Firenze, riapre il Museo di Geologia e Paleontologia: un viaggio inclusivo nella preistoria della Toscana
Riapre le sue porte il Museo di Geologia e Paleontologia dell’Università di Firenze, uno dei luoghi più affascinanti del Sistema Museale di Ateneo. Dopo un importante intervento di riqualificazione, le collezioni tornano a essere visitabili con una particolare attenzione all’accessibilità fisica e cognitiva, rendendo la conoscenza del passato più inclusiva che mai.
Il museo conserva reperti che raccontano milioni di anni di storia della Terra e della Toscana. I visitatori potranno ammirare gli imponenti scheletri dei grandi proboscidati preistorici, fossili di animali come le celebri tigri dai denti a sciabola e testimonianze di un’epoca in cui il territorio toscano presentava caratteristiche simili a quelle di una savana africana.
Tra le attrazioni più suggestive figurano anche i reperti che permettono di ricostruire l’ambiente marino di circa tre milioni di anni fa, quando nelle acque che coprivano parte della regione vivevano specie oggi completamente estinte.
Un museo senza barriere
L’intervento di restauro e ammodernamento, finanziato attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha avuto come obiettivo principale il miglioramento dell’esperienza di visita per tutti i pubblici.
Tra le novità più importanti spiccano il nuovo ingresso accessibile da via Giorgio La Pira, l’ampliamento degli spazi dedicati all’accoglienza, il rinnovamento dell’illuminazione e il potenziamento della comunicazione museale.
Particolare attenzione è stata riservata agli strumenti inclusivi. È stata sviluppata una guida multimediale digitale, utilizzabile tramite webapp, e sono stati introdotti materiali in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) pensati per persone con disabilità cognitive, disturbi dello spettro autistico o bisogni comunicativi complessi.
Paleontologia da vedere, toccare e vivere
La riapertura è accompagnata da un programma speciale di attività gratuite dedicate all’accessibilità e alla divulgazione scientifica.
Tra le iniziative più innovative figura la visita tattile “Animali estinti a portata di mano”, che permette di esplorare repliche tridimensionali di creature preistoriche. Sono inoltre previste visite guidate con strumenti CAA, percorsi con interprete LIS per le persone sorde e laboratori creativi progettati per favorire la partecipazione attiva di tutti.
L’obiettivo è trasformare il museo in uno spazio realmente aperto, dove la conoscenza scientifica possa essere condivisa senza ostacoli.
La scienza come bene comune
Secondo la rettrice dell’Università di Firenze, Alessandra Petrucci, un museo universitario rappresenta un patrimonio pubblico che deve essere accessibile a ogni cittadino. La riqualificazione del Museo di Geologia e Paleontologia va proprio in questa direzione, coniugando conservazione, ricerca e inclusione.
Anche il presidente del Sistema Museale di Ateneo, David Caramelli, ha evidenziato come il progetto valorizzi una collezione straordinaria di fossili, rocce e reperti paleontologici attraverso nuovi strumenti interpretativi, capaci di coinvolgere pubblici diversi e rendere più immediata la comprensione della storia della Terra.
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oggi, 9 giugno, a firenze: presentazione del nuovo numero di ‘riga’, dedicato al gruppo 70
A Firenze, martedì 9 giugno 2026, alle ore 18, al Museo del Novecento, si parlerà del Gruppo 70 e dei rapporti tra poesia visiva, editoria e istituzioni museali, presentando il numero di «Riga» curato da Raffaella Perna.
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Il libro: https://www.quodlibet.it/libro/9788822924988
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“Un fantasma si aggira per l’Europa: è il fantasma dell’arte tecnologica. Personaggi illustri si mostrano inquieti, perdono la calma, come i soriani di razza assaliti dalle pulci”. Rielaborando l’incipit del Manifesto del Partito Comunista, Eugenio Miccini faceva su “Marcatré” il resoconto del secondo convegno promosso dal Gruppo 70, Arte e tecnologia, tenutosi nel giugno del 1964 al Forte del Belvedere di Firenze.
Etruria Go, nasce il pass per esplorare l’Etruria del Lazio
Si chiama Etruria Go il nuovo biglietto integrato presentato al Ministero della Cultura per valorizzare il patrimonio archeologico dell’Etruria meridionale. L’iniziativa mette in rete tre istituti statali e undici luoghi della cultura dedicati alla civiltà etrusca, offrendo ai visitatori un accesso semplificato e coordinato ad alcuni dei più importanti siti archeologici del Lazio.
La Necropoli di CerveteriIl progetto nasce da un accordo tra il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia e la Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio, con il coordinamento della Direzione Generale Musei.
Come funziona il biglietto Etruria Go
La card consentirà l’accesso a tutti i siti aderenti attraverso un unico titolo d’ingresso valido un anno dal primo utilizzo. Ogni visitatore potrà effettuare un ingresso per ciascun luogo della cultura incluso nel circuito.
Il biglietto sarà disponibile dal 1° luglio 2026 al costo di 40 euro, mentre per i giovani cittadini europei tra i 18 e i 25 anni sarà attiva la formula Etruria Go Young al prezzo ridotto di 12 euro.
L’acquisto sarà possibile tramite la piattaforma e l’app Musei Italiani, sia in formato digitale sia cartaceo.
Gli undici luoghi della cultura inclusi
Il circuito comprende alcuni dei più importanti musei e parchi archeologici etruschi del Lazio:
Un progetto per valorizzare territori e comunità
Secondo Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, il progetto interpreta la necessità di creare connessioni tra istituti, territori e comunità, proprio come gli Etruschi seppero costruire una rete di città e relazioni nel Mediterraneo antico.
