laboratorio e corsi nuovi online @ centroscritture.it : iscrizioni ancora aperte

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martedì 10 marzo 2026 è iniziato il corso online

Linee alternative
Dentro il testo poetico #2

Ogni lezione – tutti i martedì – si affronterà un testo, letto analizzato e commentato, nel secondo di tre corsi pensati per sviscerare le qualità intrinseche della scrittura poetica della modernità italiana, spesso di non facile accesso, e restituirne tutta la ricchezza e complessità. Accanto alla “corsia principale” che ha percorso il vasto territorio della poesia contemporanea – la tradizione lirica del Novecento – un’irruzione di altre vie, sentieri impervi, cammini spericolati e irregolari ne ha ridisegnato la mappa, complicandola ed espandendola, ridiscutendo la concezione stessa di poesia e rifornendone il bagaglio di stili, tecniche, suggestioni: dalle avanguardie storiche alle più recenti scritture di ricerca e sperimentali. Sette passaggi cruciali “off the beaten track”.

con Giulia Cittarelli, Stefano Colangelo, Marco Giovenale, Massimiliano Manganelli, Luciano Mazziotta, Gilda Policastro, Jennifer Scappettone

https://www.centroscritture.it/service-page/5-6-dentro-il-testo-poetico-2

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da giovedì 12 marzo 2026, ore 18, nuovo corso online:

L’esterno
Poesia come contesto

Una volta messo su pagina e pubblicato, un testo poetico – come qualsiasi altro testo – entra in una dimensione sociale e si innerva in una complessa rete di relazioni che lo definiscono a prescindere dalle sue caratteristiche proprie e dall’autore che l’ha creato. Diventa, dunque, un documento che riflette un atto culturale. La sua valenza si fa pragmatica: genera degli effetti sui lettori, propone una variazione sull’immaginario condiviso da una comunità, rimodula l’orizzonte di aspettative sulle possibilità di pensare, dire e scrivere. Tutto ciò, in buona parte, fuori dal controllo dell’autore. In questo corso cercheremo di delineare i tratti essenziali di quel contesto, o meglio: quei contesti, che da un lato condizionano la natura stessa di un testo poetico e dall’altro ne sono condizionati. Così “la stampa”, “la società di massa” e “l’era digitale”, tra le altre tappe del percorso, non saranno ricostruite e presentate soltanto come fasi storiche, ma anche come “contesti archetipici”, condizioni di fondo che qualificano il senso stesso del nostro intendere la poesia, e che hanno portato, succedendosi, al punto in cui siamo oggi.

con Valerio Massaroni

https://www.centroscritture.it/service-page/5-7-l-esterno-poesia-come-contesto

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da lunedì 16 marzo 2026, ore 18

Laboratorio online di scrittura poetica
Quinta edizione

Quinta edizione del laboratorio del CentroScritture, in una formula unica che prevede un lavoro di editing condiviso con la classe, in cui ogni partecipante è invitato a commentare ed editare i testi di tutti gli altri, insieme ai coordinatori, per arrivare a una versione definitiva pronta per la pubblicazione in volume con le nostre edizioni ECS.

I testi presentati, commentati e rivisti collettivamente nel laboratorio, non richiedono alcun vincolo formale, stilistico o contenutistico, salvo la loro lunghezza ragionevole per essere affrontati nelle sessioni online ed entrare in una antologia.

Il laboratorio funzionerà in questo modo. Ogni partecipante è invitato a presentare tre testi inediti che saranno oggetto del lavoro di laboratorio. Dopo una prima sessione introduttiva, nelle altre sei sessioni a cadenza settimanale i partecipanti a turno leggeranno i loro testi e li sottoporranno al commento della classe; al di là delle sessioni di lettura e commento in classe virtuale, i testi saranno caricati in una pagina del sito in formato editabile e annotabile in ogni momento da ognuno dei partecipanti, in modo da consentirne il lavoro di editing per tutta la durata del laboratorio e oltre, fino al momento in cui si perverrà a una versione definitiva, approvata dall’autore, che verrà pubblicata in volume cartaceo nella collana Philos di ECS Edizioni del CentroScritture e presentata in una lettura pubblica. A ognuno dei partecipanti sarà consegnata gratuitamente una copia del volume.

