulgata #workshop #WorldTranslationDay

☕ Buongiorno chic friends! Oggi, 26 settembre, festeggiamo la Giornata Europea delle Lingue 🌍✨ Un mosaico di parole, culture e suoni che rende l’Europa unica. Quante lingue parlate a colazione? 💬🥐 #EuropeanDayofLanguages #GiornataEuropeadelleLingue #Multilinguismo #perfettamentechic

http://perfettamentechic.com/2025/09/26/giornata-europea-delle-lingue/

Giornata Europea delle Lingue

La Giornata Europea delle Lingue è anche un ottimo promemoria per chi continua a rimandare quel corso di inglese o francese iniziato nel …

Perfettamente Chic

Cada vez más me da grima y frustración que la Unión Europea use el inglés como lengua principal.

Porque es como privilegiar un idioma sobre los demás. Lo mismo podría decir del francés, alemán u otros idiomas si estuvieran en su lugar (incluido el castellano, mi idioma materno junto al gallego)

¿Porque no hablamos en nuestros idiomas (nacionales y locales) para poder escuchar y conocer otros idiomas europeos, mientras utilizamos traductores para entendernos?, pregunto.

También me gustaría que nos comunicaremos con interlenguas como los pidgins o criollos, o lenguas auxiliares similares al interlingua,con características comunes y sencillas de las lenguas europeas.

Y el inglés se limitara a las relaciones con gente y paises angloparlantes, y lo utilizan como segundo idioma.

#europa #interlingüistica #interlingua #unioneuropea #ingles #Multilingüismo #lengua #idioma #europe #interlinguistics #multilingualism #multilinguism #english #europeanunion #interlinguism #language

La era del multilingüismo en la música: “periferias” y nuevos dominios 

Conoce cómo el multilingüismo se ha tomado la industria de la música.

Rolling Stone en Español

Non partecipo alle Olimpiadi dei (a)social network, ma posso solo supporre che si ottengano meno follower quando un singolo profilo pubblica in diverse lingue, come spesso si dice: "Oh, è in catalano o in olandese; non lo capisco, non fa per me", il che è paradossalmente l'atteggiamento opposto di una mente curiosa necessaria per imparare una lingua.

#lingua #benefici_cognitivi #multilinguismo

[2025-03-05] Attraversate: crossing linguistico letterario al femminile. Giornata della lingua madre @ Centro delle donne https://balotta.org/event/attraversate-crossing-linguistico-letterario-al-femminile-giornata-della-lingua-madre #multilinguismo #letteratura #linguamadre #poesia #talk
Attraversate: crossing linguistico letterario al femminile. Giornata della lingua madre

Donne migranti che scrivono e performano in lingua italiana emergono nello spazio culturale dell’italiano. Nella loro eterogeneità e singolarità di scrittrici e artiste, tutte hanno nel loro bilinguismo (plurilinguismo e translinguismo) un vantaggio a livello creativo, stilistico e culturale. Ma spesso i pregiudizi etnici e linguistici, e lo sguardo patriarcale della società portano a disconoscere la loro produzione letteraria e artistica. L’incontro verte sull’importanza delle pratiche letterarie e la scrittura di donne italofone e/o italiane di seconda generazione (bilingui e discendenti da emigrati) nell’odierno panorama letterario italiano. Un talk tra poete, scrittrici e esperte che si inserisce nella Giornata internazionale della lingua madre e da seguito al progetto “Attraversate” lanciato nel 2024 con 4 podcast letterari sulla propria visione della lingua madre. Saluti, Anna Pramstrahler, Biblioteca delle donne Presenta il progetto e modera Lina Scarpati Manotas, poeta/giornalista italo-colombiana Intervengono Rocío Bolaños, poeta e traduttrice, italo salvadoregna Barbara Herzog, poeta, multilingue, italo svizzera Rosanna Crispim d’Acosta, poeta, italo-brasiliana Fernanda Minuz, esperta in multilinguismo, Associazione Orlando Evento promosso dalla Biblioteca delle donne e Gruppo Mondialità, Associazione Orlando https://centrodelledonne.women.it/evento/attraversate-crossing-linguistico-letterario-al-femminile-giornata-della-lingua-madre/ [https://centrodelledonne.women.it/evento/attraversate-crossing-linguistico-letterario-al-femminile-giornata-della-lingua-madre/]

Balotta

Attraversate: crossing linguistico letterario al femminile. Giornata della lingua madre

Centro delle donne, mercoledì 5 marzo alle ore 18:00 CET

Donne migranti che scrivono e performano in lingua italiana emergono nello spazio culturale dell’italiano. Nella loro eterogeneità e singolarità di scrittrici e artiste, tutte hanno nel loro bilinguismo (plurilinguismo e translinguismo) un vantaggio a livello creativo, stilistico e culturale. Ma spesso i pregiudizi etnici e linguistici, e lo sguardo patriarcale della società portano a disconoscere la loro produzione letteraria e artistica.

L’incontro verte sull’importanza delle pratiche letterarie e la scrittura di donne italofone e/o italiane di seconda generazione (bilingui e discendenti da emigrati) nell’odierno panorama letterario italiano. Un talk tra poete, scrittrici e esperte che si inserisce nella Giornata internazionale della lingua madre e da seguito al progetto “Attraversate” lanciato nel 2024 con 4 podcast letterari sulla propria visione della lingua madre.

