Il Tempo: Gratteri, altra figuraccia: "Faremo i conti? Mai detto". Ma spunta l'audio

Un giorno al voto sulla riforma della giustizia e Nicola Gratteri non smette di far parlare di sé, in negativo. Il procuratore di Napoli infatti, protagonista assoluto del fronte del No e di alcuni clamorosi scivoloni comunicativi, avrebbe nelle ultime ore fatto dietrofront su una delle sue ultime infelici uscite. Il magistrato infatti aveva attirato critiche negli ultimi giorni di campagna elettorale prendendosela con Il Foglio: “Se volete continuare a diffamare e speculare, non è un problema – aveva detto – Poi dopo il referendum tireremo una rete e faremo i conti”.

Oggi però il clamoroso dietrofront. “Ennesima polemica”: nulla di più. Gratteri ha derubricato il tutto a una  boutade politica con il quotidiano, reo di aver sottolineato le sue fake news sui motivi del No, sostenendo persino di non aver mai detto queste parole. Ma il giornale di Claudio Cerasa non ci sta e ha ribattuto colpo su colpo al procuratore. La conversazione infatti tra Gratteri e il direttore del quotidiano è stata registrata e ad un post di X è stata affidata la replica del giornale conservatore che ha messo in un angolo il magistrato.

"Gratteri sostiene di non aver detto 'faremo i conti col Foglio'. Ascoltate l'audio. Un procuratore che non risponde di nulla, nemmeno di ciò che dice": una replica dura, efficace e assolutamente incontrovertibile. Fallito quindi il tentativo di Gratteri di sotterrare l'ennesimo scivolone dopo – solo per citare i più famosi – l'intervista fasulla a Giovanni Falcone e Sal da Vinci sostenitore del No.

Gratteri sostiene di non aver detto "faremo i con col Foglio". Ascoltate l'audio. Un procuratore che non risponde di nulla, nemmeno di ciò che dice. L'articolo di @SalvatoreMerlo ⬇️https://t.co/u4WqdFlFH5 pic.twitter.com/LqNfVmA8SB — Il Foglio (@ilfoglio_it)
March 21, 2026

Gratteri, another embarrassment: "Will we balance the books? Never said that." But audio emerges.

One day of voting on the justice reform and Nicola Gratteri doesn’t stop making himself talked about, negatively. The Naples prosecutor, the absolute protagonist of the No front and of some sensational communication blunders, would have backed down in the last hours on one of his latest unfortunate statements. The magistrate had attracted criticism in the final days of the election campaign by attacking Il Foglio: “If you want to continue defaming and speculating, it’s not a problem – he said – Then after the referendum we’ll trap you and deal with it.”

Today, however, the sensational backtrack. “Another controversy”: nothing more. Gratteri has downplayed the entire thing as a political joke with the newspaper, guilty of having highlighted his fake news about the reasons for the No, even claiming he had never said these words. But the newspaper of Claudio Cerasa isn't letting it go and has countered blow by blow with the prosecutor. The conversation between Gratteri and the newspaper’s editor was recorded, and a post on X was entrusted with the conservative newspaper’s reply, which has cornered the magistrate.

“Gratteri claims he never said ‘we’ll deal with Il Foglio.’ Listen to the audio. A prosecutor who doesn’t respond to anything, not even what he says”: a hard, effective, and absolutely undeniable reply. Therefore, failed Gratteri’s attempt to bury the latest blunder – to quote some of the most famous ones – the false interview with Giovanni Falcone and Sal da Vinci supporting the No.

Gratteri claims he never said “we’ll deal with Il Foglio.” Listen to the audio. A prosecutor who doesn’t respond to anything, even what he says. The article by @SalvatoreMerlo ⬇️https://t.co/u4WqdFlFH5 pic.twitter.com/LqNfVmA8SB — Il Foglio (@ilfoglio_it)
March 21, 2026

#Gratteri #NicolaGratteri #Naples #IlFoglio #ClaudioCerasa #GiovanniFalcone #SaldaVinci #@SalvatoreMerlo

https://www.iltempo.it/attualita/2026/03/21/news/nicola-gratteri-referendum-minaccia-giornalista-il-foglio-faremo-i-conti-audio-46914951/

“Faremo i conti”. Le parole che Gratteri ora nega di avere detto

Ora il procuratore sostiene di non aver detto “faremo i conti col Foglio”. Ascoltate l’audio. Un procuratore che non risponde di nulla, nemmeno di ciò che dice

