Today: Molestie sessuali, violenze e taser: l'orrore denunciato dai membri della Flotilla dopo il video di Ben Gvir

Violenze estreme, umiliazioni sessuali e vessazioni di vario genere. Dopo il video shock con protagonista il ministro israeliano Itamar Ben Gvir, arrivano le denunce degli attivisti della Global Sumud Flotilla che, dopo essere stati fermati in acque internazionali tra Cipro e la Striscia di Gaza...

Sexual harassment, violence and tasers: the horror reported by members of the Flotilla after Ben Gvir’s video

Extreme violence, sexual humiliation and various forms of harassment. Following the shocking video featuring Israeli Minister Itamar Ben Gvir, complaints have arrived from activists of the Global Sumud Flotilla, who, after being stopped in international waters between Cyprus and the Gaza Strip…

#Flotilla #BenGvir’s #Israeli #ItamarBenGvir #theGazaStrip

https://www.today.it/mondo/violenze-umiliazioni-flotilla-ben-gvir-israele-denunce.html

Molestie sessuali, violenze e taser: l'orrore denunciato dai membri della Flotilla dopo il video di Ben Gvir

Il team legale dell'ong Adalah, che ha fornito assistenza agli attivisti fermati da Israele, ha raccolto decine di testimonianze: "Abusi fisici, umiliazioni...

Today

Domani: «Due navi da guerra all’orizzonte», Israele intercetta le barche della Global Sumud

Dopo una notte di tensione, tra avvistamenti di droni e imbarcazioni non identificate, verso le 9 del mattino arriva il primo messaggio: «Ecco stanno arrivando da noi», mentre le 52 barche a vela si trovano a circa 250 miglia dalla Striscia, in acque internazionali a largo di Cipro: «Ricordo a tutti di praticare la non violenza. Di non lasciarsi provocare». Oggi i cortei per lo sciopero generale contro guerra e riarmo

“Two warships on the horizon,” Israel intercepts the Global Sumud boats

After a night of tension, with reports of drone sightings and unidentified boats, a message arrived around 9 am: “They’re coming to us,” while the 52 sailboats were approximately 250 miles from the Gaza Strip, in international waters off the coast of Cyprus: “I remind everyone to practice non-violence. Not to be provoked.” Today, marches are taking place in support of the general strike against war and rearmament.

#Israel #theGazaStrip

https://www.editorialedomani.it/politica/mondo/flotilla-due-navi-guerra-israele-intercetta-barche-global-sumud-abbordaggio-cipro-nlfnigte

«Due navi da guerra all’orizzonte», Israele intercetta le barche della Global Sumud Flotilla

Dopo una notte di tensione, tra avvistamenti di droni e imbarcazioni non identificate, verso le 9 del mattino arriva il primo messaggio: «Ecco ... Scopri di più!

Domani

Domani: Tra aperture e minacce: la schizofrenia di Trump sul nucleare di Teheran

Il presidente Usa ha detto che accetterà il limite dei vent’anni per la sospensione del programma atomico iraniano. Ma rimane il no al piano di pace in 14 punti presentato dagli ayatollah. Israele, nuovo attacco sulla Striscia: «Abbiamo colpito uno degli architetti delle stragi del 7 ottobre». Quei viaggi segreti del Mossad negli Emirati per convincerli ad attaccare l’Iran

Between openings and threats: Trump’s schizophrenia regarding the Tehran nuclear issue.

The US president said he would accept a 20-year limit on the suspension of the Iranian nuclear program. But the rejection of the 14-point peace plan presented by the ayatollahs remains. Israel, new attack on the Gaza Strip: “We struck one of the architects of the October 7th attacks.” Those secret Mossad trips to the Emirates to convince them to attack Iran.

