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๐Ÿ” Nei bracieri e nei bruciaprofumi domestici trovate resine dallโ€™Africa e dallโ€™Asia e tracce di vino, che raccontano nuovi dettagli sui rituali domestici

โœ… I risultati delle analisi in un nuovo studio pubblicato su "Antiquity".

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Livorno, scoperta una lapide funeraria romana in un canale. Che nasconde un piccolo misteroโ€ฆ

S&A

Una semplice uscita alla ricerca di asparagi si รจ trasformata in una scoperta archeologica di grande interesse. Lโ€™11 marzo 2026, nelle campagne di Livorno, Roberto Tessari, giร  Vigile del Fuoco e oggi membro del Gruppo Archeologico Paleontologico locale, ha individuato una lapide funeraria romana immersa in un canale.

Il reperto, probabilmente scivolato dallโ€™argine a causa delle recenti piogge, si trovava in unโ€™area isolata e difficilmente accessibile. Dopo una prima segnalazione, corredata da immagini, alla funzionaria archeologa Lorella Alderighi, si รจ immediatamente attivata la macchina della tutela.

Il recupero: unโ€™operazione complessa

Considerata la posizione impervia del ritrovamento e il peso della lapide, il recupero รจ stato affidato al Comando dei Vigili del Fuoco di Livorno, che ha operato in condizioni difficili.

(foto ยฉRoberto Tessari)

Una volta recuperato, il manufatto รจ stato trasferito prima presso la sede dei Vigili del Fuoco e successivamente alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno, diretta dallโ€™architetto Valerio Tesi, dove รจ attualmente conservato in attesa di interventi di pulitura e studio.

Una lapide romana quasi perfetta

Il reperto si distingue per il suo stato di conservazione. Si tratta di una lapide funeraria in pietra con epigrafe integra, danneggiata solo in due angoli della cornice.

(foto ยฉRoberto Tessari)

Le dimensioni sono significative e rispettano moduli standard romani: 29 cm di altezza (circa un piede romano), 45 cm di larghezza e 9 cm di spessore. Le lettere, alte circa 4 cm, sono incise in capitali eleganti e ben allineate, distribuite su tre righe con unโ€™accurata impaginazione.

Sul quarto rigo compare la formula abbreviata โ€œV.F.โ€ (vivus fecit), che indica come il monumento sia stato realizzato dai dedicanti mentre erano ancora in vita.

I nomi e lo status sociale dei defunti

Lโ€™iscrizione ricorda tre individui appartenenti probabilmente alla stessa famiglia: Titus Anconius Severus, Anconius Priscus e Sabinia Severa.

Si tratta di nomi non documentati in altre fonti note, ma alcuni elementi epigrafici offrono indizi importanti. Lโ€™assenza dei patronimici e della tribรน di appartenenza, insieme alla struttura dei nomi, suggerisce che si potesse trattare di liberti o discendenti di liberti, gruppi sociali emergenti nellโ€™Etruria settentrionale tra II e III secolo d.C.

In questo contesto, la realizzazione anticipata del monumento funerario rappresentava una forma di auto-rappresentazione e legittimazione sociale, tipica delle classi economicamente attive ma non aristocratiche.

Un reperto raro per il territorio livornese

La scoperta รจ particolarmente significativa perchรฉ si tratta di una delle poche epigrafi romane perfettamente conservate rinvenute nel territorio di Livorno.

Lโ€™area del ritrovamento, oggi isolata e a carattere boschivo, non ha restituito finora strutture murarie evidenti. Tuttavia, ulteriori indagini potranno chiarire meglio il contesto archeologico, non appena le condizioni del terreno lo permetteranno.

La lapide appena ritrovata (foto ยฉRoberto Tessari)

Un enigma: tomba o โ€œlaboratorioโ€?

Un elemento sorprendente riguarda il retro della lapide, che appare grossolanamente sbozzato e privo di tracce di malta. Questo dettaglio apre a unโ€™ipotesi alternativa: la lapide potrebbe non essere mai stata collocata in un vero monumento funerario.

Gli archeologi non escludono che il reperto possa provenire da un laboratorio di lapicida, dove sarebbe rimasto incompiuto o mai utilizzato. Se confermata, questa ipotesi offrirebbe uno spaccato inedito sulle pratiche produttive e artigianali legate alla lavorazione della pietra in etร  romana.

Prospettive di studio e valorizzazione

Nei prossimi mesi la lapide sarร  sottoposta a pulitura e analisi approfondite, che potranno restituire ulteriori informazioni sulla tecnica esecutiva e sul contesto storico.

Non si esclude una futura esposizione pubblica del reperto, che rappresenta un tassello prezioso per la conoscenza della presenza romana nel territorio di Livorno e dellโ€™evoluzione sociale delle comunitร  locali in etร  imperiale.

๐Ÿ“˜ Notizia verificata โœ…

  • ๐Ÿ“„ Fonte: Soprintendenza ABAP per le province di Pisa e Livorno โœ…
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๐Ÿ›๏ธ Lโ€™iscrizione racconta la storia di una famiglia del II secolo d.C. Con un piccolo mistero...

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๐Ÿ“ท ยฉRoberto Tessari
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 Apollosa (BN), lungo la via Appia riemerge un monumento funerario romano con scene di gladiatori

S&A

Un monumento funerario romano decorato con scene di gladiatori รจ stato scoperto nel territorio di Apollosa, in provincia di Benevento, lungo un tratto dellโ€™antica Via Appia. Il rinvenimento, emerso durante indagini archeologiche coordinate dalla locale Soprintendenza, restituisce un importante testimonianza del prestigio delle รฉlite locali in etร  augustea.

