[2026-04-17] Antifa•Fest | 17-19 Aprile 2026 @ Vag61 https://balotta.org/event/antifafest-or-17-19-aprile-2026 #antifascismo #festival #antifa #Vag61
Antifa•Fest | 17-19 Aprile 2026

𝟭𝟳 -𝟭𝟵 𝗮𝗜𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 @Vag61 - Via Paolo Fabbri 110 ANTIFA FEST - Di fronte all’avanzata della destra in Europa e nel mondo, l’antifascismo si costruisce ogni giorno — nei movimenti, nelle piazze, nella cultura. Vi aspettiamo! >>> https://vag61.noblogs.org/post/2026/03/07/antifafest/ [https://vag61.noblogs.org/post/2026/03/07/antifafest/] ***********************PROGRAMMA*********************** | 𝟭𝟳 𝗮𝗜𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 | 𝟭𝟎:𝟯𝟬 • 𝗊'𝗲̀ 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮, introduzione con 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐑𝐞𝐧𝐳𝐢 (giornalista) 𝟭𝟵:𝟯𝟬 • 𝑇𝑎𝑙𝑘 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗌𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗿𝗮 𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗜𝗌𝗜𝗌𝗹𝗶 𝗌𝗜𝗜𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶, con 𝐄𝐝𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐮𝐜𝐜𝐢 (scrittrice e attivista), 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐌𝐢𝐬𝐚𝐠𝐡𝐢 𝐍𝐞𝐣𝐚𝐝 (attivista italo-iraniana e antropologa), 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫𝐢 (ricercatore di Filosofia politica e attivista, Parigi), 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚 𝐓𝐚𝐊𝐛𝐚𝐥𝐢𝐧𝐢 (editore, Momo edizioni) e 𝐒𝐚𝐧𝐝𝐫𝐚 𝐌𝐞𝐳𝐳𝐚𝐝𝐫𝐚 (Professore di Filosofia politica, Unibo), moderato da Vag61 𝗔 𝘀𝗲𝗎𝘂𝗶𝗿𝗲 • presentazione della campagna 𝐅𝐫𝐞𝐞 𝐀𝐥𝐥 𝐀𝐧𝐭𝐢𝐟𝐚𝐬 con il 𝐂𝐚𝐊𝐢𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐀𝐧𝐭𝐢𝐫𝐞𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐚 + proiezione di 𝐓𝐡𝐞 𝐓𝐫𝐢𝐚𝐥𝐬 (documentario di Marta Massa, regista, sul processo a Maja T.) + 𝐋𝐢𝐧𝐞𝐚𝐀𝐀, cortometraggio del Laboratorio Antifascismi a cura di Smk Factory 𝟮𝟬:𝟯𝟬 • Cena sociale con 𝐝𝐞𝐠𝐮𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐧𝐢 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢 di Pizzillo Emanuele e Lentamente A chiudere: 𝐌𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐑𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐠𝐠𝐢 | con Luciano Forlese e Mars on Pluto | 𝟭𝟎 𝗮𝗜𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 | 𝟭𝟭:𝟬𝟬 • 𝑇𝑎𝑙𝑘 𝗟𝗲 𝗰𝗶𝗰𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗜𝗲𝘁𝗿𝗌𝗹𝗶𝗌, con 𝗕𝗌𝗹𝗌𝗎𝗻𝗮 𝗳𝗌𝗿 𝗖𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗲 𝗝𝘂𝘀𝘁𝗶𝗰𝗲, 𝗔𝗻𝘁𝗌𝗻𝗶𝗌 𝗧𝗿𝗶𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗌 (ReCommon) e 𝗟𝗌𝗿𝗲𝗻𝘇𝗌 𝗕𝗮𝗎𝗻𝗌𝗹𝗶 (IrpiMedia) 𝟭𝟯:𝟯𝟬 • 𝗣𝗿𝗮𝗻𝘇𝗌 sociale con degustazione di vini naturali 𝟭𝟱:𝟬𝟬 • 𝑇𝑎𝑣𝑜𝑙𝑎 