a maintenant été identifié par le journal #Israélien #Yedioth-Ahronoth comme des agents #Iraniens recrutés et formés par le #Mossad.

Agi: Un cappio sulla torta di compleanno e poliziotti tra gli invitati: bufera in Israele per l...

AGI - Poliziotti tra gli invitati e una torta con il cappio. Polemiche in Israele per quanto avvenuto durante la festa di compleanno di Ben-Gvir, ministro per la sicurezza nazionale del governo Netanyahu e leader ultranazionalista.
In Israele scoppiano le polemiche sul party di Ben-Gvir
Una torta di compleanno con un cappio a decorarla: è l'omaggio ricevuto dal ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir dalla moglie Ayala.
Un riferimento alla controversa e criticata legge sulla pena di morte per i terroristi palestinesi di cui il leader di estrema destra è stato un accesso promotore. "Congratulazioni al ministro Ben Gvir, a volte i sogni diventano realtà", la frase scritta sulla torta per Ben-Gvir che gli è stata consegnata durante la festa e ripresa in video circolati sui social.

I comandanti della polizia tra gli invitati 
Polemiche in Israele anche per la partecipazione dei comandanti di polizia alla festa di compleanno del ministro per la Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir. 
Le critiche dell'opposizione in Israele 
La decisione è stata duramente criticata dai leader dell'opposizione Naftali Bennett e Yair Golan, ma anche da un ex alto esponente delle forze dell'ordine, oggi parlamentare di Yesh Atid.
"Partecipare a questo evento è una questione seria in termini di valori ed etica", ha commentato il deputato Yoav Seglovitz, ex capo della divisione investigativa e di intelligence, criticando la presenza alla festa di almeno dodici esponenti dei vertici delle forze dell'ordine e della polizia penitenziaria, come rivelato da Yedioth Ahronoth.
Le reazioni politiche
Duro anche il leader dei Democratici che su X ha definito "una vergogna" il capo della polizia che "manda i suoi colleghi a umiliarsi durante una festa politica mentre la criminalità dilaga". "Chiunque preferisca l'adulazione a buon mercato di un ministro criminale alla sicurezza pubblica non merita di comandare", ha aggiunto Golan. Gli ha fatto eco Bennett, per il quale "un funzionario pubblico che viola il suo dovere di lealtà verso lo Stato e sfrutta la sua posizione in modo politico anziché professionale, verrà rimosso immediatamente".
La risposta di Ben-Gvir
Immediata la risposta del ministro e leader di estrema destra Ben-Gvir su X: "Naftali non ha amici e nemmeno rapporti di lavoro: mandategli una fetta di torta dalla festa".

A rope on the birthday cake and police officers among the guests: a storm in Israel for a...

AGI - Police among the guests and a cake with a noose. Controversy in Israel over what happened during Ben-Gvir’s birthday party, the Minister of National Security for the Netanyahu government and an ultranationalist leader.

Controversy erupts in Israel over Ben-Gvir’s party

A birthday cake decorated with a noose: this was the tribute received by Israeli National Security Minister Itamar Ben-Gvir from his wife, Ayala.

A reference to the controversial and criticized law on the death penalty for Palestinian terrorists, of which the far-right leader was a key promoter. “Congratulations to Minister Ben Gvir, sometimes dreams come true,” the message written on the cake, delivered to Ben-Gvir during the party and captured on videos circulating on social media.

Police commanders among the guests

Controversy in Israel also for the participation of police commanders at Ben-Gvir’s birthday party.

The opposition’s criticism in Israel

The decision was harshly criticized by opposition leaders Naftali Bennett and Yair Golan, as well as a former high-ranking official in law enforcement, now a parliamentarian for Yesh Atid.

“Participating in this event is a serious matter in terms of values and ethics,” commented MP Yoav Seglovitz, former head of the investigative and intelligence division, criticizing the presence at the party of at least twelve senior figures from law enforcement and the prison service, as revealed by Yedioth Ahronoth.

Political reactions

Hard-hitting was also the leader of the Democrats who on X described the head of police as "shaming" him "sending his colleagues to humble themselves at a political party while crime proliferates.” “Anyone who prefers the cheap flattery of a criminal security minister to public safety does not deserve to command,” Golan added. Bennett echoed him, for whom “an official who violates his duty of loyalty to the State and exploits his position in a political rather than professional manner will be removed immediately.”

