Sicilianews24.it: Strage di via D’Amelio, De Luca risponde: “Nessun stop alle indagini sulla pista nera”

Che cosa significa davvero la recente sentenza della Corte di Cassazione sulle indagini della strage di via D’Amelio? Molti si sono chiesti se il dispositivo che ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura di Caltanissetta possa indicare una frenata o un rilancio nell’approfondimento di una delle pagine più dolorose della storia italiana. La questione, tutt’altro che scontata, merita un chiarimento che vada oltre le semplificazioni e le strumentalizzazioni mediatiche.
Il Procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, ha voluto intervenire per fare chiarezza su alcuni punti fondamentali, soprattutto in relazione alla cosiddetta “pista nera”, ovvero l’ipotesi di coinvolgimento di ambienti extra-mafia nella strage che costò la vita al giudice Borsellino e alla sua scorta.
La sentenza della Cassazione e il ricorso respinto
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Amelia Street Massacre, De Luca replies: “No halt to investigations into the black track.”

What does the recent ruling by the Court of Cassation regarding the investigations into the D’Amelio Street massacre really mean? Many have wondered if the ruling that dismissed the prosecution of Caltanissetta’s appeal could indicate a brake or a boost in the deepening of one of the most painful pages in Italian history. The question, far from being straightforward, deserves clarification beyond simplifications and media sensationalism.

The prosecutor of Caltanissetta, Salvatore De Luca, wanted to intervene to clarify certain fundamental points, especially in relation to the so-called “black lead,” namely the hypothesis of involvement of extra-mafia circles in the massacre that cost the lives of Judge Borsellino and his escort.

The Cassation Court ruling and the rejected appeal
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Strage di via D’Amelio, De Luca risponde: “Nessun stop alle indagini sulla pista nera”

Che cosa significa davvero la recente sentenza della Corte di Cassazione sulle indagini della strage di via D’Amelio? Molti si sono chiesti se il

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Il Tempo: Scarpinato, oltre a dimettersi chieda scusa

I grillini sono cascati male. Hanno provato a intimidire Il Tempo, e hanno sbagliato due volte. Una prima volta, perché qui non si spaventa nessuno. E una seconda volta, perché abbiamo abbondante materiale che mostra l'indifendibilità della loro condotta, a partire dal caso del senatore Scarpinato. L'ex pm ammette (ormai non può più nasconderlo) di aver «apparecchiato» l'audizione dell'ex collega Natoli. Entrambi non spiegano gli insulti verso i familiari di Paolo Borsellino, le espressioni irriguardose verso il magistrato martire, le offese contro la Presidente della Commissione Chiara Colosimo. Poi l'autogol definitivo di Scarpinato. Evoca l'audizione di Luigi Patronaggio, dicendo che era stata richiesta dal centrodestra (circostanza che non conosciamo): ma sappiamo, carte alla mano, che quell'audizione era stata sollecitata dai pentastellati.

Non solo: Scarpinato cita la riunione in Procura a Palermo del 14 luglio ‘92, nella quale Borsellino chiese conto dello stato dell'inchiesta «mafia e appalti». Secondo Scarpinato (e le ricostruzioni di Lo Forte nel 2021 e Patronaggio nel 2023), Borsellino avrebbe appreso lì dell'archiviazione di almeno una parte dell'inchiesta. Peccato che il procuratore De Luca abbia smentito il punto anche in Antimafia, e l'abbia esplicitamente contestato nel suo documento (quello sì, di archiviazione) dell'inchiesta di Caltanissetta, come vi spiega in dettaglio (pagine e citazioni alla mano) il nostro Gaetano Mineo. Anche logicamente peraltro, perché allora il 19 luglio ‘92 il procuratore capo di Palermo Pietro Giammanco avrebbe telefonato a Borsellino per affidargli il dossier (stranamente, all'alba della domenica in cui il magistrato fu ucciso...), se appena cinque giorni prima fosse stata chiara a tutti l'avvenuta richiesta di archiviazione di magna pars dell'inchiesta? Per queste ragioni, Scarpinato farebbe bene a dimettersi dall'Antimafia, non prima di aver chiesto scusa, anche a nome di Natoli, per il contenuto spiacevolissimo delle loro conversazioni. Gioco, partita, incontro.