Condizioni di partecipazione:
tre testi di poesia (in versi o prosa poetica) inediti di qualsiasi forma, stile, contenuto;
nessuna preparazione richiesta;
disponibilità ad esporsi e a confrontarsi con gli altri.

Coordinatori: Marco Giovenale e Valerio Massaroni

https://www.centroscritture.it/service-page/5-8-laboratorio-di-scrittura-poetica

NUMERO CHIUSO: MAX 30 ISCRITTI

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https://www.centroscritture.it
tutti gli incontri e le lezioni si svolgono da remoto

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5.6/ Dentro il testo poetico #2 | CentroScritture

Ogni lezione un testo, letto analizzato e commentato, nel secondo di tre corsi pensati per sviscerare le qualità intrinseche della scrittura poetica della modernità italiana, spesso di non facile accesso, e restituirne tutta la ricchezza e complessità. Accanto alla “corsia principale” che ha percorso il vasto territorio della poesia contemporanea – la tradizione lirica del Novecento – un’irruzione di altre vie, sentieri impervi, cammini spericolati e irregolari ne ha ridisegnato la mappa, complicandola ed espandendola, ridiscutendo la concezione stessa di poesia e rifornendone il bagaglio di stili, tecniche, suggestioni: dalle avanguardie storiche alle più recenti scritture di ricerca e sperimentali, sette passaggi cruciali “off the beaten track”. *LEZIONI* 10 MARZO 2026 Clemente Rebora, "Frammenti lirici" (1913) e l'espressionismo spirituale – con Stefano Colangelo 17 MARZO 2026 Aldo Palazzeschi, "L'incendiario" (1911) e il futurismo ironico – con Massimiliano Manganelli 24 MARZO 2026 Antonio Delfini, "Poesie della fine del mondo" (1961) e l'invettiva sociale – con Luciano Mazziotta 31 MARZO 2026 Elio Pagliarani, "La ragazza Carla" (1954-60) e "A tratta si tirano..." (1995) e il realismo critico – con Gilda Policastro 7 APRILE 2026 Antonio Porta, "Aprire" (1966) e la neoavanguardia – con Giulia Cittarelli 21 APRILE 2026 Amelia Rosselli, "Diario ottuso" (1954-1968) e la confessione anti-lirica – con Jennifer Scappettone 28 APRILE 2026 Alessandro Broggi, "Daily Planet" (2014) e la scrittura di ricerca – con Marco Giovenale Le lezioni si svolgeranno in una classe virtuale su Zoom, di cui verrà fornito via email il link per accedere prima di ogni incontro. Tutte le lezioni saranno videoregistrate integralmente e messe a disposizione degli iscritti nella pagina VIDEO del sito nei giorni immediatamente successivi al loro svolgimento.

CentroScritture
Una scrittura che ammala. Valère Novarina e il tentativo “di saperne, tutti i giorni, un po’ meno che le macchine” | differx

“poetry after barbarism”, by jennifer scappettone: online talk, h. 00:00

Society of Fellows, American Academy in Rome, Tuesday talk from On Fascism series, in conversation with Franco Baldasso, h. 6 pm ET (online) = h. 00:00 Wed 3rd, Rome Time
Register at https://www.eventbrite.com/e/tuesday-talks-poetry-after-barbarism-by-jennifer-scappettone-tickets-1980610633722

Poetry After Barbarism. The Invention of Motherless Tongues and Resistance to Fascism

Columbia University Press, 2025

Jennifer Scappettone discusses her new book (begun at the AAR) with Franco Baldasso

Against a backdrop of xenophobic and ethnonationalist fantasies of linguistic purity, Poetry After Barbarism uncovers a stateless, polyglot poetry of resistance—the poetry of motherless tongues. Departing from the national and global paradigms that dominate literary history, Jennifer Scappettone traces the aesthetic and geopolitical resonance of “xenoglossic” poetics: poetry composed in the space of contestation between national languages, concretizing dreams of mending the ruptures traced to the story of Babel. Studying experiments between languages by immigrant, refugee, and otherwise stateless authors, this book explores how poetry can both represent and jumpstart metamorphosis of the shape and sound of citizenship, modeling paths toward alternative republics in which poetry might assume a central agency.


