Repubblica.it: La Fiorentina vince 2-1 in rimonta in casa del Rakow e vai ai quarti di Conference

Viola sotto a inizio ripresa con la rete di Struski, poi i gol di Piccoli e Pongracic regalano alla squadra di Vanoli la qualificazione

Fiorentina wins 2-1 comeback at home against Rakow and goes to the Conference quarter-finals.

Viola scored early in the restart with Struski’s goal, followed by goals from Piccoli and Pongracic giving Vanoli’s team qualification.

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https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/fiorentina/2026/03/19/news/fiorentina_rakow_quarti_conference_league-425233358/

La Fiorentina vince 2-1 in casa del Rakow, quarti di Conference con il Crystal Palace. Kean polemico

Viola sotto a inizio ripresa con la rete di Struski, poi i gol di Piccoli e Pongracic regalano alla squadra di Vanoli la qualificazione. L’attaccante in disacc…

la Repubblica

Il Fatto Quotidiano: La Fiorentina soffre, ma a fatica avanza contro il Rakow: è ai quarti di Conference League. Vanoli: “Ora questa squadra sa reagire”

La Fiorentina vince anche al ritorno in Polonia contro il Rakow per 1-2 e vista anche la vittoria in rimonta nel finale dell’andata avanza ai quarti di finale di Conference League. Il Rakow – come nella gara di 7 giorni fa – era andato in vantaggio con Struski, ma la Fiorentina ha reagito di nuovo e ha trovato il pareggio con Piccoli pochi minuti dopo. Nei minuti finali un brivido per la formazione viola: l’arbitro assegna un rigore per fallo di Christensen su Brunes. Poi la revisione al var: simulazione e giallo. Al 97esimo, con il portiere del Rakow in area di rigore alla ricerca disperata del 2-1, la Fiorentina ha anche segnato l’1-2 con un gol di Pongracic da centrocampo. Adesso affronterà il Crystal Palace ai quarti di finale.
“Nel primo tempo abbiamo fatto fatica a capire che calcio dovessimo fare. Volevamo provare a giocare, ma il campo non lo permetteva. Eravamo in ritardo sulle seconde palle. Nella ripresa siamo andati in svantaggio ma è andata molto meglio. Ora questa squadra sa reagire. Chi è entrato ci ha dato una spinta, siamo diventati un gruppo. A volte, la qualificazione si deve prendere anche in modo sporco”, ha dichiarato l’allenatore della Fiorentina, Paolo Vanoli, ai microfoni di Sky Sport nel post gara. “Ora abbiamo più serenità. Dobbiamo rimanere con i piedi per terra. Piccoli mi ha detto che il gol dell’1-1 era il suo. Pongracic è cresciuto molto da quando sono qua. Il suo gol mi ha sorpreso – aggiunge il tecnico ex Torino -. Kean è un giocatore importante e quando c’è l’arrabbiatura per la sostituzione vuol dire che c’è voglia di giocare. Abbiamo ancora nove finali, è un giocatore importante per noi. Dodò e Parisi si trovano bene sulla stessa fascia. Parisi da esterno alto ci ha fatto cambiare marcia. Sono veramente contento di tutti i ragazzi”.
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Fiorentina struggles, but advances with difficulty against Rakow: they are through to the quarter-finals of the Conference League. Vanoli: “Now this team knows how to react.”

Fiorentina wins also in the return leg in Poland against Rakow 1-2 and, considering also the comeback victory in the final of the group stage, advances to the quarter-finals of the Conference League. Rakow – as in the match seven days ago – took the lead with Struski, but Fiorentina reacted again and equalized with Piccoli just a few minutes later. In the final minutes, there was a fright for the Viola team: the referee awarded a penalty for Christensen’s foul on Brunes. Then VAR review: simulation and a yellow card. In the 97th minute, with the Rakow goalkeeper in the penalty area desperately searching for a 2-1, Fiorentina also scored 1-2 with a goal from Pongracic from midfield. Now they will face Crystal Palace in the quarter-finals.

“In the first half we struggled to understand what kind of football we had to play. We wanted to try to play, but the field didn’t allow it. We were falling behind on second balls. In the second half we went behind, but it went much better. Now this team knows how to react. Those who came in gave us a boost, we became a group. Sometimes qualification has to be taken in a dirty way,” said Fiorentina coach Paolo Vanoli to Sky Sport microphones after the match. “Now we have more serenity. We have to stay on our feet. Piccoli told me that his goal was 1-1. Pongracic has grown a lot since I’ve been here. His goal surprised me – adds the former Torino coach -. Kean is an important player and when there’s anger about the substitution, it means there’s a desire to play. We still have nine finals, it’s an important player for us. Dodò and Parisi get along well on the same flank. Parisi as a high wing-back made us change gears. I’m really happy with all the boys.”

