Ara Pacis, al via l’esperienza immersiva: il monumento torna a “parlare” con luci e suoni

S&A

Dal 27 marzo il Museo dell’Ara Pacis propone una nuova esperienza di visita serale che trasforma la percezione di uno dei monumenti simbolo della città. Il progetto “L’Ara si rivela” introduce un percorso immersivo basato su videomapping, suoni e narrazione, pensato per restituire al pubblico la complessità storica e visiva dell’altare voluto dal Senato romano per celebrare Augusto.

L’iniziativa consente di osservare l’Ara Pacis in una dimensione inedita: i rilievi marmorei, normalmente percepiti nella loro monocromia, vengono progressivamente animati da luci e colori che ne facilitano la lettura e ne suggeriscono l’aspetto originario.

Il videomapping e la ricostruzione della policromia

Il cuore del progetto è un sistema di proiezione digitale ad alta precisione, che utilizza otto videoproiettori laser 4K coordinati da un mediaserver in grado di sincronizzare immagini, luci e suoni. La tecnologia consente di intervenire direttamente sulle superfici dell’altare, modulando in tempo reale colori e contorni.

L’obiettivo è ricostruire, in forma ipotetica ma scientificamente fondata, la policromia originaria dell’Ara Pacis. Le scelte cromatiche derivano da analisi di laboratorio, confronti con la pittura romana – in particolare pompeiana – e studi sulle decorazioni antiche greco-romane.

Un contributo importante proviene anche da ricerche botaniche che hanno identificato oltre cinquanta specie vegetali raffigurate nei fregi, permettendo una restituzione più accurata delle cromie del celebre apparato decorativo.

Un percorso narrativo tra storia, mito e riscoperta

La visita si sviluppa come un itinerario a tappe attorno al monumento, accompagnato da una narrazione sonora fruibile in cuffia. Le voci – in italiano e inglese – restituiscono non solo il contesto storico dell’opera, ma anche le vicende legate alla sua riscoperta.

Leggi anche: L’Ara Pacis torna “com’era” (e a colori) grazie alla realtà aumentata

https://storiearcheostorie.com/2016/10/11/roma-lara-pacis-torna-comera-e-a-colori-grazie-alla-realta-aumentata/

Il racconto parte dall’inquadramento dell’Ara Pacis nel Campo Marzio augusteo e si concentra sui pannelli figurati che collegano la fondazione di Roma alla genealogia della gens Iulia. Tra le immagini più celebri emergono Enea, simbolo delle origini troiane, e la scena di Romolo e Remo allattati dalla lupa.

I fregi della processione: una scena politica scolpita nel marmo

Particolare attenzione è dedicata ai fregi Nord e Sud, dove si sviluppa la grande processione imperiale. Qui sono raffigurati sacerdoti, magistrati e membri della famiglia di Augusto, disposti in un corteo solenne che riflette l’ordine e la gerarchia della società romana.

Nel fregio meridionale compare lo stesso Augusto, con il capo velato, nell’atto di compiere un rito sacro. Attorno a lui si riconoscono figure di primo piano come Marco Vipsanio Agrippa, insieme ad altri esponenti della famiglia imperiale, protagonisti del progetto politico dinastico.

Il fregio vegetale e il linguaggio simbolico della natura

Uno dei momenti più suggestivi del percorso è dedicato al fregio vegetale, considerato tra i più raffinati esempi dell’arte romana. Grazie alla ricostruzione cromatica, emergono dettagli spesso invisibili: acanto, rose, ninfee, palme da dattero, ma anche una varietà di piccoli animali.

Questo universo naturale, popolato da uccelli, rettili e insetti, non ha solo funzione decorativa, ma esprime un complesso sistema simbolico legato alla fertilità, alla rigenerazione e all’ordine cosmico. La presenza di animali associati alla metamorfosi rafforza il messaggio di rinnovamento che attraversa l’intero programma figurativo.

Dall’antichità alla riscoperta moderna

L’ultima parte dell’esperienza accompagna i visitatori oltre l’età romana, ricostruendo le vicende che hanno segnato la storia del monumento. Dopo l’interramento progressivo, l’Ara Pacis rimase nascosta per secoli, fino alle prime scoperte in età rinascimentale.

Le successive campagne di scavo, tra Ottocento e Novecento, portarono alla ricomposizione dell’altare nella forma attuale, restituendolo alla città come uno dei simboli più rappresentativi della Roma imperiale.

Un nuovo modo di visitare il patrimonio

Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di rinnovamento dei musei civici romani, con l’obiettivo di rendere il patrimonio più accessibile e comprensibile attraverso strumenti innovativi. L’esperienza, della durata di circa 45 minuti, è disponibile nei fine settimana in orario serale e prevede gruppi limitati per garantire una fruizione immersiva.

