Il Tempo: Ultrà con il passamontagna manomette il monitor Var: arbitro incredulo, caos in Germania

Clamoroso sabotaggio del Var in Germania: durante la partita tra Preussen Muenster e Hertha Berlino, nella seconda divisione della Bundesliga, un ultrà della squadra di casa ha staccato la spina al monitor del Var, impedendo la revisione di un episodio controverso. Dopo l'atterramento di un giocatore ospite in area di rigore, il direttore di gara Felix Bickel è stato richiamato a bordo campo dall'assistente al Var per valutare un possibile penalty. L'arbitro si è però trovato di fronte a uno schermo nero per il sabotaggio di un tifoso con un passamontagna verde che ha invaso il campo e ha manomesso l'apparecchiatura. Contemporaneamente nella curva dei tifosi della squadra neroverde della Vestfalia è stato esposto uno striscione con la scritta "Staccate la spina al Var".
Dopo diversi minuti la decisione finale è stata affidata alla sua assistente nella sala Var di Colonia, Katrin Rafalski, che ha assegnato il rigore dopo aver rivisto le immagini. Il tifoso non è ancora stato identificato ma il club tedesco si è scusato e ha promesso un'inchiesta sull'episodio e nuove misure per impedire simili sabotaggi in futuro. L'Hertha Berlino ha poi vinto la partita 2-1 con un gol nel finale dopo il momentaneo pareggio del Preussen Muenster.

THE CRAZIEST INCIDENT OF 2026 In the German Second Division, two Münster fans stormed the pitch during their home match against Hertha Berlin and literally stole the VAR cable — causing the giant screen to go completely black! The referee was heading over to review… pic.twitter.com/X4Rk1CVPit — Topskills Sports UK (@topskillsportuk)
March 8, 2026

Ultra with ski masks tamper with the VAR monitor: bewildered referee, chaos in Germany.

A shocking VAR sabotage in Germany: During the match between Preussen Munster and Hertha Berlin, in the second division of the Bundesliga, a home team ultras cut the power cord to the VAR monitor, preventing a review of a controversial incident. After a visiting player was grounded in the penalty area, referee Felix Bickel was called back onto the field by the VAR assistant to assess a possible penalty. However, the referee found himself facing a black screen due to the sabotage of a fan in a green mask who invaded the field and tampered with the equipment. Simultaneously in the green-and-black fan section of Vestfalia, a banner reading “Cut the VAR cable” was displayed.

After several minutes, the final decision was entrusted to his assistant in the VAR room in Cologne, Katrin Rafalski, who awarded the penalty after reviewing the footage. The fan has not yet been identified, but the German club apologized and promised an investigation into the incident and new measures to prevent similar sabotage in the future. Hertha Berlin then won the match 2-1 with a last-minute goal after the Preussen Munster’s temporary lead.

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https://www.iltempo.it/sport/2026/03/09/news/sabotaggio-var-bundesliga-muenster-herta-berlino-ultra-stacca-spina-germania-invasione-46721035/

Germania, ultrà stacca la spina al Var in diretta: il sabotaggio scatena il caos

Clamoroso sabotaggio del Var in Germania: durante la partita tra Preussen Muenster e Hertha Berlino, nella seconda divisione della Bundesliga, un ultr...

Trenta sepolture a cremazione di età romana: in Germania emerge una necropoli di duemila anni fa

Elena Percivaldi

Ancora un’importante scoperta archeologica in Germania. Durante gli scavi condotti a Werne, nel distretto di Unna (Renania Settentrionale-Vestfalia), sono emerse circa trenta sepolture a cremazione di età romana, risalenti a quasi duemila anni fa. Le tombe sono state individuate in un’area prossima all’attuale cimitero cittadino, lungo il tracciato del Südring, e documentano la presenza di un complesso funerario di primissima età imperiale, databili tra il I e il II secolo d.C.

Le indagini, concluse nel dicembre 2025, sono state coordinate da LWL-Archäologie für Westfalen, che aveva già intercettato evidenze archeologiche nello stesso settore durante alcune ricognizioni esplorative svolte nel 2024.

Sepolture sparse e irregolari

A differenza di altri contesti funerari già noti, stavolta le tombe non sono disposte in maniera ordinata né appaiono organizzate in nuclei riconoscibili. Come ha spiegato la direttrice degli scavi Martha Zur-Schaepers, le sepolture risultano anzi distribuite in modo irregolare su una superficie di circa 6.600 metri quadrati.