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La Fiorentina soffre, ma a fatica avanza contro il Rakow: è ai quarti di Conference League

La formazione viola vince 2-1 all'andata e 1-2 al ritorno, ancora in rimonta: adesso affronterà il Crystal Palace, tra le più forti del torneo

Il Fatto Quotidiano

Il Tempo: L'Udinese torna a vincere, tris alla Fiorentina

UDINE (ITALPRESS) – Torna alla vittoria l'Udinese, che dopo tre sconfitte consecutive ritrova i tre punti davanti ai suoi tifosi battendo per 3-0 una Fiorentina che non riesce a uscire definitivamente dalle zone basse della classifica. Un dominio quasi totale della compagine bianconera, che la sblocca presto con Kabasele e la chiude poi nel secondo tempo con il rigore di Davis e la rete allo scadere di Buksa. Troppo poco quanto visto sponda Fiorentina, quasi mai capace di mettere in difficoltà l'Udinese.Dopo dieci minuti la squadra friulana trova il gol, sugli sviluppi del calcio d'angolo battuto da Zaniolo sul quale è puntuale di testa Kabasele, completamente perso in marcatura da Rugani e libero di siglare l'1-0. Colpita a freddo la Fiorentina, che tenta di reagire al 27′ con Mandragora che, in seguito a una mischia nell'area bianconera, si ritrova in buona posizione per calciare, alto il suo sinistro. Qualche minuto più tardi sono i padroni di casa a tornare pericolosi, con il suggerimento di Zaniolo per Davis che carica il tiro e trova la risposta di De Gea. Diversi errori tecnici per la Fiorentina, imprecisa nella sua manovra offensiva e questo favorisce la fisicità dell'Udinese che chiude così il primo tempo in vantaggio. Al rientro dall'intervallo la squadra di Runjaic alza ancora i giri del motore, sempre trascinata da Zaniolo e Davis, con l'inglese che al 62′ conquista il rigore che vale il 2-0: giocata di Zemura che crossa il pallone pescando in area l'attaccante britannico, bravo a prendere posizione su Rugani che lo stende; dal dischetto si presenta proprio il 9 che batte De Gea. Vanoli prova a dare una scossa ai suoi inserendo Piccoli al posto di un acciaccato Kean e Fabbian per un fischiato Mandragora. I viola però non trovano la giusta chiave per recuperare terreno e l'Udinese va ancora in gol: è nuovamente Rugani a perdere l'uno contro uno decisivo con Buksa, che da solo davanti a De Gea piazza in rete il pallone del definitivo 3-0, poco dopo il quale Pairetto decreta la fine dell'incontro.– foto Ipa Agency –(ITALPRESS).

Udinese returns to winning, three for Fiorentina.

UDINE (ITALPRESS) – Udinese returns to winning ways, after three consecutive defeats, the team finds three points in front of its fans by beating Fiorentina 3-0, which is unable to definitively exit the lower zones of the standings. Almost total dominance by the white and black team, which unlocks early with Kabasele and then closes in the second half with the penalty from Davis and Buksa’s goal in the final moments. Too little seen on the Fiorentina side, almost never able to put Udinese in difficulty. Ten minutes in, the Friulian team scores, following the development of the corner kick taken by Zaniolo, on which Kabasele is punctual in heading, completely lost in marking by Rugani, and free to score the 1-0. Coldly hit, Fiorentina attempts to react at the 27′ with Mandragora, who, following a melee in the white and black area, finds herself in a good position to shoot, her left-footed shot high. A few minutes later, it’s the hosts who become dangerous again, with Zaniolo’s suggestion to Davis who charges the shot and finds De Gea’s response. Several technical errors for Fiorentina, imprecise in its offensive maneuvers, and this favors the physicality of Udinese, who thus close the first half ahead. Returning from the interval, Runjaic’s team continues to accelerate, always driven by Zaniolo and Davis, with the Englishman scoring the penalty worth 2-0 at the 62′: Zemura’s played that crosses the ball into the area for the British attacker, who is good to take position on Rugani who tumbles over him; from the spot, it’s the 9 who presents himself and beats De Gea. Vanoli tries to give a boost to his team by inserting Piccoli in place of an injured Kean and Fabbian for a booed Mandragora. However, the Viola do not find the right key to make up ground, and Udinese scores again: it’s again Rugani who loses the decisive one-on-one with Buksa, who, alone in front of De Gea, puts the ball in for the final 3-0, shortly after which Pairetto decrees the end of the match. – photo Ipa Agency –(ITALPRESS).