“La tecnologia – in questo caso – non sostituisce l’opera, ma ne amplifica la lettura”, offrendo al pubblico una chiave interpretativa capace di coniugare rigore scientifico e coinvolgimento emotivo.

ℹ️ INFORMAZIONI UTILI

✅ Museo dell’Ara Pacis
📍 Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)
📅 Dal 27 marzo
Orario: venerdì, sabato e domenica con la seguente articolazione:
dal 27 al 29 marzo e dal 3 al 6 aprile: dalle 20.00 alle 22.00
dal 10 aprile: dalle 21.00 alle 23.00
Durata: circa 45 minuti
🌐 Info: www.arapacis.it, tel. 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00).

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🏛️ Dagli archivi dei musei di Cartagine e del Bardo emergono straordinari intonaci dipinti di età romana, con pigmenti preziosi e scene mitologiche.
✅ Una riscoperta che restituisce colore alle domus del Nord Africa imperiale.

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📷 ©UniBo

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Pavoni, maschere teatrali e ambienti inediti: nuovi affreschi riaffiorano nella Villa di Poppea a Oplontis | TUTTE LE FOTO E I VIDEO

Elena Percivaldi

Ancora sorprese da Oplontis. L’articolato intervento di scavo e restauro in corso nel sito di Torre Annunziata sta restituendo nuove e sorprendenti informazioni sulla Villa di Poppea, una delle residenze aristocratiche più sontuose dell’area vesuviana. Al centro dell’attenzione è il cosiddetto “salone della Maschera e del Pavone“, ambiente di rappresentanza decorato in II stile pompeiano, da sempre noto per la raffinatezza del suo apparato pittorico.

La villa e le planimetrieStralcio planimetrico area di scavo con i nuovi ambienti; Oplontis villa A area scavo.Stralcio planimetrico area di scavo con ambienti numerati; Oplontis villa A area scavo.Stralcio planimetrico villa A ambienti 13-19 con ipotesi porticato; Oplontis villa A.Stralcio planimetrico giardino S-E ambienti 40-59; Oplontis villa A.

Dallo scavo, avviato di recente, stanno affiorando nuovi lacerti di affresco, con colori straordinariamente vividi: figure di pavoni, maschere sceniche e dettagli ornamentali che ampliano e precisano la lettura iconografica dell’ambiente.

Il cantiere di scavo. Dettaglio sezione Sud con evidenze geoarcheologiche; Oplontis villa A area scavo settore 3.

Nonostante le tracce presenti e gli sforzi interpretativi fatti al tempo dei primi scavi, il reale andamento di questo ambiente e di quelli vicini fino ad oggi conservava molte incertezze che l’attuale intervento di scavo potrà chiarire – spiega il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel –  oltre a mettere in luce nuove porzioni decorate con straordinari dettagli e colori, di cui già possiamo ammirare qualche anteprima.”

La video intervista a Zuchtriegel

https://youtu.be/aHAdyP2aNH8

Pavoni, maschere e simboli teatrali

Tra le scoperte più significative spicca una pavonessa integra, dipinta in posizione speculare rispetto al pavone maschio già noto sulla stessa parete. Di grande interesse anche i frammenti con una maschera della Commedia Atellana, identificata come Pappus, personaggio grottesco e caricaturale, in contrasto con le maschere tragiche presenti nello stesso salone.

La maschera di Pappus. Dettaglio maschera affresco II stile parete Ovest ambiente 15; Oplontis villa A area scavo settore 2.Dettaglio ambiente 15, affresco in II stile “pavonessa” parete Ovest; Oplontis villa A area scavo settore 2.

Emergono inoltre porzioni di affresco con un tripode dorato inscritto in un oculus, motivo che trova un interessante confronto con un altro tripode, questa volta in bronzo, raffigurato su una parete opposta: un gioco di rimandi simbolici e decorativi che conferma l’altissimo livello culturale del programma figurativo.

Una parte degli affreschi rinvenuti

Giardini, nuovi ambienti e paesaggio antico

Lo scavo ha restituito anche le impronte di alberi, ottenute grazie alla tecnica dei calchi, che documentano un giardino organizzato secondo uno schema ornamentale rigoroso, in dialogo con il porticato meridionale. Le specie arboree potrebbero essere affini a quelle già individuate in passato, come l’olivo, confermando la continuità del progetto paesaggistico.

Calco dell’alberoCalco dell’albero

Di rilievo anche l’individuazione di quattro nuovi ambienti, che portano a oltre cento il numero complessivo dei vani noti, tra cui un ambiente absidato probabilmente collegato al settore termale. Interessante, infine, il riconoscimento di un paleoalveo, formatosi verosimilmente dopo l’eruzione del 1631, che aiuta a comprendere l’evoluzione del paesaggio urbano lungo l’attuale via dei Sepolcri.