Il Foglio

Il Tempo: C'è chi può e chi non può, Gratteri può proprio tutto? Immagina se…

Scena uno. Il procuratore Nicola Gratteri si presenta in tv e legge dal suo telefonino un'intervista inesistente a Giovanni Falcone, attribuendo a quel grande magistrato cose da lui mai dette né pensate. Scena due. Il procuratore Gratteri si ripresenta in un'altra tv e, in scioltezza, qualifica come mafiosi e massoni deviati i sostenitori del Sì al referendum. La cosa è stata poco notata: ma (guarda che «cultura della giurisdizione»…), una volta presa la rincorsa, il magistrato mette nel mazzo dei cattivi per il Sì anche «gli imputati e gli indagati», cioè cittadini da considerare innocenti secondo quella Costituzione che proprio lui e i suoi colleghi brandiscono.

Scena tre. Sempre in tv il procuratore Gratteri, riferendosi ai commenti social critici nei suoi confronti, ha pronunciato parole sconcertanti: «Basta che lei vada sui social e vede le persone che scrivono sotto. (…) Ci sono persone per bene, ci sono pregiudicati, ci sono parenti di pregiudicati, c'è di tutto. (…) Ma questo è niente: poi vediamo più avanti se serve altro». Ah sì? Che vuol dire «altro»? Che facciamo (interpreto io sperando di aver capito male), organizziamo una bella indagine a carico di chi sui social osi pronunciarsi per il Sì? E infine, scena quattro. Interpellato dal quotidiano Il Foglio, dice soavemente: «Tanto, dopo il referendum con voi faremo i conti».

Purtroppo non si tratta di diaboliche manipolazioni dell'intelligenza artificiale, ma delle parole di un procuratore che può chiedere – come si sa – di privare noi cittadini della libertà. Provate a immaginare cosa sarebbe successo se la metà di queste cose le avesse dette un ministro del governo Meloni. Avremmo già manifestazioni di piazza, maratone televisive (a reti unificate), mobilitazioni antifasciste, e un paio di campioni a scelta (un grillino a caso, o un Sigfrido Ranucci, o un altro teletribuno a piacere) appesi ai lampadari come Tarzan per organizzare il contrattacco. Ma, trattandosi di Gratteri, tutti zitti. Hanno finito i giga sul telefonino e non possono twittare? O forse hanno il corso di pilates che li tiene impegnati? Chissà.

Some can and some cannot, can Gratteri really do everything? Imagine if…

Scene One. Prosecutor Nicola Gratteri appears on TV and reads from his cellphone an nonexistent interview with Giovanni Falcone, attributing to that great magistrate things he never said or thought.

Scene Two. Prosecutor Gratteri appears on another TV and, with frankness, qualifies as mafia and Freemasons those supporting the Yes in the referendum. The thing was barely noticed: but (look what a “culture of jurisdiction”…), once he takes the plunge, the prosecutor puts “the accused and the investigated” in the deck – citizens to be considered innocent according to that Constitution that he and his colleagues brandish.

Scene Three. Always on TV, Prosecutor Gratteri, referring to the critical social media comments against him, uttered astounding words: “Just go on social media and see the people writing below. (…) There are good people, there are prejudiced people, there are relatives of prejudiced people, there is everything. (…) But this is nothing: then we see later if we need anything else.” Oh yeah? What does “anything else” mean? Do we organize a nice investigation against those who dare to speak for Yes on social media? And finally, Scene Four. Questioned by the newspaper Il Foglio, he says sweetly: “Just, after the referendum with you, we’ll count the costs.”

Unfortunately, it’s not about diabolical manipulations of artificial intelligence, but the words of a prosecutor who can – as is known – ask to deprive us citizens of our freedom. Try to imagine what would have happened if the half of these things were said by a minister of the Meloni government. We would already have square demonstrations, television marathons (on unified networks), anti-fascist mobilizations, and a couple of champions of choice (a grillino at random, or a Sigfrido Ranucci, or another teletribune at pleasure) hanging from chandeliers like Tarzan to organize the counterattack. But, since it’s Gratteri, everyone is silent. Have they run out of gigabytes on their cellphone and can’t tweet? Or perhaps they’re taking a Pilates course that keeps them busy? Who knows.