𝑟𝑜𝑡𝑜𝑛𝑑𝑎 𝗙𝗮𝘀𝗰𝗶𝘀𝘁𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗌𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗌𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀: 𝘀𝗎𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶, Vag61 dialoga con 𝗔𝗻𝗻𝗮 𝗖𝘂𝗿𝗰𝗶𝗌 (politologa femminista), 𝗊𝗮𝗿𝗮 𝗝 𝗙𝗮𝗿𝗿𝗶𝘀 (Docente di Sociologia e Gender Studies, Goldsmiths-Bologna) e 𝗧𝗮𝘁𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗠𝗌𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮 (avvocata femminista) 𝟭𝟳:𝟬𝟬 • 𝑇𝑎𝑙𝑘 (𝗥)𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗲: 𝗜𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮, Vag61 e 𝗠𝗲𝗱𝗶𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮𝗻𝗲𝗮 moderano, con 𝗙𝗲𝗱𝗲𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗊𝘁𝗮𝗎𝗻𝗶 (sociologa), 𝗧𝗮'𝗮𝘆𝘂𝘀𝗵 e 𝗬𝗌𝘂𝘁𝗵 𝗌𝗳 𝗊𝘂𝗺𝘂𝗱 𝟭𝟵:𝟯𝟬 • 𝗖𝗲𝗻𝗮 sociale con degustazione di vini naturali 𝟮𝟭:𝟬𝟬 • 𝑆𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑡𝑒𝑎𝑡𝑟𝑎𝑙𝑒 𝗩𝗶𝘁𝘁𝗌𝗿𝗶𝗌 𝗔𝗿𝗿𝗶𝗎𝗌𝗻𝗶 𝗮 𝗚𝗮𝘇𝗮, di e con 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗹𝘂𝗰𝗮 𝗙𝗌𝗎𝗹𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮, musica dal vivo con 𝗘𝗺𝗮𝗻𝘂𝗲𝗹𝗲 𝗖𝗮𝗜𝗜𝗮 𝟮𝟮:𝟯𝟬 • Concerti: 𝗖𝗌𝗻𝘁𝗌𝘂𝗿 𝗗𝗶𝗿𝗲𝗰𝘁 (rap, Marsiglia) e 𝗠𝗌𝗱𝗲𝗿 (rap/cantautore, Ravenna) | 𝟭𝟵 𝗮𝗜𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 | 𝟭𝟭:𝟬𝟬 • 𝑇𝑎𝑙𝑘 𝗜𝗻𝘀𝗲𝗎𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗎𝗿𝗲𝗱𝗶𝗿𝗲: 𝗜𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗌𝗹𝗮, modera 𝗗𝗌𝗜𝗌𝘀𝗰𝘂𝗌𝗹𝗮 𝗊𝗌𝗹𝗶𝗱𝗮𝗹𝗲 𝗩𝗮𝗎𝟲𝟭, con 𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗜𝗜𝗲 𝗖𝘂𝗿𝗰𝗶𝗌 (Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole), 𝗩𝗲𝗿𝗌𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗩𝗶𝗰𝗶𝗻𝗲𝗹𝗹𝗶 (Docenti per Gaza), 𝗊𝘁𝘂𝗱𝗲𝗻𝘁𝟯 𝗺𝗲𝗱𝗶 (CAS) e 𝗗𝗲𝗹𝗲𝗎𝗮𝘇𝗶𝗌𝗻𝗲 𝗜𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘁𝗌 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗲𝗶 𝟭𝟯:𝟯𝟬 • 𝑃𝑟𝑎𝑛𝑧𝑜 sociale con degustazione di vini naturali 𝗠𝗮𝘁𝗶𝗻𝗲́𝗲 𝗺𝘂𝘀𝗶𝗰𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗌𝗻 𝗔𝗡𝗔𝗙𝗘𝗠 (transfem militant rap) 𝟭𝟱:𝟬𝟬 • 𝑇𝑎𝑙𝑘 𝗥𝗲𝗺𝗶𝗎𝗿𝗮𝘇𝗶𝗌𝗻𝗲: 𝗶𝗻𝗳𝗿𝗮𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗻𝘂𝗌𝘃𝗶 𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝘀𝗺𝗶, modera 𝗠𝗲𝗱𝗶𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮𝗻𝗲𝗮 𝗕𝗌𝗹𝗌𝗎𝗻𝗮, con 𝗘𝗹𝗶𝗮 𝗥𝗌𝘀𝗮𝘁𝗶 (politologo), 𝗊𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗔𝗿𝗲𝗻𝗮 (avvocata ASGI), 𝗔𝗿𝗰𝗶 𝗣𝗌𝗿𝗰𝗌 𝗥𝗌𝘀𝘀𝗌 e 𝗥𝗲𝗳𝘂𝗎𝗲𝗲𝘀 𝗶𝗻 𝗟𝗶𝗯𝘆𝗮 𝟭𝟎:𝟬𝟬 • 𝑆𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑡𝑒𝑎𝑡𝑟𝑎𝑙𝑒 𝗊𝘁𝗌𝗺𝗮𝗰𝗌: 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗌𝗻𝘁𝗌 𝘁𝗿𝗮 𝗜𝗮𝗹𝗰𝗌 𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗌, 𝗱𝗮𝗹 𝗚𝟎 𝗱𝗶 𝗚𝗲𝗻𝗌𝘃𝗮 𝗮 𝗌𝗎𝗎𝗶, performance a cura di 𝗚𝗶𝗌𝗿𝗎𝗶𝗮 𝗠𝗮𝘇𝘇𝘂𝗰𝗮𝘁𝗌 (attrice e autrice