Jennifer Scappettone, 2011 Fellow, works in zones of confluence and cross-contamination of the literary, visual, and scholarly arts, on the page and off. She is Professor of literature, creative writing, gender studies, and the Committee on Environment, Geography, and Urbanization at the University of Chicago, where she founded and directs the Environmental Arts + Humanities Lab (The City and its Others). She is the author of Killing the Moonlight: Modernism in Venice (Columbia, 2014) and the cross-genre verse books From Dame Quickly and The Republic of Exit 43: Outtakes & Scores from an Archaeology of the Corporate Dump. She is also the editor and translator of Locomotrix: Selected Poetry and Prose of Amelia Rosselli, which won the biennial Raiziss/De Palchi prize in translation from the Academy of American Poets.

Franco Baldasso, 2019 Fellow, is Associate Professor of Italian Studies at Bard College, New York, and Fellow of the American Academy in Rome since 2019. He is also co-Director of the Graduate Summer School “The Cultural Heritage and Memory of Totalitarianism” at Sapienza University in Rome. Among his publications: Against Redemption: Democracy, Memory, and Literature in Post-Fascist Italy. (2022), which was awarded the 2023 Helen and Howard R. Marraro Prize in Italian History, and will be published in Italian in 2026.

https://cup.columbia.edu/book/poetry-after-barbarism/9780231212090/

 

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Tuesday Talks: Poetry After Barbarism by Jennifer Scappettone

Poetry After Barbarism - Jennifer Scappettone discusses her new book,(begun at the AAR) with Franco Baldasso

Eventbrite

aggiornamento alla ‘carta d’identità in link’

per una ricostruzione (sempre in fieri) dell’attività degli spazi
blogspot di materiali sperimentali – specie a partire dal 2005

ho appena aggiornato la “carta d’identità in link” con gli indirizzi tutt’ora attivi dei vari blog che su blogspot, a partire soprattutto dal 2005 (ma in alcuni casi anche da prima, pur se su altre piattaforme), ho inventato o semplicemente contribuito a strutturare e far vivere – e che hanno visto insieme a me un gruppo folto di autrici e autori pubblicare [o essere ospitati con] materiali asemici, verbovisivi, glitch, scritture sperimentali, video, audio, immagini e centinaia anzi migliaia di altre strane robe. (chiaramente quelli non citati in calce si trovano nella carta a cui accennavo).
ricordo qui solo alcuni nomi di collaboratori, ospiti, amici, redattori: Bill Allegrezza, Reed Altemus, Daniele Bellomi, Cara Benson, Gherardo Bortolotti, Anne Boyer, Alessandro Broggi, Roberto Cavallera, Riccardo Cavallo, Cecelia Chapman, David-Baptiste Chirot, Crashtest, Jeff Crouch (che devo soprattutto ringraziare per il grande lavoro di ristrutturazione/hosting di molti blog, dal 2015 in poi), Rachel Defay-Liautard, Alessandro De Francesco, Michelle Detorie, Bill DiMichele, Linh Dinh, Greg Evason, Raymond Farr, Peter Ganick, Susana Gardner, Tim Gaze, Angela Genusa, K. Lorraine Graham, Mariangela Guatteri, Patrick Gulke, Carrie Hunter, Andrea Inglese, Michael Jacobson, Jukka-Pekka Kervinen, Karri Kokko, Drew Kunz, Jim Leftwich, Jon Leon, Antonio Loreto, Michele Marinelli, Giulio Marzaioli, Manuel Micaletto, Sheila Murphy, Yu Nan, Ross Priddle, Lanny Quarles, Carmen Racovitza, Andrea Raos, Giorgia Romagnoli, Joe Ross, Eric K. Zepka _ E-doppelganger, Massimo Sannelli, Jennifer Scappettone, Ed Schenk, Spencer Selby, Matina L. Stamatakis, Harry K. Stammer, Miron Tee, Ton van ‘t Hof, Cecil Touchon, Lubomyr Tymkiv, Dirk Vekemans, Luca Venitucci, Elisabeth Workman, Michele Zaffarano, Luca Zanini.

