🌳 I am finalizing a tool that allows for a rapid and accurate assessment of the green infrastructure in any Calgary community. This isn't just "green color" on a map—my algorithm recognizes the differences in the quality and structure of the urban environment.

What we can quantify right now:
🔹 Lawn (Grasses, low shrubs): Open spaces that tend to dry out and heat up quickly during summer.
🔹 Park (Sparse Canopy): Scattered groups of trees in parks and private yards.
🔹 Forest (Dense Canopy): The "lungs" of a neighborhood, characterized by closed canopies and thick undergrowth. These areas provide vital protection against urban heat.

❗ Why does this matter?
Using Inglewood as an example (see the chart), we can see that "dense forest" covers only about 5% of the area. This is a critical indicator of the territory's climate resilience.

#Calgary #UrbanForestry #CityPlanning #DataScience #Inglewood #CalgaryEnvironment #GIS #RemoteSensing #MachineLearning #Inglewood #Rstats #GreennesOfCalgary #YYC #yycPlanning

‘This Feels Fragile’ - How A Satellite-Smashing Chain Reaction Could Spiral Out Of Control [space junk]
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Today, the space around Earth can no longer be considered empty. More than 30,000 objects are in orbit, and that figure is rising exponentially
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https://www.theguardian.com/science/ng-interactive/2026/mar/31/this-feels-fragile-how-a-satellite-smashing-chain-reaction-could-spiral-out-of-control <-- shared interactive technical/media article, with outstanding visualisations
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https://www.space-track.org/ | https://celestrak.org/ | https://planet4589.org/space/stats/ <-- various satellite tracking efforts
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#spacejunk #spacedebris #visualisation #spatialanalysis #orbit #spatiotemporal #satellite #fragments #history #Sputnik #risk #hazard #mitigation #deorbiting #reentry #orbitallanes #military #communication #weather #remotesensing #astronomy #earthobservation #lightpollution #orbitaltraffic #collision #debris #usecase #logistics #crowded #coordination #planning #tracking #technology
@TheGuardian
USGS CoNED (TopoBathy) WebMap Viewer & (Open) Data Downloader
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https://topotools.cr.usgs.gov/topobathy_viewer/ <-- shared #USGS Viewer webmap & download selector
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https://www.usgs.gov/coastal-changes-and-impacts/coned <-- shared USGS CoNED overview/entry page
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[I used to shore dive in the Straits Of Juan de Fucca, Washington State side, and Crescent Lake - so I chose that area as a CoNED example to explore; good memories, including of the 18 Wheeler Burger with pie & coffee in Joyce, WA on drizzly days]
#GIS #spatial #mapping #remotesensing #model #modeling #CoastalNationalElevationDatabase #CoNED #elevation #topography #bathymetry #topobathy #opendata #openscience #fedscience #publicgood #usecase #naturalworld #coastal #coast #depth #hydrospatial #hydrography #download #shoreline #inundation #sedimenttransport #sealevelrise #SLR #stormsurge #models #modeling #extremeweather #tsunami #impact #risk #hazard #assessment #climatechange #geomorphology #geomorphometry #Restoration, #redevelopment #protection #cliff #flood #flooding #webmap
@USGS

Satellite archives get difficult long before model training starts. Our new guide shows how to build scalable Earth observation pipelines with STAC, COG, Parquet, Zarr, and ML-ready workflows for climate and agriculture teams.

Useful for #EarthObservation and #RemoteSensing teams building #DataEngineering workflows in the #CloudComputing stack.

Read the full article: https://codelabsacademy.com/en/blog/designing-scalable-earth-observation-data-pipelines-cloud?source=mastodon

Scalable Earth Observation Data Pipelines in the Cloud

Learn how to design scalable Earth observation data pipelines in the cloud using STAC, COG, Parquet, Zarr, and ML-ready geospatial workflows at scale.

Assistant Professorship advertised at Durham University - they're looking for expertise in Earth observation, with applications in the fields of mountain environments, geohazards, geomorphology and catchments and river science.

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#AcademicChatter #FediJobs #GetFediHired #RemoteSensing #jobs

Assistant Professor in Physical Geography

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LidArc Initiative: al via il più grande progetto globale per svelare i paesaggi archeologici nascosti

S&A

L’archeologia sta vivendo una trasformazione silenziosa ma radicale: non più soltanto scavi lenti e puntuali, ma lettura integrata e continua del territorio. È in questo scenario che si inserisce LidArc Initiative, un progetto internazionale coordinato dall’Università di Siena che promette di portare alla luce ciò che per secoli è rimasto invisibile, nascosto sotto la vegetazione o cancellato dal tempo.

L’obiettivo non è semplicemente trovare nuovi siti, ma ricostruire interi paesaggi storici, seguendone l’evoluzione dalla preistoria fino all’età contemporanea. Una sfida che unisce tecnologia avanzata, archeologia del paesaggio e nuove metodologie di analisi dei dati.

Tecnologia LiDAR e IA: come si legge il paesaggio nascosto

Al centro del progetto c’è il LiDAR (Light Detection and Ranging), una tecnologia di telerilevamento che utilizza impulsi laser per misurare la distanza tra sensore e superficie terrestre. Montati su droni o velivoli, questi sensori riescono a penetrare la copertura vegetale, restituendo un modello tridimensionale estremamente preciso del terreno.

A differenza delle fotografie aeree tradizionali, il LiDAR consente di “spogliare” virtualmente il paesaggio dalla vegetazione, rivelando microforme del terreno: terrazzamenti, fossati, strade antiche, resti di edifici e trame agrarie.