Ben-Gvir’s response

Immediate was the response of far-right Minister and leader Ben-Gvir on X: “Naftali has no friends and no business relationships: send him a slice of cake from the party.”

#Israel #Ben-Gvir’s #Netanyahu #ItamarBen-Gvir #Ayala #Palestinian #BenGvir #Ben-Gvir #NaftaliBennett #YairGolan #YeshAtid #YoavSeglovitz #YediothAhronoth #Democrats #Golan #Bennett #State #Naftali

https://www.agi.it/estero/news/2026-05-03/israele-ben-gvir-compleanno-torta-cappio-36866363/

🗨️ Not sure, whether Super-Zionist #media outlets are trustworthy sources

#YediothAhronoth

#egypt #news #US #army #USarmy

"The paper added that the US State Department has recently included Egypt on a list of 13 Arab countries — including the United Arab Emirates, Saudi Arabia, Jordan and Iraq — where Americans have been advised to leave immediately due to potential risks (..)"

📰 MEMO APR-01 #aprilfoolsday #war

https://www.middleeastmonitor.com/20260401-yedioth-ahronoth-us-begins-emergency-evacuation-of-60000-americans-from-egypt/

Yedioth Ahronoth: US begins emergency evacuation of 60,000 Americans from Egypt

The United States has begun an emergency evacuation of around 60,000 American citizens from Egypt, according to a report by the Israeli newspaper Yedioth Ahronoth. In a report published on Tuesday,…

Middle East Monitor

Today: Missili iraniani su Israele, detriti vicino all'ufficio di Netanyahu

Detriti di un missile intercettore sono caduti vicino all'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme. Lo ha riferito Yedioth Ahronoth, mentre Channel 12 ha pubblicato un video di un largo frammento che ha centrato il tetto di un'abitazione a Gerusalemme Est e un altro di formato...

Iranian missiles to Israel, debris near Netanyahu’s office

Debris from an interceptor missile fell near the office of Prime Minister Benjamin Netanyahu in Jerusalem. This was reported by Yedioth Ahronoth, while Channel 12 published a video of a large fragment that hit the roof of a house in East Jerusalem and another of format...

#Iranian #Israel #Netanyahu #BenjaminNetanyahu #Jerusalem #YediothAhronoth #Channel12 #EastJerusalem

https://www.today.it/mondo/missili-iraniani-su-israele-detriti-vicino-all-ufficio-di-netanyahu.html

Guerra in Iran, ultime notizie in diretta. Gli Usa accusano l'Iran di aver violato il cessate il fuoco, Israele identifica il sud Libano come zona di guerra

L'attacco preventivo contro l'Iran lanciato sabato 28 febbraio da Stati Uniti e Israele aveva l'intento di far cadere il regime, ma ora l'intera regione del Golfo Persico è nel caos. Il blocco dello stretto di Hormuz getta nello scompiglio i mercati globali

Today

Solo pochi mesi fa, l'esercito ha perquisito una singola fossa comune in un altro cimitero, nella città distrutta di #KhanYunis, a #Gaza, e ha rimosso centinaia di corpi.

Questa volta l'operazione è fallita.

I resti di Ron Arad, navigatore dell'aeronautica militare abbattuto sul Libano nel 1986, non sono stati trovati, quindi Israele si è risparmiato una campagna strappalacrime sul navigatore che era tornato, su come il conto fosse stato chiuso, la storia avesse parlato e giustizia fosse stata fatta.

Questo è stato l'unico fallimento nella guerra fino ad oggi. Tutto il resto è costituito da storie di successi vertiginosi.
Il presidente degli Stati Uniti Donald #Trump è stupito, il segretario alla Difesa #PeteHegseth saluta, il quotidiano #YediothAhronoth e il canale tv #Channel12 esultano. ⬇️3

Non osate denunciare Netanyahu come tiranno, o Israele come tirannia che schiaccia altri popoli.
Oggi Netanyahu dice: «L'Iran agli iraniani», e domani sarà «La #Palestina ai palestinesi».

E non pensate che questa sia solo la visione progressista del mondo di Netanyahu.
La maggior parte degli israeliani è sconvolta da ciò che viene inflitto ai manifestanti in Iran: fuoco vivo, migliaia di morti. Provate a immaginare. Che crudeltà.

Il quotidiano della rivoluzione #YediothAhronoth ha dedicato la prima pagina alle seguenti parole, scritte dalla manifestante iraniana #Azita prima di essere uccisa: “Stiamo lottando per un minimo di dignità; stiamo lottando contro la punizione collettiva; stiamo lottando per il nostro futuro”. ⬇️5

News today.

