Corriere.it - Homepage: Quando Ginzburg scrisse: «Mi piaceva scrivere la parola “io”, ma oggi mi dà malessere. Penso: "Io? Chi, io? Io, perché?"»
Per la mia generazione è stata una grande e gloriosa scoperta dell’adolescenza. L’abbiamo amata e coltivata in noi stessi come un giardino. I nostri padri non avevano mai avuto nulla di simile. L’abbiamo usata nell’educazione dei nostri figli. Risultato? Il prossimo è assente
When Ginzburg wrote: “I liked writing the word “I,” but today it makes me feel unwell. I think: “I? Who, I? I, why?””
For my generation, it was a great and glorious discovery of adolescence. We loved and nurtured it within ourselves like a garden. Our fathers had never had anything like it. We used it in the education of our children. Result? The next generation is absent.

Natalia Ginzburg: «Mi piaceva scrivere la parola “io”, ma oggi mi dà malessere. Penso: "Io? Chi, io? Io, perché?"»
Natalia Ginzburg e il tema della «scomparsa dell'altro»: «Per la mia generazione è stata una grande e gloriosa scoperta dell’adolescenza. L’abbiamo amata e coltivata in noi stessi come un giardino. I nostri padri non avevano mai avuto nulla di simile. L’abbiamo usata nell’educazione dei nostri figli. Risultato? Il prossimo è assente»



