Biglietti sold out per la visita di Papa Leone XIV a Pompei

Sono tutti esauriti i posti nei settori destinati ai fedeli che seguiranno la visita di Papa Leone XIV a Pompei

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Papa Leone XIV a Pompei, il sito per i biglietti gratis

È ufficialmente partita la macchina organizzativa per la visita pastorale di Papa Leone XIV in programma l’8 maggio 2026 a Pompei. Da oggi è online il portale

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Pompei diventa aula a cielo aperto: al via i tirocini per futuri restauratori

S&A

Il Parco Archeologico di Pompei apre le porte ai restauratori del futuro. Ha preso ufficialmente il via un programma di tirocini formativi curriculari destinato agli studenti del corso di Laurea in Restauro dei Beni Culturali della Scuola di Restauro di Botticino, promosso in collaborazione con Ales S.p.A. e Valore Italia.

L’iniziativa rappresenta un’importante opportunità di formazione sul campo, trasformando Pompei in un laboratorio d’eccellenza per la tutela e la conservazione del patrimonio archeologico.

Formazione sul campo tra affreschi e mosaici

Le attività sono iniziate con il monitoraggio e la manutenzione degli apparati decorativi nei cantieri attivi del sito. Il primo gruppo di lavoro, composto da due studenti, avrà l’opportunità di operare a diretto contatto con uno dei contesti conservativi più complessi e prestigiosi al mondo.

I tirocini si svolgeranno in cicli di sette settimane, per un totale di 250 ore per ciascuno dei quattordici tirocinanti coinvolti. L’esperienza consentirà agli allievi di acquisire competenze tecniche fondamentali, sviluppando capacità di osservazione e senso di responsabilità, elementi imprescindibili per la professione del restauratore.

Un’équipe multidisciplinare per la tutela del patrimonio

Gli studenti saranno affiancati dal personale specializzato di Ales S.p.A., società in house del Ministero della Cultura con consolidata esperienza nella manutenzione programmata dei beni archeologici. Il lavoro si svolgerà all’interno di un’équipe multidisciplinare composta da archeologi, architetti, restauratori, ingegneri e operai specializzati, in costante sinergia con i funzionari del Parco.

Le attività riguarderanno la conservazione di intonaci, affreschi e mosaici, contribuendo a garantire l’integrità delle strutture murarie e delle superfici decorate dell’antica città vesuviana.

Pompei laboratorio permanente di ricerca e innovazione

L’iniziativa rafforza il ruolo del Parco Archeologico di Pompei come centro di ricerca, conservazione e alta formazione, dove la trasmissione delle competenze diventa parte integrante della tutela del patrimonio culturale.

Come sottolineato dal direttore Gabriel Zuchtriegel, la formazione dei nuovi professionisti rappresenta un investimento strategico per il futuro della conservazione. Analogamente, Valore Italia e Ales S.p.A. evidenziano il valore di un’esperienza che permette agli studenti di confrontarsi con le sfide reali del restauro in un contesto di eccellenza internazionale.

Pompei si conferma così non solo come uno dei siti archeologici più celebri al mondo, ma anche come una palestra d’eccellenza per le nuove generazioni di restauratori.

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  • 📄 Fonte: Parco Archeologico Pompei ✅
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✅ Al via i tirocini nei cantieri del Parco Archeologico tra affreschi, mosaici e strutture millenarie.

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Pompei, completato il monitoraggio della città antica: la tutela passa dal digitale

Pompei completa la mappatura del degrado con oltre 70mila schede e una web app innovativa: un nuovo modello per la tutela del sito archeologico.

Storie & Archeostorie

Pompei, completato il monitoraggio della città antica: la tutela passa dal digitale

S&A

Dopo mesi di lavoro sul campo, Pompei compie un passo decisivo nella tutela del proprio straordinario patrimonio archeologico. È stata infatti completata una schedatura capillare dell’intero sito, frutto dell’impegno di squadre multidisciplinari composte da architetti, ingegneri, restauratori e archeologi, che hanno analizzato ogni singolo ambiente della città antica.

Il risultato è imponente: oltre 70.000 schede dedicate alla classificazione e alla valutazione dei rischi e delle forme di degrado che interessano le strutture. Un lavoro senza precedenti per estensione e dettaglio, che segna un cambio di paradigma nella gestione di uno dei siti archeologici più importanti al mondo.

Al centro di questa trasformazione c’è l’adozione di una web app sviluppata su misura, che ha permesso di raccogliere e organizzare in formato digitale tutte le informazioni rilevate sul campo. Il sistema riguarda più di 13.000 ambienti, distribuiti in circa 1.200 unità tra abitazioni e botteghe risalenti a due millenni fa, e consente oggi un monitoraggio continuo e aggiornato dello stato di conservazione.

La sfida della tutela, da sempre cruciale per Pompei, nasce anche da un passato segnato da criticità. La mancanza di una conoscenza sistematica e aggiornata aveva infatti portato, nel tempo, a perdite significative: affreschi documentati nei secoli scorsi e oggi scomparsi, fino a episodi simbolici come il crollo della Schola Armaturarum nel 2010, che aveva reso evidente l’urgenza di un approccio più strutturato. Da quell’evento prese avvio il Grande Progetto Pompei, sostenuto dallo Stato italiano e dall’Unione Europea.