Gli spazi:

blog di materiali asemici su blogspot:
https://asemicnet.blogspot.com || https://asemic-net.blogspot.com

blog di materiali sperimentali, testuali e verbovisivi, su blogspot:
https://nothingandinsight.blogspot.com || https://exp–net.blogspot.com || https://eexxiitt.blogspot.com || https://eeexxxiiittt.blogspot.com || https://the-flux-i-share.blogspot.com || https://transcriptionesredux.blogspot.com || https://wee-image.blogspot.com || https://ex-ix-tere.blogspot.com

archivi su blogspot:
vispostock (2006-2007) https://vispostock.blogspot.com/
installance (2010-2015) https://installance.blogspot.com/

du-champ
[events from the field of the avant- / événements du champ de l’avant- / eventi dal campo dell’avan-]
(dal 2010 il maggior aggregatore di spazi sperimentali in rete):
https://du-champ.blogspot.com/

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carta d’identità in link | differx

“poetry after barbarism”, by jennifer scappettone

“In Poetry After Barbarism, Jennifer Scappettone argues for nomadic, miscegenated, ‘xenoglossic’ poetries as fierce forms of linguistic and political resistance. Prodigiously researched cross-cultural readings celebrate a stellar constellation of consequential poets: Elsa von Freytag-Loringhoven, Emilio Villa, Amelia Rosselli, Etel Adnan, and LaTasha N. Nevada Diggs.”

— Charles Bernstein, author of The Kinds of Poetry I Want: Essays and Comedies

  • In this book, Jennifer Scappettone argues that the poetry of motherless tongues is the best form of resistance to the rising tide of nationalism, empire, fascism, and authoritarianism.
  • Studying experiments between languages by immigrant, refugee, and otherwise stateless authors—from Baroness Elsa von Freytag-Loringhoven to Emilio Villa, Amelia Rosselli, Etel Adnan, LaTasha N. Nevada Diggs, Chika Sagawa, and Sawako Nakayasu—this book explores how poetry can both represent and jumpstart metamorphosis of the shape and sound of citizenship; and it
  • untethers identity from territory in favor of a translingual proposition—that tumult’s time is now.

Jennifer Scappettone is a professor of literature, creative writing, gender studies, and environmental humanities at the University of Chicago. She is the author of Killing the Moonlight: Modernism in Venice (Columbia, 2014) and the cross-genre verse books From Dame Quickly and The Republic of Exit 43. She is also the translator of Locomotrix: Selected Poetry and Prose of Amelia Rosselli.

You can find more information about the book at the Columbia University Press website:

Against a backdrop of xenophobic and ethnonationalist fantasies of linguistic purity, Poetry After Barbarism uncovers a stateless, polyglot poetry of resistance—the poetry of motherless tongues. Departing from the national and global paradigms that dominate literary history, Jennifer Scappettone traces the aesthetic and geopolitical resonance of “xenoglossic” poetics: poetry composed in the space of contestation between national languages, concretizing dreams of mending the ruptures traced to the story of Babel. As global migration, aerial bombardment, and the wireless telegraph shrank distances with brute force during the twentieth century, visions of transcultural communication emerged in the hopes of bridging linguistic difference. At the same time, evolving Fascist ideologies denied the reality of cultural admixture and the humanity of the stranger.

