Toglie i fiori dalla lapide di Mussolini e finisce a processo: l’antifascismo sul banco degli imputati

Cecco Bellosi rischia la condanna per aver rimosso omaggi alla teca del Duce. In Italia si tutelano i “beni” del culto fascista mentre si processa chi difende la memoria della …

Osservatorio Repressione
Cecco Bellosi. L'antifascismo che non si sposta e il via a un processo surreale a Como

Accusato di danneggiamento per aver tolto dei fiori da una lapide pro Mussolini a Giulino di Mezzegra (Como), il 28 aprile 2023, lo scrittore e operatore sociale rischia la reclusione perché la teca è ritenuta un “bene esposto per necessità alla pubblica fede” e non quello che è: apologia. In un clima di crescente repressione, Bellosi resta fermo: “Non solo rivendicherò di aver tolto i fiori ma ricorderò che la presenza di quel ‘memoriale’ è un reato”

Altreconomia
Il carcere è tra noi… liberiamoci dal carcere

– alle 19,45: cena sociale a sostegno della trasmissione radiofonica “Mezz’ora d’aria” (sulle frequenze di Radio Città Fujiko) – alle 21,15: presentazione del numero 25 [https://jacobinitalia.it/rivista/regime-di-massima-sicurezza/] della rivista Jacobin Italia con lo speciale sull’universo carcerario “Speciale di massima sicurezza”; discussione sulla situazione del carcere di Bologna e sulla pubblicazione [https://momoedizioni.it/catalogo/l-piu-grande-attacco-alla-liberta-di-protesta-della-storia-repubblicana-italiana/] di Antigone sul disegno di legge Meloni/Salvini, “Il più grande attacco alla libertà di protesta della storia repubblicana italiana”, guardando alle norme che introduce e ai comportamenti che reprime. Interverranno: – Martina Lo Cascio della redazione di Jacobin Italia [https://jacobinitalia.it/] – docente all’Università di Palermo – Cecco Bellosi dell’Associazione Comunità Il Gabbiano [https://gabbianoodv.it/] che, in Lombardia, si occupa di tossicodipendenti, persone con problemi di sofferenza psichica, detenuti, minori in difficoltà – Giula Fabini, presidente di Antigone Emilia-Romagna [https://www.facebook.com/AntigoneEmiliaRomagna/] Il carcere incombe nella nostra società. Nelle esortazioni a «gettare la chiave» delle celle, nelle detenzioni amministrative per i migranti e nelle norme del Ddl Sicurezza del governo Meloni. Il numero 25 di Jacobin Italia ci permette di indagare le prigioni come spia della fase politica più generale, cercando di rompere l’isolamento concettuale e materiale tra la situazione dentro le prigioni e il mondo circostante. Ma è anche un modo per indagare su nuovi punti di vista e immaginare collettivamente una giustizia alternativa a quella penitenziaria. Mentre il governo Meloni è in procinto di approvare il Ddl Sicurezza, ci sembra ancora più urgente proporre un rifiuto netto al giustizialismo e un radicale ripensamento del regime carcerario. Pensiamo infatti che i rischi correlati ai contenuti delle norme presenti nel pacchetto sicurezza, l’introduzione di “zone rosse”, l’aumento delle pene e di misure preventive i Daspo urbani e i fogli di via non facciano altro che alimentare la repressione e il sovraffollamento delle carceri producendo così maggiore marginalità sociale e disuguaglianze. La presentazione del numero speciale di Jacobin e della pubblicazione di Antigone sul Ddl Sicurezza sarà un’occasione per fare un viaggio nella situazione carceraria e penale nel nostro paese, concentrandoci su cosa significa attraversare il carcere. E sabato 22 febbraio tutte/i alla manifestazione regionale contro il Ddl Sicurezza [https://vag61.noblogs.org/post/2025/02/11/manifestazione-regionale-contro-il-ddl-sicurezza/], alle 15 in piazza XX Settembre

Balotta

Il carcere è tra noi… liberiamoci dal carcere

Vag61, venerdì 21 febbraio alle ore 19:45 CET

– alle 19,45: cena sociale a sostegno della trasmissione radiofonica “Mezz’ora d’aria” (sulle frequenze di Radio Città Fujiko)

– alle 21,15: presentazione del numero 25 della rivista Jacobin Italia con lo speciale sull’universo carcerario “Speciale di massima sicurezza”; discussione sulla situazione del carcere di Bologna e sulla pubblicazione di Antigone sul disegno di legge Meloni/Salvini, “Il più grande attacco alla libertà di protesta della storia repubblicana italiana”, guardando alle norme che introduce e ai comportamenti che reprime.