Dettaglio tripode parte superiore (coperchio?) affresco II stile parete Ovest ambiente 15; Oplontis villa A area scavo settore 2.Dettaglio facciata Nord colonna 6; Oplontis villa A area scavo settore 3.Dettaglio tripode parte inferiore affresco II stile parete Ovest ambiente 15; Oplontis villa A area scavo settore 2.

Dai restauri emergono cromie intense e nuovi dettagli

Parallelamente allo scavo è in fase avanzata il restauro di due preziosi cubicola, ambienti destinati al riposo, decorati con stucchi, affreschi, volte dipinte e mosaici. Il primo presenta pitture in II stile con architetture illusionistiche e finti marmi; il secondo, in III stile, mostra fondi monocromi e motivi floreali ed era probabilmente in ristrutturazione al momento dell’eruzione.

I colori vividi degli affreschi della Villa di Poppea a Oplontis, riemersi anche grazie ai restauri

Gli interventi stanno restituendo cromie intense, dettagli pittorici e l’uso raffinato di pigmenti come il blu egizio, riportando alla piena leggibilità uno dei complessi decorativi più eleganti di Oplontis.

I risultati delle indagini sono illustrati in un articolo dell’e-journal degli scavi di Pompei, consultabile in Open Access.

La videointervista ad Arianna Spinosa, architetto e funzionaria responsabile del sito di Oplontis

https://youtu.be/Usztjf2ZHbc

Tutte le foto: ©Parco Archeologico Pompei

📘 Fonte scientifica (primaria)

  • 📄 Antonio Arcudi, Antonino Russo, Giuseppe Scarpati, Arianna Spinosa, Gabriel Zuchtriegel, Tra maschere e pavoni prime riflessioni sullo scavo del salone della Villa di Poppea ad Oplontis
  • 🏛️ Parco Archeologico di Pompei
  • 📚 E-journal Scavi di Pompei 13 (2025)
  • 🔗 Link all’articolo
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🦚🎭 𝗡𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗶 𝗮𝗳𝗳𝗿𝗲𝘀𝗰𝗵𝗶 𝗿𝗶𝗮𝗳𝗳𝗶𝗼𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗣𝗼𝗽𝗽𝗲𝗮 𝗮 𝗢𝗽𝗹𝗼𝗻𝘁𝗶𝘀 ❗

Pavoni, maschere teatrali e giardini tornano visibili grazie agli scavi in corso nella raffinata villa di età imperiale

@pompeii_parco_archeologico

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https://storiearcheostorie.com/2025/12/18/villa-di-poppea-oplontis-nuovi-affreschi-scavi/

🏛️ 𝗗𝗮 𝗘𝗿𝗰𝗼𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗮 𝗟𝗶𝗼𝗻𝗲。 Tre opere raccontano l’arte romana tra colore, materia e poesia, all’interno di una grande mostra internazionale.

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https://storiearcheostorie.com/2025/12/16/ercolano-lione-mostra-arte-romana/

🏛️ 𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹’𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗴𝗿𝗲𝗰𝗮 𝗿𝗶𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹ò 𝗹’𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗿𝗼𝗺𝗮𝗻𝗼

🖼️ Apre “La Grecia a Roma”: ai Musei Capitolini oltre 150 capolavori greci raccontano l’influenza che ha modellato l’arte e il potere di Roma antica.

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🏛 Stupefacente! Un affresco romano di 2000 anni ritorna a splendere a Londra dopo un accurato lavoro di ricomposizione. #StoriaAntica #ArteRomana

🔗 https://www.tomshw.it/scienze/a-londra-e-stato-ricomposto-un-affresco-romano-di-2000-anni

A Londra è stato ricomposto un affresco romano di 2000 anni

Gli archeologi hanno ricomposto migliaia di frammenti di questo affresco, riportando alla luce l’antico splendore di una villa romana.

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Il file di oggi conclude l'excursus che Giuseppe aveva dedicato all'arte greca antica: si tratta di una collezione di contributi veramente e...

🔥🔥🔥 𝐏𝐨𝐦𝐩𝐞𝐢, 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐬𝐮𝐢 𝐩𝐢𝐠𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐯𝐞𝐥𝐚 𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭à 𝐯𝐞𝐬𝐮𝐯𝐢𝐚𝐧𝐚

Un nuovo studio su Pompei svela i pigmenti romani, dal blu egizio al grigio con barite, con tecniche non invasive che rivoluzionano ricerca e restauro degli affreschi.

Tutti i dettagli su @storieearcheostorie

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https://storiearcheostorie.com/2025/03/15/pompei-uno-studio-sui-pigmenti-svela-i-colori-della-citta-vesuviana/

Pompei, uno studio sui pigmenti svela i colori della città vesuviana

Pompei: dal blu egizio al grigio con barite, uno studio non invasivo rivela le tecniche romane e supporta il restauro degli affreschi.

Storie & Archeostorie