Ecco tutti i musei e le istituzioni culturali che si potranno visitare gratuitamente domani. #musei #berlino https://www.ilmitte.com/2026/05/giornata-internazionale-dei-musei-2026/
Giornata internazionale dei musei: 17 maggio a Berlino

Domenica 17 maggio torna la Giornata internazionale dei musei: oltre 35 istituzioni berlinesi aprono le porte con ingresso gratuito

il Mitte
Dai creatori del modulo Apollo, la retrofuturistica locomotiva concepita per spostarsi senza toccare i binari

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Il blog di Jacopo Ranieri
Negli anni 80 della crisi petrolifera, l'astronave concepita per attraversare con un solo pieno gli Stati Uniti

Mentre gli equilibri diplomatici del Medio Oriente subiscono l'ennesima scossa, per le scelte militari e priorità politiche di potenze esterne a tale area geografica, l'emisfero occidentale riceve un rinnovato quanto familiare promemoria su quanto possa essere delicata la gestione del mercato global

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Roselle cambia volto: nuovi percorsi accessibili e inclusivi trasformano la visita al Parco archeologico grazie al PNRR 🌿🏛️

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Roselle diventa accessibile: il Parco archeologico si rinnova con percorsi inclusivi

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Sarà presentato giovedì 23 aprile 2026 alle ore 15.00 il nuovo volto del Parco Archeologico di Roselle (Grosseto), protagonista di un importante intervento finanziato dal PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’incontro segna la conclusione di un progetto che ha posto al centro accessibilità, inclusione e valorizzazione, ridefinendo il modo in cui il pubblico può vivere uno dei siti archeologici più significativi della Toscana.

Promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura insieme ai Parchi archeologici della Maremma, l’iniziativa rappresenta un esempio concreto di come le risorse del PNRR possano tradursi in interventi strutturali e culturali capaci di ampliare la partecipazione e migliorare l’esperienza di visita.

Ad aprire l’incontro sarà la direttrice regionale Carlotta Paola Brovadan, seguita dagli interventi del direttore dei Parchi archeologici della Maremma Leonardo Bochicchio e dei funzionari coinvolti nel progetto. Al termine, è prevista una visita guidata lungo il nuovo percorso accessibile, pensato per accompagnare i visitatori attraverso il sito in modo chiaro e progressivo.

Il cuore dell’intervento riguarda la riorganizzazione complessiva dell’accesso e della fruizione dell’area archeologica. La strada principale che collega la biglietteria al Foro è stata riqualificata, rendendo più agevole il percorso, mentre una nuova area di sosta attrezzata accoglie i visitatori all’ingresso. Fondamentale è anche l’introduzione di una segnaletica inclusiva, con pannelli informativi aggiornati, supporti in braille e mappe tattili, strumenti che permettono una fruizione più ampia e consapevole del sito.

Il nuovo tracciato di visita segue una narrazione storica coerente, guidando il pubblico lungo la sella tra le due colline su cui si sviluppava l’antica città. Il percorso si affianca all’antico asse viario del Decumano Massimo, ancora oggi riconoscibile nel basolato originario, e conduce progressivamente verso il cuore dell’abitato romano.

Lungo questo itinerario emergono alcune delle testimonianze più significative del sito, come le terme di Perpetuus Argyzius, piccolo impianto termale che racconta la dimensione quotidiana e pubblica della città, e le più imponenti terme adrianee, risalenti al II secolo d.C., che testimoniano l’evoluzione architettonica e tecnologica dell’epoca. La presenza di una chiesa e di un’area cimiteriale inserite in epoca tardoantica restituisce inoltre la continuità di vita del sito attraverso i secoli.

Il percorso si apre poi sull’area del Foro, centro politico e religioso della città, dove si concentrano edifici pubblici come la basilica e la curia. Poco distante, la Domus dei Mosaici conserva tracce della vita privata, con ambienti organizzati attorno all’atrio e al peristilio e decorazioni che raccontano il livello sociale dei suoi abitanti.

Non meno rilevante è la stratificazione più antica, visibile sotto l’area del Foro, dove sono stati individuati edifici etruschi legati probabilmente a funzioni pubbliche e cultuali. Salendo verso la collina meridionale, il visitatore incontra l’anfiteatro e una grande cisterna romana, mentre le imponenti mura etrusche, ancora in gran parte conservate, delimitano l’intero abitato, testimoniando la lunga storia della città.

L’intervento non si limita alla dimensione archeologica, ma valorizza anche il contesto paesaggistico in cui il Parco è inserito, riconosciuto come area di interesse naturalistico nella rete Natura 2000. In questo modo, la visita diventa un’esperienza che unisce cultura, ambiente e accessibilità, offrendo una lettura più completa del territorio.

Grazie a questi interventi, il Parco Archeologico di Roselle si configura oggi come un modello di accessibilità applicata al patrimonio culturale, in linea con le strategie europee di inclusione. Un esempio concreto di come la valorizzazione possa passare attraverso strumenti innovativi e una progettazione attenta ai bisogni di tutti, rendendo il passato non solo visibile, ma realmente condiviso.

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  • 📄 Fonte: Parco Archeologico di Roselle ✅
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Operazione “Achei”: 46 reperti archeologici restituiti allo Stato

S&A

A Cosenza i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno restituito allo Stato 46 reperti archeologici recuperati al termine dell’indagine “Achei”. I manufatti, di origine etrusca, magno-greca e romana, sono stati consegnati il 15 aprile al Direttore dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari durante una cerimonia ufficiale nella Sala Leone di Palazzo Arnone.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, rappresenta uno dei più significativi risultati degli ultimi anni nella lotta contro il traffico illecito di beni culturali, restituendo alla collettività testimonianze fondamentali della storia antica.