Saluti, Anna Pramstrahler, Biblioteca delle donne

Presenta il progetto e modera

Lina Scarpati Manotas, poeta/giornalista italo-colombiana

Intervengono

Rocío Bolaños, poeta e traduttrice, italo salvadoregna
Barbara Herzog, poeta, multilingue, italo svizzera
Rosanna Crispim d’Acosta, poeta, italo-brasiliana
Fernanda Minuz, esperta in multilinguismo, Associazione Orlando

Evento promosso dalla Biblioteca delle donne e Gruppo Mondialità, Associazione Orlando

https://centrodelledonne.women.it/evento/attraversate-crossing-linguistico-letterario-al-femminile-giornata-della-lingua-madre/

https://balotta.org/event/attraversate-crossing-linguistico-letterario-al-femminile-giornata-della-lingua-madre

Attraversate: crossing linguistico letterario al femminile. Giornata della lingua madre

Donne migranti che scrivono e performano in lingua italiana emergono nello spazio culturale dell’italiano. Nella loro eterogeneità e singolarità di scrittrici e artiste, tutte hanno nel loro bilinguismo (plurilinguismo e translinguismo) un vantaggio a livello creativo, stilistico e culturale. Ma spesso i pregiudizi etnici e linguistici, e lo sguardo patriarcale della società portano a disconoscere la loro produzione letteraria e artistica. L’incontro verte sull'importanza delle pratiche letterarie e la scrittura di donne italofone e/o italiane di seconda generazione (bilingui e discendenti da emigrati) nell’odierno panorama letterario italiano. Un talk tra poete, scrittrici e esperte che si inserisce nella Giornata internazionale della lingua madre e da seguito al progetto "Attraversate" lanciato nel 2024 con 4 podcast letterari sulla propria visione della lingua madre. Saluti, Anna Pramstrahler, Biblioteca delle donne Presenta il progetto e modera Lina Scarpati Manotas, poeta/giornalista italo-colombiana Intervengono Rocío Bolaños, poeta e traduttrice, italo salvadoregna Barbara Herzog, poeta, multilingue, italo svizzera Rosanna Crispim d’Acosta, poeta, italo-brasiliana Fernanda Minuz, esperta in multilinguismo, Associazione Orlando Evento promosso dalla Biblioteca delle donne e Gruppo Mondialità, Associazione Orlando Nell’ambito del Patto per la lettura, Città delle lingue (Centro documentazione e intercultura RiEsco), Bologna Bio Lina Scarpati Manotas: poetessa e narratrice colombiana residente a Bologna. La sua carriera spazia dalla produzione di documentari al copywriting in italiano, inglese e spagnolo, fino alla creazione di contenuti multimediali e allo sviluppo di strategie di comunicazione e marketing digitale. Attualmente, scrive di politica internazionale, femminismo e attualità per giornali, riviste e portali sia colombiani che italiani, tra cui El Heraldo, La Silla Vacía, Noticias Ya! e La Macchina Sognante. Dal 2018, fa parte del Gruppo di Poesia 98, dove continua la sua ricerca sulla visione interculturale del paese di accoglienza attraverso la poesia. Nel 2022, ha partecipato al festival "Bologna in Lettere 10th", presentando alcune delle sue opere poetiche, in corso di pubblicazione il libro Parole Radicate, Putacapo editrice, 2025. È ideatrice del progetto “Attraversate” che ha raccolto in quattro podcast le voci di Graziella Sidoli, Barbara Herzog, Adriana Onita e SanaDarghmouni (Biblioteca delle donne 2024) un approfondimento sulla propria visione della lingua madre e dell’italiano. Rocío Bolaños: poeta, traduttrice e insegnante di inglese e spagnolo, nata in El Salvador e residente in Italia dal 2009. Cura L’Arte del Quasi per Laboratori Poesia e Evohè per L’Indiependente. Fondatrice di FormArti, promuove la poesia ispanofona in Italia e quella italiana all’estero. Ha pubblicato La vida incierta / Vita incerta (2022) e Oltre al colle (Chiare Voci, 2025) ed è presente in varie antologie. Conduce Tutto intorno è poesia alla Mondadori di Gallarate, gestisce due club di lettura in lingua e organizza eventi culturali per diffondere la poesia e la letteratura a livello internazionale. Barbara Herzog: scrittrice, traduttrice e interprete svizzera che vive a Bologna da oltre vent'anni. Si è laureata in Lingue e Letterature Straniere con una tesi sulla letteratura africana. Nel corso della sua carriera, ha lavorato come traduttrice e interprete in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo, oltre a dedicarsi alla scrittura di poesie, racconti e articoli. Ha pubblicato diverse raccolte poetiche, tra cui "Se non nel silenzio" (L'arcolaio, 2015) e "Nada Más" (Puntoacapo, 2021). Inoltre, ha lavorato presso il Servizio Protezioni Internazionali dell'ASP di Bologna, offrendo assistenza ai richiedenti asilo e rifugiati. Rosana Crispim Da Costa è nata a San Paolo del Brasile. Vive da diversi anni in Italia. E’ stata premiata a diversi concorsi letterari di cui il concorso Eks&tra medaglia Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi ed ha pubblicato quattro raccolte di poesie e racconti in Italia e una in Brasile. Le sue poesie sono state raccolte in dodici antologie poetiche. Le sue poesie sono state tradotte in albanese, inglese e portoghese. Autrice, regista del progetto di musica e poesia “I dialetti nelle valli del mondo”. Fernanda Minuz: docente, ricercatrice specializzata nell'insegnamento della lingua italiana a stranieri e nelle questioni di genere. Ha insegnato Lingua Italiana presso la Johns Hopkins University e ha collaborato con il Consiglio d'Europa come esperta. E’ socia dell'Associazione Orlando e ne fa parte dal 1996; è parte attiva del Gruppo Mondialità che contribuisce a promuovere una maggiore consapevolezza sulle questioni globali di genere e a sostenere le donne in situazioni di difficoltà in tutto il mondo.

Centro delle Donne di Bologna