Scarpinato, in addition to resigning, asks for forgiveness.

The politicians have bungled things badly. They tried to intimidate the media, and they messed up twice. The first time, because no one here is scared. And the second time, because we have ample material showing the indefensibility of their conduct, starting with the case of Senator Scarpinato. The former prosecutor admits (now he can no longer hide it) that he “arranged” for the hearing of former colleague Natoli. Both of them don’t explain the insults towards the families of Paolo Borsellino, the disrespectful expressions towards the martyred magistrate, the offenses against Commissioner Chiara Colosimo. Then Scarpinato’s own goal. He evokes the hearing of Luigi Patronaggio, saying it had been requested by the right-wing (a circumstance we don’t know), but we know, document by document, that it had been requested by the Five Star Movement.

Not only that: Scarpinato cites the meeting in the Prosecutor’s Office in Palermo on July 14, 1992, in which Borsellino demanded an accounting of the state of the investigation “mafia and contracts.” According to Scarpinato (and the reconstructions by Lo Forte in 2021 and Patronaggio in 2023), Borsellino would have learned there about the archiving of at least part of the investigation. It’s a shame that Prosecutor De Luca denied the point even in Antimafia, and explicitly contested it in his document (that one, the archiving document) of the Caltanissetta investigation, as our Gaetano Mineo explains in detail (page and quotes at hand). Ironically, logically too, because on July 19, 1992, the head of the Palermo Prosecutor’s Office, Pietro Giammanco, would have called Borsellino to entrust him with the dossier (strangely, at dawn on the Sunday when the magistrate was murdered...), if just five days before it was clear to everyone that the request for archiving of a large part of the investigation had been made? For these reasons, Scarpinato would do well to resign from Antimafia, not before apologizing, also on behalf of Natoli, for the extremely unpleasant content of their conversations. Game, match, meeting.

#Scarpinato #first #second #Natoli #PaoloBorsellino #ChiaraColosimo #LuigiPatronaggio #theFiveStarMovement #Palermo #Borsellino #LoForte #DeLuca #Antimafia #Caltanissetta #GaetanoMineo #PietroGiammanco

https://www.iltempo.it/opinioni-e-commenti/2026/04/19/news/daniele-capezzone-roberto-scarpinato-dimissioni-scuse-natoli-borsellino-antimafia-47337653/

Capezzone su Scarpinato: oltre a dimettersi chieda scusa

I grillini sono cascati male. Hanno provato a intimidire Il Tempo, e hanno sbagliato due volte. Una prima volta, perché qui non si spaventa nes...

Primo piano ANSA - ANSA.it: Il Pm di Caltanissetta: 'L'indagine di mafia-appalti è stata una concausa della strage di Borsellino'

De Luca in Antimafia: 'Collegamenti anche con l'attentato a Falcone'

The public prosecutor in Caltanissetta: 'The mafia-bidding fraud investigation was a contributing cause of the Borsellino massacre.'

De Luca in Antimafia: 'Connections also with the Falcone assassination'

#Caltanissetta #Borsellino #DeLuca #Falcone

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/04/14/il-pm-di-caltanissetta-indagine-di-mafia-appalti-e-stata-una-concausa-della-strage-di-borsellino_9a77d1f0-952d-44f9-a82c-6c3cce29207f.html

Il Pm di Caltanissetta: 'L'indagine di mafia-appalti è stata una concausa della strage di Borsellino' - Notizie - Ansa.it

De Luca: 'Collegamenti anche con l'attentato a Falcone' (ANSA)

Agenzia ANSA

RaiNews: Stragi del '92, i Pm di Caltanissetta chiedono archiviazione filone indagine mafia-appalti

L'indagine è a carico di ignoti, sulle stragi di Capaci e Via D'Amelio dove hanno perso la vita i giudici anti-mafia Falcone e Borsellino

'92 Floods, the investigators from Caltanisetta request closure of the mafia-bribes investigation strand.

The investigation concerns unknown individuals, regarding the massacres of Capaci and Via D'Amelio, where judges anti-mafia Falcone and Borsellino lost their lives.

