Quelli che barano li possiamo chiamare i baroni della poesia? Ogni tanto ne scovo uno. Sono in cima alla classifica e piacciono tanto agli adolescenti alternativi. Hanno parole così luccicanti, specchietti in questa società di allodole.
Loro la poesia degli altri neanche la leggono, la disossano come un pollo e la ingurgitano infuriati per poi cacare bellezza. Ma anche se spesso ben riuscita la puzza, a ben guardare, si sente, si sente eccome.






