
Antifaâ¢Fest | 17-19 Aprile 2026
ðð³ -ððµ ð®ðœð¿ð¶ð¹ð² ð®ð¬ð®ð² @Vag61 - Via Paolo Fabbri 110 ANTIFA FEST - Di fronte allâavanzata della destra in Europa e nel mondo, lâantifascismo si costruisce ogni giorno â nei movimenti, nelle piazze, nella cultura. Vi aspettiamo! >>> https://vag61.noblogs.org/post/2026/03/07/antifafest/ [https://vag61.noblogs.org/post/2026/03/07/antifafest/] ***********************PROGRAMMA*********************** | ðð³ ð®ðœð¿ð¶ð¹ð² ð®ð¬ð®ð² | ððŽ:ð¯ð¬ ⢠ðŠ'ð²Ì ð±ð²ððð¿ð®, introduzione con ððð¥ðð«ð¢ðš ððð§ð³ð¢ (giornalista) ððµ:ð¯ð¬ ⢠ðððð ðð»ðð²ð¿ð»ð®ðð¶ðŒð»ð®ð¹ð² ð»ð²ð¿ð® ð² ð¿ð²ðð¶ððð²ð»ðð² ð±ð²ð¶ ðœðŒðœðŒð¹ð¶ ðŒðœðœð¿ð²ððð¶, con ðððð¢ ððð«ðð®ððð¢ (scrittrice e attivista), ððð«ð¢ð§ð ðð¢ð¬ðð ð¡ð¢ ððð£ðð (attivista italo-iraniana e antropologa), ððððððš ððšð¥ð¥ðð«ð¢ (ricercatore di Filosofia politica e attivista, Parigi), ððððð¢ð ððšðŠððšð¥ð¢ð§ð¢ (editore, Momo edizioni) e ððð§ðð«ðš ððð³ð³ððð«ð (Professore di Filosofia politica, Unibo), moderato da Vag61 ð ðð²ðŽðð¶ð¿ð² ⢠presentazione della campagna ð ð«ðð ðð¥ð¥ ðð§ðð¢ððð¬ con il ððšðŠð¢ððððš ðð§ðð¢ð«ðð©ð«ðð¬ð¬ð¢ðšð§ð ðð¢ð¥ðð§ðš + proiezione di ðð¡ð ðð«ð¢ðð¥ð¬ (documentario di Marta Massa, regista, sul processo a Maja T.) + ðð¢ð§ðððð, cortometraggio del Laboratorio Antifascismi a cura di Smk Factory ð®ð¬:ð¯ð¬ ⢠Cena sociale con ððð ð®ð¬ððð³ð¢ðšð§ð ðð¢ ð¯ð¢ð§ð¢ ð§ððð®ð«ðð¥ð¢ di Pizzillo Emanuele e Lentamente A chiudere: ðð®ð¬ð¢ðð ððð¬ð¢ð¬ððð§ðð ðð¢ ð¢ðð«ð¢ ð ðð¢ ðšð ð ð¢ | con Luciano Forlese e Mars on Pluto | ððŽ ð®ðœð¿ð¶ð¹ð² ð®ð¬ð®ð² | ðð:ð¬ð¬ ⢠ðððð ðð² ð°ð¶ð°ð®ðð¿ð¶ð°ð¶ ð±ð²ð¹ ðœð²ðð¿ðŒð¹ð¶ðŒ, con ððŒð¹ðŒðŽð»ð® ð³ðŒð¿ ðð¹ð¶ðºð®ðð² ððððð¶ð°ð², ðð»ððŒð»ð¶ðŒ ð§ð¿ð¶ð°ð®ð¿ð¶ð°ðŒ (ReCommon) e ððŒð¿ð²ð»ððŒ ðð®ðŽð»ðŒð¹ð¶ (IrpiMedia) ðð¯:ð¯ð¬ ⢠ð£ð¿ð®ð»ððŒ sociale con degustazione di vini naturali ðð±:ð¬ð¬ ⢠ððð£ððð ððð¡ðððð ðð®ðð°ð¶ððð¶ððð®ðð¶ðŒð»ð² ð±ð²ð¹ð¹ð® ððŒð°ð¶ð²ðð®Ì: ððŽðð®ð¿ð±ð¶ ð³ð²ðºðºð¶ð»ð¶ððð¶, Vag61 dialoga con ðð»ð»ð® ððð¿ð°ð¶ðŒ (politologa femminista), ðŠð®ð¿ð® ð ðð®ð¿ð¿ð¶ð (Docente di Sociologia e Gender Studies, Goldsmiths-Bologna) e ð§ð®ðð¶ð®ð»ð® ð ðŒð»ðð²ð¹ð¹ð® (avvocata