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L'Udinese torna a vincere, tris alla Fiorentina

UDINE (ITALPRESS) – Torna alla vittoria l’Udinese, che dopo tre sconfitte consecutive ritrova i tre punti davanti ai suoi tifosi battendo ...

Portare i bambini alle Olimpiadi: un'esperienza indimenticabile

L'opportunità di far vivere ai più piccoli l'atmosfera dei Giochi Olimpici è un'occasione unica, sia dal punto di vista emotivo che educativo. Respirare l'aria delle Olimpiadi può

Notizie Buzz!
La #Sambenedettese ingaggia il centrocampista Marco #Piccoli (ex Rimini): contratto appena firmato fino al 2027. #calciomercato
Roberto #Piccoli has been called in Italy National Team by coach Rino #Gattuso to replace Mattia #Zaccagni injuried. 🇮🇹

Fermezza o trattative con le Brigate Rosse nel 1981

Ma non è certo solo il caso Gioia, o, più in generale, un diverso approccio verso il ruolo della commissione inquirente, a dividere il Psi dal Pci. Gli ultimi mesi del 1980 infatti fanno riaprire vecchie ferite che risalgono a oltre due anni prima, ai giorni del rapimento di Aldo Moro e che ancora non si sono rimarginate. Nel mese di ottobre Berlinguer si reca a deporre presso la commissione parlamentare sul caso Moro ed esprime opinioni critiche nei confronti della condotta del Psi, che aveva rotto il “fronte della fermezza” con il suo tentativo umanitario; l’Avanti definisce «sconcertante» la deposizione del segretario comunista <220. A novembre è il turno di Craxi di deporre in commissione ed il leader del Psi parla dei contatti attivati con gli esponenti di Autonomia e, pochi giorni dopo, rilascia un’intervista all’Europeo sull’argomento. Ma il momento di maggior tensione arriva alla fine del mese quando i quattro commissari del Psi, dopo una riunione con Craxi, abbandonano polemicamente la commissione. In un comunicato si spiega la condotta dei socialisti con non meglio precisate «strumentalizzazioni e violazioni di legge» nei lavori della commissione e con la divulgazione intenzionale di documenti e, soprattutto, la «tendenza a trasferire l’obiettivo dell’inchiesta, trasformando i lavori della commissione in un vero e proprio processo politico diretto contro una tesi, una condotta e una forma politica» <221. A generare le ire del Psi sembra essere stata soprattutto la richiesta da parte della procura di una copia delle deposizioni di Craxi, Landolfi, Signorile e Guiso; ire acuite quando sia la Dc che il Pci (che insieme dispongono della maggioranza dei voti) si dimostrano intenzionati ad accogliere la richiesta dei magistrati <222.
I giorni del rapimento di Aldo Moro ritornano prepotentemente alla memoria di tutti quando, nel mese di dicembre, si verifica una nuova emergenza che ripropone il dilemma tra “fermezza” e “trattativa”. Il giorno 12 del mese viene rapito il magistrato Giovanni D’Urso, presidente di sezione della Cassazione e distaccato presso il ministero di Grazia e giustizia con responsabilità sul trasferimento di detenuti. L’azione è subito rivendicata dalle Br, che chiedono per la liberazione che venga chiuso il carcere dell’Asinara in Sardegna. Questa volta, a differenza di quanto era avvenuto nel 1978, lo schieramento tra fautori della fermezza e disponibili alla “trattativa” si definisce molto rapidamente.
Nel governo i socialisti sostengono che la chiusura del carcere non costituisce una violazione di legge <223 e la si può concedere per salvare una vita umana, mentre la maggior parte dei democristiani ed i repubblicani affermano che, sebbene non rappresenti un’illegalità, la chiusura dell’Asinara significa piegarsi al ricatto, e con ciò dare legittimità ai terroristi. I magistrati in generale dimostrano grande solidarietà nei confronti di D’Urso e, coloro che manifestano un’opinione, sebbene nessuno ovviamente proponga di violare la legge, sono a favore di prendere «tutte le misure possibili» per salvare il giudice rapito <224. Il 25 dicembre Craxi rilascia una dichiarazione nella quale dice che il carcere sardo deve essere chiuso subito; si tratta di quello che Gaetano Scamarcio definisce il «blitz di Natale» <225. Due giorni dopo la vecchia prigione viene effettivamente sgombrata <226, ma il 28 vi è una rivolta nel carcere di Trani organizzata dai terroristi, che prendono in ostaggio diversi agenti di custodia. Questa volta la reazione del governo è di notevole determinazione: il giorno seguente le installazioni di Trani vengono prese d’assalto dalle unità speciali dei Carabinieri, che salvano gli agenti sequestrati e ristabiliscono l’ordine senza vittime.
