La rara costruzione del castello lineare, un ponte sopra il fiume verso il vecchio borgo di Cahors - Il blog di Jacopo Ranieri

Là dove i corsi fluviali disegnano meandri serpeggianti, a causa della propensione delle acque ad aggirare gli accumuli di sedimenti, prendono forma le penisole tra ferri di cavallo, dove la natura costruisce i propri luoghi di umida e selvaggia pertinenza. In molti luoghi che non sempre includono l’Europa, dove la frequente persistenza di borghi, agglomerati ... Leggi tutto

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Il castello costruito sul confine tra due mondi come chiave inespugnabile del mar Mediterraneo - Il blog di Jacopo Ranieri

Svettanti e abnormi prominenze sui confini delle terre frequentate dalle antiche civilizzazioni, le colonne d’Ercole servivano in maniera funzionale il proprio scopo mitologico e ancestrale: da una parte il monte Abila, massiccio forse corrispondente all’odierno Hacho che sovrasta l’unica città spagnola sulle coste africane. E dall’altra, la spettacolare roccia di Gibilterra, corpo monolitico formato da ... Leggi tutto

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“Luoghi di culto e popolamento in una valle alpina dal IV al XV secolo. Ricerche archeologiche a Illegio (Ud) 2002 – 2012” (SAP Società Archeologica)

A cura di Aurora Cagnana, Stefano Roascio

Correva l’anno 2012 quando gli archeologi terminavano le attività di ricerca sul sito di Illegio (Udine), splendido borgo montano nei pressi di Tolmezzo e immerso tra i monti della Carnia, a 750 metri di quota. Una campagna, iniziata nel 2002 sotto la direzione di Aurora Cagnana e Stefano Roascio, che ha avuto il merito di indagare e riportare alla luce un sito complesso, forse da identificare con la Ibligo citata da Paolo Diacono come uno dei sette luoghi fortificati (castra) dove i Longobardi nel 610 si rifugiarono nel tentativo di respingere gli Avari dopo il tremendo saccheggio di Cividale, e rivelatosi composto da chiese paleocristiane e altomedievali, oltre che fortificazioni e resti di edifici.

Una sintesi ragionata ed organica di queste lunghe e importanti ricerche, continuate con il contributo finanziario del Comitato di San Floriano e il sostegno della comunità locale, sono state ora pubblicate in un volume – intitolato “Luoghi di culto e popolamento in una valle alpina dal IV al XV secolo. Ricerche archeologiche a Illegio (Ud) 2002 – 2012” – dalla SAP Società archeologica.

Lo studio ha permesso di gettare nuova luce sul processo di (precosissima) cristianizzazione dell’area montana, ricostruito attraverso le vicende delle chiese di San Paolo – la più antica pieve del Friuli: qui alcune informazioni sullo scavo –, San Vito e San Floriano, dalla fase paleocristiana nel IV secolo fino al basso Medioevo e all’età moderna. Ma ha anche investigato la formazione dei centri di potere, individuando nella fortezza del Broili e nel Cjastelat Feleteit due insediamenti fortificati a controllo del territorio che appartenevano ad un sistema articolato legato ad un importante potere locale, sviluppatosi forse già nella fase tardoantica-altomedievale ma sicuramente attivo nel corso del basso Medioevo, a partire dal XI secolo.

Certo, il volume non rappresenta – avvertono gli autori – l’edizione esaustiva di tutte le stratigrafie di scavo. Vuole invece essere un lavoro agile, uno strumento di divulgazione – in primis per la comunità che ha sostenuto il progetto -, ma non per questo privo del necessario rigore scientifico e della giusta attenzione metodologica che questo tipo di ricerche impone. Il tentativo è dunque quello di raccogliere i risultati dell’ampio lavoro svolto così da permettere di cogliere lo sviluppo della comunità di Illegio attraverso i secoli, ricostruendone le dinamiche storiche e i cambiamenti economici e sociali. Ed è pienamente riuscito, giacché ai dati archeologici emersi via via dall’indagine di tutto ciò che è stato trovato si è aggiunto il meticoloso studio e l’attento confronto di tutte le fonti disponibili, sia scritte che orali.

Come spiega nella prefazione Roberto Micheli (Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia), nel caso di Illegio si conserva infatti ancora oggi un corposo patrimonio di leggende e tradizioni legate ai luoghi e alle loro vicende, che le indagini archeologiche hanno puntualmente confermato e che trova ulteriore riscontro anche nella toponomastica locale.