femminista) ðð³:ð¬ð¬ ⢠ðððð (ð¥)ð²ðð¶ððð²ð¿ð²: ðœð²ð¿ ð¹ð® ð£ð®ð¹ð²ððð¶ð»ð® ðð¶ð¯ð²ð¿ð®, Vag61 e ð ð²ð±ð¶ðð²ð¿ð¿ð®ð»ð²ð® moderano, con ðð²ð±ð²ð¿ð¶ð°ð® ðŠðð®ðŽð»ð¶ (sociologa), ð§ð®'ð®ððððµ e ð¬ðŒðððµ ðŒð³ ðŠððºðð± ððµ:ð¯ð¬ ⢠ðð²ð»ð® sociale con degustazione di vini naturali ð®ð:ð¬ð¬ ⢠ðððð¡ð¡ððððð ð¡ððð¡ðððð ð©ð¶ðððŒð¿ð¶ðŒ ðð¿ð¿ð¶ðŽðŒð»ð¶ ð® ðð®ðð®, di e con ðð¶ð®ð»ð¹ðð°ð® ððŒðŽð¹ð¶ð®ððð®, musica dal vivo con ððºð®ð»ðð²ð¹ð² ðð®ðœðœð® ð®ð®:ð¯ð¬ ⢠Concerti: ððŒð»ððŒðð¿ ðð¶ð¿ð²ð°ð (rap, Marsiglia) e ð ðŒð±ð²ð¿ (rap/cantautore, Ravenna) | ððµ ð®ðœð¿ð¶ð¹ð² ð®ð¬ð®ð² | ðð:ð¬ð¬ ⢠ðððð ðð»ðð²ðŽð»ð®ð¿ð² ð² ðð¿ð®ððŽð¿ð²ð±ð¶ð¿ð²: ðœð¿ð®ðð¶ð°ðµð² ð±ð¶ ð¿ð²ðð¶ððð²ð»ðð® ð® ðð°ððŒð¹ð®, modera ððŒðœðŒðð°ððŒð¹ð® ðŠðŒð¹ð¶ð±ð®ð¹ð² ð©ð®ðŽð²ð, con ðð¶ððð²ðœðœð² ððð¿ð°ð¶ðŒ (Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole), ð©ð²ð¿ðŒð»ð¶ð°ð® ð©ð¶ð°ð¶ð»ð²ð¹ð¹ð¶ (Docenti per Gaza), ðŠððð±ð²ð»ðð¯ ðºð²ð±ð¶ (CAS) e ðð²ð¹ð²ðŽð®ðð¶ðŒð»ð² ðððð¶ððððŒ ð ð®ððð²ð¶ ðð¯:ð¯ð¬ ⢠ððððð§ð sociale con degustazione di vini naturali ð ð®ðð¶ð»ð²Ìð² ðºððð¶ð°ð®ð¹ð² ð°ðŒð» ðð¡ðððð (transfem militant rap) ðð±:ð¬ð¬ ⢠ðððð ð¥ð²ðºð¶ðŽð¿ð®ðð¶ðŒð»ð²: ð¶ð»ð³ð¿ð®ððð¿ððððð¿ð® ð±ð²ð¶ ð»ððŒðð¶ ð³ð®ðð°ð¶ððºð¶, modera ð ð²ð±ð¶ðð²ð¿ð¿ð®ð»ð²ð® ððŒð¹ðŒðŽð»ð®, con ðð¹ð¶ð® ð¥ðŒðð®ðð¶ (politologo), ðŠðð²ð¹ð¹ð® ðð¿ð²ð»ð® (avvocata ASGI), ðð¿ð°ð¶ ð£ðŒð¿ð°ðŒ ð¥ðŒðððŒ e ð¥ð²ð³ððŽð²ð²ð ð¶ð» ðð¶ð¯ðð® ððŽ:ð¬ð¬ ⢠ðððð¡ð¡ððððð ð¡ððð¡ðððð ðŠððŒðºð®ð°ðŒ: ð¿ð®ð°ð°ðŒð»ððŒ ðð¿ð® ðœð®ð¹ð°ðŒ ð² ð¹ð¶ð¯ð¿ðŒ, ð±ð®ð¹ ððŽ ð±ð¶ ðð²ð»ðŒðð® ð® ðŒðŽðŽð¶, performance a cura di ðð¶ðŒð¿ðŽð¶ð® ð ð®ðððð°ð®ððŒ (attrice e autrice transfemminista) A seguire: conclusioni ************************************************** ð¥ð¶ðŽð²ð»ð²ð¿ð®ð¿ð² ð¹ð® ð¥ð²ðð¶ððð²ð»ðð® Il fascismo del presente non ha bisogno della camicia nera. Gli bastano algoritmi, frontiere automatizzate, decreti che restringono lo spazio democratico con la stessa logica delle leggi fascistissime. à ora un fascismo molecolare, diffuso, insinuato nei dispositivi di controllo, nelle retoriche securitarie e nelle economie estrattive che trasformano vite in scarti. Eppure la storia ci insegna che