Authors who write xenoglossic verse occupy languages without a perceived birthright or sanctioned education; they compose in ecstatic “orphan tongues” that rebuff nationalist ideologies, on the one hand, and globalization, on the other, uprooting notions of belonging ensconced in nativist metaphors of milk, blood, and soil while rendering the reactionary category of the barbarian obsolete. Raised within or in the wake of fascism, these poets practice strategic forms of literary and linguistic barbarism, proposing modes of collectivity that exceed geopolitical definitions. Studying experiments between languages by immigrant, refugee, and otherwise stateless authors—from Baroness Elsa von Freytag-Loringhoven to Emilio Villa, Amelia Rosselli, Etel Adnan, LaTasha N. Nevada Diggs, Chika Sagawa, and Sawako Nakayasu—this book explores how poetry can both represent and jumpstart metamorphosis of the shape and sound of citizenship, modeling paths toward alternative republics in which poetry might assume a central agency.

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Poetry After Barbarism | Columbia University Press

Against a backdrop of xenophobic and ethnonationalist fantasies of linguistic purity, Poetry After Barbarism uncovers a stateless, polyglot poetry of resista... | CUP

Columbia University Press

esce il n. 89 (ottobre 2025) del ‘verri’: “lingue senza madre”

È uscito l’ultimo numero del verri:
“lingue senza madre”

in copertina:
Angela Passarello,
New Old, Crociate n. 10
(pasta bianca d’acquarello su acrilico nero, libro d’artista, 2025, cm 30×15)

INDICE

Jennifer Scappettone
La poesia oltre il barbarismo
L’invenzione di lingue senza madre e la resistenza al fascismo
Nota di Federica Parodi

Nicola Cipani
Lo psittaco e il molteplice.
Note su Tape Mark I

Marilina Ciaco
«Donna di troppi colori»
Soggetto eccentrico e genere come performance in Niccolai, Graffi, Vicinelli

Matteo Ciambella
Guy Debord: co-autore del Rapporto veridico sulle ultime opportunità di salvare il capitalismo in Italia

– su Germano Lombardi
Federico Francucci
Come funziona Il confine: meccanismi del
romanzo e politica del discorso

Anna Guadagnoli
Un concorso nel tempo delle guerre locali. Germano Lombardi.
Primi affondi critici di una pièce parzialmente inedita

Andrea Gialloreto
«La letteratura oggi ha un colore ‘giallo’ e una tinta nera».
Il romanzo a puntate L’amico argentino

Marco Carmello
Fra le linee di un mobile confine:
per una “fenomenologia” di Germano Lombardi

– su Angelo Lumelli
Andrea Inglese
Quel parlare come la chiarezza dell’ignoto. 
Leggendo Lumelli

Giusi Drago
Cosa sa il linguaggio oltre a quello che dice?
Su bianco è l’istante di Angelo Lumelli

il punto
Tommaso Ottonieri
Il romanzo, la morte.
Su un falso diario di Rino Genovese

Lorenzo Geri
Per Il libro dei liquidi di Irene Santori

https://www.ilverri.it/magazine/4339/lingue-senza-madre/

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lingue senza madre

Edizioni del Verri - in copertina Angela Passarello New Old, Crociate n. 10 pasta bianca d’acquarello su acrilico nero, libro d’artista, 30x15 cm, 2025.    Jennifer Scappettone...

language poetry, francia et alia (da una mail a cristina giorcelli)

Ma in gammm.org c’è più Francia o più Anglia?

Un esempio significativo:
Le modalità elencative o di “prelievi dall’ordinario”, nelle opere di Gherardo Bortolotti, devono forse più al Silliman di Sunset debris che ai francesi, ipotizzo, ma poi Perec è logicamente incancellabile: l’ordinario delle prose o stringhe brevi di Bortolotti è chiaramente anche un infra-ordinario. (E: quattro tracce: è di Bortolotti il saggio La scoperta dell’America, che trattava autori passati totalmente sotto silenzio in Italia. Sempre sua è la traduzione di un fondamentale capitolo di The New Sentence, di Ron Silliman. Senza contare che la raccolta di selected poems di Bernstein uscita per le Edizioni del verri accoglie un importante contributo di traduzione di Bortolotti, così come è co-tradotto da lui un chapbook di Lyn Hejinian. E non nomino tutti i materiali in lingua inglese che grazie a lui sono usciti in italiano su gammm: da Jeff Derksen a Rodrigo Toscano, da Jon Leon a Jules Boykoff, da Bill Allegrezza a Tao Lin e molti altri).