#Gratteri #NicolaGratteri #GiovanniFalcone #Freemasons #Constitution #IlFoglio #Meloni #SigfridoRanucci #Tarzan

https://www.iltempo.it/opinioni-e-commenti/2026/03/12/news/daniele-capezzone-nicola-gratteri-dichiarazioni-referendum-social-critiche-editoriale-46767734/

Capezzone: c'è chi può e chi non può, Gratteri può proprio tutto? Immagina se…

Scena uno. Il procuratore Nicola Gratteri si presenta in tv e legge dal suo telefonino un'intervista inesistente a Giovanni Falcone, attribuendo a...

Sicilianews24.it: Giallo all’Ars, mozziconi sulla scrivania di La Vardera: intervengono scientifica e Digos

Un sopralluogo della polizia ha interessato nel pomeriggio di ieri l’ufficio del deputato regionale Ismaele La Vardera all’Assemblea Regionale Siciliana. Intorno alle 15 una squadra della Scientifica è arrivata a Palazzo per effettuare accertamenti nella stanza dell’esponente del gruppo misto, leader del movimento ControCorrente.
A far scattare l’allarme sono stati due mozziconi di sigaretta elettronica trovati sulla scrivania del deputato, poggiati sopra una spilla raffigurante Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simbolo che La Vardera indossa spesso durante manifestazioni pubbliche. A notare il dettaglio è stato un collaboratore del parlamentare. “Un particolare che ci ha insospettito – ha spiegato lo stesso deputato – soprattutto perché nessuno di noi fuma”.
Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Digos, con l’obiettivo di ricostruire chi sia entrato nell’ufficio. L’area che ospita il gruppo misto, al piano terra del Palazzo, è frequentata quotidianamente da numerose persone. Tuttavia, secondo quanto emerso, la porta della stanza sarebbe stata chiusa a chiave e non presenterebbe segni di effrazione.
Gli investigatori sono rimasti fino a tarda sera per eseguire rilievi alla ricerca di impronte e tracce genetiche. Acquisite anche alcune immagini delle telecamere di videosorveglianza interne all’edificio.
Il deputato nel mirino e l’assegnazione della scorta

L'articolo Giallo all’Ars, mozziconi sulla scrivania di La Vardera: intervengono scientifica e Digos sembra essere il primo su Sicilianews24.it.

Yellow at the Ars (City Hall), cigarette butts on La Vardera’s desk: scientific and Digos intervene.

A police inspection took place yesterday afternoon at the office of regional deputy Ismaele La Vardera at the Sicilian Regional Assembly. Around 3:00 PM, a team from the Scientific Police arrived at the Palazzo to conduct investigations in the deputy’s office, the headquarters of the ControCorrente movement.

Two e-cigarette cigarette butts found on the deputy’s desk, placed on top of a pin depicting Giovanni Falcone and Paolo Borsellino – symbols that La Vardera often wears during public demonstrations – triggered the alarm. A parliamentary assistant noticed the detail. “A particular detail that made us suspicious – the deputy explained – especially since none of us smoke.”

Agents from the Digos (General Operational Bureau) also intervened at the scene, with the aim of reconstructing who entered the office. The area housing the mixed group on the ground floor of the Palazzo is frequented daily by numerous people. However, according to what emerged, the door to the room was locked and showed no signs of forced entry.

The investigators remained until late evening to conduct searches for fingerprints and DNA traces. Images were also taken from the building's internal surveillance cameras.

The deputy is under scrutiny and protection assignment.

The article “Yellow” at the Sicilian Regional Assembly, cigarette butts on La Vardera’s desk: Scientific Police and Digos intervened

#LaVardera’s #Digos #IsmaeleLaVardera #Palazzo #ControCorrente #GiovanniFalcone #PaoloBorsellino #LaVardera

https://www.sicilianews24.it/giallo-allars-mozziconi-sulla-scrivania-di-la-vardera-intervengono-scientifica-e-digos-822093.html

Giallo all’Ars, mozziconi sulla scrivania di La Vardera: intervengono scientifica e Digos

Un sopralluogo della polizia ha interessato nel pomeriggio di ieri l’ufficio del deputato regionale Ismaele La Vardera all’Assemblea Regionale Siciliana.

Sicilianews24.it

L'Huffington Post - News, inchieste e approfondimenti HuffPost: Eravamo io, Michele Placido, Al Pacino e il referendum

L'attore, forte della sua interpretazione di Giovanni Falcone al cinema, spiega che il magistrato era per la separazione delle carriere. Chissà cosa direbbe Al Pacino su come voterebbe il Padrino, o Gifuni di cosa ne penserebbero De Gasperi e Aldo Moro

It was me, Michele Placido, Al Pacino, and the referendum.