la Resistenza non fu mai un blocco monolitico. Fu un arcipelago di esperienze e di soggettività molto eterogenee tra di loro: donne e uomini che ruppero ruoli secolari, contadini che trasformarono le loro case in basi partigiane, operaie e operai che scioperarono sotto i cannoni e boicottarono le produzioni di guerra. Un laboratorio di differenze tenute insieme non dallâaccordo politicista, ma dalla pratica comune. Rigenerarla oggi non significa crogiolarsi nella memoria. Significa riattivarne le voci. La geopolitica contemporanea Ú un mosaico di contraddizioni che non permette letture semplici. CâÚ la Palestina, dove molte organizzazioni internazionali, attivisti/e e osservatori parlano apertamente di genocidio, mentre la comunità globale vacilla tra impotenza e complicità ; lâIran, che reprime con brutalità chi osa immaginare unâaltra vita, ma che non ha bisogno di âesportatori di democraziaâ; le prigioni e le milizie dellâICE negli Stati Uniti, rafforzate negli anni di Trump. CâÚ il Rojava che continua a difendere la propria rivoluzione femminista e confederale sotto lâattacco costante di potenze regionali; il Venezuela che resiste a un assedio economico che ha la forma di una guerra non dichiarata e lâUcraina, divenuta terreno di scontro tra potenze. Antifascismo, oggi, vuol dire interazione e costruzione di legami di reciprocità . Non un fronte unico, ma una trama: di alleanze transnazionali, di spazi autonomi, di culture critiche, di solidarietà concreta. Come quella che si pratica ogni giorno in luoghi âaltriâ e negli spazi autogestiti, non per celebrare il passato, ma per ricordarci del futuro. Gramsci chiamava mostri tutte quelle cose che nascevano nellâinterregno, «quando il vecchio muore e il nuovo non può nascere». Oggi i mostri li vediamo bene: nelle frontiere che uccidono, nei governi che reprimono, nelle economie che sacrificano vite per profitti. Ma nellâinterregno vediamo bene anche le rivoluzioni lente, le comunità che tengono, le forme di vita che non si piegano. La resistenza Ú stata, Ú, e sempre sarà , un gesto collettivo.