#Caltanisetta #Capaci #ViaDAmelio #Falcone #Borsellino

https://www.rainews.it/articoli/2026/04/stragi-del-92-i-pm-di-caltanissetta-chiedono-archiviazione-filone-indagine-mafia-appalti-8493f777-99fc-4663-bc5b-710466309f89.html

Stragi del '92, i Pm di Caltanissetta chiedono archiviazione filone indagine mafia-appalti

L'indagine è a carico di ignoti, sulle stragi di Capaci e Via D'Amelio dove hanno perso la vita i giudici anti-mafia Falcone e Borsellino

RaiNews

Domani: Mafia e Fratelli d’Italia, se Meloni fa l’opposto di ciò che insegnava Borsellino

Il giudice della strage di via d’Amelio diceva che i partiti avrebbero dovuto mostrarsi cristallini, senza ombre. Solo così sarebbe stato possibile indebolire le organizzazioni mafiose, che vivono di complicità esterne: se non avessero addentellati nelle istituzioni, avremmo a che fare con delinquenza comune. Le contraddizioni col caso Delmastro e non solo

Mafia and Brothers of Italy, if Meloni does the opposite of what Borsellino taught

The judge of the via d'Amelio massacre said that the parties should show themselves crystal clear, without shadows. Only then would it have been possible to weaken the mafia organizations, which live on external complicity: if they hadn't been embedded in the institutions, we would be dealing with common criminality. The contradictions with the Delmastro case and not only.

#Mafia #BrothersofItaly #Meloni #Borsellino #Delmastro

https://www.editorialedomani.it/idee/commenti/mafia-fdi-meloni-lezione-borsellino-opposto-cuc241uu

Mafia e Fratelli d’Italia, se Meloni fa l’opposto di ciò che insegnava Borsellino

Il giudice della strage di via d’Amelio diceva che i partiti avrebbero dovuto mostrarsi cristallini, senza ombre. Solo così sarebbe stato ... Scopri di più!

Domani

Domani: L’ascesa criminale delle “famiglie” calabresi

L’ascesa criminale della ‘ndrangheta, di cui si sono in parte già analizzate le ragioni all’inizio di questa Relazione, avviene dopo le stragi di Falcone e Borsellino, quando, sfruttando le difficoltà di cosa nostra, divenuta il bersaglio principale delle attività di contrasto dello Stato, le cosche calabresi investono i profitti dei sequestri di persona nella droga, inviando i loro uomini in Sudamerica

The rise of organized crime among the Calabrian “families”

The criminal rise of the ‘ndrangheta, of which some reasons were already analyzed at the beginning of this Report, occurs after the Falcone and Borsellino massacres, when, taking advantage of the difficulties of Cosa Nostra, which had become the main target of the State’s counter-activities, the Calabrian clans invested the profits from kidnappings in drugs, sending their men to South America.

#Calabrian #Falcone #Borsellino #CosaNostra #State #SouthAmerica

https://www.editorialedomani.it/lascesa-criminale-delle-famiglie-calabresi-qcd4ok3o

L’ascesa criminale delle “famiglie” calabresi

L’ascesa criminale della ‘ndrangheta, di cui si sono in parte già analizzate le ragioni all’inizio di questa Relazione, avviene dopo le stragi di ... Scopri di più!

Domani

Spettacolo teatrale "Borsellino"

13 marzo 2026 21:30:00 CET - GMT+1 - 16a Via Pietro Fanfani, 50141, Firenze, Italia

https://mobilizon.it/events/d18c9560-9950-485f-844d-151e7eab6beb

L'Unità: Morto Nitto Santapaola, boss della mafia catanese: mandante degli omicidi di Falcone e Borsellino, aveva 87 anni

