Mentre per i pasdaran della privatizzazione, la colpa della siccità è di movimenti per i beni comuni e del referendum sull'acqua, la realizzazione del Tav determina ogni anno fuoriuscite d’acqua provenienti dalle falde paragonabili al fabbisogno idrico di 600mila persone.
La realizzazione della linea ad alta velocità potrebbe determinare ogni anno fuoriuscite d'acqua provenienti dalle falde paragonabili al fabbisogno idrico di 600mila persone. La denuncia del Comitato acqua pubblica di Torino a partire dai dati forniti dalla società italo-francese TELT che ha in mano l'opera
Un’altra zona della Val Susa militarizzata, nel comune di San Didero. È l’ultima tappa di un percorso trentennale di spreco di denaro pubblico e di mancato ascolto dei territori e degli amministratori locali. La reazione, ancora una volta, è stata immediata e forte. Inevitabile quando la legalità (eventuale) si scontra con la giustizia.
La sera di lunedì 12 aprile, in pieno coprifuoco, oltre 1000 agenti antisommossa con idranti e lacrimogeni hanno scortato le ruspe fino ai terreni dell’ex autoporto di San Didero, caricando il presidio No TAV che da mesi occupa quest’area boschiva per impedire la costruzione di un ulteriore ecomostro.