Sulla stessa linea il Direttore Generale Musei Massimo Osanna, che ha sottolineato come Etruria Go rappresenti un esempio concreto della missione del Sistema Museale Nazionale, favorendo una fruizione più accessibile e diffusa del patrimonio archeologico.
Ecco alcune immagini dei Musei interessati dall’iniziativa.
Museo nazionale etrusco di Villa Giulia
Museo archeologico di Vulci e Castello dell’Abbadia
Parco archeologico di Veio
Museo archeologico nazionale dell’Agro Falisco e Forte Sangallo a Civita Castellana
Museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz Viterbo
Tarquinia e Cerveteri
Museo archeologico nazionale di Civitavecchia
Museo archeologico nazionale di Tuscania
Un sostegno anche alla candidatura di Tarquinia 2028
L’iniziativa è stata sostenuta anche dagli amministratori locali coinvolti nel percorso di candidatura di Tarquinia a Capitale Italiana della Cultura 2028. Il biglietto integrato viene infatti considerato uno strumento strategico per incentivare il turismo culturale e rafforzare la promozione di un territorio accomunato da una forte identità storica e archeologica.
Leggi anche: Tarquinia si candida a Capitale Italiana della Cultura 2028
https://storiearcheostorie.com/2025/11/20/tarquinia-capitale-cultura-2028-candidatura/
Con Etruria Go, l’Etruria laziale si propone così come un grande museo diffuso, capace di unire siti, paesaggi e comunità in un unico itinerario dedicato alla scoperta di una delle civiltà più affascinanti dell’Italia antica.
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9 giugno, firenze: presentazione del nuovo numero di ‘riga’, dedicato al gruppo 70
A Firenze, martedì 9 giugno 2026, alle ore 18, al Museo del Novecento, si parlerà del Gruppo 70 e dei rapporti tra poesia visiva, editoria e istituzioni museali, presentando il numero di «Riga» curato da Raffaella Perna.
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Il libro: https://www.quodlibet.it/libro/9788822924988
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“Un fantasma si aggira per l’Europa: è il fantasma dell’arte tecnologica. Personaggi illustri si mostrano inquieti, perdono la calma, come i soriani di razza assaliti dalle pulci”. Rielaborando l’incipit del Manifesto del Partito Comunista, Eugenio Miccini faceva su “Marcatré” il resoconto del secondo convegno promosso dal Gruppo 70, Arte e tecnologia, tenutosi nel giugno del 1964 al Forte del Belvedere di Firenze.
🏛️🌋 Catania, avanzano i lavori del Museo dell’Etna: il cantiere entra nella fase finale, apertura entro il 2026 | IL VIDEO
Nell’ex ospedale Vittorio Emanuele di Catania lavori completati all’80%. Il nuovo polo culturale dedicato al vulcano patrimonio UNESCO dovrebbe aprire entro il…
I dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-dlv
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Catania, avanzano i lavori del Museo dell’Etna: il cantiere entra nella fase finale, apertura entro il 2026 | IL VIDEO
Procedono spediti i lavori per la realizzazione del Museo dell’Etna negli spazi dell’ex ospedale Vittorio Emanuele di Catania. L’intervento, finanziato dalla Regione Siciliana con uno stanziamento complessivo di 25 milioni di euro, punta a trasformare uno degli edifici storici della città in un moderno centro museale dedicato alla conoscenza del vulcano più alto d’Europa.
La riqualificazione dell’immobile, affidata al Dipartimento regionale Tecnico attraverso il Genio Civile di Catania, rappresenta uno dei progetti culturali più ambiziosi attualmente in corso nell’isola.
Lavori all’80% e apertura prevista nel 2026
Il cantiere, dal valore di 14 milioni di euro, ha ormai raggiunto una fase avanzata. Le opere edilizie risultano completate per circa l’80%, mentre gli impianti tecnologici sono quasi ultimati. Sono stati inoltre conclusi gli interventi di restauro delle facciate storiche sui lati est e sud, con operazioni di pulitura, consolidamento e recupero degli elementi architettonici originari.
📽️ Museo dell’Etna, guarda il video del cantiere
In avanzato stato di realizzazione si trova anche la nuova terrazza panoramica, che offrirà una vista privilegiata sull’Etna e sul porto di Catania. La conclusione dei lavori è prevista entro il 2026, con un lieve slittamento rispetto alla tabella di marcia iniziale dovuto a imprevisti emersi durante il recupero della struttura storica.
Un percorso immersivo tra scienza, storia e territorio
Parallelamente alla riqualificazione edilizia, il Genio Civile sta predisponendo l’affidamento del progetto di allestimento museale, dal valore di circa 3,5 milioni di euro. Il futuro museo sarà dotato di installazioni multimediali e percorsi interattivi pensati per raccontare la storia geologica, naturale e culturale del vulcano.
A supportare il progetto è stato istituito un comitato tecnico-scientifico che coinvolge numerose realtà del territorio, tra cui il Comune di Catania, l’Università di Catania, l’INGV, il Parco dell’Etna, la Soprintendenza, l’Arcidiocesi e diversi enti culturali e professionali.
Un tassello della rigenerazione urbana
Il Museo dell’Etna si inserisce in un più ampio programma di recupero dell’ex complesso ospedaliero, destinato a diventare un nuovo polo dedicato alla cultura, alla formazione universitaria e alla ricerca.
Secondo l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò, il progetto consentirà di restituire alla città un edificio storico completamente riqualificato e di creare un punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio etneo. L’obiettivo è trasformare il museo nella principale porta d’accesso alla scoperta dell’Etna, sito riconosciuto come Patrimonio Mondiale UNESCO, contribuendo al rilancio di un’importante area del centro storico catanese.
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