transfemminista) A seguire: conclusioni ************************************************** 𝗥𝗶𝗎𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗥𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 Il fascismo del presente non ha bisogno della camicia nera. Gli bastano algoritmi, frontiere automatizzate, decreti che restringono lo spazio democratico con la stessa logica delle leggi fascistissime. È ora un fascismo molecolare, diffuso, insinuato nei dispositivi di controllo, nelle retoriche securitarie e nelle economie estrattive che trasformano vite in scarti. Eppure la storia ci insegna che la Resistenza non fu mai un blocco monolitico. Fu un arcipelago di esperienze e di soggettività molto eterogenee tra di loro: donne e uomini che ruppero ruoli secolari, contadini che trasformarono le loro case in basi partigiane, operaie e operai che scioperarono sotto i cannoni e boicottarono le produzioni di guerra. Un laboratorio di differenze tenute insieme non dall’accordo politicista, ma dalla pratica comune. Rigenerarla oggi non significa crogiolarsi nella memoria. Significa riattivarne le voci. La geopolitica contemporanea Ú un mosaico di contraddizioni che non permette letture semplici. C’Ú la Palestina, dove molte organizzazioni internazionali, attivisti/e e osservatori parlano apertamente di genocidio, mentre la comunità globale vacilla tra impotenza e complicità; l’Iran, che reprime con brutalità chi osa immaginare un’altra vita, ma che non ha bisogno di “esportatori di democrazia”; le prigioni e le milizie dell’ICE negli Stati Uniti, rafforzate negli anni di Trump. C’Ú il Rojava che continua a difendere la propria rivoluzione femminista e confederale sotto l’attacco costante di potenze regionali; il Venezuela che resiste a un assedio economico che ha la forma di una guerra non dichiarata e l’Ucraina, divenuta terreno di scontro tra potenze. Antifascismo, oggi, vuol dire interazione e costruzione di legami di reciprocità. Non un fronte unico, ma una trama: di alleanze transnazionali, di spazi autonomi, di culture critiche, di solidarietà concreta. Come quella che si pratica ogni giorno in luoghi “altri” e negli spazi autogestiti, non per celebrare il passato, ma per ricordarci del futuro. Gramsci chiamava mostri tutte quelle cose che nascevano nell’interregno, «quando il vecchio muore e il nuovo non può nascere». Oggi i mostri li vediamo bene: nelle frontiere che uccidono, nei governi che reprimono, nelle economie che sacrificano vite per profitti. Ma nell’interregno vediamo bene anche le rivoluzioni lente, le comunità che tengono, le forme di vita che non si piegano. La resistenza Ú stata, Ú, e sempre sarà, un gesto collettivo.