Per approfondire: Pompei, così rinasce la Schola Armaturarum [FOTO]

https://storiearcheostorie.com/2019/01/03/pompei-cosi-rinasce-la-schola-armaturarum-foto/

Oggi il nuovo sistema rappresenta l’evoluzione di quel percorso. Grazie alla collaborazione con l’Università di Salerno e la società Visivalab, è stato realizzato un modello di monitoraggio multiscalare e integrato, capace di analizzare ogni elemento costruttivo, dalle murature ai mosaici, dagli intonaci agli apparati decorativi. Tutti i dati raccolti sono digitali fin dall’origine e possono essere elaborati anche attraverso sistemi informatici avanzati e strumenti di intelligenza artificiale.

Dal rilevamento delle criticità all’intervento

Questo approccio consente non solo di individuare con precisione le criticità, ma anche di intervenire in modo tempestivo. La piattaforma permette infatti di segnalare in tempo reale eventuali problemi, corredandoli di documentazione fotografica, e di integrarli in una mappa complessiva del sito. Le informazioni vengono poi organizzate secondo livelli di priorità, rendendo possibile una programmazione triennale degli interventi, tra manutenzione ordinaria e straordinaria.

Una mappa del degrado

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dall’analisi riguarda le correlazioni tra diverse forme di degrado. Si tratta di un dato scientifico di grande valore, che consente di comprendere meglio le dinamiche di deterioramento e di individuare strategie più efficaci per contrastarle. In questo senso, Pompei si conferma non solo come luogo di conservazione, ma anche come laboratorio di ricerca applicata al patrimonio culturale.

Il progetto ha raccolto il consenso delle istituzioni. Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha sottolineato come la tutela rappresenti la sfida più grande per Pompei, oggi affrontata con strumenti innovativi che permettono finalmente una conoscenza completa e dettagliata del sito. Una visione condivisa anche da Alfonsina Russo, che ha evidenziato l’importanza di una gestione integrata capace di coniugare conservazione e valorizzazione.

Particolarmente significativo è anche il commento dell’archeologo Andrea Carandini, che ha ricordato come l’idea di una manutenzione programmata per Pompei fosse stata immaginata già quindici anni fa e trovi oggi una concreta realizzazione.

“Ho concepito un sogno su Pompei da Presidente del Consiglio Superiore con Roberto Cecchi 15 anni fa sulla manutenzione programmata di quel sito. Solo il Direttore Gabriel Zuchtriegel lo ha finalmente trasformato in compiuta realtà, per cui esulto di gioia, anche perché il Direttore ha varato lo studio delle regioni della città, i cui tessuti sono inediti, in accordo con la Sapienza di Roma. Così conoscenza e tutela sistematiche si confronteranno come in un dittico. Che ciò sia di esempio!”

Andrea Carandini

Il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ha invece ribadito un principio fondamentale: la consapevolezza della fragilità del patrimonio e la necessità di una conoscenza approfondita come base imprescindibile per ogni intervento.

Conservare Pompei è una sfida enorme, ma proprio per questo ci spinge a dare il massimo e a cercare continuamente nuove soluzioni, a esplorare tutte le possibilità di migliorare il nostro lavoro anche attraverso l’uso della tecnologia. Base fondamentale per ogni intervento di tutela del patrimonio è, uno, la consapevolezza che il patrimonio è fragile, specialmente in un sito come Pompei, e, due, una conoscenza dettagliata di tutto il sito quale condizione imprescindibile per programmare le attività di manutenzione e restauro”

Gabriel Zuchtriegel

Il modello sviluppato a Pompei si fonda su un approccio preventivo, sistematico e sostenibile, che supera la logica dell’emergenza per adottare una visione globale. La possibilità di prevedere interventi e costi in modo programmato rappresenta un vantaggio decisivo non solo per la conservazione, ma anche per la gestione economica del sito.

In prospettiva, questo sistema potrebbe diventare un riferimento per altri contesti archeologici, dimostrando come la tecnologia possa giocare un ruolo chiave nella salvaguardia del patrimonio. A Pompei, ancora una volta, il passato si conferma terreno fertile per sperimentare il futuro, in un equilibrio tra memoria, innovazione e responsabilità condivisa.

Sulla rivista E-journal degli scavi di Pompei è pubblicato un articolo di approfondimento sul tema.

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: Parco Archeologico di Pompei ✅
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Les événements du 1er avril.
En 1748, l’espagnol Rocque Joaquin de Alcubierre redécouvre les ruines de #Pompéi.
https://www.histoiredesinventions.com/1er-avril/

Un braciere di terracotta sepolto sotto la cenere del Vesuvio è stato riesumato nel 1986 e dimenticato per quasi quarant'anni. Ora un team di sei università ha analizzato quei residui con tecniche molecolari: dentro c'erano tracce di incenso dall'India e composti chimici compatibili con il vino.

È la prima prova materiale della praefatio, il rituale con cui i romani invitavano gli dèi al banchetto. Il futuro sorprende anche con la riscoperta del passato.

https://www.futuroprossimo.it/2026/03/rituali-di-pompei-la-prima-prova-concreta-di-vino-e-incenso/

#Pompei