Il Sole 24 ORE - Italia: Benzina, il boom dei prezzi non ferma gli automobilisti: a marzo consumi su del 9,5%

Il boom del costo dei carburanti nel mese di marzo, il primo coinvolto dagli shock petroliferi per la guerra in Iran, non ha provocato la reazione che ci si sarebbe...

Gasoline, the price boom isn't stopping motorists: March consumption rose by 9.5%.

The surge in fuel prices in March, the first affected by the oil shocks caused by the Iran war, did not trigger the reaction that was expected…

#first #theIranwar

https://www.ilsole24ore.com/art/benzina-boom-prezzi-non-ferma-automobilisti-marzo-consumi-del-95percento-AIG7Wc2C

Benzina, il boom dei prezzi non ferma gli automobilisti: a marzo consumi su del 9,5%

Il costo medio della verde, a marzo, è stato di 1,765 euro al litro secondo il ministero dell’Ambiente, cioè il 6,77% in più di febbraio. Eppure, sono state consumate 65mila tonnellate in più di benzina

Il Sole 24 ORE

Agenzia Nova: Business news: Regno Unito, inflazione accelera al 3,3 per cento, pesa shock energetico guerra Iran

25 apr 06:00 - (Agenzia Nova) - L'inflazione nel Regno Unito e' salita al 3,3 per cento a marzo, in aumento dal 3 per cento di febbraio, segnalando... (Rel)

Business news: United Kingdom, inflation accelerates to 3.3 percent, weighed down by energy shock caused by the Iran war.

25 Apr 06:00 - (Agenzia Nova) - Inflation in the United Kingdom rose to 3.3 percent in March, up from 3 percent in February, signaling... (Rel)

#UnitedKingdom #33percent #theIranwar #AgenziaNova #theUnitedKingdom #3percent

https://www.agenzianova.com/a/69ec410316d7b1.64925010/7311874/2026-04-25/business-news-regno-unito-inflazione-accelera-al-3-3-per-cento-pesa-shock-energetico-guerra-iran

Repubblica.it: Trump attacca Harry, Starmer e Meghan. Ma salva re Carlo (che lunedì andrà in visita negli Usa)

Dopo le minacce di vendette contro Londra “che non ha aiutato nella guerra in Iran”, nuovo show di Donald dopo la visita del principe a Kiev: “Le accuse contro l’America? Lui non parla per conto del Regno Unito”. E sul sovrano: “Il suo viaggio migliorerà i rapporti con gli Stati Uniti”

Trump attacks Harry, Starmer, and Meghan. But he saves King Charles (who will visit the US on Monday).

Following threats of revenge against London “which didn’t help in the Iran war,” a new show by Donald after the Prince’s visit to Kiev: “Accusations against America? He doesn’t speak for the United Kingdom.” And regarding the sovereign: “His journey will improve relations with the United States.”

#Trump #Harry #Starmer #Meghan #London #theIranwar #Donald #America #theUnitedKingdom #theUnitedStates

https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/24/news/trump_attacca_harry_starmer_meghan_re_carlo-425303341/

Trump attacca Harry, Starmer e Meghan. Ma salva re Carlo (che lunedì andrà in visita negli Usa)

Dopo le minacce di vendette contro Londra “che non ha aiutato nella guerra in Iran”, nuovo show di Donald dopo la visita del principe a Kiev: “Le accuse contro…

la Repubblica

Today: Trump: "L'Italia non c'è stata per noi, noi non ci saremo per loro"

"L'Italia non c'è stata per noi, noi non ci saremo per loro". Lo afferma Donald Trump sul social Truth, allegando al suo messaggio un articolo del Guardian del 31 marzo dal titolo "L'Italia nega l'uso della base in Sicilia agli aerei americani che trasportano armi per la guerra in Iran".

Trump: "Italy hasn't been there for us, we won't be there for them."

Italy hasn't been there for us, we won't be there for them." Donald Trump stated on the social platform Truth, attaching to his message an article from The Guardian dated March 31st titled "Italy Denies Use of Sicilian Base for American Aircraft Transporting Arms for the Iran War."