Balotta
la Tana della Talpa - EDIZIONE del GIOVEDÌ

Prima di diventare templi del silenzio e del biglietto numerato, le sale cinematografiche erano ambienti ibridi e popolari, spazi attraversati da persone marginali, rumorose, curiose, dove si sperimentavano linguaggi nuovi e si costruivano immaginari collettivi. È a quell’idea di cinema che vogliamo tornare. La Tana della Talpa non Ú solo una sala di proiezione, ma un appuntamento (quasi) settimanale gratuito, aperta dalle 19:30, in cui il cinema diventa un pretesto per stare insieme. Giovedi 9 aprile la proiezione di: Matango (titolo originale: マタンゎ) Ishirō Honda, 1963, Giappone, 90' Il flim diretto da Honda, celebre per aver creato Godzilla, Ú una cupa allegoria sul conformismo ed il peso delle differenze sociali. Un gruppo di naufraghi trova rifugio su un'isola remota e misteriosa. Qui scoprono un relitto abbandonato carico di provviste e uno strano diario che parla di una spaventosa mutazione. Ben presto i superstiti iniziano a consumare dei funghi presenti sull'isola, senza poter prevedere quali saranno le conseguenze che li aspettano.  Quello che segue Ú un horror atipico che parla di isolamento, desiderio e perdita di controllo. Più che un film di mostri, Ú una discesa lenta e disturbante dentro la natura umana. Honda, con la sua regia esperta, trasforma questa storia apparentemente bizzarra in una riflessione profonda sulla perdita di identità e sulla fragilità degli uomini di fronte all’istinto. Spesso snobbato come un B-movie grottesco, con gli anni ha guadagnato lo status di film di culto, apprezzato per la sua atmosfera claustrofobica e il suo sottotesto psichedelico di critica sociale.

Balotta

la Tana della Talpa - EDIZIONE del GIOVEDÌ

Vag61, giovedì 9 aprile alle ore 19:30 CEST

Prima di diventare templi del silenzio e del biglietto numerato, le sale cinematografiche erano ambienti ibridi e popolari, spazi attraversati da persone marginali, rumorose, curiose, dove si sperimentavano linguaggi nuovi e si costruivano immaginari collettivi. È a quell’idea di cinema che vogliamo tornare.

La Tana della Talpa non Ú solo una sala di proiezione, ma un appuntamento (quasi) settimanale gratuito, aperta dalle 19:30, in cui il cinema diventa un pretesto per stare insieme.

Giovedi 9 aprile la proiezione di:

Matango (titolo originale: マタンゎ)
Ishirō Honda, 1963, Giappone, 90'
Il flim diretto da Honda, celebre per aver creato Godzilla, Ú una cupa allegoria sul conformismo ed il peso delle differenze sociali.

Un gruppo di naufraghi trova rifugio su un'isola remota e misteriosa. Qui scoprono un relitto abbandonato carico di provviste e uno strano diario che parla di una spaventosa mutazione. Ben presto i superstiti iniziano a consumare dei funghi presenti sull'isola, senza poter prevedere quali saranno le conseguenze che li aspettano. 

Quello che segue Ú un horror atipico che parla di isolamento, desiderio e perdita di controllo. Più che un film di mostri, Ú una discesa lenta e disturbante dentro la natura umana. Honda, con la sua regia esperta, trasforma questa storia apparentemente bizzarra in una riflessione profonda sulla perdita di identità e sulla fragilità degli uomini di fronte all’istinto.

