Negli anni '80 arrivò di nascosto nel reparto "segreto" delle videoteche italiane. Di lei abbiamo visto tutto, tranne la sua storia.

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#VanessaDelRio #Boomerissimo #AnniOttanta #StorieVere #IconeDelPassato

Regina bollente, Vanessa Del Rio: una vita oltre l'innocenza - Boomerissimo

Vanessa Del Rio non era solo cinema. Era passione vera, potere, e volontĂ  feroce di sopravvivere a una vita che non le aveva regalato nulla.

Boomerissimo

Un’epoca in cui bastava una spruzzata per sentirsi invincibili come un eroe da grande schermo. Il segreto di un dopobarba che ha definito un decennio di pura virilità.

#Anni80 #AnniOttanta #Nostalgia #Vintage #Retro #Pubblicita #denimaftershave

https://boomerissimo.it/2026/05/06/denim-non-deve-chiedere-mai-ma-resta-senza-risposta/

Denim, non deve chiedere mai, ma resta senza risposta - Boomerissimo

E’ esistita un’epoca in cui una spruzzata di profumo bastava a farti sentire Rambo, Stallone e il capo del branco tutto in uno 

Boomerissimo

Ricordiamo al mondo chi eravamo.

E che potremmo tornare.

#80s #AnniOttanta #Millennials

Negli anni 80 della crisi petrolifera, l'astronave concepita per attraversare con un solo pieno gli Stati Uniti

Mentre gli equilibri diplomatici del Medio Oriente subiscono l'ennesima scossa, per le scelte militari e prioritĂ  politiche di potenze esterne a tale area geografica, l'emisfero occidentale riceve un rinnovato quanto familiare promemoria su quanto possa essere delicata la gestione del mercato global

Il blog di Jacopo Ranieri

🌑 "Nessun piano. Nessuna pistola. Nessun complice. Solo il buio di una galleria, un paio di scarpe sbagliate e qualcosa che non si spiega ancora oggi."

#Vallanzasca #CronacaNera #StoriaItaliana #Milano #AnniOttanta

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Vallanzasca 1987, la fuga dall’oblò: peggio di un gatto - Boomerissimo

Un oblò. Una cabina sbagliata. Cinque carabinieri alla prima traduzione. Il 18 luglio 1987, Renato Vallanzasca evade per la terza volta. E questa volta lo fa nel modo più assurdo, con il portafoglio vuoto e i piedi che sanguinano.

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S-Contro. Un collettivo antagonista nella Torino degli anni Ottanta - DINAMOpress

Questo libro , dedicato alla vicenda del collettivo torinese S-Contro, racconta uno dei tentativi che nel "riflusso" degli anni Ottanta cercarono di uscire dalle macerie del decennio precedente, mixando memorialistica e documenti originari, tematiche e repertori extraparlamentari tradizionali e sensibilitĂ  a nuove forme musicali e controculturali che invece di fatto traghettavano esperienze piĂą "eretiche" del movimento del '77. negli anni '90

DINAMOpress

in caso di morte di sarti, rompere il vetro e ripassare il post
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#sarti #anniottanta

scheletri negli armani

trovo – o meglio trovavo, un mese fa – su fb questa frattaglia tra il servile e l’efferato, che non bisogna essere a sx per giudicare – come minimo – apologetica degli…

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da oggi, 20 novembre, a roma (al mlac), “fabio ciriachi: fotografie di un tempo non ritrovato, 1968-1990”

FABIO CIRIACHI: FOTOGRAFIE DI UN TEMPO NON RITROVATO 1968-1990
a cura di Camilla Federica Ferrario

fino al 17 GENNAIO 2026

inaugurazione oggi
20 NOVEMBRE 2025, DALLE 17:30 ALLE 20:00
MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
Palazzo del Rettorato, Sapienza UniversitĂ  di Roma, P.le Aldo Moro, 5, Roma
(ingresso dalla terrazza posteriore del Palazzo del Rettorato)

Il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea Ă¨ lieto di presentare la mostra Fabio Ciriachi: fotografie di un tempo non ritrovato 1968-1990, a cura di Camilla Federica Ferrario, che si inaugura oggi, 20 novembre 2025 (h. 17:30 – 20:00) e sarĂ  visitabile fino al 17 gennaio 2026.