#Trump #Tehran #Iranian #Israel #theGazaStrip #Mossad #Emirates

https://www.editorialedomani.it/politica/mondo/iran-trump-aperture-minacce-schizofrenia-nucleare-hormuz-stretto-yez559kw

Tra aperture e minacce: la schizofrenia di Trump sul nucleare di Teheran

Il presidente Usa ha detto che accetterà il limite dei vent’anni per la sospensione del programma atomico iraniano. Ma rimane il no al piano di ... Scopri di più!

Domani

LA NOTIZIA: Nuova impennata di attacchi nella Striscia

Lafi al-Najjar, palestinese cieco di trentasei anni, vive in una tenda tra le macerie di Khan Younis. Suo figlio Adel, nove anni, è stato ucciso il ventotto aprile in un attacco israeliano. A Reuters, l’undici maggio, al-Najjar ha detto: «La guerra è ancora in corso. Si è fermata negli annunci, sul terreno non si è fermata».
Il dato lo conferma. Il rapporto mensile di Acled, Armed Conflict Location and Event Data Project, pubblicato ieri, registra ad aprile un aumento del trentacinque per cento degli attacchi israeliani sulla Striscia rispetto a marzo. Dal cessate il fuoco con l’Iran dell’otto aprile il Ministero della Salute di Gaza conta centoventi palestinesi uccisi, di cui otto donne e tredici bambini: il venti per cento in più delle cinque settimane precedenti, quando l’aviazione israeliana bombardava Teheran. Dal cessate il fuoco di ottobre, mediato da Stati Uniti e Qatar, i palestinesi uccisi sono ottocentocinquanta, contro quattro soldati israeliani.
Ieri, alla Sala del Mappamondo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito alle Commissioni Esteri e Difesa: «Il governo continua a prestare la massima attenzione operativa nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, con l’obiettivo di arrivare a due Stati». Sulle misure commerciali contro Israele frena: «Otto Paesi dell’Unione hanno espresso dubbi, perché il rischio è colpire la popolazione civile israeliana, non il governo Netanyahu». Resta aperta l’ipotesi di sanzioni sui prodotti dei coloni.
Stamane salpa da Marmaris la Global Sumud Flotilla: cinquantaquattro imbarcazioni e oltre cinquecento attivisti.
Khdour, ricercatore Acled: «Bombardamenti, droni e fuoco di artiglieria continuano lungo la linea di armistizio, colpendo militanti e civili, donne e bambini». La guerra si è fermata solo negli annunci.
Occhi su Gaza, diario di bordo #209
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New surge of attacks in the Strip

Lafi al-Najjar, a 36-year-old Palestinian blind man, lives in a tent erected amid the rubble of Khan Younis. His son, Adel, 9, was killed on April 28th in an Israeli attack. To Reuters, on May 11th, al-Najjar said: “The war is still ongoing. It has stopped in the announcements, but not on the ground.”

The data confirms this. The monthly report from Acled, the Armed Conflict Location and Event Data Project, published yesterday, recorded a 35% increase in Israeli attacks on the Strip in April compared to March. Since the ceasefire with Iran on April 8th, the Gaza Health Ministry counts 120 Palestinians killed, including eight women and thirteen children: 20% more than the previous five weeks, when Israeli air force was bombing Tehran. Since the October ceasefire, brokered by the United States and Qatar, 550 Palestinians have been killed, compared to four Israeli soldiers.

Yesterday, at the Map Room, Foreign Minister Antonio Tajani reported to the Foreign and Defense Committees: “The government continues to pay the utmost operational attention to the Gaza Strip and the West Bank, with the aim of reaching a two-state solution.” He holds back on measures against Israeli trade: “Eight countries in the EU have expressed doubts, because the risk is to strike the Israeli civilian population, not the Netanyahu government.” The possibility of sanctions on the products of the settlers remains open.

This morning, the Global Sumud Flotilla departs from Marmaris: 54 boats and over 500 activists.

Khdour, Acled researcher: “Bombardments, drones and artillery continue along the ceasefire line, hitting fighters and civilians, women and children.” The war has only stopped in the announcements.