Spesso snobbato come un B-movie grottesco, con gli anni ha guadagnato lo status di film di culto, apprezzato per la sua atmosfera claustrofobica e il suo sottotesto psichedelico di critica sociale.

https://balotta.org/event/la-tana-della-talpa-edizione-del-giovedi

Teglie di Rabbia

Sabato 7 aprile @Vag61 ore 19:00 – Presentazione di Teglie di rabbia, alla presenza dell’autore La letteratura working class svedese sbarca finalmente in Italia. Henrik Johansson, sarà in tour con le sue “Teglie di rabbia” dal 2 al 15 aprile, passando da Pisa, Bologna, Reggio Emilia, Genova e Livorno. E il 12 aprile sarà al Festival di letteratura working class a Campi Bisenzio (Fi). Cresciuto in una famiglia della classe lavoratrice svedese, Johansson ha lavorato come operaio in una panetteria industriale e poi come cuoco. Scrive regolarmente su “Klass”, organo dell’Associazione degli scrittori working class svedesi. “Teglie di rabbia” racconta la storia di Raya, giovane operaia addetta ai forni di un panificio industriale. Una storia che comincia come un romanzo di fabbrica, ma in una notte di tempesta prende rapidamente le tinte di una tragedia shakespeariana, dove il potere e il tradimento incombono e i protagonisti si trovano bloccati in un impianto, di notte, nella furia degli elementi, in una versione nordica e industriale di un giallo classico. TEGLIE DI RABBIA di Henrik Johansson [https://www.ibs.it/libri/autori/henrik-johansson](Autore) | Andrea Berardini [https://www.ibs.it/libri/traduttore/andrea-berardini](Traduttore) | Edizioni Alegre [https://www.ibs.it/libri/editori/edizioni-alegre], 2026 Raya, giovane operaia addetta ai forni di un panificio industriale, Ú cresciuta in fabbrica: sua madre lavora al confezionamento, il patrigno Werner Ú un caporeparto. La fabbrica per Raya Ú una seconda casa, ma anche uno spazio di tensione, paura e fatica. A fianco di Raya, inquieta per l’assenza dell’unica altra donna del reparto, si alternano Adrian, un giovane interinale; Iván, un immigrato cileno, infornatore abile ma condannato alla precarietà; e Roy, veterano dell’impasto, volgare e sessista, incarnazione di una cultura maschilista e cinica contro cui Raya lotta senza esitazioni. Per sopravvivere in questa fabbrica di pane, ci sono due strade: o accettare e normalizzare favoritismi, silenzi e abusi, o provare a lottare per un lavoro degno resistendo a un sistema che, attraverso la precarietà, consuma le persone come un impasto di farina e lievito. Così il pane, simbolo di cura e condivisione, può diventare un emblema di riscatto, perché “compagno” Ú – alla lettera – chi mangia il pane con te. Ma questa storia, che comincia come un romanzo di fabbrica, in una notte di tempesta prende rapidamente le tinte di una tragedia shakesperiana, dove il potere e il tradimento incombono e i protagonisti si trovano bloccati in un impianto, di notte, nella furia degli elementi, in una versione nordica e industriale di un giallo classico. Un racconto dall’ultima generazione della letteratura working class svedese, un filone che ha una genealogia alle spalle enorme e un vivace scenario contemporaneo, che finalmente arriva al pubblico italiano.

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Teglie di Rabbia

Vag61, martedì 7 aprile alle ore 19:00 CEST

Sabato 7 aprile @Vag61 ore 19:00 – Presentazione di Teglie di rabbia, alla presenza dell’autore

La letteratura working class svedese sbarca finalmente in Italia.

Henrik Johansson, sarà in tour con le sue “Teglie di rabbia” dal 2 al 15 aprile, passando da Pisa, Bologna, Reggio Emilia, Genova e Livorno. E il 12 aprile sarà al Festival di letteratura working class a Campi Bisenzio (Fi).

Cresciuto in una famiglia della classe lavoratrice svedese, Johansson ha lavorato come operaio in una panetteria industriale e poi come cuoco. Scrive regolarmente su “Klass”, organo dell’Associazione degli scrittori working class svedesi.