#Italy #DonaldTrump #Guardian #Sicilian #theIranWar

https://www.today.it/mondo/trump-l-italia-non-c-e-stata-per-noi-noi-non-ci-saremo-per-loro.html

Guerra in Iran, ultime notizie in diretta. Mediatori americani e iraniani in affanno, "Trump sta valutando nuovi attacchi"

L'attacco preventivo contro l'Iran lanciato sabato 28 febbraio da Stati Uniti e Israele aveva l'intento di far cadere il regime, ma ora l'intera regione del Golfo Persico è nel caos. Il blocco dello stretto di Hormuz getta nello scompiglio i mercati globali

Today

Agenzia Nova: Regno Unito: economia cresciuta dello 0,5 per cento prima della guerra in Iran, ora segnali di rallentamento

16 apr 08:52 - (Agenzia Nova) - L'economia britannica e' cresciuta dello 0,5 per cento fino a febbraio, superando le attese, dopo una fase... (Rel)

United Kingdom: economy grew by 0.5 percent before the Iran war, now signs of slowdown.

April 16 08:52 - (Agenzia Nova) - The British economy grew by 0.5 percent up to February, exceeding expectations, after a phase... (Rel)

#UnitedKingdom #05percent #theIranwar #AgenziaNova #British

https://www.agenzianova.com/a/69e08758b90a10.54014224/7283399/2026-04-16/regno-unito-economia-cresciuta-dello-0-5-per-cento-prima-della-guerra-in-iran-ora-segnali-di-rallentamento

Il Fatto Quotidiano: “Oscuriamo le immagini satellitari sulla guerra in Iran”: la decisione della Planet Labs su ordine della Casa Bianca

Per l’opinione pubblica cala un velo sulla visione dall’alto della guerra in Iran, forse fino alla fine del conflitto. La Planet Labs, società che gestisce una rete di satelliti che “osservano” la Terra e vende immagini a governi e privati, ha annunciato che sarà sospesa a tempo indeterminato la pubblicazione di foto del territorio della Repubblica islamica e dell’area di guerra. A chiedere questo provvedimento, spiega la società, è stata la Casa Bianca. L’azienda ha chiarito in modo esplicito che la misura serve a impedire agli iraniani di utilizzare le immagini per attaccare gli Stati Uniti e i loro alleati. La notizia è stata data da vari media internazionali come Reuters e Al Jazeera.
La società statunitense – fondata nel 2010 da ex scienziati della Nasa – ha reso pubblica la questione con un’email inviata ieri, sabato, ai propri clienti. Sulla pubblicazione di immagini satellitari di Planet Labs era stato già imposto un ritardo di 14 giorni. Ancora prima si era partiti da un ritardo iniziale di 96 ore, quattro giorni, una politica iniziata il 28 febbraio quando Stati Uniti e Israele hanno scatenato il conflitto in Iran. Da quel momento l’area di guerra si è estesa ad altri e diversi Paesi intorno al Golfo Persico.
Da qui in avanti dunque Planet Labs passerà a una “distribuzione gestita di immagini” ritenute non pericolose per la sicurezza e caso per caso, solo per esigenze urgenti e di importanza cruciale per la missione o per motivi di interesse pubblico. “Si tratta di circostanze straordinarie e stiamo facendo tutto il possibile per bilanciare le esigenze di tutti i nostri stakeholder“, ha dichiarato l’azienda con sede in California.
Gli impieghi militari della tecnologia satellitare includono l’identificazione dei bersagli, la guida delle armi, il tracciamento dei missili e le comunicazioni. Alcuni esperti spaziali affermano che l’Iran potrebbe accedere a immagini commerciali, comprese quelle ottenute tramite avversari degli Stati Uniti.
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Nella foto in alto | Due foto satellitari di Planet Labs: a sinistra un’immagine dall’alto di Dubai, a destra dell’isola di Kharg
L'articolo “Oscuriamo le immagini satellitari sulla guerra in Iran”: la decisione della Planet Labs su ordine della Casa Bianca proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Darken satellite images of the Iran war”: the decision by Planet Labs on the order of the White House

A veil falls over the top-down view of the war in Iran, possibly until the end of the conflict. Planet Labs, a company that manages a network of satellites that “observe” the Earth and sells images to governments and private individuals, has announced that the publication of photos of the territory of the Islamic Republic and the war zone will be suspended indefinitely. The company explains that the request came from the White House. The company explicitly stated that the measure is intended to prevent Iranians from using the images to attack the United States and its allies. The news was given by various international media outlets such as Reuters and Al Jazeera.

The U.S. company – founded in 2010 by former NASA scientists – made the matter public with an email sent yesterday, Saturday, to its clients. A 14-day delay had already been imposed on the publication of Planet Labs satellite images. Even earlier, a preliminary delay of 96 hours, four days, had been initiated on February 28 when the United States and Israel unleashed the conflict in Iran. Since that time, the war zone has expanded to other and various countries around the Persian Gulf.

