Il Tempo: Stadio della Roma, via libera definitivo: quando la prima pietra

Via libera dall'assemblea capitolina alla delibera sul Piano di fattibilità tecnica ed economica (Pfte) del nuovo Stadio della Roma nell'area di Pietralata. L'approvazione è arrivata con 39 voti favorevoli, 5 astenuti e 0 contrari.  "La prima pietra" del nuovo stadio della Roma, "noi la immaginiamo nella prima parte del 2027. È assolutamente possibile perché adesso abbiamo un Pfte di 30.000 pagine, il riconoscimento dell'interesse pubblico confermato dall'assemblea capitolina e quindi può partire speditamente il Pao (piano di assetto organizzativo) che grazie anche alla scelta di avere una struttura commessa italiana nella parte del governo, che spero potrà concretizzarsi nei prossimi giorni, sarà in qualche modo gestita con tempi più rapidi", ha commentato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. +
"Questo può consentire tutti i passaggi intermedi, il progetto esecutivo, la verifica per arrivare appunto nel '27 all'apertura dei Cantieri ad avere il proprio prima pietra e quindi poi ha dei tempi che sono previsti dal progetto che non sono particolarmente lunghi, quindi di avere questo stadio ben prima anche del suo possibile impiego per gli Europei di calcio del 2032", ha detto il sindaco a Sky Sport, al termine in assemblea capitolina della discussione sulla delibera sul Piano di fattibilità tecnica ed economica dello Stadio della As Roma nell'area di Pietralata. Gualtieri, nel ringraziare nuovamente i Friedkyn per l'investimento di "un miliardo" ha poi rimarcato che il nuovo impianto "sarà in campo" per Euro 2032.

Rome Stadium, final approval: when the first stone

The City Council has given the green light to the resolution on the Technical and Economic Feasibility Plan (Pfte) for the new Rome Stadium in the Pietralata area. The approval came with 39 votes in favor, 5 abstentions, and 0 against. “We envision the first stone in the first part of 2027. It is absolutely possible because now we have a Pfte of 30,000 pages, the confirmation of public interest from the City Council, and therefore the Pao (organizational layout plan) can start quickly, thanks also to the choice of having an Italian-managed structure in the government part, which I hope can materialize in the coming days, will be managed in some way with faster times,” commented the Mayor of Rome, Roberto Gualtieri. “This can allow all intermediate steps, the executive project, the verification to arrive precisely in ‘27 to have the opening of the construction sites to have our first stone and therefore then there are times that are provided for in the project that are not particularly long, so to have this stadium well before its possible use for the 2032 European Football Championships,” said the Mayor to Sky Sport, at the end of the discussion on the resolution on the Technical and Economic Feasibility Plan of the Stadio della As Roma in the Pietralata area, at the City Council. Gualtieri, thanking the Friedkin again for the investment of “a billion,” then emphasized that the new facility “will be in action” for Euro 2032.

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Stadio della Roma, via libera definitivo del Campidoglio: quando la prima pietra

  Via libera dall'assemblea capitolina alla delibera sul Piano di fattibilità tecnica ed economica (Pfte) del nuovo Stadio del...

Vasche monumentali, un sacello e tombe repubblicane: nuove scoperte archeologiche in via di Pietralata, nel suburbio orientale di Roma | LE FOTO

Elena Percivaldi

Vasche monumentali, un sacello e tombe repubblicane. Nel corso degli scavi di archeologia preventiva avviati dalla Soprintendenza Speciale di Roma nell’area del Parco delle Acacie 2, lungo via di Pietralata, sta emergendo un contesto archeologico di straordinaria importanza. Le indagini, iniziate nell’estate del 2022 e tuttora in corso, stanno restituendo una porzione significativa del suburbio orientale di Roma, documentandone l’occupazione continua dal V–IV secolo a.C. fino al I secolo d.C., con presenze più sporadiche tra II e III secolo d.C.

La vasca est vista dal drone (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)

Il progetto, diretto scientificamente da Fabrizio Santi per la Soprintendenza, interessa un’area complessiva di circa quattro ettari, dei quali poco più di un ettaro ha già restituito strutture monumentali, contesti funerari e infrastrutture viarie inserite in un paesaggio segnato dalla presenza di un corso d’acqua confluito nell’Aniene.

Un asse viario di lunga durata tra età repubblicana e imperiale

Uno degli elementi strutturanti del contesto è un asse stradale orientato nord-ovest/sud-est, articolato in due tratti distinti. Il primo, più vicino all’attuale via di Pietralata, presenta un battuto in terra; il secondo, in prossimità di via Feronia, è ricavato direttamente nel banco tufaceo.

