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Il Parco Archeologico di Pompei inaugura una nuova esperienza immersiva: grazie all'app Portyl, i visitatori possono esplorare la città romana…

➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: https://storiearcheostorie.com/2026/06/28/portyl-pompei-realta-aumentata/

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Pompei, la Casa del Citarista rivive in realtà aumentata (e ci sono nuove ipotesi sulla statua di bronzo di Apollo)

A Pompei debutta Portyl, l'app che ricostruisce la città romana in realtà aumentata. La Casa del Citarista riapre con un'esperienza immersiva basata su ricerca scientifica e intelligenza artificiale.

Storie & Archeostorie

Pompei, la Casa del Citarista rivive in realtà aumentata (e ci sono nuove ipotesi sulla statua di bronzo di Apollo)

Dal 24 giugno 2026 il Parco Archeologico di Pompei compie un nuovo passo verso l’archeologia digitale. Con l’apertura della Casa del Citarista, una delle più grandi domus della città antica, debutta Portyl, un’applicazione che permette di osservare gli edifici e gli spazi pubblici così come apparivano prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., combinando ricostruzioni scientifiche e realtà aumentata.

La Casa del Citarista diventa il laboratorio dell’archeologia del futuro

La prima protagonista del progetto è la Casa del Citarista, vasta dimora di circa 2.700 metri quadrati, nata dall’unificazione di più abitazioni nel I secolo a.C. e nota per la celebre statua dell’Apollo Citarista, da cui prende il nome. Grazie all’app, i visitatori possono osservare ambienti, arredi, decorazioni e scene di vita quotidiana ricostruite digitalmente, immergendosi nella Pompei di duemila anni fa.

L’esperienza non si limita alla domus: anche il Foro, l’Anfiteatro, il Teatro Grande e l’Odeion possono essere esplorati attraverso ricostruzioni tridimensionali che restituiscono spettacoli teatrali, combattimenti gladiatori e persino i drammatici momenti dell’eruzione vesuviana.

Cos’è Portyl e come funziona

L’app Portyl, sviluppata dalla società Histoury Inc., utilizza tecnologie avanzate come LiDAR, fotogrammetria e intelligenza artificiale generativa. Ogni monumento è stato preventivamente scansionato e ricostruito sulla base delle più aggiornate conoscenze archeologiche.

Grazie a un sistema di geofencing GPS, l’app riconosce la posizione del visitatore e sovrappone con precisione le ricostruzioni virtuali agli edifici reali, consentendo un’esperienza immersiva direttamente sul posto. È inoltre disponibile una modalità remota che permette di utilizzare parte dei contenuti anche lontano dal sito archeologico.

Fino al 15 luglio 2026 Portyl sarà gratuita. Successivamente resteranno disponibili gratuitamente tre percorsi, mentre l’accesso completo ai contenuti costerà 15 euro. Per chi non dispone di un dispositivo compatibile sarà possibile noleggiare un tablet completo dell’app presso gli infopoint del Parco al costo di 20 euro.

Tecnologia e rigore scientifico

Il progetto nasce da una ricerca multidisciplinare coordinata dal direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel, insieme all’Università di Salerno e al Politecnico di Milano.

Secondo Zuchtriegel, l’intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità per rendere il patrimonio culturale più accessibile, purché resti saldamente ancorata alla ricerca scientifica. L’obiettivo non è sostituire il lavoro degli archeologi, ma utilizzare le nuove tecnologie per raccontare il passato con maggiore efficacia, mantenendo il necessario equilibrio tra divulgazione e accuratezza storica.

Nuove ipotesi sull’Apollo Citarista

Parallelamente al progetto digitale è stata sviluppata una nuova ricerca dedicata alla celebre statua bronzea dell’Apollo Citarista.

Gli studi, pubblicati nel volume L’Apollo di Pompei: ricostruzione di un capolavoro classico, propongono una nuova interpretazione dell’opera: non una semplice creazione di età imperiale, ma una fedele copia in bronzo di un originale greco del V secolo a.C., probabilmente collegato allo scultore Mirone. Secondo gli studiosi, anche l’organizzazione della domus richiamerebbe simbolicamente la casa di Augusto sul Palatino, strettamente legata al culto di Apollo.

Restauro, accessibilità e inclusione

La riapertura della Casa del Citarista è stata accompagnata da un ampio intervento di restauro che ha interessato strutture murarie, superfici decorate, colonne dei peristili e celebri copie bronzee realizzate dalla Fonderia Chiurazzi, oltre al recupero del giardino storico ricostruito con alloro, pianta sacra ad Apollo.