Un patrimonio di ricordi di comunità, insomma, che tramandati per secoli di generazione in generazione “indicano quanto, tra le pieghe di un meraviglioso paesaggio alpino e fra la sorprendente memoria collettiva dei suoi abitanti, si possa ancora cogliere per ricostruire la storia dei luoghi”, concludono suggestivamente gli autori. Chissà? Forse il caso virtuoso di Illegio potrebbe davvero essere un modello da riprodurre ad in altri contesti, della Carnia e non solo. Un nuovo metodo di indagine e ricerca – archeologica, storica e antropologica insieme – più moderno, più inclusivo, più partecipato. E quindi, in ultima analisi, anche più decisivo, intrigante ed efficace.

Elena Percivaldi

Luoghi di culto e popolamento in una valle alpina dal IV al XV secolo

Ricerche archeologiche a Illegio (Ud) (2002 – 2012)
A cura di Aurora Cagnana, Stefano Roascio

Monografie
2025, 184 pp., 276 imm. a colori
ISBN: 9791256820115
SAP Società Archeologica
€ 35,00 – Novità

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Trecentesco Bodiam, umido castello del cavaliere del Parlamento - Il blog di Jacopo Ranieri

“Il prossimo richiedente, mio signore, è un nobile minore del Sussex nonché membro della Camera dei Comuni, Edward Dalyngrigge.” Edoardo III, re d’Inghilterra, lanciò uno sguardo verso l’ingresso recentemente rinnovato della camera delle udienze di Westminster. “Ah, ci ricordiamo di lui, cancelliere.” Quell’individuo rissoso sempre pronto a duellare, che l’anno scorso era stato il protagonista ... Leggi tutto

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La banca nell'alto castello di montagna, concetto futuristico del Medioevo magrebino - Il blog di Jacopo Ranieri

Uno dei vantaggi dell’antico sistema societario tribale è la facilità con cui la comunione identitaria possa essere impiegata con il fine di creare strutture organizzative complesse. Nessuna divisione in caste, supervisione d’intenti o corvée imposta dall’alto è di suo conto necessaria, quando l’intera collettività si riconosce come schiatta di una stessa speme, guidata innanzi dalla ... Leggi tutto

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L'ambìta chiave dell'inviolabile bastione sulle candide scogliere d'Inghilterra - Il blog di Jacopo Ranieri

Un luogo può essere fortificato per generazioni, senza mai acquisire una significativa fama tra le pagine della storia della sua gente. Finché qualcuno, dalle terre d’oltre Manica, non giunge con l’intento dichiarato di conquistarlo. Dimostrando al mondo quanto fosse stato sopravvalutato. Questa è la vicenda, almeno per come viene approcciata nell’importante cronistoria del prete William ... Leggi tutto

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L'enigma incendiario dei popoli che fondevano la pietra delle antiche dimore - Il blog di Jacopo Ranieri

Attraverso secoli e millenni inverecondi, sotto l’egida di Dei vendicativi e nel trionfo delle basiche pulsioni animalesche, non è mai cambiato il metodo fondamentale usato dagli umani per imporre le proprie verità nel mondo. Forza d’intenti e convinzioni, quell’identità possente ed immutabile di chi è convinto. Ma soprattutto ed al di là di ogni possibile ... Leggi tutto

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Tra i villaggi medievali dei vainachi, l'origine caucasica dei grattacieli - Il blog di Jacopo Ranieri

L’obiettivo era la difesa, certo, dai clan nemici ed i saccheggiatori fermamente intenzionati a impossessarsi le ricchezze di chi avrebbe preferito vivere in pace. Eppure questo tipo di edifici, culmine svettante di una tradizione più che millenaria, in tempo medievale costituiva al tempo stesso un tipo di segnale, l’evidente simbolo della perizia, del potere e ... Leggi tutto

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Di dame, armi e cavalieri, dipinti sulle mura del castello più illustrato del Medioevo

Esiste il caso iscritto nelle pagine della storia dell’arte, in cui i tentativi di raggiungere o ricostruire un modello possono riuscire a generare un qualche cosa d’autentico, del tutt…

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Dar Al-Hajar, il palazzo sul pilastro di arenaria degno di un’antica fiaba yemenita

Profili delle case multiple adagiate l’una all’altra, con candidi merletti posti ad identificare i perimetri portati ad intersecarsi. Finestre o feritoie di ogni forma immaginabile, ret…

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