Israel is blocking 6,000 UNRWA trucks from entering Gaza while children die of hunger - Juliette Touma, UNRWA’s Director of Communications.

The district of Sinjil, near Ramallah in the occupied West Bank, which Israel has encircled with a barbed wire fence, cutting off residents from their land and leaving others exposed to settler attacks, including a recent lynching - report: Shatha Yaish

https://www.972mag.com/wp-content/themes/rgb/newsletter.php?page_id=8&section_id=186117&utm_source=972+Magazine+Newsletter&utm_campaign=9de6ae44cd-EMAIL_CAMPAIGN_9_12_2022_11_20_COPY_01&utm_medium=email&utm_term=0_f1fe821d25-9de6ae44cd-1401457423

#IsraelTerroristState
#israelhayom
#YediothAhronoth

gideon levy, “l’incitamento israeliano al genocidio diventa la normalità” (‘haaretz’, 27 apr. 2025)

GIDEON LEVY – L’INCITAMENTO ISRAELIANO AL GENOCIDIO DIVENTA LA NORMALITÀ

Il linguaggio sul Genocidio si è diffuso in tutti gli studi televisivi come un linguaggio legittimo. Da qui in poi, si dovrebbe dire: ucciderai. Non resta che discutere chi dovrebbe essere ucciso e chi dovrebbe essere risparmiato.
Di Gideon Levy – 27 aprile 2025

Era prevedibile: il linguaggio ha assunto connotazioni neonaziste. I confini sono caduti e lo spargimento di sangue è stato legittimato.
Il parlamentare del Likud Moshe Saada ha proclamato sull’emittente televisiva Canale 14 di essere “interessato” a far morire di fame un’intera nazione. “Sì, farò morire di fame gli abitanti di Gaza, sì, questo è un nostro dovere”; un cantante relativamente popolare, Kobi Peretz, è convinto che ci sia “ordinato” di annientare l’acerrimo nemico biblico Amalek. “Non provo pietà per nessun civile a Gaza, giovane o vecchio che sia. Non ho un briciolo di pietà”, avrebbe dichiarato sulla copertina del settimanale del quotidiano Yedioth Ahronoth.
I due, Saada e Peretz, sono solo due fra i tanti, ma l’etere e la stampa sono pieni di dichiarazioni del genere, con alcuni interessati a metterle in risalto per assecondare l’opinione delle masse. Un personaggio pubblico in Europa, che fosse un legislatore o un cantante, che pronunciasse tali dichiarazioni verrebbe etichettato come neonazista.