La scoperta, resa nota anche dal Ministero della Cultura, รจ stata presentata pubblicamente nel corso di un incontro dedicato agli studi e alle attivitร  di recupero, che ha offerto un primo quadro interpretativo del complesso.

Un sepolcro monumentale lungo la Regina Viarum

Le indagini hanno portato al recupero di circa venti blocchi in pietra calcarea e allโ€™individuazione dellโ€™accesso a una camera funeraria affrescata. Il monumento, di forma probabilmente circolare, doveva raggiungere un diametro di circa dodici metri, dimensioni che indicano una committenza di alto livello.

La collocazione lungo la Via Appia, asse viario strategico del mondo romano, non appare casuale: le sepolture monumentali lungo le grandi strade erano infatti strumenti di autorappresentazione sociale, ben visibili ai viaggiatori di passaggio e funzionali alla costruzione della memoria familiare.

Le scene gladiatorie e il significato iconografico

Lโ€™elemento piรน significativo รจ rappresentato dalle raffigurazioni di gladiatori scolpite sui blocchi lapidei. Lโ€™apparato decorativo suggerisce lโ€™esistenza di un legame diretto del defunto con lโ€™organizzazione dei ludi gladiatori: i magistrati spettavano infatti diversi oneri (munera) tra i quali quello di finanziare i giochi e gli spettacoli pubblici.

Nel contesto dellโ€™Italia romana, tali immagini non sono semplici motivi ornamentali, ma veri e propri indicatori di status e strumenti di comunicazione simbolica. La scelta di questo repertorio iconografico rimanda a valori di prestigio, munificenza e consenso pubblico.

Dalla scoperta al cantiere archeologico

Il rinvenimento รจ avvenuto in seguito allโ€™esondazione del torrente Serrentella, che ha portato alla luce alcuni blocchi lapidei. La segnalazione di un volontario, Marco Zamparelli, ha attivato lโ€™intervento della Soprintendenza, permettendo lโ€™avvio di uno scavo sistematico sotto la direzione scientifica degli archeologi.

Le prime analisi collocano la costruzione del sepolcro allโ€™inizio del I secolo d.C., in una fase di intensa riorganizzazione del territorio lungo la Via Appia, tra Caudium e Montesarchio.

Tutela, studio e valorizzazione del sito

I materiali recuperati sono attualmente conservati presso il centro operativo della Soprintendenza a Benevento, dove sono oggetto di studio e documentazione. Parallelamente si stanno sviluppando progetti di ricostruzione virtuale, utili a restituire lโ€™aspetto originario del monumento e a facilitarne la fruizione pubblica.

Il Comune di Apollosa ha giร  avviato iniziative per la valorizzazione del sito, con lโ€™obiettivo di inserirlo nei percorsi culturali legati alla Regina Viarum. La scoperta contribuisce cosรฌ a rafforzare il ruolo della Via Appia come asse privilegiato per la lettura del paesaggio archeologico della Campania romana.

๐Ÿ“˜ Notizia verificata โœ…

  • ๐Ÿ“„ Fonte: comunicato stampa MiC โœ…
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๐Ÿ›๏ธ Un monumento funerario romano con scene di gladiatori riemerge ad Apollosa.
โœ… Individuato anche lโ€™accesso a una camera funeraria affrescata.

#archeologia #ViaAppia #RomaAntica #gladiatori #Campania #scoperte #Benevento
๐Ÿ“ทยฉMiC

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๐Ÿ›๏ธ Individuati Foro e Teatro grazie a droni multispettrali e indagini geofisiche. Un tassello decisivo per la romanizzazione dellโ€™entroterra campano.

#ViaAppia #Archeologia #Irpinia #RomaAntica #ForumAemilii #ScoperteArcheologiche #BeniCulturali#UniSalento

๐Ÿ“ท Foto ยฉUniversitร  del Salento

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โœจ ๐Ÿ’€ ๐—ฆ๐—ฐ๐—ผ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐˜๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐—š๐—ฒ๐—ฟ๐—บ๐—ฎ๐—ป๐—ถ๐—ฎ ๐˜๐—ฟ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฎ ๐˜€๐—ฒ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐˜๐˜‚๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฎ ๐—ฐ๐—ฟ๐—ฒ๐—บ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฒ๐˜ร  ๐—ฟ๐—ผ๐—บ๐—ฎ๐—ป๐—ฎ

๐Ÿบ A Werne, in Vestfalia, riemerge un cimitero di duemila anni fa con circa trenta sepolture a cremazione databili tra I e II secolo d.C. Oltre alle urne, fibule e qualche elemento di corredo

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Le indagini ricostruiscono il sistema idraulico che alimentava una delle ville piรน importanti della Sabina antica.

#Archeologia #Sabina #RomaAntica

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Das Wochenende ist da, der Trubel, den mir mein anderes Fandom beschert hat, nun vorbei - Zeit, um endlich wieder frischen Mulsum in meiner rรถmischen Fassflasche (Isings 89) anzusetzen...

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โœ… Scoperti in Germania quattro accampamenti da marcia. Al loro interno fossati, strutture difensive, monete e i chiodi delle scarpe dei legionari

Foto: ยฉLandesamt fรผr Denkmalpflege und Archรคologie Sachsen-Anhalt

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