Eyes on Gaza, logbook #209

#Lafial-Najjar #Palestinian #KhanYounis #Israeli #Reuters #al-Najjar #Acled #Strip #Palestinians #Tehran #theUnitedStates #Qatar #theMapRoom #AntonioTajani #theGazaStrip #theWestBank #Netanyahu #Marmaris #Khdour

https://www.lanotiziagiornale.it/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-209/

Nuova impennata di attacchi nella Striscia | LA NOTIZIA

Lafi al-Najjar, palestinese cieco di trentasei anni, vive in una tenda tra le macerie di Khan Younis. Suo figlio Adel, nove anni, è stato ucciso ... Read more

LA NOTIZIA

L'Unità: Sospese le sanzioni contro Francesca Albanese, schiaffo a Trump da tribunale Usa: “Violati diritti garantiti dal Primo Emendamento”

Una sonora sconfitta per l’amministrazione Trump, una grande vittoria per Francesca Albanese. La relatrice speciale dell’Onu sulla Palestina ha visto sospese le sanzioni imposte dal governo degli Stati Uniti grazie ad un’ingiunzione preliminare di un giudice federale statunitense del District of Columbia, a Washington.
Le sanzioni, imposte nel maggio del 2025 sulla base di un ordine esecutivo del presidente Donald Trump, impedivano ad Albanese l’ingresso nel Paese e di fare operazioni bancarie.
Quella di Trump era stata una mossa volta a punire e sanzionare, tramite il Dipartimento di Stato, chiunque sostenesse la causa della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra contro il governo israeliano. Per Albanese inoltre l’accusa era quella di aver “minacciato l’interesse nazionale e la sovranità degli Stati Uniti”, con riferimento ad un rapporto dell’inviata speciale dell’Onu che puntava il dito contro diverse aziende statunitense e al loro contributo alla distruzione della Striscia di Gaza e del popolo palestinese.
Secondo il giudice federale Richard Leon (giudice nominato dall’ex presidente George W. Bush), che ha sospeso le sanzioni, Albanese sarebbe stata punita dal Dipartimento di Stato Usa per il solo fatto di aver espresso le sue opinioni, violando così i diritti della Albanese garanti dal Primo Emendamento della Costituzione.
A presentare ricorso era stato il marito dell’inviata speciale Onu, Massimiliano Cali, agendo per conto proprio, della moglie e della loro figlia, sostenendo che le sanzioni del Dipartimento di Stato del 2025 violassero i diritti di libertà di espressione della consorte.
Nel parere motivato di 26 pagine che sospende le sanzioni, una misura temporanea in attesa della sentenza definitiva, Leon scrive che “se Albanese si fosse invece opposta all’azione della Cpi contro cittadini Usa e israeliani, non sarebbe stata inserita nell’elenco delle persone sanzionate ai sensi dell’Ordine Esecutivo 14203”.
Inoltre il giudice ha stabilito che Albanese godeva della tutela della Costituzione americana, malgrado risiedesse al di fuori del Paese, ritenendo che possedesse legami “sostanziali” con gli Usa, sufficienti a far valere i diritti garantiti dal Primo Emendamento.

Sanctions lifted against Francesca Albanese, court in the US slaps Trump with a blow: “Rights guaranteed by the First Amendment have been violated.”

A resounding defeat for the Trump administration, a great victory for Francesca Albanese. The UN Special Rapporteur on the Palestinian question has seen the sanctions imposed by the U.S. government suspended thanks to a preliminary injunction by a U.S. federal judge of the District of Columbia, in Washington.

The sanctions, imposed in May 2025 based on an executive order by President Donald Trump, prevented Albanese from entering the country and conducting banking operations.

Trump’s move was aimed at punishing and sanctioning, through the Department of State, anyone supporting the International Criminal Court’s case against the Israeli government for war crimes. For Albanese, the charge was that she had “threatened the national interest and the sovereignty of the United States,” referring to a report by the UN Special Envoy that pointed the finger at several U.S. companies and their contribution to the destruction of the Gaza Strip and the Palestinian people.