Nel caso di LidArc, la vera innovazione è l’integrazione con algoritmi di intelligenza artificiale, capaci di analizzare enormi quantità di dati in tempi rapidissimi. L’interpretazione automatizzata permette di individuare anomalie morfologiche e pattern ricorrenti, accelerando una fase che tradizionalmente richiedeva anni di lavoro manuale.

Ma il processo non si ferma al dato remoto. Le anomalie individuate vengono verificate sul campo attraverso indagini geofisiche, carotaggi stratigrafici e analisi XRF (fluorescenza a raggi X), fondamentali per comprendere composizione e cronologia dei depositi.

La Toscana come laboratorio: 5000 km² già analizzati

Uno dei risultati più impressionanti riguarda la Toscana meridionale, dove sono già stati rilevati circa 5000 chilometri quadrati, la più vasta area mai indagata con queste tecnologie per scopi archeologici.

Il territorio analizzato si estende dal Monte Amiata fino all’Argentario e comprende aree come la Val di Merse e la fascia costiera di Castiglione della Pescaia. Qui il LiDAR ha iniziato a restituire una rete fittissima di tracce: insediamenti etruschi, ville romane, villaggi medievali, sistemi agricoli e infrastrutture produttive.

Ciò che emerge non è una somma di siti isolati, ma un sistema complesso di relazioni tra comunità, risorse e ambiente. Le strutture individuate raccontano di paesaggi profondamente antropizzati, modellati da attività minerarie, agricole e insediative nel corso dei secoli.

Dal Mediterraneo alle foreste tropicali: una ricerca su scala globale

LidArc non si limita all’Italia. Il progetto è già attivo in diversi contesti internazionali, dalla macchia mediterranea alle foreste tropicali dell’Africa e dell’America Centrale.

In paesi come Guatemala, Perù e Malawi, il LiDAR ha un potenziale straordinario: le dense coperture vegetali hanno infatti nascosto per secoli interi sistemi urbani e infrastrutturali. L’esperienza maturata in contesti complessi come quello toscano sarà fondamentale per standardizzare protocolli di ricerca replicabili su scala globale.

Un aspetto cruciale è proprio questo: rendere la tecnologia più accessibile e condivisa, superando i limiti attuali legati ai costi elevati e alla mancanza di metodologie uniformi.

Un cambio di paradigma: dalla scoperta alla comprensione dei paesaggi

Il contributo più significativo di LidArc non è soltanto quantitativo, ma qualitativo. L’archeologia tradizionale ha spesso prodotto una conoscenza frammentaria, legata a singoli siti. Questo progetto, invece, consente di passare a una visione continua e sistemica del territorio.

Significa comprendere non solo dove si trovavano gli insediamenti, ma come interagivano tra loro, come sfruttavano le risorse e come i paesaggi si trasformavano in risposta ai cambiamenti economici e sociali.

Nel caso del Monte Amiata, ad esempio, sarà possibile ricostruire interi sistemi insediativi medievali oggi completamente invisibili, restituendo profondità storica a territori apparentemente “naturali”.

Verso una nuova storia dei territori

Con una rete scientifica internazionale e finanziamenti significativi, LidArc si propone come uno dei progetti più ambiziosi nel campo dell’archeologia contemporanea.

Le implicazioni sono enormi: l’aumento esponenziale dei dati disponibili potrebbe portare, in alcuni casi, a rivedere radicalmente la storia di intere regioni. Nuovi siti, nuove cronologie, nuove interpretazioni dei sistemi economici e sociali.

In definitiva, non si tratta solo di scoprire ciò che è nascosto, ma di ripensare il rapporto tra uomo e paesaggio nel lungo periodo, trasformando il modo stesso in cui raccontiamo il passato.

Immagine in apertura: Team di ricerca LidArc (prof. Stefano Campana, primo da destra)

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: Università di Siena ✅
#archeologiaDelPaesaggio #droni #IntelligenzaArtificiale #LiDAR #LidArc #MonteAmiata #remoteSensing #telerilevamento #ToscanaArcheologia #UniversitàDiSiena

Una tecnologia che “vede” sotto le foreste sta cambiando l’archeologia 🌍
Con LidArc, migliaia di siti nascosti emergono dal passato: è l’inizio di una nuova storia dei paesaggi.

#Archeologia #LiDAR #Innovazione #Scoperte #Toscana #RemoteSensing #Cultura #Storia #AI #Ricerca #UniSiena

➡️ Articolo completo su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-cKv

https://storiearcheostorie.com/2026/03/31/lidarc-initiative-lidar-archeologia-paesaggi/?utm_source=mastodon&utm_medium=jetpack_social

Assessment of Shoreline Change in Southeast Ireland Using Geospatial Techniques
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https://doi.org/10.3390/su18073280 <-- shared paper
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"... KEY INSIGHTS:
• Coastlines are highly dynamic — 57% accretion vs 42% erosion
• Strong contrasts between east-facing (Irish Sea) and south-facing (Atlantic) coasts
• Identification of critical erosion hotspots (e.g., Tramore) and accretion zones in embayments
• Coastal change is driven by a combination of wave climate, sediment availability, geology, and human activity
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Global Atlas Will Track Human And Climate Impact On River Systems
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https://news.cornell.edu/stories/2026/03/global-atlas-will-track-human-and-climate-impact-river-systems
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“Rivers are critical resources that affect everything from watersheds to agriculture to energy. But rivers, in turn, have been impacted by humans, often in the form of hydraulic infrastructure such as dams and wells.
A new [Cornell] project… will create a global record that shows how river systems around the world have changed under human influence over the last 75 years…”
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#CornellUniversity | #CornellDuffieldCollegeofEngineering