From now on, Planet Labs will move to a “managed distribution of images” considered not dangerous for security and case by case, only for urgent needs and crucial importance for the mission or for public interest reasons. “These are extraordinary circumstances and we are doing everything possible to balance the needs of all our stakeholders,” the California-based company stated.

Military uses of satellite technology include target identification, weapon guidance, missile tracking, and communications. Some space experts say that Iran could access commercial images, including those obtained through the United States’ adversaries.

[Image: Two Planet Labs satellite images: on the left, an overhead image of Dubai; on the right, an image of the Kharg island]

Article “We obscure satellite images on the war in Iran”: the decision of Planet Labs on the order of the White House comes from Il Fatto Quotidiano.

#theIranwar #PlanetLabs #theWhiteHouse #Earth #theIslamicRepublic #theWhiteHouse #Iranians #theUnitedStates #Reuters #AlJazeera #Israel #thePersianGulf #California #Dubai #Kharg #IlFattoQuotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/05/immagini-satellitari-iran-casa-bianca-oscuramento-notizie/8346688/

“Oscuriamo le immagini satellitari sulla guerra in Iran”: la decisione della Planet Labs su…

Il provvedimento sarà "a tempo indeterminato" e probabilmente durerà fino alla fine del conflitto. Finora le foto venivano rese pubbliche con un ritardo, prima di 4 giorni e ultimamente di 15 giorni. Ora si passerà a una "distribuzione gestita" e caso per caso

Il Fatto Quotidiano

Il Tempo: Iran, il No degli Alleati che fa infuriare gli Usa: "Rivaluteremo la Nato"

Prima il No alla missione nello Stretto di Hormuz, poi il divieto di sorvolo e utilizzo delle basi. Nel corso della guerra in Iran, le scelte dei membri Nato di distaccarsi dall'alleato Usa hanno spinto Washington a dover "rivalutare" il rapporto in seno all'Alleanza Atlantica una volta terminato il conflitto. A farlo presente è stato il Segretario di Stato, Marco Rubio, nel corso di una intervista a Fox News. "Credo, purtroppo, che dovremo rivalutare se questa alleanza, che ha servito bene questo Paese per un certo periodo, stia ancora servendo a tale scopo - ha detto - Se siamo arrivati al punto in cui l'alleanza Nato significa che non possiamo utilizzare le basi militari statunitensi in Europa, allora la Nato è una strada a senso unico". È l'ennesimo attrito, non di certo nuovo, all'interno di un'organizzazione difensiva che sin dalla propria fondazione nel 1949 ha vissuto momenti altalenanti.
Nel frattempo, è atteso per le prossime ore di oggi 1° aprile un discorso alla nazione del presidente Usa Donald Trump, che sulla durata del conflitto aveva detto: "Quando avremo la sensazione che, per un lungo periodo di tempo, saranno rimasti all'età della pietra e non saranno in grado di sviluppare un'arma nucleare, allora ce ne andremo".
Un braccio di ferro, che Teheran rilancia a partire dalla pressione economica. È infatti di ieri la notizia dell'introduzione, da parte della Commissione per la Sicurezza Nazionale, di un piano di pedaggi per le navi che attraversano Hormuz. Non solo, il membro della commissione Mojatba Zarei ha affermato che il disegno di legge include anche restrizioni che impediscono alle navi con legami con Usa e Israele di attraversare lo Stretto. Mentre ulteriori disposizioni vieterebbero l'accesso ai paesi che hanno aderito alle sanzioni unilaterali contro l'Iran. La legge dovrà essere approvata dall'intero parlamento prima di essere esaminata dal Consiglio dei Guardiani e firmata dal presidente per entrare in vigore, ma è l'ennesimo tassello che acuisce una crisi regionale nel pieno del suo sviluppo.

Iran, the Opposition of Allies Angering the US: "We Will Reconsider NATO"

First the refusal of the mission through the Strait of Hormuz, followed by the ban on overflight and use of bases. During the Iran war, the choices of NATO members to distance themselves from the US ally pushed Washington to “re-evaluate” the relationship within the Atlantic Alliance once the conflict ended. This was stated by Secretary of State Marco Rubio during an interview with Fox News. “I believe, unfortunately, that we will have to re-evaluate whether this alliance, which has served this country well for a certain period, is still serving that purpose – he said – If we have reached the point where the NATO alliance means we cannot use US military bases in Europe, then NATO is a one-way street.”