Grande attenzione è stata dedicata anche all’accessibilità: il percorso di visita è stato adeguato agli standard del progetto “Pompei per tutti”, eliminando le principali barriere architettoniche. Inoltre, grazie all’iniziativa Parvula Domus, ogni mercoledì saranno organizzate visite e laboratori inclusivi dedicati ai visitatori, con particolare attenzione ai temi della partecipazione sociale e culturale.

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: Parco Archeologico di Pompei ✅
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Umelá inteligencia prečítala papyrus zničený výbuchom sopky Vezuv, odhaľuje nové historické poznatky.

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Lipari, il relitto della Secca di Capistello riemerge dopo oltre duemila anni

Dopo oltre duemila anni trascorsi sul fondale del mare delle Eolie, il relitto della Secca di Capistello, a Lipari, è tornato alla luce. Si è conclusa con successo la complessa campagna di archeologia subacquea che ha permesso il recupero dello scafo della nave mercantile ellenistica, una delle testimonianze più importanti della navigazione nel Mediterraneo antico. L’intervento apre ora una nuova fase dedicata allo studio, al restauro e alla futura esposizione del relitto.

Una nave mercantile del III secolo a.C.

L’imbarcazione naufragò nel III secolo a.C. lungo il versante orientale di Lipari, dopo aver urtato uno scoglio affiorante presso la Secca di Capistello. L’impatto provocò l’affondamento della nave e la dispersione di parte del suo carico, costituito da anfore da trasporto.

Questi contenitori furono recuperati già oltre cinquant’anni fa e oggi sono conservati ed esposti al Museo Archeologico Eoliano “Luigi Bernabò Brea”. Il recupero dello scafo consentirà finalmente di ricostruire integralmente il contesto archeologico, riunendo nave e carico in un unico progetto museale.

Un sito noto fin dagli anni Sessanta

Il relitto venne individuato nel 1966, attirando immediatamente l’attenzione degli studiosi ma anche dei saccheggiatori, che tentarono ripetutamente di depredare il sito.

Le prime ricerche scientifiche furono avviate dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma, cui seguirono gli interventi dell’Institute of Nautical Archaeology e della Sub Sea Oil Services, contribuendo a rendere la Secca di Capistello uno dei siti simbolo dell’archeologia subacquea del Mediterraneo.

Un recupero di eccezionale complessità

L’operazione è stata promossa dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana nell’ambito di un progetto coordinato dall’archeologo Roberto La Rocca, in collaborazione con il Parco Archeologico delle Isole Eolie, l’Università di Malta e con il supporto operativo della Guardia Costiera.

Le delicate operazioni di recupero hanno richiesto competenze altamente specialistiche, considerate le condizioni del relitto e il valore scientifico dei suoi resti lignei.

L’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, ha sottolineato come il recupero rappresenti «una delle più importanti testimonianze della navigazione ellenistica nel Mediterraneo», evidenziando che il ricongiungimento tra lo scafo e il suo carico offrirà al pubblico un contesto archeologico di straordinario valore.

Il futuro del relitto

Conclusi gli interventi di recupero, inizieranno le attività di conservazione e analisi scientifica. Al termine del restauro, il relitto sarà musealizzato a Lipari, dove entrerà a far parte del percorso espositivo dedicato alla storia della navigazione antica nelle Eolie.

L’iniziativa rappresenta un nuovo importante traguardo per l’archeologia subacquea italiana e contribuirà ad approfondire la conoscenza delle rotte commerciali che attraversavano il Mediterraneo in età ellenistica.

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: Regione Siciliana ✅
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🌊 Dopo oltre 2.000 anni il relitto della Secca di Capistello riemerge dai fondali di Lipari

✅ Lo scafo della nave ellenistica sarà restaurato e ricongiunto al suo carico di anfore, già conservato nel Museo Archeologico Eoliano. Un recupero eccezionale per la storia della navigazione nel Mediterraneo.

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Lipari, il relitto della Secca di Capistello riemerge dopo oltre duemila anni

Recuperato a Lipari il relitto della Secca di Capistello, nave mercantile del III secolo a.C. Lo scafo sarà restaurato e musealizzato insieme al suo carico.

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🧭 Il Marocco antico emerge come crocevia di scambi, idee e culture: una storia più connessa di quanto immaginassimo. #Archeologia #Marocco

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