“Teglie di rabbia” racconta la storia di Raya, giovane operaia addetta ai forni di un panificio industriale. Una storia che comincia come un romanzo di fabbrica, ma in una notte di tempesta prende rapidamente le tinte di una tragedia shakespeariana, dove il potere e il tradimento incombono e i protagonisti si trovano bloccati in un impianto, di notte, nella furia degli elementi, in una versione nordica e industriale di un giallo classico.

Teglie di rabbia

di Henrik Johansson(Autore) | Andrea Berardini(Traduttore) | Edizioni Alegre, 2026

Raya, giovane operaia addetta ai forni di un panificio industriale, Ú cresciuta in fabbrica: sua madre lavora al confezionamento, il patrigno Werner Ú un caporeparto. La fabbrica per Raya Ú una seconda casa, ma anche uno spazio di tensione, paura e fatica. A fianco di Raya, inquieta per l’assenza dell’unica altra donna del reparto, si alternano Adrian, un giovane interinale; Iván, un immigrato cileno, infornatore abile ma condannato alla precarietà; e Roy, veterano dell’impasto, volgare e sessista, incarnazione di una cultura maschilista e cinica contro cui Raya lotta senza esitazioni. Per sopravvivere in questa fabbrica di pane, ci sono due strade: o accettare e normalizzare favoritismi, silenzi e abusi, o provare a lottare per un lavoro degno resistendo a un sistema che, attraverso la precarietà, consuma le persone come un impasto di farina e lievito. Così il pane, simbolo di cura e condivisione, può diventare un emblema di riscatto, perché “compagno” Ú – alla lettera – chi mangia il pane con te. Ma questa storia, che comincia come un romanzo di fabbrica, in una notte di tempesta prende rapidamente le tinte di una tragedia shakesperiana, dove il potere e il tradimento incombono e i protagonisti si trovano bloccati in un impianto, di notte, nella furia degli elementi, in una versione nordica e industriale di un giallo classico. Un racconto dall’ultima generazione della letteratura working class svedese, un filone che ha una genealogia alle spalle enorme e un vivace scenario contemporaneo, che finalmente arriva al pubblico italiano.

https://balotta.org/event/teglie-di-rabbia

la Tana della Talpa - EDIZIONE del MERCOLEDÌ

Prima di diventare templi del silenzio e del biglietto numerato, le sale cinematografiche erano ambienti ibridi e popolari, spazi attraversati da persone marginali, rumorose, curiose, dove si sperimentavano linguaggi nuovi e si costruivano immaginari collettivi. È a quell’idea di cinema che vogliamo tornare. La Tana della Talpa non Ú solo una sala di proiezione, ma un appuntamento (quasi) settimanale gratuito, aperta dalle 19:30, in cui il cinema diventa un pretesto per stare insieme. Mercoledì 25 la proiezione di: Arrivederci all’inferno, amici (titolo originale slovacco: Dovidenia v pekle, priatelia),  Juraj Jakubisko, 1970/1990, Cecoslovacchia/Italia, 79’ Arrivederci all'inferno, amici, una coproduzione tra Cecoslovacchia e Italia in collaborazione con la RAI, Ãš un film surreale e allegorico, diretto dal regista slovacco Juraj Jakubisko. Mentre il mondo é colpito da una catastrofe, la storia, ambientata in una fattoria isolata, segue le vicende della giovane Rita, del suo fidanzato Petras e di un vecchio colonnello con cui i due formano una strana famiglia in una situazione promiscua e fluida. Presto si instaura una convivenza dalle dinamiche peculiari, interrotta dall'arrivo di figure bizzarre come, tra le tante, il padre del colonnello e due misteriose suore intente a costruire un’arca: tutto questo mentre l’umanità cerca disperatamente un modo di salvarsi.  Il film utilizza il grottesco e un simbolismo visionario per raccontare il senso di isolamento e la ricerca della libertà, con una particolare attenzione per la vita quotidiana di personaggi “minori”, spesso descritti con ironia, ambiguità morale e un uso innovativo della narrazione, fatta di assurdo, humour nero e libertà formale.