This is the latest friction, certainly not a new one, within a defensive organization that since its founding in 1949 has experienced fluctuating moments.

Meanwhile, a speech to the nation is expected from US President Donald Trump later today, April 1st, regarding the duration of the conflict, where he had said: “When we feel that, for a long period of time, they will be stuck in the Stone Age and will not be able to develop a nuclear weapon, then we will leave.”

A tug-of-war, which Tehran is relaunching starting with economic pressure. Indeed, the news from yesterday was the introduction, by the National Security Commission, of a toll plan for ships crossing the Strait of Hormuz. Not only that, Commission member Mojatba Zarei stated that the bill also includes restrictions that prevent ships with ties to the US and Israel from crossing the Strait. Further provisions would also ban access to countries that have adopted unilateral sanctions against Iran. The law must be passed by the entire parliament before being examined by the Guardian Council and signed by the president to take effect, but it is the latest piece that sharpens a regional crisis in the full development of its progression.

#First #theStraitofHormuz #theIranwar #Washington #theAtlanticAlliance #State #MarcoRubio #FoxNews #Europe #DonaldTrump #Tehran #Commission #MojatbaZarei #Israel #Strait #theGuardianCouncil

https://www.iltempo.it/esteri/2026/04/01/news/iran-il-no-alleati-fa-infuriare-usa-rivaluteremo-la-nato-47079900/

Iran, basi negate e sorvoli impediti. Terremoto nella Nato

Prima il No alla missione nello Stretto di Hormuz, poi il divieto di sorvolo e utilizzo delle basi. Nel corso della guerra in Iran, le scelte dei memb...

LA NOTIZIA: L’Ocse gela l’Italia: tagliata la crescita allo 0,4%

Dopo Confindustria, anche l’Ocse rivede al ribasso le stime di crescita per l’Italia. L’Economic Outlook intermedio stima il Pil al +0,4% quest’anno, in calo rispetto allo 0,6% previsto a dicembre e anche rispetto al già insoddisfacente 0,5% registrato nel 2025. E la situazione non migliorerà neanche l’anno prossimo, con una crescita dello 0,6% e già rivista al ribasso di un decimo di punto. L’Ocse sottolinea come la situazione non sia la stessa in tutta Europa: “Mentre l’espansione fiscale in Germania sosterrà la crescita, soprattutto nel 2027, una politica fiscale più restrittiva costituirà un ostacolo in Italia e in Francia”.
In Italia, in più, si è già registrato un aumento dell’inflazione, iniziato prima della guerra in Iran. Quest’anno è così attesa al 2,4% contro una stima precedente dell’1,7%. Uscendo fuori dai confini, l’Ocse sottolinea che la crescita globale per ora tiene, ma con “significativi rischi al ribassi” legati soprattutto al Medio Oriente e al rischio di ulteriori aumenti dei prezzi dell’energia. Se la guerra proseguisse le conseguenze sarebbero rilevanti.
La crescita globale regge, la fiducia degli italiani no
Il Pil globale, al contrario di quello italiano, per ora regge: la stima è di un +2,9%, stabile rispetto alle previsioni di dicembre. Ma senza guerra già ora la stima sarebbe stata di tre decimi di punto in più, uno scenario però annullato dalla guerra. Che porta a prevedere anche un rialzo dell’inflazione al 4% (dal 2,8%). Con problemi pure per gli Usa, con la crescita ferma al 2% e l’inflazione attesa in rialzo al 4,2%.
Ma le cattive notizie per il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, non sono finite qui. Gli effetti della guerra in Iran, infatti, si fanno già sentire sugli italiani: a marzo, segnala l’Istat, la fiducia è crollata da 97,4 a 92,6. Stabile invece l’indicatore del clima di fiducia delle imprese, a 97,4. Per i consumatori, sono sensibilmente peggiorate le opinioni sulla situazione economica: il clima economico scende da 99,1 a 88,1, il clima futuro da 93,1 a 85,3, il clima personale da 96,8 a 94,2.
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The OECD freezes Italy: growth cut to 0.4%.

Following Confindustria, the OECD is also revising down growth forecasts for Italy. The OECD’s Economic Outlook intermediate estimate forecasts GDP growth of +0.4% this year, down from the 0.6% projected in December and also from the already unsatisfactory 0.5% recorded in 2025. And the situation is unlikely to improve next year either, with growth of 0.6% and already revised down by tenth of a point. The OECD highlights that the situation is not the same across all of Europe: “While tax expansion in Germany will support growth, especially in 2027, a more restrictive fiscal policy will constitute an obstacle in Italy and France.”