Un traffico internazionale di reperti archeologici

Le indagini, condotte tra il 2017 e il 2018 dal Nucleo TPC di Cosenza, hanno portato alla luce un articolato sistema criminale attivo su scala nazionale e internazionale. Il traffico coinvolgeva diversi Paesi europei, tra cui Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia, e si basava su una rete strutturata di scavatori clandestini, intermediari e ricettatori.

Al centro del sistema vi erano i cosiddetti “tombaroli”, organizzati in squadre con ruoli ben definiti, capaci di alimentare un mercato illecito continuo di reperti archeologici provenienti da scavi abusivi sul territorio italiano. I beni venivano poi immessi in circuiti di vendita complessi, spesso difficili da tracciare, sia in Italia che all’estero.

Recuperi anche all’estero: il ruolo della cooperazione internazionale

Tra i reperti restituiti figurano anche oggetti sequestrati in Francia e rimpatriati nell’ottobre 2025 grazie a un provvedimento dell’autorità giudiziaria francese. Questo risultato evidenzia il ruolo cruciale della cooperazione internazionale nella tutela del patrimonio culturale, sempre più esposto a traffici globalizzati.

Un esempio emblematico è il rhyton a testa di cerva, già esposto in occasione di una mostra internazionale presso Europol a L’Aia, simbolo dell’efficacia delle operazioni congiunte tra forze di polizia europee.

Le indagini e i provvedimenti giudiziari

L’operazione “Achei” si è conclusa con un’importante azione giudiziaria. Il GIP del Tribunale di Crotone ha emesso un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di 23 persone, ritenute coinvolte a vario titolo in un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di beni culturali.

Le accuse comprendono reati gravi come il danneggiamento del patrimonio archeologico dello Stato, l’impossessamento illecito, la ricettazione e l’esportazione clandestina. Parallelamente, sono stati eseguiti circa 80 decreti di perquisizione nei confronti di altri soggetti indagati.

Un patrimonio restituito alla collettività

I 46 reperti recuperati saranno ora custoditi ed esposti presso il Museo Archeologico Nazionale di Sibari, dove potranno essere studiati e ammirati dal pubblico. Si tratta di oggetti di grande valore non solo economico, ma soprattutto storico e identitario, testimonianze delle civiltà che hanno abitato il territorio italiano.

Questa restituzione rappresenta il risultato di un lavoro complesso e coordinato tra forze dell’ordine, magistratura e istituzioni culturali, dimostrando l’importanza di un’azione sinergica per la salvaguardia del patrimonio.

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Un capolavoro etrusco riemerge dai depositi del Museo Etrusco di Villa Giulia: restaurato ed esposto a Palazzo Dama 🏺✨

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Una cista etrusca del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia restaurata ed esposta a Palazzo Dama

A Roma una cista etrusca restaurata del Museo di Villa Giulia è esposta a Palazzo Dama grazie al progetto Arte fuori dal Museo.

Storie & Archeostorie

Viterbo | Sopralluogo antidegrado a Palazzo Donna Olimpia, la Soprintendenza: “I reperti dell’Acquarossa saranno trasferiti a Oriolo Romano”

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Si è svolto oggi 9 aprile il sopralluogo congiunto presso Palazzo Donna Olimpia a Viterbo, finalizzato alla verifica dello stato di conservazione dei materiali archeologici provenienti dallo scavo dell’area dell’Acquarossa, nonché del complesso monumentale.


Nel corso del sopralluogo, comunica la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, è stato accertato che il recente crollo di una porzione della copertura non ha interessato i locali destinati alla conservazione dei materiali archeologici; tuttavia, è stato rilevato lo stato di grave degrado e abbandono degli ambienti.

“Troppo degrado, trasferiremo i reperti”

“Preso atto dell’indisponibilità da parte dell’Amministrazione Comunale a destinare nuovi spazi per il deposito dei materiali”, si legge comunicato, “la Soprintendenza sta attivando con la massima urgenza le procedure necessarie al trasferimento degli stessi presso i locali della Soprintendenza siti in Oriolo Romano”.

Il trasferimento a Oriolo Romano, comunicano i funzionari della SABAP, è “ormai improcrastinabile”, e “rappresenta una misura necessaria al fine di garantire le adeguate condizioni di tutela, studio e conservazione dei materiali. Tale decisione si rende necessaria nonostante il forte legame storico tra la città di Viterbo e il sito dell’Acquarossa, che costituisce uno dei contesti archeologici di maggiore rilevanza del territorio”.

Il sito etrusco dell’Acquarossa, infatti, rappresenta uno dei più importanti complessi dell’Italia centrale, portato alla luce a partire dal 1966 grazie alle campagne di scavo condotte dall’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma. Tali indagini, protrattesi per oltre un decennio e svolte anche con la partecipazione del re di Svezia Gustavo VI Adolfo, hanno contribuito in maniera determinante al progresso degli studi sulla civiltà etrusca.

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  • 📄 Fonte: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale ✅
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Un eco della Dacia si è salvato: ricompare l'elmo d'oro a un anno di distanza dall'attacco al Drents

Universale fu il consenso dello scorso ottobre a seguito della terribile rapina da 88 milioni di euro al Museo del Louvre, rimbalzato da un'emittente televisiva all'altra: pochi giorni, o settimane al massimo, costituivano la finestra utile al ritrovamento della refurtiva, prima che i ladri provvede

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