L'Unità: Berlusconi si dovrebbe vergognare, parola di Tajani: il referendum sulla Giustizia nelle mani dei forcaioli

Il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, intervenendo l’altro giorno alla Camera ha pronunciato queste parole: “Io non sono stato mai inquisito, io sono una brava persona, non devo vergognarmi di niente”.
Proviamo a rovesciare questa affermazione: “lui non è una brava persona, lui è stato inquisito più di cento volte, lui si deve vergognare”. Chiunque conosca un po’ di logica formale non può mettere in discussione la legittimità di questo rovesciamento del teorema. Ora pensiamoci un attimo, poniamoci la domanda: chi è il più famoso pluri-inquisito dell’intera storia Repubblicana? Non ci sono dubbi: Silvio Berlusconi, che è stato mandato a processo circa 100 volte, e quindi, probabilmente, inquisito almeno 150 volte.
Pensava a lui Tajani quando ha pronunciato quella frase sciagurata? Oppure la sua è solo una “voce dal sen fuggita”, come diceva Metastasio? Probabilmente la risposta giusta è la seconda. Ma è una risposta molto preoccupante. Per pronunciare una frase di questo genere, seppure distrattamente, bisogna essere del tutto privi di cultura e di pensiero garantista. A nessun garantista mai può venire alle labbra una frase come quella. È come se Elly Schlein in un momento di distrazione dovesse sussurrare: “credere, obbedire, combattere”. Non può succedere. In mano a chi è la riforma della giustizia ispirata alle grandi idee di Pannella e Vassalli? A un drappello di forcaioli, in parte dichiarati in parte inconsapevoli.

Berlusconi should be ashamed, according to Tajani: the referendum on Justice is in the hands of the farmers.

The secretary of Forza Italia, Antonio Tajani, speaking the other day in the Chamber of Deputies, said these words: “I have never been investigated, I am a good person, I must not be ashamed of anything.”

Let’s try to overturn this statement: “He is not a good person, he has been investigated more than one hundred times, he must be ashamed.” Anyone who knows a little formal logic cannot question the legitimacy of this reversal of the theorem. Now let’s think about it for a moment, let’s ask ourselves the question: who is the most famous multi-investigated figure in the entire Republican history? There is no doubt: Silvio Berlusconi, who has been put on trial about 100 times, and therefore, probably, investigated at least 150 times.

Was Tajani thinking of Berlusconi when he uttered that disastrous phrase? Or is it just a “voice escaping from the reeds,” as Metastasio said? Probably the correct answer is the second. But it is a very worrying answer. To utter a phrase like that, even in a moment of distraction, one must be completely devoid of culture and of guarantor thinking. No guarantor would ever utter a phrase like that. It’s as if Elly Schlein, in a moment of distraction, had to whisper: “believe, obey, fight.” It cannot happen. Who is in control of the reform of the justice system inspired by the great ideas of Pannella and Vassalli? A squad of “forcaioli” (fascist sympathizers), partly declared and partly unaware.

#Berlusconi #Tajani #Justice #ForzaItalia #AntonioTajani #Republican #SilvioBerlusconi #Metastasio #second #EllySchlein #Vassalli

https://www.unita.it/2026/03/07/berlusconi-si-dovrebbe-vergognare-parola-di-tajani-il-referendum-sulla-giustizia-nelle-mani-dei-forcaioli/

Berlusconi si dovrebbe vergognare, parola di Tajani: il referendum sulla Giustizia nelle mani dei forcaioli

In mano a chi è la riforma della giustizia ispirata alle grandi idee di Pannella e Vassalli? A un drappello di forcaioli

L'Unità
E alla fine arriva anche i Italia il discorso grandissimo del leader #canadese (l’avevo già detto leggendolo subito sui giornali spagnoli). In una newsletter il corriere ne parla:

“Emmanuel #Macron è uno dei leader più duri e più autorevoli in Europa nel contrasto al «bullo» Donald #Trump. Ma in queste ore ne sta emergendo un altro, il premier canadese Mark #Carney. In quello che Paolo Valentino definisce «un discorso di rara forza e chiarezza» (qui l'integrale), Carney ha spronato gli alleati ad aprire finalmente gli occhi sulla nuova era delle grandi potenze che vessano i Paesi più piccoli. Li ha invitati a ribellarsi alla coercizione economica. Ma non solo. Scrive Valentino: «La parte intellettualmente più onesta dell’intervento di Carney, economista laureato ad Harvard che ha lavorato a Goldman Sachs ed è stato governatore della Banca del Canada e della Banca d’Inghilterra, è stata quella dedicata al tramonto dell’«ordine internazionale basato sulle regole», nato dopo la Seconda guerra mondiale e costruito su norme, trattati e istituzioni come l’Onu, il Fondo monetario e il Wto. "Una storia in parte falsa", ha ammesso il premier, poiché "sapevamo che i più forti si sarebbero auto-esentati quando loro conveniva", le regole commerciali valevano in modo asimmetrico e "il diritto internazionale veniva applicato con rigore variabile a seconda dell’identità dell’accusato o della vittima". Era una «finzione utile» perché, in cambio, "l’egemonia americana contribuiva a fornire benefici per molti Paesi"». Ma ora, «è tempo di smetterla, ha detto il premier fra gli applausi, è tempo di "togliere il cartello", poiché "siamo nel mezzo di una rottura, dove le grandi potenze usano l’integrazione economica come arma, le strutture finanziarie come coercizione, le catene di approvvigionamento come vulnerabilità da sfruttare"».”

Per capirne la portata profonda e filosofica oltre che politica ed economica conviene trovare l’integrale e non fermarsi al filtro giornalistico.

Al momento, come è sempre stato con il bullo americano, la situazione si va un pochino raffreddando, per fortuna.
Trump usa una tecnica aggressiva al massimo per ottenere ciò che vuole: insiste su richieste impossibili, minaccia, provoca il caos, alla fine ottiene l’accordo e gli basta e avanza ciò che gli viene dato.
Ora con la #Groenlandia, sempre che sia confermato l’accordo, avrà ottenuto ciò che chiede, noi contenti per aver placato la belva.
Ma abbiamo perso noi a conti fatti. #Vassalli e #schiavi infelici.
In merito a Sanpa - Altreconomia

Cecco Bellosi, scrittore e direttore educativo della comunità "Il Gabbiano" per persone con problemi di dipendenza, ha visto per noi il documentario su San Patrignano e Vincenzo Muccioli. "Le catene più intollerabili -scrive- sono quelle apparentemente invisibili, in uscita". Perché "la libertà, e non la costrizione, è terapeutica". Un contributo prezioso per ricostruire il contesto, di allora e di oggi

Altreconomia