Operazione “Achei”: 46 reperti archeologici restituiti allo Stato

S&A

A Cosenza i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno restituito allo Stato 46 reperti archeologici recuperati al termine dell’indagine “Achei”. I manufatti, di origine etrusca, magno-greca e romana, sono stati consegnati il 15 aprile al Direttore dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari durante una cerimonia ufficiale nella Sala Leone di Palazzo Arnone.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, rappresenta uno dei più significativi risultati degli ultimi anni nella lotta contro il traffico illecito di beni culturali, restituendo alla collettività testimonianze fondamentali della storia antica.

Un traffico internazionale di reperti archeologici

Le indagini, condotte tra il 2017 e il 2018 dal Nucleo TPC di Cosenza, hanno portato alla luce un articolato sistema criminale attivo su scala nazionale e internazionale. Il traffico coinvolgeva diversi Paesi europei, tra cui Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia, e si basava su una rete strutturata di scavatori clandestini, intermediari e ricettatori.

Al centro del sistema vi erano i cosiddetti “tombaroli”, organizzati in squadre con ruoli ben definiti, capaci di alimentare un mercato illecito continuo di reperti archeologici provenienti da scavi abusivi sul territorio italiano. I beni venivano poi immessi in circuiti di vendita complessi, spesso difficili da tracciare, sia in Italia che all’estero.

Recuperi anche all’estero: il ruolo della cooperazione internazionale

Tra i reperti restituiti figurano anche oggetti sequestrati in Francia e rimpatriati nell’ottobre 2025 grazie a un provvedimento dell’autorità giudiziaria francese. Questo risultato evidenzia il ruolo cruciale della cooperazione internazionale nella tutela del patrimonio culturale, sempre più esposto a traffici globalizzati.

Un esempio emblematico è il rhyton a testa di cerva, già esposto in occasione di una mostra internazionale presso Europol a L’Aia, simbolo dell’efficacia delle operazioni congiunte tra forze di polizia europee.

Le indagini e i provvedimenti giudiziari

L’operazione “Achei” si è conclusa con un’importante azione giudiziaria. Il GIP del Tribunale di Crotone ha emesso un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di 23 persone, ritenute coinvolte a vario titolo in un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di beni culturali.

Le accuse comprendono reati gravi come il danneggiamento del patrimonio archeologico dello Stato, l’impossessamento illecito, la ricettazione e l’esportazione clandestina. Parallelamente, sono stati eseguiti circa 80 decreti di perquisizione nei confronti di altri soggetti indagati.

Un patrimonio restituito alla collettività

I 46 reperti recuperati saranno ora custoditi ed esposti presso il Museo Archeologico Nazionale di Sibari, dove potranno essere studiati e ammirati dal pubblico. Si tratta di oggetti di grande valore non solo economico, ma soprattutto storico e identitario, testimonianze delle civiltà che hanno abitato il territorio italiano.

Questa restituzione rappresenta il risultato di un lavoro complesso e coordinato tra forze dell’ordine, magistratura e istituzioni culturali, dimostrando l’importanza di un’azione sinergica per la salvaguardia del patrimonio.

📘 Notizia verificata

#archeologia #beniCulturali #Calabria #CarabinieriTPC #musei #notizie #operazioneAchei #patrimonioCulturale #restituzioni #Sibari #trafficoIllecito

Beni culturali, apre al pubblico Casa Savona, gioiello Art Déco nel cuore di Palermo

S&A

Aperta oggi, per la prima volta, Casa Savona, in via Genova a Palermo, grazie a un progetto della soprintendenza dei Beni culturali e in occasione della quinta edizione del “Genio di Palermo” organizzato dalle Vie dei Tesori. Acquistata nel 2023 per poco più di 600 mila euro dalla Regione Siciliana che, dopo averla dichiarata bene di interesse storico e culturale, ha fatto valere il diritto di prelazione, la storica dimora si potrà visitare anche domani (sabato 18 aprile) dalle 9,30 alle 12,30. L’obiettivo dell’assessorato dei Beni culturali è arrivare alla sua apertura definitiva come casa-museo. 

foto di Igor Petyx per Le vie dei Tesori

«Si conferma – dice l’assessore Francesco Paolo Scarpinato – il grande impegno del governo Schifani nella salvaguardia e nella fruibilità dei beni culturali. L’intervento di recupero da un milione di euro trasformerà Casa Savona nel cuore di un itinerario dell’Art Déco a Palermo». 

