Au chapitre 28 de 1 Samuel, Les philistins attaquent Israel et David était caché parmis les Philistins .

Akish demande à David de l'aider dans cette bataille. Mais David lui réponds bizarrement "Tu verras ce que ton serviteur fera"
A la vue du camp des Philistins, Saül fut rempli de peur et son cœur trembla violemment. Si on peut caractériser le roi Saul on peut dire que c'était un roi qui avait peur
Saul va chercher une femme qui invoque les esprits. Il lui promet de ne pas lui faire du mal.
Samuel qui était mort lui parle et lui annonce qu'il va mourir dans la bataille lui et ses fils.  A entendre cette information il a encore plus peur.

La raison pourquoi Saul a été rejeté de Dieu
"Tu n’as pas obéi à l’Eternel, tu n’as pas fait sentir à Amalek l’ardeur de sa colère."

##Amalek


##peur ##Saul ##Akish ##David



Educational institutions are severing their connections to universities in the #settlercolonial #apartheid project: https://youtube.com/watch?v=vRw74UnnfTA

The #zionistentity is losing soft power in spades. All they have left is barbarism and savagery. #humananimals and #amalek indeed. Looks like the call was coming from within the house.

#kernowdamo explains in this video.

#fuckisraelfreepalestine
#deathtotheidf

Israel Just Lost Its Smartest Minds—Thanks to Its Own Stupidity

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gideon levy, “l’incitamento israeliano al genocidio diventa la normalità” (‘haaretz’, 27 apr. 2025)

GIDEON LEVY – L’INCITAMENTO ISRAELIANO AL GENOCIDIO DIVENTA LA NORMALITÀ

Il linguaggio sul Genocidio si è diffuso in tutti gli studi televisivi come un linguaggio legittimo. Da qui in poi, si dovrebbe dire: ucciderai. Non resta che discutere chi dovrebbe essere ucciso e chi dovrebbe essere risparmiato.
Di Gideon Levy – 27 aprile 2025

Era prevedibile: il linguaggio ha assunto connotazioni neonaziste. I confini sono caduti e lo spargimento di sangue è stato legittimato.
Il parlamentare del Likud Moshe Saada ha proclamato sull’emittente televisiva Canale 14 di essere “interessato” a far morire di fame un’intera nazione. “Sì, farò morire di fame gli abitanti di Gaza, sì, questo è un nostro dovere”; un cantante relativamente popolare, Kobi Peretz, è convinto che ci sia “ordinato” di annientare l’acerrimo nemico biblico Amalek. “Non provo pietà per nessun civile a Gaza, giovane o vecchio che sia. Non ho un briciolo di pietà”, avrebbe dichiarato sulla copertina del settimanale del quotidiano Yedioth Ahronoth.
I due, Saada e Peretz, sono solo due fra i tanti, ma l’etere e la stampa sono pieni di dichiarazioni del genere, con alcuni interessati a metterle in risalto per assecondare l’opinione delle masse. Un personaggio pubblico in Europa, che fosse un legislatore o un cantante, che pronunciasse tali dichiarazioni verrebbe etichettato come neonazista.