According to U.S. District Judge Richard Leon (a judge appointed by former President George W. Bush), who suspended the sanctions, Albanese was being punished by the U.S. Department of State for simply expressing her opinions, thus violating the rights of Albanese guaranteed by the First Amendment to the Constitution.

It was Massimiliano Cali, the wife of the UN Special Envoy, who filed the appeal, acting on his own behalf, along with his wife and daughter, arguing that the 2025 Department of State sanctions violated his wife’s freedom of expression rights.

In the 26-page opinion that suspends the sanctions, a temporary measure pending the final judgment, Leon writes that “if Albanese had instead opposed the ICC’s action against U.S. and Israeli citizens, she would not have been included in the list of sanctioned individuals under Executive Order 14203.”

Furthermore, the judge established that Albanese enjoyed protection under the American Constitution, despite residing outside the country, believing she possessed “substantial” ties to the U.S., sufficient to enforce the rights guaranteed by the First Amendment.

#FrancescaAlbanese #theFirstAmendment #Palestinian #Washington #DonaldTrump #Albanese #Israeli #theUnitedStates #theUNSpecialEnvoy #theGazaStrip #RichardLeon #GeorgeWBush #Constitution #MassimilianoCali

https://www.unita.it/2026/05/14/sospese-sanzioni-usa-contro-francesca-albanese/

Sospese le sanzioni contro Francesca Albanese, schiaffo a Trump da tribunale Usa: "Violati diritti garantiti dal Primo Emendamento"

Una sonora sconfitta per l’amministrazione Trump, una grande vittoria per Francesca Albanese. La relatrice speciale dell’Onu sulla Palestina ha visto sospese le sanzioni imposte dal governo degli Stati Uniti grazie ad un’ingiunzione preliminare di un giudice federale statunitense del District of Columbia, a Washington. Le sanzioni, imposte nel maggio del 2025 sulla base di un ordine […]

L'Unità

Domani: Gli occhi di Gaza, il diario intimo di Plestia Alaqad che diventa testimonianza

La giovane giornalista ha mostrato nei suoi video il dramma della popolazione sotto i bombardamenti israeliani. Ora torna a farlo in un libro, dove apre le porte delle sue emozioni attraverso uno scritto personale che fa entrare il lettore dentro la quotidianità della Striscia

The Eyes of Gaza, the Intimate Diary of Plestia Alaqad, becomes testimony.

The young journalist has shown in her videos the drama of the population under Israeli bombardments. Now she returns to do so in a book, where she opens the doors of her emotions through a personal writing that draws the reader into the everyday life of the Gaza Strip.

#Israeli #theGazaStrip

https://www.editorialedomani.it/politica/mondo/gli-occhi-di-gaza-diario-intimo-plestia-alaqad-libro-testimonianza-guerra-ve2t12bk

Gli occhi di Gaza, il diario intimo di Plestia Alaqad che diventa testimonianza

La giovane giornalista ha mostrato nei suoi video il dramma della popolazione sotto i bombardamenti israeliani. Ora torna a farlo in un libro, ... Scopri di più!

Domani

Il Fatto Quotidiano: A Gaza “43mila palestinesi hanno subito lesioni permanenti a causa dei raid israeliani”: la stima dell’Oms