Nel cuore novecentesco della città, lungo l’asse di via Roma, la dimora si trova in un palazzo umbertino del 1920, rimasto praticamente intatto dove arredi, affreschi, luci, raccontano un’idea moderna e sorprendente dell’abitare. Realizzata tra il 1936 e il 1938 su incarico dell’imprenditore tessile Ignazio Savona, la casa porta la firma di Gino Morici, artista eclettico capace di progettare ogni dettaglio, trasformando gli ambienti in una scenografia immersiva, disegnando ogni dettaglio Art Déco con un gusto colto e visionario.

foto di Igor Petyx per Le vie dei Tesori

Da studi recenti, Casa Savona risulta anche frutto di una collaborazione: accanto a Morici emerge la figura dell’ingegnere Giuseppe Arici, cui si devono la distribuzione degli spazi e probabilmente alcuni arredi e dettagli tecnici. I due progettano tutto: mobilio, illuminazione, pavimentazione in marmo; realizzano le decorazioni di pareti e soffitti, dipingono quadri, usano materiali e legni preziosi, inseriscono dettagli in metallo. Un laboratorio creativo che dà vita a uno degli esempi più alti e intatti di Déco palermitano.

«È un’opera d’arte, studiata nei suoi dettagli e soluzioni, per la famiglia Savona. Gino Morici e Giuseppe Arici – spiega la soprintendente dei Beni culturali di Palermo, Selima Giuliano – creano un risultato meraviglioso, basti guardare soltanto il camino pensato come un piccolo palcoscenico. Dichiararla di interesse culturale ha permesso di salvarla e acquisirla al patrimonio di tutti».

Casa Savona  aprirà anche alcune settimane nel prossimo mese di maggio.

#ArtDéco #beniCulturali #CasaSavona #notizie #Palermo #Sicilia

🌊 𝗗𝘂𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶 𝗿𝗲𝗹𝗶𝘁𝘁𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮: 𝗮𝗹 𝘃𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗿𝗮𝘂𝘀𝗮 𝗜𝗜 𝗲 𝗚𝗲𝗹𝗮 𝗜𝗜

#ArcheologiaSubacquea #Sicilia #MarausaII #GelaII #PatrimonioCulturale #Restauro #MuseiDelMare #Mediterraneo #BeniCulturali #Archeologia

➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-cSu

https://storiearcheostorie.com/2026/04/09/restauro-relitti-marausa-ii-gela-ii/?utm_source=mastodon&utm_medium=jetpack_social

Al via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II: la Sicilia valorizza il suo patrimonio sommerso

S&A

Prende ufficialmente il via il restauro dei relitti Marausa II e Gela II, due straordinarie testimonianze dell’archeologia navale mediterranea. L’intervento, promosso dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, segna un momento cruciale nella valorizzazione del patrimonio sommerso e nella sua restituzione alla fruizione pubblica.

Relitto Marausa II

I lavori sono stati consegnati alla società Cooperativa Archeologia e rappresentano la fase operativa di un progetto di alto profilo scientifico e culturale, volto a preservare e valorizzare due tra i più significativi reperti navali rinvenuti lungo le coste siciliane.

Il recupero dei relitti Marausa II e Gela II

Il relitto Marausa II, scoperto nei fondali di Marsala, risale all’età romana e costituisce un’importante testimonianza dei traffici commerciali che attraversavano il Mediterraneo. L’imbarcazione, probabilmente destinata al trasporto di derrate e materiali, offre preziose informazioni sulle tecniche costruttive navali e sulle rotte marittime dell’antichità.

Il relitto Gela II, rinvenuto nelle acque di Gela, rappresenta un ulteriore tassello fondamentale per la conoscenza della navigazione antica. La sua conservazione consentirà di approfondire aspetti legati all’economia, alla cantieristica e alle dinamiche commerciali del Mediterraneo.

Relitto Gela II

Un progetto per la rete dei musei del mare della Sicilia

L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio culturale promossa dalla Regione Siciliana. Come sottolineato dall’assessore ai Beni culturali e identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, il restauro dei due relitti rappresenta un passo decisivo verso la creazione di una rete dei musei del mare e delle navi, destinata a raccontare il rapporto millenario tra la Sicilia e il Mediterraneo.

Con un investimento complessivo di 853.633,80 euro, i lavori avranno una durata di 960 giorni e si concluderanno entro il 25 novembre 2028. L’iniziativa mira a rafforzare l’offerta culturale e turistica dell’isola, consolidando il ruolo della Sicilia come punto di riferimento internazionale per l’archeologia subacquea.

Conservazione, ricerca e valorizzazione

Il restauro e l’assemblaggio dei relitti custoditi nei parchi archeologici di Lilibeo-Marsala e di Gela permetteranno non solo la tutela dei reperti, ma anche la loro esposizione al pubblico. L’operazione contribuirà a trasformare il patrimonio sommerso in una risorsa culturale ed economica, favorendo la ricerca scientifica e la diffusione della conoscenza storica.