La sua carriera si arresterebbe e da quel giorno in poi verrebbe emarginato per sempre. In Israele, dichiarazioni del genere fanno vendere i giornali.
Bisognerebbe chiamare questo fenomeno per nome: Istigazione al Genocidio. A onore di Saada e Peretz, si potrebbe dire che hanno fatto cadere tutte le maschere e rimosso tutti i filtri. Quello che una volta era una provocazione, spesso presente sui social media, è diventato un linguaggio mediatico normale, sollevando interrogativi come chi è a favore e chi è ancora contrario al Genocidio.
Saada e Peretz sono a favore dell’Omicidio di Massa, mentre altri sostengono solo la “privazione degli aiuti umanitari”, che è la stessa cosa, solo in una formulazione più raffinata. È la stessa crudeltà, solo in forma educata; la stessa mostruosità, solo che aderisce a una forma apparentemente più corretta.
È vero che è importante denunciare le tendenze neofasciste che si diffondono nella società e smascherarle, ma questa denuncia conferisce a questo linguaggio palesemente illegittimo la legittimità e la normalità che gli mancavano fino a poco tempo fa. Da qui in poi, si dovrebbe dire: Ucciderai. Saada e Peretz affermano che è persino un comandamento. Non resta che discutere chi debba essere assassinato e chi risparmiato.
Lentamente ma inesorabilmente, il danno a lungo termine causato dall’attacco del 7 ottobre sta venendo alla luce. Al di là delle orribili tragedie personali e nazionali, quell’attacco ha sconvolto completamente la società israeliana. Ha distrutto, forse per sempre, ogni traccia del campo della pace e dell’umanità, legittimando la Barbarie come un nobile comandamento.
Non c’è più “permesso” e “proibito” riguardo alla malvagità di Israele nei confronti dei palestinesi. È permesso uccidere decine di prigionieri e far morire di fame un intero popolo. Un tempo ci vergognavamo di tali azioni; la perdita della vergogna sta ora smantellando ogni barriera rimanente.
Forse la cosa peggiore di tutte è il pensiero che sia utile a un organo di stampa cinico e populista come Yedioth Ahronoth, soprannominato “il giornale del Paese”, sempre attento ai propri lettori, dare risalto a questo linguaggio Genocida. Il Genocidio in prima pagina non solo lo legittima, lo sanno i redattori, ma fa anche piacere ai lettori.
Il cantante Eyal Golan potrebbe essere bandito a causa della sua condotta sessuale inappropriata, ma chi bandirà il Jihadista Kobi Peretz? Dopotutto, ha ragione. “Hanno mutilato i nostri fratelli e i nostri figli”, ha detto. Ora tocca a noi mutilare.
Non si tratta solo di Yedioth Ahronoth e di Canale 14. Il linguaggio sul Genocidio si è diffuso in tutti gli studi televisivi come linguaggio legittimo. Ex colonnelli, ex membri dell’istitutivo della difesa, siedono nei comitati e invocano il Genocidio senza battere ciglio. Non sono importanti o interessanti, ma plasmano il dibattito.
Quando un giorno gli storici del futuro cercheranno di capire cosa è successo in Israele in quegli anni, scopriranno che queste voci sono la voce del popolo. Questo contribuirà alla loro comprensione: ecco com’era Israele allora.
Questa legittimazione finirà in lacrime, le lacrime dei media che ora promuovono questo linguaggio mostruoso. Chiedete a chiunque voglia far morire di fame due milioni di persone, a chiunque pensi che un bambino di quattro anni meriti di morire e che una persona disabile in sedia a rotelle sia un bersaglio lecito per essere lasciata morire di fame, cosa pensa della libertà di stampa e della libertà di espressione, e scoprirete che sono favorevoli alla chiusura della maggior parte delle testate e alla messa al bando dei media.
Il culmine di questa compiacenza verso l’estrema destra sarà che le cose si ritorceranno contro i media che hanno promosso tale condotta. Peretz, Saada e i loro simili non bramano solo il sangue arabo. Vogliono anche che stiamo zitti.

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Gideon Levy è editorialista di Haaretz e membro del comitato editoriale del giornale. Levy è entrato a Haaretz nel 1982 e ha trascorso quattro anni come vicedirettore del giornale. Ha ricevuto il premio giornalistico Euro-Med per il 2008; il premio libertà di Lipsia nel 2001; il premio dell’Unione dei Giornalisti Israeliani nel 1997; e il premio dell’Associazione dei Diritti Umani in Israele per il 1996. Il suo ultimo libro, La Punizione di Gaza, è stato pubblicato da Verso.

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Traduzione: La Zona Grigia

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Jonathan Cook: The BBC’s Complicity in Genocide
https://consortiumnews.com/2025/06/25/jonathan-cook-the-bbcs-complicity-in-genocide/
Armed with a report on the state broadcaster’s pro-Israel coverage of Gaza, journalist Peter Oborne in a parliamentary meeting last week eviscerated the BBC over its shameful reporting. By Jonathan Cook Jonathan-Cook.net Veteran journalist Peter Oborne eviscerated the BBC…
#Politics #Commentary #Disinformation #Gaza #Israel #Media #Palestine #Propaganda #Ukraine #Amalek #AviShlaim #Bbc #CentreForMediaMonitoring #DahiyaDoctrine #GenocideDenial #HannibalDirective #IsraelDefenseForces(idf) #IsraeliApartheid #IsraeliHostages #IsraeliOccupation #IsraeliPrimeMinisterBenjaminNetanyahu #JonathanCook #PalestinianJournalists #PeterOborne #RafAkrotiri #RichardBurgess
Jonathan Cook: The BBC's Complicity in Genocide

Armed with a report on the state broadcaster's pro-Israel coverage of Gaza, journalist Peter Oborne in a parliamentary meeting last week eviscerated the BBC over its shameful reporting.   By Jonathan Cook Jonathan-Cook.net Veteran journalist Peter Oborne eviscerated the BBC last week

Consortium News

‘Blot out the memory of Amalek from under heaven, you shall not forget it’

Haaretz reports on a Penn State University survey from March on 1,005 Jewish Israelis:

"To the question "Do you support the claim that the IDF, when conquering an enemy city, should act in a manner similar to the way the Israelites acted when they conquered Jericho under the leadership of Joshua, that is, kill all its inhabitants?" 47% of all respondents responded in the affirmative. 65% of those surveyed responded that there is a contemporary incarnation of Amalek, and of these, 93% responded that the commandment to wipe out the memory of Amalek is also relevant to that modern-day Amalek."

https://archive.md/yI4Dy#selection-1057.0-1066.0

#Haaretz #Amalek #Genocide #IsraeliSociety #OpinionPoll #GazaGenocide

Shatz discussing the case brought to the ICC against Israeli officials for incitement to genocide. The case focuses on statements from Israeli officials and influential figures allegedly calling for genocidal acts. The lawyer argues that incitement to genocide is a distinct crime that doesn't require proof of genocide itself, and that past cases of incitement are less clear than the current accusations against Israeli officials. The #ICJ ruling indicating a plausible risk of genocide in #Gaza is also highlighted as supporting evidence for the ICC case. The interview also touches upon specific examples of potentially inciting statements, including those made by Netanyahu referencing #Amalek, and discusses the broad reception of such messages within the Israeli public (i.e. #domicide). The lawyer acknowledges the challenges facing international law but emphasizes the necessity of pursuing these cases.

https://publicinquiry.substack.com/p/omer-shatz-the-israeli-lawyer-taking

@israel
@palestine
#Domicide

Omer Shatz: The Israeli Lawyer Taking Israel to the ICC

What are we Missing?

Public Inquiry

A moving article by Dr Linda Hess, examining "how to respond with wisdom and compassion to the violence being inflicted on the people of #Gaza" as a #Jew and a #Buddhist, a Senior Lecturer of Religious Studies at Stanford University.
It is so refreshing to see a Buddhist who isn't dismissing other people's suffering as an obtacle to enlightment, and a Jew who denounces genocidal violence in the Bible & the #zionism ideology that exploits it (#amalek).

https://www.lionsroar.com/seeking-buddha-in-gaza/

Seeking Buddha in Gaza

As a Buddhist, a Jew, and a supporter of the Palestinian people, religious scholar Linda Hess wears the checked Palestinian scarf called a keffiyeh and a blue Zen garment called a rakusu that symbolizes the Buddha’s robe. In this powerful personal essay, she considers how to respond with wisdom and compassion to the violence being inflicted on the people of Gaza and the rage she feels about it.

Lion’s Roar
🧵
> And she denounces, what could easily be an echo of current Israeli “Amalek” doctrine:
> “At that moment, I realized what all this was for. The words that this torture and starvation were intended to elicit. We will make you realize how ridiculous it was, the lot of you…We will prove to you that you are nothing but filthy stinking bodies. That you are no better than the carcasses of starving animals”.
#HanKang on #Amalek #IsraelPalestine
@bsmall2

#Amalek: "cette invocation s’est transformée en un programme politique favorisant une politique de colonisation et d’apartheid de plus en plus violente et agressive, conduisant au génocide actuel"

#GazaGenocide #Israel #Palestine

https://blogs.mediapart.fr/aurdip/blog/120624/l-invocation-d-amalek-en-israel-de-la-rhetorique-religieuse-extremiste-au-projet-totalitaire-culminant-d#at_medium=custom7&at_campaign=1047

L’invocation d’Amalek en Israël : de la rhétorique religieuse extrémiste au projet totalitaire culminant dans le génocide de Gaza

Ce rapport de l’AURDIP examine un aspect fondamental de l’anatomie du génocide en cours à Gaza. Il met en lumière l’évolution de l’invocation d’Amalek dans le discours public israélien, qui est passée de la rhétorique religieuse extrémiste à l’endoctrinement idéologique au sein de la sphère sociale et politique.

Mediapart

Netanyahu’s response to the ICC invokes another genocidal biblical reference

"Netanyahu’s rant against the ICC quoted a biblical verse that warns against the dangers of not completely wiping out your enemy’s society. It doesn’t take much to figure out what this means for Israel’s genocidal war on Gaza..."

#Mondoweiss #Netanyahu #Amalek
#Israel #Gaza #Palestine #Genocide

https://mondoweiss.net/2024/05/netanyahu-invoked-another-genocidal-biblical-reference-in-his-response-to-the-icc/

Netanyahu’s response to the ICC invokes another genocidal biblical reference

Netanyahu’s rant against the ICC quoted a biblical verse that warns against the dangers of not completely wiping out your enemy’s society. It doesn’t take much to figure out what this means for Israel’s genocidal war on Gaza.

Mondoweiss