The actor, bolstered by his portrayal of Giovanni Falcone in the cinema, explains that the magistrate was for the separation of careers. Who knows what Al Pacino would say about how The Godfather would vote, or Gifuni what they would think of De Gasperi and Aldo Moro.

#MichelePlacido #AlPacino #GiovanniFalcone #DeGasperi #AldoMoro

https://www.huffingtonpost.it/politica/2026/03/03/news/michele_placido_giovanni_falcone_al_pacino_e_il_referendum-21340935/

Eravamo io, Michele Placido, Al Pacino e il referendum

L'attore, forte della sua interpretazione di Giovanni Falcone al cinema, spiega che il magistrato era per la separazione delle carriere. Chissà cosa…

HuffPost Italia

L'Unità: Morto Nitto Santapaola, boss della mafia catanese: mandante degli omicidi di Falcone e Borsellino, aveva 87 anni

Nitto Santapaola, tra i più importanti e sanguinari di Cosa Nostra, ed in particolare della mafia catanese, è morto lunedì a Milano.
Condannato all’ergastolo in diversi processi, era detenuto da oltre trenta anni a seguito dell’arresto avvenuto il 18 maggio del 1993 nell’ambito dell’operazione “Orsa Maggiore”, che portò le forze dell’ordine a trarre in arresto il boss dopo 11 anni di latitanza.
Santapaola è stato detenuto sin dal giorno del suo arresto in regime di 41-bis, il cosiddetto “carcere duro”, ad Opera, poco fuori Milano: dallo scorso 25 febbraio era ricoverato all’ospedale San Paolo per problemi di salute legati al diabete, con le condizioni che si erano rapidamente aggravate. Il boss catanese è morto lunedì all’età di 87 anni, la Procura di Milano ha disposto l’autopsia sulla salma.
Nitto Santapaola, il cui vero nome era Benedetto, è legato in particolare alla strage di Capaci del maggio 1992, in cui Cosa Nostra uccise il Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della loro scorta, e a quella di via D’Amelio del luglio dello scorso, in cui a morire fu il giudice Paolo Borsellino assieme alla sua scorta. Per entrambi gli eccidi Santapaola fu condannato in via definitiva come mandante.
Nell’operazione che portò al suo arresto vennero disposti 156 mandati contro personaggi ritenuti affiliati al suo clan per vari reati, dall’associazione a delinquere di stampo mafioso all’omicidio: tra questi quello del noto giornalista Pippo Fava, ucciso il 5 gennaio del 1984 per impedirgli di rendere note le sue inchieste sui rapporti tra mafia e imprenditori catanesi. Per la morte di Fava il boss Santapaola è stato condannato in via definitiva all’ergastolo.
Santapaola fu giudicato mandante ed esecutore anche del delitto di Carlo Alberto Dalla Chiesa, il generale dei Carabinieri a lungo impegnato nel contrasto alla mafia, e dalla moglie Emanuela Setti Carraro, uccisi in via Carini a Palermo nel 1982. In primo grado Santapaola fu condannato all’ergastolo, sentenza ribaltata poi in Appello, con l’assoluzione poi confermata anche in Corte di Cassazione.

Nitto Santapaola, the Catania mafia boss, has died: he was the mastermind behind the murders of Falcone and Borsellino, he was 87 years old.

Nitto Santapaola, one of the most important and ruthless figures in Cosa Nostra, and particularly of the Catania mafia, died Monday in Milan.
Convicted of life imprisonment in several trials, he had been in prison for over thirty years following his arrest on May 18, 1993, as part of the “Orsa Maggiore” operation, which led law enforcement to arrest the boss after 11 years of hiding.
Santapaola had been in prison since the day of his arrest in a “maximum security” prison (41-bis), located in Opera, just outside Milan; he had been hospitalized at the San Paolo Hospital since February 25th for health problems related to diabetes, with his condition rapidly deteriorating. The Catania boss died Monday at the age of 87; the Milan Prosecutor’s Office ordered an autopsy of the body.
Nitto Santapaola, whose real name was Benedetto, was particularly linked to the 1992 massacre of Capaci, in which Cosa Nostra killed Giovanni Falcone, his wife Francesca Morvillo, and three members of his escort, and to the 1993 massacre of via D’Amelio, in which judge Paolo Borsellino and his escort died. For both massacres, Santapaola was definitively convicted as the mastermind.
In the operation that led to his arrest, 156 warrants were issued against individuals considered affiliated with his clan for various crimes, from organized mafia association to murder; among these was the murder of the well-known journalist Pippo Fava, killed on January 5, 1984, to prevent him from revealing his investigations into the relations between the mafia and Catania entrepreneurs. For Fava’s death, the boss Santapaola was definitively sentenced to life imprisonment.
Santapaola was also judged as the mastermind and executor of the crime of Carlo Alberto Dalla Chiesa, the General of the Carabinieri who was long involved in the fight against the mafia, and his wife Emanuela Setti Carraro, killed in via Carini, Palermo, in 1982. In first instance, Santapaola was sentenced to life imprisonment, a sentence that was later overturned on appeal, with the acquittal subsequently confirmed by the Court of Cassation.