Nitto Santapaola, tra i più importanti e sanguinari di Cosa Nostra, ed in particolare della mafia catanese, è morto lunedì a Milano.
Condannato all’ergastolo in diversi processi, era detenuto da oltre trenta anni a seguito dell’arresto avvenuto il 18 maggio del 1993 nell’ambito dell’operazione “Orsa Maggiore”, che portò le forze dell’ordine a trarre in arresto il boss dopo 11 anni di latitanza.
Santapaola è stato detenuto sin dal giorno del suo arresto in regime di 41-bis, il cosiddetto “carcere duro”, ad Opera, poco fuori Milano: dallo scorso 25 febbraio era ricoverato all’ospedale San Paolo per problemi di salute legati al diabete, con le condizioni che si erano rapidamente aggravate. Il boss catanese è morto lunedì all’età di 87 anni, la Procura di Milano ha disposto l’autopsia sulla salma.
Nitto Santapaola, il cui vero nome era Benedetto, è legato in particolare alla strage di Capaci del maggio 1992, in cui Cosa Nostra uccise il Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della loro scorta, e a quella di via D’Amelio del luglio dello scorso, in cui a morire fu il giudice Paolo Borsellino assieme alla sua scorta. Per entrambi gli eccidi Santapaola fu condannato in via definitiva come mandante.
Nell’operazione che portò al suo arresto vennero disposti 156 mandati contro personaggi ritenuti affiliati al suo clan per vari reati, dall’associazione a delinquere di stampo mafioso all’omicidio: tra questi quello del noto giornalista Pippo Fava, ucciso il 5 gennaio del 1984 per impedirgli di rendere note le sue inchieste sui rapporti tra mafia e imprenditori catanesi. Per la morte di Fava il boss Santapaola è stato condannato in via definitiva all’ergastolo.
Santapaola fu giudicato mandante ed esecutore anche del delitto di Carlo Alberto Dalla Chiesa, il generale dei Carabinieri a lungo impegnato nel contrasto alla mafia, e dalla moglie Emanuela Setti Carraro, uccisi in via Carini a Palermo nel 1982. In primo grado Santapaola fu condannato all’ergastolo, sentenza ribaltata poi in Appello, con l’assoluzione poi confermata anche in Corte di Cassazione.

Nitto Santapaola, the Catania mafia boss, has died: he was the mastermind behind the murders of Falcone and Borsellino, he was 87 years old.

Nitto Santapaola, one of the most important and ruthless figures in Cosa Nostra, and particularly of the Catania mafia, died Monday in Milan.
Convicted of life imprisonment in several trials, he had been in prison for over thirty years following his arrest on May 18, 1993, as part of the “Orsa Maggiore” operation, which led law enforcement to arrest the boss after 11 years of hiding.
Santapaola had been in prison since the day of his arrest in a “maximum security” prison (41-bis), located in Opera, just outside Milan; he had been hospitalized at the San Paolo Hospital since February 25th for health problems related to diabetes, with his condition rapidly deteriorating. The Catania boss died Monday at the age of 87; the Milan Prosecutor’s Office ordered an autopsy of the body.
Nitto Santapaola, whose real name was Benedetto, was particularly linked to the 1992 massacre of Capaci, in which Cosa Nostra killed Giovanni Falcone, his wife Francesca Morvillo, and three members of his escort, and to the 1993 massacre of via D’Amelio, in which judge Paolo Borsellino and his escort died. For both massacres, Santapaola was definitively convicted as the mastermind.
In the operation that led to his arrest, 156 warrants were issued against individuals considered affiliated with his clan for various crimes, from organized mafia association to murder; among these was the murder of the well-known journalist Pippo Fava, killed on January 5, 1984, to prevent him from revealing his investigations into the relations between the mafia and Catania entrepreneurs. For Fava’s death, the boss Santapaola was definitively sentenced to life imprisonment.
Santapaola was also judged as the mastermind and executor of the crime of Carlo Alberto Dalla Chiesa, the General of the Carabinieri who was long involved in the fight against the mafia, and his wife Emanuela Setti Carraro, killed in via Carini, Palermo, in 1982. In first instance, Santapaola was sentenced to life imprisonment, a sentence that was later overturned on appeal, with the acquittal subsequently confirmed by the Court of Cassation.

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https://www.unita.it/2026/03/03/morto-nitto-santapaola-boss-mafia-catanese-mandante-omicidi-falcone-borsellino/

Morto Nitto Santapaola, boss della mafia catanese: mandante degli omicidi di Falcone e Borsellino, aveva 87 anni

Nitto Santapaola, tra i più importanti e sanguinari di Cosa Nostra, ed in particolare della mafia catanese, è morto lunedì a Milano. Condannato all’ergastolo in diversi processi, era detenuto da oltre trenta anni a seguito dell’arresto avvenuto il 18 maggio del 1993 nell’ambito dell’operazione “Orsa Maggiore”, che portò le forze dell’ordine a trarre in arresto […]

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