Il Tempo: Wjs, Iran "sommerso" dal petrolio invenduto. Chi cede prima?
L'Iran è sommerso da così tanto petrolio invenduto "che sta cercando affannosamente nuovi modi per stoccare il proprio petrolio, nella speranza di evitare un paralizzante arresto della produzione" mentre il blocco navale statunitense frena le sue esportazioni. È quanto scrive il Wall Street Journal sottolineando che Teheran "sta riattivando siti abbandonati, utilizzando container improvvisati e cercando di spedire il greggio su rotaia verso la Cina" per far fronte al troppo greggio. Misure insolite che puntano a ritardare una crisi infrastrutturale e a smorzare la pressione di Washington in un momento di stallo. La guerra fra Stati Uniti e Iran si è quindi trasformata in un braccio di ferro in cui a vincere sarà lo Stato più malleabile alla strategia di imposizione dei costi.
Ogni barile che non può lasciare il Paese attraverso i normali canali di esportazione deve andare da qualche parte: in un serbatoio, su una nave, in un sito di stoccaggio improvvisato oppure rimanere sottoterra. Come affermato da Sanam Vakil, direttore del programma per il Medio Oriente e il Nord Africa presso Chatham House, un think tank londinese apartitico, sicuramente l'Iran spera di evitare il rischio di dover chiudere i rubinetti e aggravare le perdite di entrate. "I carichi di greggio e condensati iraniani hanno registrato una media di 2,1 milioni di barili al giorno tra il 1° e il 13 aprile - ha detto - Dall'introduzione del blocco sono stati osservati solo cinque carichi, facendo scendere la media a 567.000 barili al giorno tra il 14 e il 23 aprile. A febbraio, prima della guerra, l'Iran esportava in media 2 milioni di barili al giorno".
Con capacità limitate di caricare greggio sulle navi, la compagnia petrolifera nazionale iraniana ha già iniziato a ridurre la produzione e questo spesso inizia "prima che lo stoccaggio sia tecnicamente pieno, perché gli operatori devono preservare spazio nel sistema ed evitare pericolosi colli di bottiglia". Kpler stima che la produzione di greggio iraniano potrebbe diminuire di oltre la metà rispetto ai livelli attuali, fino a un intervallo compreso tra 1,2 e 1,3 milioni di barili al giorno entro metà maggio, se il blocco dovesse continuare.
Wjs, Iran "drowned" in unsold oil. Who caves first?
Iran is drowning in unsold oil “and is desperately seeking new ways to store its oil, hoping to avoid a paralyzing halt to production,” while U.S. naval sanctions are throttling its exports. This is according to the Wall Street Journal, highlighting that Tehran “is reactivating abandoned sites, using makeshift containers, and trying to ship crude oil by rail to China” to cope with the excess crude. Unusual measures aimed at delaying an infrastructure crisis and easing Washington’s pressure at a standstill. The war between the United States and Iran has thus transformed into a tug-of-war in which the most pliable state to the cost imposition strategy will win.
Every barrel that cannot leave the country through normal export channels must go somewhere: into a tank, on a ship, in a makeshift storage site, or remain underground. As affirmed by Sanam Vakil, Director of the Middle East and North Africa Program at Chatham House, a London-based non-partisan think tank, “Iran certainly hopes to avoid the risk of having to shut off the taps and exacerbate revenue losses.” “Iranian crude and condensate cargoes averaged 2.1 million barrels a day between April 1 and April 13 – she said – Only five cargoes have been observed since the sanctions were introduced, bringing the average down to 567,000 barrels a day between April 14 and April 23. In February, before the war, Iran exported an average of 2 million barrels a day.”
With limited capacity to load crude oil onto ships, the National Iranian Oil Company has already begun to cut production, and this often starts “before storage is technically full, because operators need to preserve space in the system and avoid dangerous bottlenecks.” Kpler estimates that Iranian crude production could fall by more than half compared to current levels, to a range of 1.2 to 1.3 million barrels a day by mid-May, if the blockade continues.
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