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la Tana della Talpa - EDIZIONE del MERCOLEDÌ

Vag61, mercoledì 25 marzo alle ore 19:30 CET

Prima di diventare templi del silenzio e del biglietto numerato, le sale cinematografiche erano ambienti ibridi e popolari, spazi attraversati da persone marginali, rumorose, curiose, dove si sperimentavano linguaggi nuovi e si costruivano immaginari collettivi. È a quell’idea di cinema che vogliamo tornare.

La Tana della Talpa non Ú solo una sala di proiezione, ma un appuntamento (quasi) settimanale gratuito, aperta dalle 19:30, in cui il cinema diventa un pretesto per stare insieme.

Mercoledì 25 la proiezione di:

Arrivederci all’inferno, amici (titolo originale slovacco: Dovidenia v pekle, priatelia), 

Juraj Jakubisko, 1970/1990Cecoslovacchia/Italia, 73’

Arrivederci all'inferno, amici, una coproduzione tra Cecoslovacchia e Italia in collaborazione con la RAI, Ãš un film surreale e allegorico, diretto dal regista slovacco Juraj Jakubisko.

Mentre il mondo é colpito da una catastrofe, la storia, ambientata in una fattoria isolata, segue le vicende della giovane Rita, del suo fidanzato Petras e di un vecchio colonnello con cui i due formano una strana famiglia in una situazione promiscua e fluida. Presto si instaura una convivenza dalle dinamiche peculiari, interrotta dall'arrivo di figure bizzarre come, tra le tante, il padre del colonnello e due misteriose suore intente a costruire un’arca: tutto questo mentre l’umanità cerca disperatamente un modo di salvarsi. 

Il film utilizza il grottesco e un simbolismo visionario per raccontare il senso di isolamento e la ricerca della libertà, con una particolare attenzione per la vita quotidiana di personaggi “minori”, spesso descritti con ironia, ambiguità morale e un uso innovativo della narrazione, fatta di assurdo, humour nero e libertà formale.

https://balotta.org/event/la-tana-della-talpa-edizione-del-mercoledi

la Tana della Talpa

Prima di diventare templi del silenzio e del biglietto numerato, le sale cinematografiche erano ambienti ibridi e popolari, spazi attraversati da persone marginali, rumorose, curiose, dove si sperimentavano linguaggi nuovi e si costruivano immaginari collettivi. È a quell’idea di cinema che vogliamo tornare. La Tana della Talpa non Ú solo una sala di proiezione, ma un appuntamento (quasi) settimanale gratuito, aperta dalle 19:30, in cui il cinema diventa un pretesto per stare insieme. Venerdì 20 marzo la proiezione di: Musica per vecchi animali Stefano Benni e Umberto Angelucci, 1989, Italia, 103’ Lucio Lucertola, un professore anziano un po’ disilluso, Lee il Tigrotto, giovane meccanico appassionato di arti marziali e Lupetta, una bambina ribelle e imprevedibile, attraversano una città surreale e pericolosa, sfuggono ai militari incontrando predicatori deliranti, poliziotti grotteschi e figure ai margini della società. La loro fuga diventa un viaggio picaresco dentro un mondo deformato, popolato da personaggi eccentrici e situazioni paradossali, in cui l’assurdo diventa uno strumento per parlare della società contemporanea. Alcune delle scene, facilmente riconoscibili, sono girate a Bologna.‹Un film surreale, nato anche dall’immaginario dello scrittore Stefano Benni, Musica per vecchi animali Ú una piccola opera cult del cinema indipendente italiano, capace di mescolare comicità, critica e fantasia visionaria.

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la Tana della Talpa

Vag61, venerdì 20 marzo alle ore 19:30 CET

Prima di diventare templi del silenzio e del biglietto numerato, le sale cinematografiche erano ambienti ibridi e popolari, spazi attraversati da persone marginali, rumorose, curiose, dove si sperimentavano linguaggi nuovi e si costruivano immaginari collettivi. È a quell’idea di cinema che vogliamo tornare.