Due anni di bombardamenti a tappeto sulla Striscia di Gaza hanno lasciato gravi lesioni permanenti su 43mila palestinesi. È la stima diffusa dall’Organizzazione mondiale della sanità. Oltre 5mila persone hanno subito amputazioni, più di 2mila hanno avuto lesioni al midollo spinale con la conseguente perdita di importanti funzioni motorie. Più di 3.400 vivono le conseguenze di ustioni gravi e oltre 1.300 hanno riportato lesioni cerebrali traumatiche. Inoltre, un ferito su quattro ha meno di 18 anni.
Una fotografia drammatica, se si pensa che il sistema sanitario è stato completamente distrutto e che i medici e le organizzazioni umanitarie lavorano in una costante scarsità di farmaci e materiale medico a causa delle restrizioni imposte dal governo israeliano. Parlando a Madrid insieme al premier spagnolo Pedro Sanchez, il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreysus ha spiegato che il flusso degli aiuti resta ampliamente insufficiente, in quanto “dovrebbero attraversare il confine circa 600 camion” al giorno “ma questo non sta accadendo”, ha rilevato. Secondo il direttore dell’Oms, si osservano progressi “probabilmente nelle evacuazioni mediche” dalla Striscia, mentre persistono gravi difficoltà nella fornitura di medicinali e forniture sanitarie. “L’invio di farmaci non sta arrivando come dovrebbe”, ha rilevato. Ha inoltre segnalato che “quando aumenta il numero di camion ” diretti a Gaza “alcuni trasportano materiali e prodotti destinati alla vendita e i gazawi non possono permetterseli“. Per questo, ha aggiunto, è necessario rafforzare “in modo specifico” l’invio di aiuti umanitari.
L’Oms sta dando priorità alla ricostruzione delle infrastrutture sanitarie nella Striscia, poiché “gli ospedali sono scomparsi”, ha osservato, riferendosi al livello di distruzione provocato dalla guerra. Da parte sua, Pedro Sanchez ha ribadito la necessità di rispettare il diritto internazionale e di offrire “un orizzonte politico alla Palestina”, che passa attraverso “il riconoscimento dello Stato palestinese, che ha tutto il diritto di esistere”, come Israele.
L'articolo A Gaza “43mila palestinesi hanno subito lesioni permanenti a causa dei raid israeliani”: la stima dell’Oms proviene da Il Fatto Quotidiano.

“43,000 Palestinians have sustained permanent injuries due to Israeli raids”: the estimate of the WHO.

Two years of carpet bombing in the Gaza Strip have left severe, permanent injuries on 43,000 Palestinians. This is the widespread estimate from the World Health Organization. More than 5,000 people have undergone amputations, over 2,000 have suffered spinal cord injuries with the consequent loss of important motor functions. More than 3,400 live with the consequences of severe burns and over 1,300 have sustained traumatic brain injuries. Furthermore, one in four injured individuals is under the age of 18.

A dramatic photograph, considering that the healthcare system has been completely destroyed and that doctors and humanitarian organizations are working in constant shortages of drugs and medical supplies due to restrictions imposed by the Israeli government. Speaking in Madrid alongside Spanish Prime Minister Pedro Sanchez, World Health Organization Director-General Tedros Adhanom Ghebreyesus explained that the flow of aid remains largely insufficient, as “around 600 trucks should cross the border daily “but this is not happening,” he noted. According to the WHO director, there are “probably” advances “in medical evacuations” from the Strip, while serious difficulties persist in the supply of medicines and medical supplies. “The delivery of drugs is not arriving as it should,” he noted. He also reported that “when the number of trucks directed to Gaza increases, some transport materials and products intended for sale and Gazans cannot afford them.” For this reason, he added, it is necessary to “specifically” strengthen the sending of humanitarian aid.

The WHO is prioritizing the reconstruction of healthcare infrastructure in the Strip, as “hospitals have disappeared,” he observed, referring to the level of destruction caused by the war. On his part, Pedro Sanchez reiterated the need to respect international law and to offer “a political horizon to Palestine,” which passes through “the recognition of the State of Palestine, which has every right to exist,” like Israel.

The article “In Gaza ‘43,000 Palestinians have suffered permanent injuries due to Israeli raids’”: the WHO estimate comes from Il Fatto Quotidiano.