Werne, in Vestfalia (Germania): veduta aerea dello scavo all’inizio di novembre 2025. Foto © EggensteinExca

I confini del cimitero sono stati ricostruiti quasi integralmente, con l’eccezione del lato settentrionale, oggi occupato da una strada e da un complesso residenziale moderno. Secondo gli archeologi, è probabile che una parte della necropoli si trovi sotto le costruzioni, probabilmente distrutta o comunque ormai inaccessibile.

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https://storiearcheostorie.com/2026/01/22/germania/

Sul posto sorgerà un nuovo quartiere residenziale

Le indagini archeologiche sono state avviate in occasione della pianificazione del nuovo quartiere residenziale di Südring, un’area già ritenuta di grande interesse dal punto di vista archeologico. Il territorio di Werne, infatti, sta restituendo da tempo tracce di frequentazione antica, come dimostrano diversi ritrovamenti effettuati negli ultimi decenni.

Come previsto dalla normativa sulla tutela del patrimonio, gli scavi sono stati finanziati dal soggetto attuatore del progetto edilizio, la Wohnpark Werne-Süd GmbH & Co. KG, che ha incaricato un’impresa archeologica specializzata. I lavori sono stati eseguiti sotto la supervisione scientifica del LWL.

Le scoperte del 2024: la prima urna

Il primo segnale dell’importanza del sito era arrivato già nel 2024, quando le indagini esplorative avevano portato alla luce una sepoltura in urna databile tra I e II secolo d.C. Come ha spiegato l’archeologa Eva Cichy, in quell’area una comunità germanica locale praticava la cremazione dei defunti, seguita dalla deposizione dei resti in recipienti ceramici.

Una delle sepolture emerse a Werne, in Vestfalia Foto ©EggensteinExca

La sepoltura si trova a ovest dell’attuale cimitero e a nord del cosiddetto “Cimitero Russo“, dove sono sepolti 102 lavoratori forzati sovietici della Seconda guerra mondiale, evidenziando la stratificazione storica del paesaggio funerario presente a livello locale.

Cimitero a cremazione, ma riti diversificati

Le campagne del 2025 hanno confermato l’esistenza di un vero e proprio cimitero con tombe a cremazione, caratterizzato tuttavia da una notevole varietà di pratiche funerarie. Accanto alle classiche deposizioni in urna, sono infatti state documentate sepolture con resti cremati collocati sotto o accanto a recipienti ceramici, oltre a cremazioni semplici, con le ossa deposte direttamente nella fossa.

Una delle urne emerse dallo scavo. Foto: ©EggensteinExca

Particolarmente significativo è il ritrovamento compatto di alcuni resti combusti, segno che erano stati collocati in recipienti organici – quali ad esempio sacchetti di cuoio -, oggi scomparsi.

Sepolture singole, doppie e corredi funerari

La maggior parte delle tombe è riferita a un singolo individuo, ma non mancano esempi di sepolture doppie, con due urne deposte all’interno della stessa fossa. I corredi funerari, generalmente collocati all’interno o in prossimità dell’urna stessa, sono costituiti da piccoli vasi ceramici, rinvenuti sia integri sia frammentari.

Sepoltura con due urne. Foto ©EggensteinExca

Tra i reperti più significativi figurano anche i resti di una fibula in metallo, probabilmente in bronzo, e il frammento di un elemento in vetro, oggetti che contribuiscono a datare il complesso e a aiutano a ricostruire almeno in parte l’abbigliamento degli inumati e le pratiche di rappresentazione sociale.

Conservazione e studi in corso

Le urne meglio conservate, purtroppo in buona parte danneggiate da interventi agricoli o edilizi, sono state consolidate e trasferite nei laboratori di restauro archeologico del LWL. Qui saranno sottoposte ad approfondite analisi, che interesseranno sia i contenitori sia i resti cremati e i materiali di corredo.

I risultati delle ricerche contribuiranno ad ampliare le conoscenze sulle comunità germaniche dell’area vestfalica in età romana e sulle modalità con cui queste popolazioni recepirono, adattarono o mantennero intatte le proprie usanze funerarie dopo l’inserimento di questi territori nell’impero romano.

Foto: ©EggensteinExca

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🏺 A Werne, in Vestfalia, riemerge un cimitero di duemila anni fa con circa trenta sepolture a cremazione databili tra I e II secolo d.C. Oltre alle urne, fibule e qualche elemento di corredo

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