La Tana della Talpa non Ú solo una sala di proiezione, ma un appuntamento (quasi) settimanale gratuito, aperta dalle 19:30, in cui il cinema diventa un pretesto per stare insieme.

Venerdì 20 marzo la proiezione di:

Musica per vecchi animali

Stefano Benni e Umberto Angelucci, 1989, Italia, 103’

Lucio Lucertola, un professore anziano un po’ disilluso, Lee il Tigrotto, giovane meccanico appassionato di arti marziali e Lupetta, una bambina ribelle e imprevedibile, attraversano una città surreale e pericolosa, sfuggono ai militari incontrando predicatori deliranti, poliziotti grotteschi e figure ai margini della società. La loro fuga diventa un viaggio picaresco dentro un mondo deformato, popolato da personaggi eccentrici e situazioni paradossali, in cui l’assurdo diventa uno strumento per parlare della società contemporanea. Alcune delle scene, facilmente riconoscibili, sono girate a Bologna.‹Un film surreale, nato anche dall’immaginario dello scrittore Stefano Benni, Musica per vecchi animali Ú una piccola opera cult del cinema indipendente italiano, capace di mescolare comicità, critica e fantasia visionaria.

https://balotta.org/event/la-tana-della-talpa-1

[2026-03-13] Abolizionismo o controllo penale @ Vag61 https://balotta.org/event/abolizionismo-o-controllo-penale #antigoneemilia-romagna #Abolizionismo #libri #Vag61
Abolizionismo o controllo penale

SI ESTENDE IL CONTROLLO PENALE. L'ABOLIZIONISMO E' UN PASSAGGIO NECESSARIO CONTRO LE DERIVE AUTORITARIE Vag 61 e Antigone propongono per Venerdì 13 marzo alle ore 18.30  a Vag61 (via Paolo Fabbri 110, Bologna [https://www.google.com/maps/search/via+Paolo+Fabbri+110,+Bologna?entry=gmail&source=g]) la presentazione di due volumi in chiave abolizionista  - DECOSTRUIRE LA PENA: PER UNA PROPOSTA ABOLIZIONISTA, di Giuseppe Mosconi, Ed. Meltemi 2024 - ABOLIRE L'IMPOSSIBILE: LE FORME DELLA VIOLENZA, LE PRATICHE DELLA LIBERTA', di Valeria Verdolini, Ed. Add 2025 Partecipano: Valeria Verdolini, Giuseppe Mosconi, Alvise Sbraccia (Antigone Emilia-Romagna) All'interno della cornice politico-culturale ormai storicamente consolidata del securitarismo e a fronte dell'accelerazione delle derive autoritarie che aggrediscono forma e sostanza delle democrazie occidentali, il rilancio e lo sviluppo di prospettive critiche che affrontino i processi di criminalizzazione e le loro ricadute istituzionali appaiono quanto mai necessari. I tratti regressivi e ossessivi del panpenalismo contemporaneo, che si configurano per la loro pervasività ideologica, si connettono infatti ad effetti drammaticamente sostanziali nel campo della giustizia penale e nei comparti della detenzione. L'estensione di un controllo penale incapace di affrontare e gestire le problematiche sociali legate a vasti processi di marginalizzazione può essere contrastata attraverso gli strumenti propri degli approcci abolizionisti che iniziano a farsi largo in ampie aree del pensiero critico. 𝗔𝗹𝗹𝗲 𝟮𝟬:𝟬𝟬 𝗰𝗲𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝘂𝘁𝗌𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗌 𝗜𝗲𝗿 𝗹'𝗌𝗿𝗎𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗌𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗚𝗶𝗌𝗿𝗻𝗮𝘁𝗲 𝗔𝗯𝗌𝗹𝗶𝘇𝗶𝗌𝗻𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮𝗻𝗻𝗌 𝗱𝗮𝗹 10 al 12 𝗮𝗜𝗿𝗶𝗹𝗲

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