vogliamo rompere un tabù
Presentazione della campagna "vogliamo rompere un tabù" in solidarietà ai prigionieri rivoluzionari rinchiusi da oltre 40 anni in carcere e alcuni sottoposti al regime di tortura del 41bis. Riportare l'attenzione sulla loro detenzione intesa come vendetta di Stato è un'occasione per opporsi alla riscrittura della memoria da parte dello Stato e dei dissociati, ma anche per ragionare attorno al mondo della detenzione e della repressione in questo periodo storico.La memoria è uno strumento […]Le carceri israeliane “iniziano i preparativi per applicare la pena di morte” ai palestinesi
Il canale 13 riporta la notizia dell'edificio del servizio carcerario denominato "Green Mile", dove si svolgeranno le esecuzioni.
Di Mera Aladam, pubblicato su middleeast
https://gabrioxpalestina.noblogs.org/post/2026/02/19/le-carceri-israeliane-iniziano-i-preparativi-per-applicare-la-pena-di-morte-ai-palestinesi/
#Detenzione #Genocidio #Israele #carceri #genocidio #prigionieri #sionismo

<p>Presentazione della campagna “vogliamo rompere un tabù” in solidarietà ai prigionieri rivoluzionari rinchiusi da oltre 40 anni in carcere e alcuni sottoposti al regime di tortura del 41bis. Riportare l’attenzione sulla loro detenzione intesa come vendetta di Stato è un’occasione per opporsi alla riscrittura della memoria da parte dello Stato e dei dissociati, ma anche […]</p>

<p>Presentazione della campagna “vogliamo rompere un tabù” in solidarietà ai prigionieri rivoluzionari rinchiusi da oltre 40 anni in carcere e alcuni sottoposti al regime di tortura del 41bis. Riportare l’attenzione sulla loro detenzione intesa come vendetta di Stato è un’occasione per opporsi alla riscrittura della memoria da parte dello Stato e dei dissociati, ma anche […]</p>

A più di un anno dalla caduta di Assad le famiglie non smettono di chiedere informazioni sui parenti finiti nella prigione "buco nero" a Nord di Damasco. Come i figli di Sameer Abd-Almahed o di Mohammed Abu Azun, o il marito di Walah Shamashan. Le speranze sono flebili, la memoria è tenuta accesa dai sopravvissuti. Si stima che dal 1970 i dispersi siano fino a 300mila. Il nostro reportage
#pontecrimea #prigionieri Attentato al ponte di Crimea: condannati chiedono la libertà