Catania, riapre il Portico dell’Atleta: sotto via Crociferi riemerge un corridoio romano del I secolo

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Nel sottosuolo di Catania, a pochi metri dal basolato di via Crociferi, ha riaperto al pubblico il Portico dell’Atleta, un ambiente ipogeo di età romana rimasto per decenni quasi inaccessibile. Siamo nella città barocca riconosciuta dall’UNESCO, ma qui la stratificazione scende ancora più in profondità: sotto le chiese e i palazzi settecenteschi riaffiora un lacerto monumentale del I secolo d.C., incastonato nella pendice sud-orientale del colle di Montevergine, l’area più antica dell’abitato.

Un corridoio monumentale sotto la città barocca

Accessibile da una piccola apertura sotto la scalinata Alessi, il sito conserva un corridoio coperto e seminterrato, articolato da nicchie ed esedre lungo le pareti e pavimentato da un camminamento musivo. La muratura, che alterna pietra lavica locale ed elementi marmorei, suggerisce l’appartenenza a un edificio monumentale più ampio, oggi in gran parte perduto.

Gli studi in corso ipotizzano che il Portico fosse parte di un complesso pubblico o di rappresentanza, forse connesso a un’area sacra o a un edificio termale, anche se la lettura resta complessa per via delle trasformazioni successive e dei riusi stratificati nel tempo. La posizione topografica, sul versante che guarda verso il porto antico, ne rafforza il carattere scenografico.

La Statua dell’Atleta: un torso marmoreo del I secolo d.C.

Al centro del percorso c’è la Statua dell’Atleta, un torso maschile in marmo rinvenuto nel gennaio 1989 all’interno di una nicchia murata dello stesso ambiente. Il giovane, raffigurato nudo secondo i canoni della statuaria classica, presenta un modellato attento alla resa anatomica, con torace ampio e torsione appena accennata.

In attesa di analisi petrografiche e archeometriche sul marmo – utili a determinarne provenienza e tecnica di lavorazione – la datazione proposta dagli studiosi è al I secolo d.C., in piena età imperiale. L’iconografia rimanda al repertorio degli atleti vittoriosi, frequente negli spazi pubblici e nei complessi termali del mondo romano, dove il corpo maschile idealizzato incarnava valori civici e agonistici.

Cantieri “a vista” e ricostruzione digitale

Nei prossimi mesi il sito sarà interessato da interventi di restauro e consolidamento a cura del Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci, diretto da Giuseppe D’Urso. I lavori si svolgeranno in modalità open, permettendo ai visitatori di osservare direttamente le operazioni conservative.

Accanto alla fruizione in presenza, il progetto – sviluppato nell’ambito del PNRR Changes con il coordinamento scientifico di Daniele Malfitana (Università di Catania) – comprende una ricostruzione virtuale immersiva. Il video, realizzato con il contributo di istituti del CNR, restituisce il contesto architettonico originario con pareti decorate, mosaici e apparati scultorei, accompagnando il pubblico in un percorso dalla Catania greca a quella romana.

Si tratta di uno strumento fondamentale: l’ipogeo, per sua natura frammentario, richiede mediazioni interpretative capaci di rendere leggibile al grande pubblico ciò che oggi sopravvive solo in parte.

Un sito restituito alla città

All’inaugurazione, il 13 febbraio, hanno partecipato oltre 700 persone, segno di un’attesa diffusa non solo nella comunità scientifica ma nella cittadinanza. La riapertura del Portico dell’Atleta si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione del patrimonio archeologico urbano, dove ricerca, tutela e comunicazione pubblica operano in sinergia.

Il sito è visitabile il martedì e il giovedì dalle 15 alle 18 (massimo 10 visitatori per turno, durata 15-20 minuti), con prenotazione obbligatoria via email all’URP del Parco archeologico: [email protected]

Credit foto: foto: (C)Melamedia

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Credit foto: foto: (C)Melamedia

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Il film porta al cinema l’enigma archeologico delle Linee di Nazca e gli sforzi di Maria Reiche per salvarle. Nelle sale dal 12 marzo

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Da marzo arriva al cinema “Lady Nazca, la Signora delle Linee”

Dal 12 marzo al cinema Lady Nazca racconta la storia vera di Maria Reiche, la donna che ha salvato le Linee di Nazca, patrimonio UNESCO.

Storie & Archeostorie

Coímbra apuesta por experiencias sensoriales, enoturismo y patrimonio en Fitur

Experiencias sensoriales y visuales, la apuesta de la región lusa de Coímbra en Fitur.

SN Redacción | EFE

Madrid.- La región portuguesa de Coímbra se promocionará entre el 21 y el 25 de enero en Fitur con un estand que pretende sorprender al viajero con “experiencias sensoriales y visuales”, según un comunicado divulgado hoy por la Comunidad Intermunicipal (CIM) de la Región Metropolitana de Coímbra.

Una de las imágenes visuales con las que pretende llamar la atención son los viajes en moto, en este caso sobre una Vespa, a través de sus carreteras regionales, que conectan la ciudad de Coímbra con el resto del área metropolitana de la región, donde se pueden alcanzar numerosos destinos de naturaleza y patrimonio.

El enoturismo y la naturaleza también serán otra de las grandes apuestas de la región de Coímbra en Fitur, con degustaciones y pruebas de sus productos para mostrar también sus mejores vinos.

La naturaleza y el turismo activo serán otros de los atractivos con los que intentarán persuadir a los potenciales turistas españoles, ya que Coímbra cuenta con un amplio elenco de rutas que se pueden recorrer a pie o en bici en entornos en los que sobresale la sostenibilidad.

Además, recordarán a los visitantes que acudan a su estand, en el Pabellón 4 de Fitur, que la ciudad alberga la Universidad de Coímbra, la más antigua de Portugal y una de las decanas de Europa, cuyos edificios centrales cuentan con el marchamo de Patrimonio Mundial de la UNESCO.

En materia cultural, esta región aprovechará para avanzar su oferta de festivales, la agenda cultural y los eventos históricos que están programados para 2026.

Helena Teodósio, presidenta de la región metropolitana de Coímbra, asegura que el objetivo de la participación de esta zona en Fitur pasa por consolidarse como “un destino de cualidad integral, con una oferta completa, donde la cultura y la gastronomía se fundan con la naturaleza de forma sostenible”. –sn–

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Dopo il riconoscimento UNESCO della cucina casalinga italiana come Patrimonio dell’Umanità, le ricette entrano a pieno titolo nel cuore della nostra identità editoriale. Non come contenuti “di servizio”, ma come testimonianze vive di cultura, cura e appartenenza.

https://www.agomagia.com/cucina-casalinga-italiana-non-e-cibo-e-appartenenza/

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