In Italy, inflation has already risen, beginning before the Iran war. This year it is expected at 2.4% compared to a previous estimate of 1.7%. Looking beyond Italy, the OECD notes that global growth is currently holding, but with “significant downside risks” linked particularly to the Middle East and the risk of further increases in energy prices. If the war continued, the consequences would be significant.

Global growth holds, Italian confidence does not.

Global GDP, unlike that of Italy, is currently holding: the estimate is +2.9%, stable compared to December forecasts. But without the war, the estimate would have been half a point higher, but this scenario has been cancelled out by the war. This also leads to a forecast of an increase in inflation to 4% (from 2.8%). There are also problems for the US, with growth stalled at 2% and inflation expected to rise to 4.2%.

But the bad news for the Minister of Economy, Giancarlo Giorgetti, doesn't end here. The effects of the Iran war are already being felt by Italians: in March, Istat reports that confidence collapsed from 97.4 to 92.6. Business confidence remained stable at 97.4. For consumers, opinions on the economic situation have deteriorated significantly: the economic climate falls from 99.1 to 88.1, the future climate from 93.1 to 85.3, and the personal climate from 96.8 to 94.2.

The article “The OECD freezes Italy: Growth cut to 0.4%”

#Italy #Confindustria #EconomicOutlook #the06% #Europe #Germany #France #theIranwar #theMiddleEast #Italian #GiancarloGiorgetti #Italians #Istat

https://www.lanotiziagiornale.it/locse-gela-litalia-tagliata-la-crescita-allo-04/

L'Ocse gela l'Italia: tagliata la crescita allo 0,4% | LA NOTIZIA

L'Ocse rivede al ribasso le stime per la crescita dell'Italia. E intanto, con la guerra in Iran, crolla la fiducia dei consumatori.

LA NOTIZIA

Adnkronos - ultimoratop: Trump fa insider trading con la guerra in Iran? I dati legano gli annunci ai movimenti su petrolio e azioni

(Adnkronos) - Il presidente degli Stati Uniti favorisce la speculazione finanziaria? La domanda sarebbe incredibile se solo una serie di indizi riportati da Ft non somigliassero sempre più da vicino a delle prove

Did Trump engage in insider trading with the Iran war? Data links announcements to oil and stock movements

(Adnkronos) - Does the US president favor financial speculation? The question would be incredible if only a series of clues reported by Ft did not increasingly resemble proof.

#theIranwar

https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/trump-fa-insider-trading-con-la-guerra-in-iran-i-dati-legano-gli-annunci-ai-movimenti-su-petrolio-e-azioni_6uR2wHdMkQPnM1NELO0EDu

Trump fa insider trading anche con l'Iran? Ecco cosa dicono i dati

Il presidente degli Stati Uniti, volontariamente, favorisce la speculazione finanziaria? La domanda sarebbe incredibile se sono una serie di indizi riportati da Ft non somigliassero sempre più da vicino a delle prove 

Adnkronos

il manifesto: «Cinque giorni di stop». Nella guerra all’Iran Trump riprende fiato

«Sono lieto di annunciare che gli Stati Uniti d’America e l’Iran hanno avuto, negli ultimi due giorni, colloqui molto positivi e produttivi riguardo a una risoluzione completa e totale delle […]
The post «Cinque giorni di stop». Nella guerra all’Iran Trump riprende fiato first appeared on il manifesto.

“Five days of stop.” In the war against Iran, Trump takes a breath.

I am pleased to announce that the United States of America and Iran have, over the last two days, held very positive and productive talks regarding a complete and total resolution of […] “Five days of stop.” Trump resumes breath in the Iran war first appeared on il manifesto.

#Trump #theIranwar #first

https://ilmanifesto.it/cinque-giorni-di-stop-nella-guerra-alliran-trump-riprende-fiato

«Cinque giorni di stop». Nella guerra all’Iran Trump riprende fiato | il manifesto

Iran (Internazionale) «Sono lieto di annunciare che gli Stati Uniti d'America e l'Iran hanno avuto, negli ultimi due giorni, colloqui molto positivi e produttivi riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente». Donald Trump lo ha scritto in un post su Truth Social, poche ore prima della scadenza del pesante ultimatum lanciato

il manifesto