La posizione del Pci è, dall’inizio, critica di ogni linea d’azione che implichi segni di arrendevolezza nei confronti dei terroristi; dopo la chiusura del carcere sardo, nel commentare le esternazioni di Pertini, il quale si dimostra decisamente contrario a trattative, un editoriale dell’Unità afferma che “…è impensabile che chi governa questo paese sia così sprovveduto […] da non capire quello che anche il più ingenuo degli italiani ha capito subito: che l’Asinara era un pretesto, che cedere su quel pretesto significava esporsi a pagare poi, e forse subito, prezzi e rischi sempre più alti, che nessuna proclamazione di “autonomia” nell’atto di cedimento avrebbe liberato il governo dal sospetto di aver accettato il terreno della contrattazione coi terroristi…” <227
Il 31 dicembre viene assassinato a Roma il generale dei carabinieri Enrico Galvaligi, responsabile della sicurezza esterna delle carceri e quattro giorni dopo le Br diramano un comunicato in cui dichiarano che D’Urso è stato condannato a morte, ma che lasceranno ai compagni detenuti una valutazione definitiva. In favore della trattativa ci sono, oltre al partito Radicale, i cui deputati vanno nelle carceri a parlare con i terroristi, i vertici dell’Anm e, si direbbe, la maggior parte dei magistrati. Tra di essi però non mancano segnali in senso contrario, ad esempio il discorso d’inaugurazione dell’anno giudiziario del Pg di Roma Pascalino, che invita alla fermezza <228; oppure, qualche giorno dopo, la decisione dei magistrati della sezione civile della pretura, che rigettano l’istanza del fratello del giudice rapito con la quale si chiede di ordinare ai giornali la pubblicazione dei documenti Br per uno «stato di necessità» <229; ma quando Curcio accenna alla liberazione del brigatista Gianfranco Faina, la Corte d’Appello di Firenze ne ordina subito la libertà provvisoria, attirandosi le critiche del Pci <230.
I socialisti, mentre Craxi si trova in Africa in vacanza, tengono una direzione e sembrano orientati ad evitare contatti con i brigatisti in carcere <231; poco dopo, l’8 gennaio, i terroristi detenuti a Trani affermano che daranno il loro benestare alla grazia se giornali e Tv divulgheranno documenti preparati dai brigatisti <232. Mentre diversi giornali proclamano quello che verrà definito il “black-out”, per non favorire il disegno dei terroristi, i magistrati si fanno ancora promotori di una linea meno intransigente e l’Anm promuove un incontro con la federazione della stampa per trattare l’argomento; il segretario dell’associazione, l’esponente di Magistratura democratica Senese, spiega che «la nostra posizione è che nel rispetto della legalità si debba fare tutto per salvare il collega […] La cosa peggiore che si possa fare in questo momento è trasformare il dibattito sulle decisioni da prendere in una discussione teologica sui massimi sistemi» <233.
Intanto Craxi rientra dalle vacanze e impone la linea al partito sconfessando la direzione precedente: il Psi appoggerà la campagna radicale per la pubblicazione. Ad essa aderiscono Lotta Continua, il Manifesto, L’Avanti e, in un secondo momento anche il Secolo XIX ed il Messaggero. Il 14 gennaio l’Avanti ospita una lettera dello stesso D’Urso che, dalla prigionia, chiede la pubblicazione dei documenti; il giorno seguente il magistrato viene liberato.