#NittoSantapaola #Catania #Falcone #Borsellino #CosaNostra #Milan #the“OrsaMaggiore #Santapaola #theSanPaoloHospital #Benedetto #Capaci #GiovanniFalcone #FrancescaMorvillo #PaoloBorsellino #PippoFava #Carabinieri #Carini #Palermo #first #theCourtofCassation

https://www.unita.it/2026/03/03/morto-nitto-santapaola-boss-mafia-catanese-mandante-omicidi-falcone-borsellino/

Morto Nitto Santapaola, boss della mafia catanese: mandante degli omicidi di Falcone e Borsellino, aveva 87 anni

Nitto Santapaola, tra i più importanti e sanguinari di Cosa Nostra, ed in particolare della mafia catanese, è morto lunedì a Milano. Condannato all’ergastolo in diversi processi, era detenuto da oltre trenta anni a seguito dell’arresto avvenuto il 18 maggio del 1993 nell’ambito dell’operazione “Orsa Maggiore”, che portò le forze dell’ordine a trarre in arresto […]

L'Unità

Il Tempo: Morto il boss Nitto Santapaola. Fu uno dei leader di Cosa Nostra

È morto presso l'Ospedale "San Paolo" di Milano, il boss catanese Benedetto "Nitto" Santapaola, 87 anni. Il ricovero in nosocomio era avvenuto il 25 febbraio: era detenuto in regime del 41bis, il carcere duro, presso il penitenziario Opera. La procura di Milano ha disposto l'autopsia. Noto esponente della criminalità organizzata catanese e siciliana è stato considerato uno dei principali capi di Cosa Nostra a partire dagli anni Settanta. Nato a Catania nel 1938, è stato a lungo il leader del clan Santapaola-Ercolano, influente nel territorio etneo. È stato coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari per reati di associazione mafiosa, omicidio e traffico di droga. Arrestato nel 1993 dopo anni di latitanza, è stato condannato a diversi ergastoli. La sua figura è spesso citata nelle indagini e nei processi legati alla stagione delle stragi mafiose che hanno segnato l'Italia tra gli anni Ottanta e Novanta. È ritenuto il mandante di stragi e omicidi, incluso l'attentato di Capaci del maggio 1992 in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta. L'arresto un anno più tardi, in un casolare a Mazzarrone, nel catanese, dopo una lunga latitanza di undici anni.

The boss Nitto Santapaola has died. He was one of the leaders of Cosa Nostra.

The boss from Catania, Benedetto “Nitto” Santapaola, died at the “San Paolo” Hospital in Milan at the age of 87. He had been hospitalized on February 25th: he was held in 41-bis, the toughest prison regime, at the Opera Penitentiary. The Milan Prosecutor’s Office ordered an autopsy. A prominent figure in Catania and Sicilian organized crime, he was considered one of the main bosses of Cosa Nostra starting in the 1970s. Born in Catania in 1938, he was for a long time the leader of the Santapaola-Ercolano clan, influential in the Etnean territory. He was involved in numerous judicial proceedings for mafia association, murder, and drug trafficking. Arrested in 1993 after years of hiding, he was sentenced to life imprisonment multiple times. His figure is often cited in investigations and trials related to the period of mafia massacres that marked Italy in the 1980s and 1990s. He is considered the mastermind behind massacres and murders, including the May 1992 attack in Capaci in which Giovanni Falcone, his wife, and the escort agents died. His arrest a year later, in a farmhouse in Mazzarrone, near Catania, after a long hiding period of eleven years.