La strada doveva essere in uso già in età più antica, ma le prime evidenze di una regolarizzazione sistematica risalgono al III secolo a.C., quando viene realizzato un poderoso muro di contenimento in blocchi di tufo, sostituito nel secolo successivo da una struttura in opera incerta. In età imperiale, nel I secolo d.C., il percorso viene nuovamente rinnovato con un nuovo battuto e delimitazioni in opera reticolata.

Resti di strada (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)

Nel tratto scavato nel tufo sono ancora visibili solchi carrai, riferibili alla fase più antica di utilizzo. Il progressivo abbandono della strada è documentato dalla presenza, tra II e III secolo d.C., di tombe a fossa disposte lungo l’asse, segno di una perdita di funzione viaria e di una trasformazione del paesaggio.

La strada emersa dallo scavo (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)

Il sacello e il deposito votivo: un possibile culto di Ercole

Veduta del sacello (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)

Affacciato direttamente sull’asse stradale, lo scavo ha portato alla luce un sacello a pianta quadrangolare, di circa 4,5 × 5,5 metri, costruito in opera incerta di tufo e con tracce di intonaco sulle pareti interne. Al centro dell’edificio, in asse con l’ingresso, è emersa una base quadrata intonacata, interpretabile come altare, mentre sulla parete di fondo un avancorpo murario doveva sostenere una statua di culto.

La statuetta di Ercole (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)

L’edificio sacro è stato realizzato sopra un deposito votivo dismesso, dal quale provengono teste e piedi fittili, statuine femminili e due bovini in terracotta.

Stipe votiva, dal sacello (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)

L’insieme dei materiali, unito alla collocazione topografica e alla tradizione cultuale dell’area tiburtina, suggerisce una possibile dedicazione a Ercole, divinità ampiamente venerata lungo la Via Tiburtina.

Una delle statuette fittili a forma di bue (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)

Alcune monete in bronzo consentono di collocare la costruzione del sacello tra la fine del III e il II secolo a.C.

Ex voto dal sacello (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)

Un complesso funerario repubblicano di alto livello

Sul pendio tufaceo che degrada da via di Pietralata è stato individuato un complesso funerario unitario, articolato in due dromoi (corridoi) paralleli che conducono a due tombe a camera databili tra IV e inizio III secolo a.C.

Una delle due tombe di età repubblicana (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)(foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)

La Tomba A presenta un ingresso monumentale con stipiti e architrave in pietra, chiuso originariamente da una lastra monolitica. All’interno sono stati rinvenuti un sarcofago e tre urne in peperino, accompagnati da un corredo che comprende una coppa a vernice nera, una brocchetta in ceramica depurata, uno specchio e una coppetta.

Tomba A con le urne (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)Tomba A: specchio (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)Tomba A: vasi (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)

La Tomba B, probabilmente leggermente più recente, era chiusa da grandi blocchi di tufo. L’interno presenta banchine laterali per le deposizioni; tra i resti scheletrici si segnala un individuo adulto con evidenza di trapanazione chirurgica sul cranio, elemento di grande interesse bioarcheologico.

Tomba B (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)

Le due tombe dovevano essere originariamente caratterizzate da una facciata monumentale in blocchi di tufo, in parte asportati e reimpiegati già in età romana. La qualità architettonica e la monumentalità del complesso indicano l’appartenenza a una gens facoltosa, attiva in questo settore del suburbio.

Le vasche monumentali: funzioni ancora aperte

Particolarmente rilevante è la scoperta di due grandi vasche monumentali, databili al II secolo a.C., che pongono interrogativi complessi sulla loro funzione.

La vasca est, di circa 28 × 10 metri e profonda 2,10 metri, è costruita in opera incerta con rivestimento originario in intonaco bianco. Presenta nicchie voltate, un dolio inglobato nella muratura e una rampa in blocchi di tufo che non raggiunge il fondo. Era alimentata da un sistema di canalette collegate sia al corso d’acqua sia al pendio circostante. L’abbandono si colloca tra I e II secolo d.C.

Vasca est: panoramica (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)Vasca est vista dal drone (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)

La vasca sud, scavata nel banco tufaceo, misura 21 × 9,2 metri con una profondità di circa 4 metri. È dotata di una rampa basolata di accesso, seguita da una seconda rampa in cementizio pavimentata con lastre rettangolari. Le analogie con la vasca di Gabii, interpretata come struttura a funzione sacra, aprono alla possibilità di un uso cultuale, anche se mancano al momento evidenze definitive.

Vasca sud (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)La vasca sud vista dal drone (foto ©Soprintendenza Speciale di Roma)

Prospettive di studio e valorizzazione

Lo scavo, ancora in corso, sarà seguito da uno studio complessivo finalizzato alla valorizzazione dell’area, con l’obiettivo di restituire alla collettività un segmento significativo del paesaggio antico romano, in cui infrastrutture, culto e sepolture convivono in una relazione complessa e stratificata.