Dopo il rilascio il Presidente del consiglio si reca immediatamente alla Camera per fare una relazione sull’accaduto ma nel suo discorso, ben accolto da Psi, Psdi e radicali, si sforza di non accusare nessuno e non prendere parte nel dibattito tra fermezza e trattativa. I repubblicani appaiono critici <234, ma lo stesso può dirsi di importanti settori della Dc. Il Popolo cita una dichiarazione di Piccoli in cui spiega che «l’atteggiamento di fermezza è stato determinante per la tenuta contro il ricatto delle Br» e poi, illustrando la posizione dei partiti, spiega che “Il Psi ha esposto la propria posizione «in autonomia»” ricordando la polemica di Balzamo contro il Pci, accusato di «farneticare su un presunto partito del cedimento che non è mai esistito» <235. Ma qualche tempo dopo Piccoli apparirà molto più deciso; in occasione del congresso del suo partito, nei primi giorni di maggio 1982, circa la richiesta di
pubblicare documenti ricorderà che “…affermavo: siamo dinnanzi al più grave ed inaccettabile dei ricatti […] furono molti i giornali, anche di partito, che ritennero di accedere alle richieste delle Br […] Mi limito ad osservare che accedere a quella richiesta consentì alle Br di conseguire un obiettivo essenziale della loro strategia di intossicazione psicologica […] Ciò che avrebbe dovuto suggerire maggior cautela a esponenti socialisti nell’affrontare alcune delle questioni poste dalla liberazione di Ciro Cirillo…” <236
Nel caso D’Urso quindi si riprende il gioco delle parti già sperimentato quasi tre anni prima, ma con qualche differenza: a questo punto l’opinione pubblica sembra essersi assuefatta, in qualche misura, alla tesi circa le possibilità che lo Stato si impegni in qualche tipo di “trattativa” con i terroristi. Di conseguenza l’azione del Psi, accompagnata da quella dei radicali, è assai più decisa ed incisiva. L’altra differenza è che questa volta a sostenere il governo in Parlamento non ci sono più i comunisti, e quindi i democristiani si ritrovano soli ad osservare il movimentismo degli alleati socialisti e lo fanno non senza malumori e risentimento.
[NOTE]
220 “Sconcertante deposizione di Berlinguer su Moro”, Avanti del 11 ottobre 80
221 “Si sono dimessi i commissari Psi”, Avanti del 29 novembre 80
222 “Commissione Moro”, La Stampa del 28 novembre 80
223 Inoltre la dismissione dell’Asinara era già prevista e al momento del sequestro vi rimanevano solo 25 detenuti.
224 Vedi ad esempio “I magistrati contrari a scelte aprioristiche per Giovanni D Urso”, Avanti del 19 dicembre 80, o “I magistrati favorevoli a chiudere l’Asinara”, Avanti del 31 dicembre 1980, contenente un’intervista a Beria d’Argentine; vedi anche P. Craveri, La Repubblica dal 1958 al 1992 Cit. pag. 858
225 Dichiarazione citata in G. Fiori, Berlinguer Cit. Pag. 412
226 Secondo Fiori, in questa maniera, la chiusura è «data non alle Br per salvare una vita umana, ma a Craxi per salvare il governo», Ibid. Pag. 413
227 “Salvare un governo o la democrazia?”, Unità del 30 dicembre 80
228 “E’ escluso che lo stato possa cedere al terrorismo”, Popolo del 10 gennaio 81
229 “Giornali (con poche eccezioni) prevale la linea della fermezza”, Popolo del 13 gennaio 81
230 “Traspare una torbida trattativa con le BR”, Unità del 9 gennaio 81
231 G. Fiori, Berlinguer. Cit. Pag. 415
232 “33 giorni di prigionia”, La Stampa del 15 gennaio 1981.
233 “Iniziativa dei giudici verso stampa e partiti”, Avanti del 7 gennaio 81
234 “Le BR annunciano: liberiamo d’Urso”, Unità del 15 gennaio 81
235 “La maggioranza unita nella lotta al terrorismo”, Popolo del 15 gennaio 81
236 “Relazione di Piccoli al congresso”, Popolo del 3 maggio 82
Edoardo M. Fracanzani, Le origini del conflitto. I partiti politici, la magistratura e il principio di legalità nella prima Repubblica (1974-1983), Tesi di dottorato, Sapienza – Università di Roma, 2013

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Now it’s official! Roberto #Piccoli to #Fiorentina from #Cagliari for €25M + 2M as bonuses. Contract until 2030. No surprise here and confirmed since the last June 20! #transfers
Today it will be Roberto #Piccoli’s Day at #Fiorentina. Expected medicals. Then he will sign the contract until 2030. #transfers
Expected Roberto #Piccoli’s medicals for #Fiorentina tomorrow. Then he will sign the contract until 2030. #transfers