#Alba mozzafiato su #Napoli con #cielo rosso e #arancione sul #Vesuvio
https://www.larampa.news/2026/04/alba-mozzafiato-napoli-cielo-rosso-arancione-vesuvio/
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Naples and Mount Vesuvius, c.1920 - Agfa RP Postcard
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š Nei bracieri e nei bruciaprofumi domestici trovate resine dallāAfrica e dallāAsia e tracce di vino, che raccontano nuovi dettagli sui rituali domestici
ā I risultati delle analisi in un nuovo studio pubblicato su "Antiquity".
#Pompei #archeologia #RomaAntica #scoperte #ricerca #storia #rituali #Vesuvio
ā”ļø I dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-cJ3
Sacrifici prima della catastrofe: cosa bruciava negli altari domestici di Pompei?
S&ANon solo essenze locali, ma anche resine aromatiche preziose importate dallāAfrica e dallāAsia, usate dai pompeiani per i loro rituali domestici: ecco quello che emerge dallāanalisi delle ceneri conservate nei bruciaprofumi della cittĆ sepolta dallāeruzione vesuviana nel 79 d.C.
A svelare i contenuti dei bracieri uno studio condotto da un team internazionale composto da esperti di varie universitĆ europee (Zurigo, Monaco di Baviera, Bonn, Kiel e Dublino) in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, e pubblicato sulla rivista āAntiquity. A Review of World Archaeologyā, che ha analizzato i residui combusti rinvenuti in due bruciaprofumi provenienti dalla cittĆ vesuviana e da una villa di Boscoreale.
Resine tropicali e prodotti della vite
Braciere no. 1 (PAP inv. 40196) (photograph by J. Eber). [Dallo studio citato]Utilizzando tecniche di laboratorio avanzate ā tra cui analisi chimiche e microscopiche ad alta risoluzione ā gli studiosi hanno āpassato al setaccioā i residui carbonizzati rimasti sul fondo dei recipienti rituali, identificando con precisione le sostanze bruciate durante le offerte agli dĆØi. Tra le sostanze individuate, spicca una resina arborea esotica, probabilmente proveniente da aree tropicali dellāAfrica o dellāAsia, confermando che i pompeiani cercavano preziosi prodotti di importazione per i loro rituali quotidiani.
Braciere no. 2 (PAP inv. 40196) (photograph by J. Eber). [Dallo studio citato]Le analisi biomolecolari hanno inoltre rilevato tracce di una sostanza derivata dallāuva, il che dimostra lāuso del vino durante i rituali confermando quanto giĆ noto grazie alle fonti iconografiche e letterarie, nelle quali il vino compare frequentemente nelle pratiche di culto.
Braciere no. 2 in situ (villa di Boscoreale) (Pompeii, Archivio Fotografico inv. H6803). [Dallo studio citato]Ā«Ora possiamo dimostrare concretamente quali profumi venivano realmente bruciati nel culto domestico pompeianoĀ», afferma Johannes Eber dellāUniversitĆ di Zurigo, coordinatore dello studio. Ā«Oltre a piante regionali abbiamo trovato anche tracce di resine importate ā un indizio di ampie connessioni commerciali di PompeiĀ».
Ā«Le analisi molecolari indicano inoltre la presenza di un prodotto derivato dallāuva in uno dei bruciaprofumiĀ», spiega Maxime Rageot dellāUniversitĆ di Bonn, che ha condotto le indagini biomolecolari dello studio. Ā«Ciò sarebbe coerente con lāuso del vino nei rituali raffigurati nellāarte romana e descritti nelle fonti scritte, e dimostra al tempo stesso quanto sia importante integrare gli studi archeologici con analisi scientificheĀ».
«La combinazione di diverse tecniche chimiche e microscopiche moderne rende improvvisamente tangibile la vita religiosa quotidiana degli abitanti di Pompei», aggiunge Philipp W. Stockhammer della LMU di Monaco, nel cui gruppo di ricerca è stato avviato lo studio.
Pompei, altare sulla facciata dellāedificio I.11 (Pompei, Archivio Fotografico inv. C756). [Dallo studio citato]
Il culto domestico a Pompei tra tradizione e globalizzazione
I dati emersi dalla ricerca ci riportano dunque a Pompei poco prima dellāeruzione del 79 d.C., mostrando come anche gli spazi domestici fossero luoghi di ritualitĆ complessa.
La presenza di resine importate conferma il ruolo di Pompei come nodo attivo allāinterno di una rete commerciale estesa, che collegava il Mediterraneo con regioni più lontane. Le sostanze aromatiche erano tra i prodotti più richiesti e viaggiavano lungo rotte consolidate, contribuendo alla diffusione di pratiche culturali condivise.
Il Parco Archeologico di Pompei, che ha appena dedicato una nuova esposizione permanente allāeruzione e alle sue vittime, esponendo anche un elevato numero di reperti organici quali resti di piante, cibi e oggetti in legno, sottolinea lāimportanza di questo tipo di studi: Ā«Senza Pompei, la nostra conoscenza del mondo romano sarebbe meno ricca ā ha commentato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel ā ma ĆØ una ricchezza di conoscenze e dati che solo unāarcheologia allāaltezza dei tempi può valorizzare adeguatamente: grazie allāintegrazione con altre scienze, possiamo ancora scoprire tanto sulla vita nella cittĆ anticaĀ».
š Fonte scientifica (primaria)
š Notizia verificata ā

Researchers have estimated how much the home's owners may have paid to paint the small sacrarium, calculating the price of the Egyptian blue pigment and the hours of labor required to prepare it
Giù le #temperature, imbiancato il #Vesuvio
https://www.larampa.news/2026/03/giu-le-temperature-imbiancato-il-vesuvio/