Nota: Gli scavi sono stati condotti sul campo da una squadra di archeologi della Società Kleos Srls: Davide Mancini e Valerio Spaccini coordinatori, Michele D’Alò, Daniele Micozzi, Mariele Proietti, Erika Pischedda, Andrea Zocchi, insieme ad operai specializzati della Cogetras. Lo scavo dei resti antropologici è stato svolto dall’antropologo Andrea Battistini.
PROPRIETÀ: CPI property group

SOPRINTENDENZA SPECIALE DI ROMA
Daniela Porro, Soprintendente Speciale
Fabrizio Santi, direttore scientifico dello scavo
Paola Serangeli e Fabrizio Corsi, assistenti

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✅ A Pietralata emergono tombe monumentali, un sacello forse dedicato a Ercole e vasche di dimensioni eccezionali: un nuovo tassello per la conoscenza del suburbio orientale della città.

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(foto © @soprintendenzaspecialeroma)

➡️ Leggi tutti i dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-bU2

https://storiearcheostorie.com/2026/01/15/scavi-archeologici-pietralata-roma/

"Casa dolce casa" di Giacomo Di Biase - proiezione

CSOA Forte Prenestino, giovedì 27 novembre alle ore 21:30 CET

GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE 2025
CSOA Forte Prenestino & CinemaForte
h. 21:30
proiezione di

"CASA DOLCE CASA"
(Ita 2025, 52')
di Giacomo De Biase

presentazione con il
Coordinamento sì al parco, sì all’ospedale no allo stadio

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"Casa dolce casa" racconta la lotta dei residenti del quartiere romano di Pietralata contro l'imminente costruzione del nuovo stadio dell'AS Roma, che dovrebbe sorgere su un bosco la cui esistenza è stata negata dalle autorità fino alla scorsa primavera.
Mentre istituzioni e promotori del progetto stadio falsamente dipingono un quadro di riqualificazione urbana e promozione del verde, le voci autentiche di Flavio, Alessandro e Sebastiano svelano la dura realtà di sgomberi forzati, promesse non mantenute e di distruzione di intere vite e ricordi.
È una battaglia di civiltà e difesa del territorio, della storia e della dignità umana, un grido di resistenza contro coloro che cercano di cancellare un passato e un futuro in nome di un progresso che ignora le persone.

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https://www.forteprenestino.net/attivita/cinema/3477-casa-dolce-casa

https://roma.convoca.la/event/casa-dolce-casa-di-giacomo-di-biase-proiezione

#Stadio della #Roma a #Pietralata: c'è il via libera della #relazione #tecnica

Il #documento certifica l'inesistenza di #ostacoli di #tutela #ambientale per poter procedere. #Verde tolto sarà compensato coerentemente al luogo

#sport #calcio

https://www.metropoli.online/stadio-della-roma-a-pietralata-ce-il-via-libera-della-relazione-tecnica/

Stadio della Roma a Pietralata: c'è il via libera della relazione tecnica

Il documento certifica l'inesistenza di ostacoli di tutela ambientale per poter procedere. Verde tolto sarà compensato coerentemente al luogo

metropoli.online
«A Pietralata lo stadio è una operazione estrattivista sul territorio» - DINAMOpress

L'amministrazione comunale persiste nel progetto dello stadio, nonostante forti critiche da più settori, di abitanti di Roma e di istituzioni. Abbiamo intervistato una persona del Comitato Si Parco che da mesi porta avanti la battaglia contro un'opera devastante per l'ambiente e l'intero quadrante della città

DINAMOpress

Oggi a #Mattino5 intervistato da @CescoV: ho risposto sulla modalità sbagliata di protesta a #FontanadiTrevi, sul #Termovalorizzatore per arrivare a zero discariche, sullo #StadiodellaRoma e il conseguente intervento di rigenerazione urbana a #Pietralata ▶️https://fb.watch/kIlSY46TbF/

🐦🔗: https://n.respublicae.eu/gualtierieurope/status/1660966060118376448

Oggi a #Mattino5 intervistato da Francesco Vecchi: ho risposto sulla modalità sbagliata di protesta a #FontanadiTrevi, sul #Termovalorizzatore per... | By Roberto Gualtieri | Facebook

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Il nuovo stadio della Roma a Pietralata. Tra cemento e interessi pubblici

Nella prima periferia Est della capitale, vicino alla stazione Tiburtina, sorgerà il “complesso sportivo multifunzionale”. Un intervento su terreni pubblici che va anche oltre l’impianto e che secondo l’Ispra consumerà almeno 20 ettari di suolo. Per la Giunta Gualtieri sarà un "volano di sviluppo", per i comitati è mancato il dibattito

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