La sua carriera si arresterebbe e da quel giorno in poi verrebbe emarginato per sempre. In Israele, dichiarazioni del genere fanno vendere i giornali.
Bisognerebbe chiamare questo fenomeno per nome: Istigazione al Genocidio. A onore di Saada e Peretz, si potrebbe dire che hanno fatto cadere tutte le maschere e rimosso tutti i filtri. Quello che una volta era una provocazione, spesso presente sui social media, è diventato un linguaggio mediatico normale, sollevando interrogativi come chi è a favore e chi è ancora contrario al Genocidio.
Saada e Peretz sono a favore dell’Omicidio di Massa, mentre altri sostengono solo la “privazione degli aiuti umanitari”, che è la stessa cosa, solo in una formulazione più raffinata. È la stessa crudeltà, solo in forma educata; la stessa mostruosità, solo che aderisce a una forma apparentemente più corretta.
È vero che è importante denunciare le tendenze neofasciste che si diffondono nella società e smascherarle, ma questa denuncia conferisce a questo linguaggio palesemente illegittimo la legittimità e la normalità che gli mancavano fino a poco tempo fa. Da qui in poi, si dovrebbe dire: Ucciderai. Saada e Peretz affermano che è persino un comandamento. Non resta che discutere chi debba essere assassinato e chi risparmiato.
Lentamente ma inesorabilmente, il danno a lungo termine causato dall’attacco del 7 ottobre sta venendo alla luce. Al di là delle orribili tragedie personali e nazionali, quell’attacco ha sconvolto completamente la società israeliana. Ha distrutto, forse per sempre, ogni traccia del campo della pace e dell’umanità, legittimando la Barbarie come un nobile comandamento.
Non c’è più “permesso” e “proibito” riguardo alla malvagità di Israele nei confronti dei palestinesi. È permesso uccidere decine di prigionieri e far morire di fame un intero popolo. Un tempo ci vergognavamo di tali azioni; la perdita della vergogna sta ora smantellando ogni barriera rimanente.
Forse la cosa peggiore di tutte è il pensiero che sia utile a un organo di stampa cinico e populista come Yedioth Ahronoth, soprannominato “il giornale del Paese”, sempre attento ai propri lettori, dare risalto a questo linguaggio Genocida. Il Genocidio in prima pagina non solo lo legittima, lo sanno i redattori, ma fa anche piacere ai lettori.
Il cantante Eyal Golan potrebbe essere bandito a causa della sua condotta sessuale inappropriata, ma chi bandirà il Jihadista Kobi Peretz? Dopotutto, ha ragione. “Hanno mutilato i nostri fratelli e i nostri figli”, ha detto. Ora tocca a noi mutilare.
Non si tratta solo di Yedioth Ahronoth e di Canale 14. Il linguaggio sul Genocidio si è diffuso in tutti gli studi televisivi come linguaggio legittimo. Ex colonnelli, ex membri dell’istitutivo della difesa, siedono nei comitati e invocano il Genocidio senza battere ciglio. Non sono importanti o interessanti, ma plasmano il dibattito.
Quando un giorno gli storici del futuro cercheranno di capire cosa è successo in Israele in quegli anni, scopriranno che queste voci sono la voce del popolo. Questo contribuirà alla loro comprensione: ecco com’era Israele allora.
Questa legittimazione finirà in lacrime, le lacrime dei media che ora promuovono questo linguaggio mostruoso. Chiedete a chiunque voglia far morire di fame due milioni di persone, a chiunque pensi che un bambino di quattro anni meriti di morire e che una persona disabile in sedia a rotelle sia un bersaglio lecito per essere lasciata morire di fame, cosa pensa della libertà di stampa e della libertà di espressione, e scoprirete che sono favorevoli alla chiusura della maggior parte delle testate e alla messa al bando dei media.
Il culmine di questa compiacenza verso l’estrema destra sarà che le cose si ritorceranno contro i media che hanno promosso tale condotta. Peretz, Saada e i loro simili non bramano solo il sangue arabo. Vogliono anche che stiamo zitti.

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Gideon Levy è editorialista di Haaretz e membro del comitato editoriale del giornale. Levy è entrato a Haaretz nel 1982 e ha trascorso quattro anni come vicedirettore del giornale. Ha ricevuto il premio giornalistico Euro-Med per il 2008; il premio libertà di Lipsia nel 2001; il premio dell’Unione dei Giornalisti Israeliani nel 1997; e il premio dell’Associazione dei Diritti Umani in Israele per il 1996. Il suo ultimo libro, La Punizione di Gaza, è stato pubblicato da Verso.

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Traduzione: La Zona Grigia

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⟦ Il titolo del quotidiano #YediothAhronoth lo ha definito “il diavolo di Gaza”.
I giornalisti in tv hanno fatto a gara nell'uso di un linguaggio scurrile, chiamandolo arcinemico, lo spregevole assassino, arci-omicida.
Lo hanno paragonato ad Adolf Hitler e chiamato “ratto”.

È inutile aggiungere parole all'esposizione del suo corpo frantumato e della sua testa fracassata, con la bocca aperta e i denti esaminati come se fosse una bestia, o al disprezzo per il suo tentativo di difendersi con un bastone con l'unica mano che non era stata tagliata.

Questo era l'uomo e questo è Israele; non cercheremo di fermare la sua gioia.

Ma c'è una cosa che non dovremmo ignorare: la nostra mancanza di autocoscienza e la nostra cecità. ⬇️2

Israeli newspaper #YediothAhronoth reported Thursday that #Indonesia had agreed to normalise its ties with #Israel. The media outlet said #Jakarta needed Israel to approve its request to join the #OECD.

The #TimesOfIsrael, confirmed the report, citing an Israeli official, who spoke on the condition of anonymity about Indonesia’s possible normalisation of ties with Israel. #Gaza #TootSEA

Indonesia denies reports about normalising ties with Israel to join the OECD
https://www.straitstimes.com/asia/se-asia/indonesia-denies-reports-about-normalising-ties-with-israel-to-join-the-oecd

Indonesia denies reports about normalising ties with Israel to join the OECD

Indonesia has denied allegations that it will establish diplomatic ties with Israel to gain membership to the OECD. Read more at straitstimes.com.

The Straits Times