Grazie a questa iniziativa, la Sicilia rafforza il proprio impegno nella conservazione del passato, riaffermando il suo ruolo centrale nella storia della navigazione mediterranea.

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: Regione Siciliana ✅
#archeologia #archeologiaSubacquea #beniCulturali #Gela #GelaII #MarausaII #Marsala #Mediterraneo #museiDelMare #navigazioneAntica #patrimonioSommerso #relittiAntichi #restauroArcheologico #Sicilia #SoprintendenzaDelMare

🏛️ 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝘂𝗻’𝗮𝘂𝗹𝗮 𝗮 𝗰𝗶𝗲𝗹𝗼 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘂𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼

✅ Al via i tirocini nei cantieri del Parco Archeologico tra affreschi, mosaici e strutture millenarie.

#Pompei #Restauro #BeniCulturali #Archeologia #Formazione #PatrimonioCulturale #MiC #Conservazione #Arte #Cultura

➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-cS7

https://storiearcheostorie.com/2026/04/09/tirocini-restauro-pompei/?utm_source=mastodon&utm_medium=jetpack_social

🔍 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶❟ 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁à 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮: 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲

#Pompei #Archeologia #Cultura #BeniCulturali #Restauro #Innovazione #Tecnologia #Patrimonio #Italia #UNESCO

➡️ Tutti i dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-cOo

https://storiearcheostorie.com/2026/04/02/pompei-monitoraggio-degrado-mappatura-digitale/?utm_source=mastodon&utm_medium=jetpack_social

Pompei, completato il monitoraggio della città antica: la tutela passa dal digitale

Pompei completa la mappatura del degrado con oltre 70mila schede e una web app innovativa: un nuovo modello per la tutela del sito archeologico.

Storie & Archeostorie

Pompei, completato il monitoraggio della città antica: la tutela passa dal digitale

S&A

Dopo mesi di lavoro sul campo, Pompei compie un passo decisivo nella tutela del proprio straordinario patrimonio archeologico. È stata infatti completata una schedatura capillare dell’intero sito, frutto dell’impegno di squadre multidisciplinari composte da architetti, ingegneri, restauratori e archeologi, che hanno analizzato ogni singolo ambiente della città antica.

Il risultato è imponente: oltre 70.000 schede dedicate alla classificazione e alla valutazione dei rischi e delle forme di degrado che interessano le strutture. Un lavoro senza precedenti per estensione e dettaglio, che segna un cambio di paradigma nella gestione di uno dei siti archeologici più importanti al mondo.

Al centro di questa trasformazione c’è l’adozione di una web app sviluppata su misura, che ha permesso di raccogliere e organizzare in formato digitale tutte le informazioni rilevate sul campo. Il sistema riguarda più di 13.000 ambienti, distribuiti in circa 1.200 unità tra abitazioni e botteghe risalenti a due millenni fa, e consente oggi un monitoraggio continuo e aggiornato dello stato di conservazione.

La sfida della tutela, da sempre cruciale per Pompei, nasce anche da un passato segnato da criticità. La mancanza di una conoscenza sistematica e aggiornata aveva infatti portato, nel tempo, a perdite significative: affreschi documentati nei secoli scorsi e oggi scomparsi, fino a episodi simbolici come il crollo della Schola Armaturarum nel 2010, che aveva reso evidente l’urgenza di un approccio più strutturato. Da quell’evento prese avvio il Grande Progetto Pompei, sostenuto dallo Stato italiano e dall’Unione Europea.

Per approfondire: Pompei, così rinasce la Schola Armaturarum [FOTO]

https://storiearcheostorie.com/2019/01/03/pompei-cosi-rinasce-la-schola-armaturarum-foto/

Oggi il nuovo sistema rappresenta l’evoluzione di quel percorso. Grazie alla collaborazione con l’Università di Salerno e la società Visivalab, è stato realizzato un modello di monitoraggio multiscalare e integrato, capace di analizzare ogni elemento costruttivo, dalle murature ai mosaici, dagli intonaci agli apparati decorativi. Tutti i dati raccolti sono digitali fin dall’origine e possono essere elaborati anche attraverso sistemi informatici avanzati e strumenti di intelligenza artificiale.

Dal rilevamento delle criticità all’intervento

Questo approccio consente non solo di individuare con precisione le criticità, ma anche di intervenire in modo tempestivo. La piattaforma permette infatti di segnalare in tempo reale eventuali problemi, corredandoli di documentazione fotografica, e di integrarli in una mappa complessiva del sito. Le informazioni vengono poi organizzate secondo livelli di priorità, rendendo possibile una programmazione triennale degli interventi, tra manutenzione ordinaria e straordinaria.