Si tratta della prima personale fotografica antologica dedicata a Fabio Ciriachi, artista romano classe 1944 che, dopo aver sperimentato con pittura e teatro, tra gli anni Sessanta e Settanta partecipò ai fermenti culturali dell’epoca lavorando come fotografo freelance per diverse testate, per poi abbandonare la professione, passare alla vita ritirata delle comuni agricole e infine dedicarsi alla scrittura, affermandosi negli ultimi decenni come autore prolifico di racconti, romanzi e poesie.

La mostra intende quindi riscoprire e valorizzare il lavoro di un autore fino ad oggi rimasto nell’ombra, esponendo al pubblico oltre centoventi fotografie in bianco e nero quasi tutte inedite, realizzate da Ciriachi prevalentemente dal 1968 al 1972 (con alcuni scatti che arrivano fino al 1990) e da poco recuperate dal suo archivio privato, dove giacevano sepolte da decenni.

A uno sguardo retrospettivo, queste preziose immagini ritrovate rivelano il talento di un giovane fotografo dalla comunicazione diretta e dallo sguardo critico e partecipe, sempre animato da sottile ironia. Le sue istantanee rubate come i suoi ritratti posati raccontano contestazioni politiche e conflitti sociali, comunitĂ  hippie e sperimentazioni teatrali d’avanguardia, vita di strada in diverse cittĂ  come Roma, Venezia, Amsterdam e Londra. Raccontano cioè un mondo irrimediabilmente scomparso, un tempo ormai estraneo a chi abita la realtĂ  attuale e perfino a chi, come suggerisce il titolo di proustiana memoria, lo ha vissuto in prima persona. Un tempo che riescono però a evocare con eccezionale vividezza.

Il fotografo Fabio Ciriachi e la curatrice Camilla Federica Ferrario saranno presenti oggi durante l’inaugurazione. Nella stessa occasione verrà presentato il catalogo della mostra, edito da Dario Cimorelli Editore, con testi di Camilla Federica Ferrario, Fabio Ciriachi, Silvia Bordini e Fabrizio Fantoni.

Giorni e orario di apertura: 20 novembre 2025 – 17 gennaio 2026, ore 15:00-19:00, dal lunedì al sabato. Chiusura nei giorni festivi: Chiuso l’8 dicembre e dal 22 dicembre al 6 gennaio.
Sede: MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Palazzo del Rettorato, Città Universitaria, P.le Aldo Moro, 5, Roma (ingresso dalla terrazza sul retro del Palazzo del Rettorato, raggiungibile dalle scale laterali esterne).

Sito web: www.museolaboratorioartecontemporanea.it
Ufficio stampa: [email protected]@MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
Instagram: @museomlacsapienza
Twitter: @museomlac

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scheletri negli armani

trovo – o meglio trovavo, un mese fa – su fb questa frattaglia tra il servile e l’efferato, che non bisogna essere a sx per giudicare – come minimo – apologetica degli anni più demmerda del Novecento, (in)seminatori dei decenni successivi.

poi io commento, in calce, con Balestrini.

“il regno dei sarti” (Nanni Balestrini):

Nel maggio del 1984 si è concluso il processo 7 aprile. Le mie incriminazioni erano state pesantissime: associazione sovversiva, banda armata e 19 omicidi tra cui quelli di Aldo Moro e della sua scorta. L’accusa aveva chiesto per me 10 anni ma la sentenza è stata di assoluzione. Dopo tanti anni sono così potuto rientrare in Italia, ma la mia prima impressione è stata di sgomento. Ritrovavo un paese in piena restaurazione, le vicende del passato più recente erano state ipocritamente rimosse, nessuno parlava più di politica, il consumismo era all’ordine del giorno, Milano da capitale dell’industria e della cultura era diventata il regno dei sarti. La moda dominava, tutti si vestivano di etichette.

(https://slowforward.net/wp-content/uploads/2022/07/20220729_034451.jpg â€“ da https://slowforward.net/2022/08/23/post-1968-o-post-1974-forse-la-domanda-ha-senso/)

[quello sul giorgio è proprio un trafiletto mortuario: “oggettificazione”? del potere maschile? “fluidificazione della geopolitica”? “capitali liberati”? “La potenza fisica”? “il nuovo Medio Oriente” (!!!) ??? … ma siamo pazzi? ma l’anima de li mejo tatcher vostri…]

[ma quanti morti ci devono essere, di fame, sul lavoro, di perdita del lavoro e della casa, di smantellamento dello stato sociale e della sanitĂ  pubblica, per capire da dove viene il presente?]

un addendum:
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