#NittoSantapaola #CosaNostra #Catania #Milan #Sicilian #Etnean #Italy #Capaci #GiovanniFalcone

https://www.iltempo.it/attualita/2026/03/02/news/nitto-santapaola-morto-motivi-eta-quando-dove-cosa-nostra-mafia-ultime-notizie-46621302/

Mafia, morto il boss Nitto Santapaola. Fu uno dei leader di Cosa Nostra

È morto presso l'Ospedale "San Paolo" di Milano, il boss catanese Benedetto "Nitto" Santapaola, 87 anni. Il ricovero in...

Agi: Morto in carcere il boss Nitto Santapaola

AGI - È morto nel carcere milanese di Opera, il boss catanese Benedetto Nitto Santapaola, 87 anni, dove era detenuto in regime del 41bis, il carcere duro. La procura di Milano ha disposto l'autopsia.
Noto esponente della criminalità organizzata catanese e siciliana è stato considerato uno dei principali capi di Cosa Nostra a partire dagli anni Settanta. Nato a Catania nel 1938, è stato a lungo il leader del clan Santapaola-Ercolano, influente nel territorio etneo.
I procedimenti giudiziari e le stragi
È stato coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari per reati di associazione mafiosa, omicidio e traffico di droga. Arrestato nel 1993 dopo anni di latitanza, è stato condannato a diversi ergastoli. La sua figura è spesso citata nelle indagini e nei processi legati alla stagione delle stragi mafiose che hanno segnato l'Italia tra gli anni Ottanta e Novanta. È ritenuto il mandante di stragi e omicidi, incluso l'attentato di Capaci del maggio 1992 in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta. L'arresto un anno più tardi, dopo una lunga latitanza.

Boss Nitto Santapaola died in prison.

AGI - The boss from Catania, Benedetto Nitto Santapaola, died in the Opera prison in Milan, at the age of 87, where he was held in 41-bis, the maximum security prison. The Milan prosecutor's office has ordered an autopsy.

A prominent figure in Catania and Sicilian organized crime, he was considered one of the main bosses of Cosa Nostra starting in the 1970s. Born in Catania in 1938, he was for a long time the leader of the Santapaola-Ercolano clan, influential in the Etnean territory.

Legal Proceedings and Massacres

He was involved in numerous legal proceedings for mafia association, murder, and drug trafficking. Arrested in 1993 after years of hiding, he was sentenced to life imprisonment multiple times. His figure is often cited in investigations and trials related to the era of mafia massacres that marked Italy between the 1980s and 1990s. He is considered the mastermind behind massacres and murders, including the May 1992 attack in Capaci in which Giovanni Falcone, his wife, and the escort agents died. His arrest a year later, after a long hiding period.

#NittoSantapaola #Catania #Milan #Sicilian #CosaNostra #Etnean #Italy #Capaci #GiovanniFalcone

https://www.agi.it/cronaca/news/2026-03-02/nitto-santapaola-morto-boss-35903673/

"Lo dicono tutti gli amici e giornalisti che gli sono stati vicini: [Giovanni] #Falcone adorava vivere, voleva vivere. Ma sapeva che si può essere felici solo se possono esserlo anche gli altri. E che il #diritto è l'unica premessa per la #felicità."

in: Roberto Saviano, Vieni via con me, Feltrinelli, 2011, p.56:
https://www.feltrinellieditore.it/opera/vieni-via-con-me-1/

#libro #citazione #GiovanniFalcone #mastolivre

Le parole di #GiovanniFalcone sulla #SeparazionedelleCarriere (audio)

 (...) i cosiddetti riformisti dem potrebbero finalmente concedersi il lusso di combattere una battaglia politica in campo aperto. Potrebbero recuperare la mozione di Maurizio Martina del 2019 (che prevedeva il sì alla separazione delle carriere, e fu firmata da molti e autorevoli dirigenti del Pd), costruire un loro comitato per il sì, differenziarsi in modo onesto ma evidente ed esplicito dalla…

https://sullebarricate.wordpress.com/2025/11/03/le-parole-di-giovannifalcone-sulla-separazionedellecarriere-audio/

Le parole di #GiovanniFalcone sulla #SeparazionedelleCarriere (audio)

 (…) i cosiddetti riformisti dem potrebbero finalmente concedersi il lusso di combattere una battaglia politica in campo aperto. Potrebbero recuperare la mozione di Maurizio Martina del 2019 …

Sulle Barricate - Col popolo per la Patria (Filippo Corridoni)