Una mappa del degrado

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dall’analisi riguarda le correlazioni tra diverse forme di degrado. Si tratta di un dato scientifico di grande valore, che consente di comprendere meglio le dinamiche di deterioramento e di individuare strategie più efficaci per contrastarle. In questo senso, Pompei si conferma non solo come luogo di conservazione, ma anche come laboratorio di ricerca applicata al patrimonio culturale.

Il progetto ha raccolto il consenso delle istituzioni. Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha sottolineato come la tutela rappresenti la sfida più grande per Pompei, oggi affrontata con strumenti innovativi che permettono finalmente una conoscenza completa e dettagliata del sito. Una visione condivisa anche da Alfonsina Russo, che ha evidenziato l’importanza di una gestione integrata capace di coniugare conservazione e valorizzazione.

Particolarmente significativo è anche il commento dell’archeologo Andrea Carandini, che ha ricordato come l’idea di una manutenzione programmata per Pompei fosse stata immaginata già quindici anni fa e trovi oggi una concreta realizzazione.

“Ho concepito un sogno su Pompei da Presidente del Consiglio Superiore con Roberto Cecchi 15 anni fa sulla manutenzione programmata di quel sito. Solo il Direttore Gabriel Zuchtriegel lo ha finalmente trasformato in compiuta realtà, per cui esulto di gioia, anche perché il Direttore ha varato lo studio delle regioni della città, i cui tessuti sono inediti, in accordo con la Sapienza di Roma. Così conoscenza e tutela sistematiche si confronteranno come in un dittico. Che ciò sia di esempio!”

Andrea Carandini

Il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ha invece ribadito un principio fondamentale: la consapevolezza della fragilità del patrimonio e la necessità di una conoscenza approfondita come base imprescindibile per ogni intervento.

Conservare Pompei è una sfida enorme, ma proprio per questo ci spinge a dare il massimo e a cercare continuamente nuove soluzioni, a esplorare tutte le possibilità di migliorare il nostro lavoro anche attraverso l’uso della tecnologia. Base fondamentale per ogni intervento di tutela del patrimonio è, uno, la consapevolezza che il patrimonio è fragile, specialmente in un sito come Pompei, e, due, una conoscenza dettagliata di tutto il sito quale condizione imprescindibile per programmare le attività di manutenzione e restauro”

Gabriel Zuchtriegel

Il modello sviluppato a Pompei si fonda su un approccio preventivo, sistematico e sostenibile, che supera la logica dell’emergenza per adottare una visione globale. La possibilità di prevedere interventi e costi in modo programmato rappresenta un vantaggio decisivo non solo per la conservazione, ma anche per la gestione economica del sito.

In prospettiva, questo sistema potrebbe diventare un riferimento per altri contesti archeologici, dimostrando come la tecnologia possa giocare un ruolo chiave nella salvaguardia del patrimonio. A Pompei, ancora una volta, il passato si conferma terreno fertile per sperimentare il futuro, in un equilibrio tra memoria, innovazione e responsabilità condivisa.

Sulla rivista E-journal degli scavi di Pompei è pubblicato un articolo di approfondimento sul tema.

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: Parco Archeologico di Pompei ✅
#archeologia #beniCulturali #conservazione #digitale #GrandeProgettoPompei #innovazione #PNRR #pompei #restauro #sitiArcheologici #tecnologia #tutelaPatrimonio
"Firenze culla dello sfruttamento": il lavoro culturale tra svalutazione e sfruttamento - La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze

Y., dottorandɘ in storia dell’arte, è attivista di Mi Riconosci?, associazione nata come collettivo nel 2015 per denunciare le condizioni di lavoro e di accesso alle professioni nel settore culturale, nel quadro della mancata attuazione della Legge Madia 110/2014. Il collettivo ha pubblicato due libri: Oltre la grande bellezza. Il lavoro nel patrimonio culturale italiano … “Firenze culla dello sfruttamento”: il lavoro culturale tra svalutazione e sfruttamento Leggi altro »

La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze

🏛️ 𝗟’𝗔𝗿𝗮 𝗣𝗮𝗰𝗶𝘀 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗹’𝗮𝘃𝗲𝘁𝗲 𝗺𝗮𝗶 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮: luci, colori e voci riportano in vita il monumento di Augusto in una nuova esperienza immersiva serale.
📅 Da domani 27 marzo

#AraPacis #Roma #archeologia #Augusto #videomapping #musei #storiaromana #arte #cultura #beniculturali

📷 ©Museo dell'Ara Pacis

➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-cHa

https://storiearcheostorie.com/2026/03/26/ara-pacis-colori-esperienza-immersiva-roma/?utm_source=mastodon&utm_medium=jetpack_social