Per me personalmente, Christophe Tarkos tradotto da Michele Zaffarano, insieme a Derksen, Toscano e Leon, hanno avuto la stessa – non indifferente – incidenza. Non posso dire che la lingua francese abbia avuto per me un valore prevalente, all’inizio (diversamente dagli anni post-2006). Così come, sempre per me, tre autrici che ho letto, tradotto e pubblicato e continuo a leggere sono Kathleen Fraser, Kate Greenstreet e Jennifer Scappettone. (Per non parlare di Hejinian, di cui sono tuttavia solo lettore, non traduttore).

Aggiungo una riflessione – daccapo personale: mentre i langpo cronologicamente seguono i Novissimi, che noi gammmi avevamo ben presenti fin da prima di conoscerci, e che quindi ci permettevano di operare nessi credo limpidi; il filo di collegamento tra Tel Quel e autori francesi degli anni Novanta e Zero era ai nostri occhi (ma direi nella realtà) più problematico e frammentato, e quindi intrigante, per due motivi: una pronunciata alterità e distanza dei nuovi autori francesi dal piano metatestuale e da école du régard degli anni Sessanta e Settanta, da una parte, e – dall’altra – quell’idea di nudité intégrale del testo, o désaffublement, e letteralismo, che (mediata da Ponge attraverso Jean-Marie Gleize) cambiava il quadro della Francia per come era (assai mal) noto precedentemente in Italia soprattutto grazie alle meritorissime traduzioni di Giuliani di Pleynet, Roche e Faye.

In Italia in realtà una cospicua influenza francese è stata sempre avvertita e rilanciata semmai sotto forma (per noi meno interessante) di moduli vicino a una linea – diciamo così – Heidsieck-Chopin-Blaine, a cavallo – per gli italiani – tra istanze performative e complessità ‘laborintiche’ (cioè lontanissime dal désaffublement di cui sopra). Si tratta di un versante estremamente attivo nel nostro Paese, direi senza soluzione di continuità, da ormai più di mezzo secolo. (Pensiamo a tre esempi ormai ampiamente storicizzati: Arrigo Lora-Totino, Gianni Toti, Giovanni Fontana).

Diversamente, la testualità francese a cui da vent’anni o un quarto di secolo pensiamo noi di gammm è rispettosa di quel lavoro ma assai più vicina e affine al panorama di quegli autori che nei medesimi anni Duemila in cui scrivevamo noi si affermavano in USA e Canada: K. Silem Mohammad, gli stessi Toscano e Derksen, e poi Sharon Mesmer, Anne Boyer, Kenneth Goldsmith, Craig Dworkin, Gary Sullivan, Katie Degentesh, i già nominati Scappettone e Leon (entrambi pubblicati nella mia collana Felix, della Camera verde) e moltissimi altri, una intera generazione che faceva da trait d’union fra Language Poetry e noi, così come Tarkos, Nathalie Quintane, Charles Pennequin, Danielle Collobert, Éric Houser, Christophe Fiat, Jean-Michel Espitallier, Christophe Marchand-Kiss, e poi Amandine André, Khalid El Morabethi e una schiera di altri ci mettevano in grado di vedere le continuità e le discontinuità del discorso letterario francese tra gli anni Settanta e Novanta-Duemila.

[…]
continua (forse)

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gammm

literature, criticism, installation(s), post-poetry, asemic writing, research

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Syrinx Spring

Jennifer Scappettone A fragment broken off a canary mystery play At the end of Rome the emperor                and his followers tweeted at one another                until they violated the Tweete…

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