I miti comuni da sfatare sui vichinghi
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L'immagine archetipica del Vichingo è quella di un guerriero barbaro, con indosso un elmo con corna, che invade i villaggi europei, scrive misteriose rune e celebra le sue vittorie con banchetti...
https://www.tiziano.caviglia.name/2026/02/09/i-miti-comuni-da-sfatare-sui-vichinghi/13364/
PILLOLE DI STORIA: L'AMERICA PRIMA DEI MASSACRI DI CRISTOFORO COLOMBO & CO. - Daniele Mancini Archeologia

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Daniele Mancini Archeologia

⚔️👱 Come porti i capelli bel Vichingo

Un piccolo pezzo da gioco in avorio di tricheco del X secolo svela l’acconciatura "di tendenza" ai tempi di Harald Bluetooth: riga centrale, baffi folti e pizzetto intrecciato.

Un reperto unico, che ci regala il ritratto "realistico" di un Vichingo... di rango.

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https://storiearcheostorie.com/2025/09/10/pezzo-gioco-vichingo-acconciatura-harald-bluetooth/

Un pezzo da gioco vichingo rivela l’acconciatura di moda all’epoca di Harald Bluetooth

Un raro pezzo da gioco in avorio, datato al X secolo e ritrovato in Norvegia, mostra l’acconciatura di moda ai tempi di Harald Bluetooth.

Storie & Archeostorie

Un pezzo da gioco vichingo rivela l’acconciatura “di moda” ai tempi di Harald Bluetooth

Elena Percivaldi

Come portavano davvero i capelli i Vichinghi? A svelarlo potrebbe essere in pezzo da gioco alto appena 3 centimetri, dimenticato per oltre due secoli nei depositi del Museo Nazionale di Danimarca, forse la testimonianza più realistica e “vicina al vero” riguardo all’aspetto che avevano nel X secolo, all’epoca del “mitico” re Harald Bluetooth.

(Photo: ©Roberto Fortuna, Nationalmuseet).

La figurina, intagliata in avorio di tricheco – ritenuto uno dei materiali più preziosi del tempo – raffigura il busto di un uomo acconciato con una pettinatura particolare, resa nei minimi dettagli: scriminatura centrale – un po’ come i Longobardi -, onde laterali che lasciano scoperto l’orecchio, capelli corti dietro, grandi baffi, un pizzetto intrecciato e basette in vista.

(Photo: ©Roberto Fortuna, Nationalmuseet).

“È straordinario poter contare su una rappresentazione così vivida e a tutto tondo di un vichingo del X secolo. In pratica è un mini-busto: può essere considerato alla stregua di un vero e proprio ritratto”, spiega Peter Pentz, curatore del museo, che ha “riscoperto” l’oggetto in occasione della fase di preparazione di una mostra allestita nel Museo fino al 1° settembre 2027.

(Photo: ©Roberto Fortuna, Nationalmuseet).

Hnefatafl, l’antenato degli scacchi

Il pezzo fu rinvenuto nel lontano 1797 in una sepoltura equestre a Viken, presso il fiordo di Oslo, probabilmente di un guerriero vichingo, e apparteneva a un set da Hnefatafl (“tavola del re”), gioco da tavolo strategico – spesso definito impropriamente “scacchi vichinghi” – molto diffuso tra l’VIII e l’XI secolo in Scandinavia e nelle zone con cui i Vichinghi intrattenevano contatti militari e commerciali. Il suo declino fu direttamente proporzionale al successo degli scacchi moderni, che finirono per soppiantarlo nel basso Medioevo: basti pensare, per restare in ambito scandinavo, al celebre set di scacchi – o forse, anche in questo caso, da Hnefatafl – rinvenuti nel 1831 sull’isola scozzese di Lewis: in tutto ben quattro scacchiere e 93 pedine alte circa 10.2 cm, realizzate in zanne di tricheco e denti di balena, risalenti al XII secolo (oggi la gran parte è esposta al British Museum di Londra, mentre undici figurine fanno parte delle collezioni del Royal Museum of Scotland).

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Ritrovamento antico, nuova interpretazione

Quanto al pezzo da gioco di Oslo, con ogni probabilità rappresentava il re. Registrato nelle collezioni del Museo nazionale danese con il numero 589, risale alla seconda metà del X secolo, il periodo in cui sul trono c’era Haraldr Gormsson, detto Blåtand (Dente Azzurro, in inglese Bluetooth), noto anche come Aroldo I di Danimarca. Ciò nonostante, il curioso reperto è passato inosservato per oltre due secoli. Ma oggi una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Medieval Archaeology non ne ha riconosciuto appieno l’importanza quale fonte iconografica per le acconciature maschili di epoca vichinga.

Il retro della statuetta (Photo: ©Roberto Fortuna, Nationalmuseet).

Capigliature e status sociale

I vichinghi prediligevano motivi animalistici e astratti, molto più raramente la figura umana. Ciò spiega l’importanza della piccola scultura, un vero e proprio ritratto in miniatura. L’accuratezza dei dettagli della capigliatura, addirittura un piccolo ricciolo inanellato sopra l’orecchio, ci fa pensare che simili acconciature fossero un segno di status e identità sociale tra i ceti sociali più elevati, in particolare – come sembra proprio di poter dire in questo caso – per l’élite guerriera e per i capi militari (e i sovrani).

Secondo Pentz, il reperto colma una grande lacuna: “Finora non avevamo testimonianze così dettagliate sulle acconciature maschili vichinghe. Qui invece possiamo osservarne una a tutto tondo, da tutte le angolazioni”. Il che spiega perché sia considerato così… unico.

📘 Fonte scientifica (primaria)

  • 📄 Pentz, P., Understanding the Flygstad (Fløgstad) Figurine: Gaming Pieces, Kings, Gender and Fertility Rites
  • 🏛️ Museo Nazionale di Danimarca
  • 📚 Medieval Archaeology (peer reviewed), 69(1), 169–199.
  • 🔗 https://doi.org/10.1080/00766097.2025.2518811

    Il nostro articolo è una sintesi divulgativa dello studio scientifico citato.

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E comunque se volete trasferirvi in Islanda l'inglese lo sanno tutti (ma proprio tuti). Potreste vivere lì anche venti anni e parlare ancora solo inglese.

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Questo sito funziona bene in chrome, ma mi ha dato dei (grossi) problemi in firefox. Funziona meglio se vi registrate, nel senso che tiene traccia del vostro percorso di apprendimento.

RÚV Orð

I due principali ostacoli grafici in islandese: la lettera Þ non è p, ma si legge "th" come in inglese "I'm thinking", mentre la lettera ð (maiuscolo Ð) non è una strana "o", ma si legge th come in inglese "that" (o come k'óra aðè? "che ore sono?" nel mio dialetto 🙂). Detto questo... se volete imparare l'islandese:

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Colloquial Icelandic : Free Download, Borrow, and Streaming : Internet Archive

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Internet Archive
Gattoneromalvagio mi scrive "Tarta, calva polena, scommetto che non hai il fegato di disegnare un gatto vichingo che si staglia su una flotta di navi."
Gatti vichinghi?
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Nel sogno, la natura è un circolo sfocato ai margini del campo visivo, intento a scorrere veloce mentre al centro svetta, inconfondibile e maestoso, il picco frastagliato di un distante punto di fuga. La mano sinistra lungo il fianco, a stringere una… Fune? Mentre in quella destra impugna il diafano bicchiere di un’imprecisata bevanda, del ... Leggi tutto

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