Interverranno:

Martina Lo Cascio della redazione di Jacobin Italia – docente all’Università di Palermo

Cecco Bellosi dell’Associazione Comunità Il Gabbiano che, in Lombardia, si occupa di tossicodipendenti, persone con problemi di sofferenza psichica, detenuti, minori in difficoltà

Giula Fabini, presidente di Antigone Emilia-Romagna

Il carcere incombe nella nostra società. Nelle esortazioni a «gettare la chiave» delle celle, nelle detenzioni amministrative per i migranti e nelle norme del Ddl Sicurezza del governo Meloni.

Il numero 25 di Jacobin Italia ci permette di indagare le prigioni come spia della fase politica più generale, cercando di rompere l’isolamento concettuale e materiale tra la situazione dentro le prigioni e il mondo circostante. Ma è anche un modo per indagare su nuovi punti di vista e immaginare collettivamente una giustizia alternativa a quella penitenziaria. Mentre il governo Meloni è in procinto di approvare il Ddl Sicurezza, ci sembra ancora più urgente proporre un rifiuto netto al giustizialismo e un radicale ripensamento del regime carcerario. Pensiamo infatti che i rischi correlati ai contenuti delle norme presenti nel pacchetto sicurezza, l’introduzione di “zone rosse”, l’aumento delle pene e di misure preventive i Daspo urbani e i fogli di via non facciano altro che alimentare la repressione e il sovraffollamento delle carceri producendo così maggiore marginalità sociale e disuguaglianze.

La presentazione del numero speciale di Jacobin e della pubblicazione di Antigone sul Ddl Sicurezza sarà un’occasione per fare un viaggio nella situazione carceraria e penale nel nostro paese, concentrandoci su cosa significa attraversare il carcere.

E sabato 22 febbraio tutte/i alla manifestazione regionale contro il Ddl Sicurezza, alle 15 in piazza XX Settembre

https://balotta.org/event/il-carcere-e-tra-noi-liberiamoci-dal-carcere

Regime di massima sicurezza - Jacobin Italia

Jacobin Italia
Al funerale di Toni Negri, genius loci degli anticorpi del capitale

Il 3 gennaio si sono svolti i funerali di Toni Negri al Père-Lachaise di Parigi. C'era anche Cecco Bellosi, che racconta le quattro generazioni presenti all'ultimo saluto per ritessere le "molte cose" che il filosofo è stato e ha attraversato. Come la "battaglia epocale tra operai e capitale, vinta in maniera dirompente dal capitale". Il suo ricordo

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"Io, indagato per danneggiamento aggravato per aver tolto i fiori dalla lapide di Mussolini"

La notte del 28 aprile Cecco Bellosi ha tolto i fiori dalla lapide del dittatore a Giulino di Mezzegra (Como), posti poco prima da una squadra di fascisti. L'11 maggio ha subìto una perquisizione -con sequestro del telefono di lavoro e di alcuni appunti- scoprendo d'essere indagato dalla procura. "Ma l'antifascismo non può essere reato"

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La clessidra sottosopra del 41 bis. Sempre dalla parte del potere

Cecco Bellosi, da trent'anni coordinatore dell’Associazione Comunità Il Gabbiano, ripercorre la storia del regime di detenzione che oggi s'incrocia con la vicenda di Alfredo Cospito. "La filosofia è sempre la stessa: rinchiudere dentro la logica della sicurezza la pratica della vendetta"

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Da Franco Basaglia a Cecco Bellosi. Inventare comunità radicali

di Piero Cipriano L’orlo del bosco. La cura delle dipendenze tra catene e libertà (DeriveApprodi [...]

Carmilla on line
Nella sostanza di un precipizio - EuroNomade

Girolamo de Michele legge "L’orlo del bosco" di Cecco Bellosi e "Eroina" di Vanessa Roghi.

EuroNomade
In merito a Sanpa - Altreconomia

Cecco Bellosi, scrittore e direttore educativo della comunità "Il Gabbiano" per persone con problemi di dipendenza, ha visto per noi il documentario su San Patrignano e Vincenzo Muccioli. "Le catene più intollerabili -scrive- sono quelle apparentemente invisibili, in uscita". Perché "la libertà, e non la costrizione, è terapeutica". Un contributo prezioso per ricostruire il contesto, di allora e di oggi

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