#Palestinians #Israeli #theGazaStrip #Madrid #Spanish #PedroSanchez #TedrosAdhanom #Strip #Gazans #Palestine #theStateofPalestine #Israel #IlFattoQuotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/12/guerra-gaza-oms-lesioni-permanenti-notizie/8383752/

A Gaza “43mila palestinesi hanno subito lesioni permanenti a causa dei raid israeliani”: la stima…

Oltre 5mila le persone amputate, più di 2mila hanno avuto lesioni al midollo spinale

Il Fatto Quotidiano

Repubblica.it: Gaza, la sfida di maratoneti e surfisti: “Ci riprendiamo questa terra e questo mare”

Oltre duemila gazawi hanno partecipato alla corsa promossa in contemporanea a Betlemme e nella Striscia: il percorso è passato per la strada costiera Rashid che ha fatto da teatro a momenti dolorosi della guerra. Tra le onde molti si misuravano invece con la tavola

Gaza, the challenge of marathon runners and surfers: “We will take back this land and this sea.”

Over two thousand runners participated in the race held simultaneously in Bethlehem and the Gaza Strip: the route passed through Rashid coastal road, which served as a stage for painful moments of the war. Meanwhile, among the waves, many were competing with the surfboard.

#Bethlehem #theGazaStrip #Rashid

https://www.repubblica.it/esteri/2026/05/10/news/gaza_betlemme_maratona_surf_riprendere_terra_e_mare-425335862/

Gaza, la sfida di maratoneti e surfisti: “Ci riprendiamo questa terra e questo mare”

Oltre duemila gazawi hanno partecipato alla corsa promossa in contemporanea a Betlemme e nella Striscia: il percorso è passato per la strada costiera Rashid ch…

la Repubblica

Il Tempo: Israele espelle gli ultimi due fermati. E cade la maschera di Flotilla

Il governo israeliano conferma l'espulsione di Saif Abukeshek e Thiago Ávila, attivisti che partecipavano all'iniziativa della Global Sumud Flotilla che era diretta verso la Striscia di Gaza ma che sono stati fermati a fine aprile in acque internazionali. "Al termine delle indagini, i due provocatori professionisti Saif Abukeshek e Thiago Ávila della flotilla della provocazione sono stati espulsi oggi da Israele", comunica il ministero degli Esteri israeliano via X. Israele ribadisce che "non consentirà violazioni del legittimo blocco navale imposto a Gaza".

Nelle scorse ore, quando iniziavano a trapelare le prime indiscrezioni sulla liberazione degli ultimi due attivisti, il team legale della Global Sumud Flotilla aveva accolto "questa notizia come una vittoria della mobilitazione popolare e della pressione costante esercitata in tutto il mondo negli ultimi giorni. Ma non smetteremo di insorgere finché Saif e Thiago non saranno finalmente a casa, sani e salvi. Continueremo a chiedere spiegazioni all'Unione Europea per quanto accaduto e sanzioni immediate contro Israele per questo rapimento illegale e per le continue violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani del popolo palestinese". 

Intanto Saif Abukeshek ha rivolto un appello a continuare la mobilitazione per la Palestina. "Ho lasciato dietro di me migliaia di palestinesi, detenuti, bambini, donne e uomini. Sono sicuro che il trattamento che ho subito io non è comparabile alla sofferenza che stanno passando. Le testimonianze che abbiamo sentito sono di torture e violenze quotidiane", ha detto in un video diffuso dal canale Telegram della Flotilla. "Non possiamo dimenticare i detenuti palestinesi. Dobbiamo continuare a mobilitarci finché la Palestina sarà libera", ha insistito. Operazioni di comunicazione che dimostrano plasticamente, ancora una volta, che il fine principale della spedizione era il messaggio politico, non certo l'invio di aiuti nella Striscia.

Israel expels the last two detainees. And the mask of Flotilla falls.

The Israeli government confirmed the expulsion of Saif Abukeshek and Thiago Ávila, activists who participated in the Global Sumud Flotilla initiative that was headed towards the Gaza Strip but were stopped at the end of April in international waters. “Following the investigation, the two provocateurs, professional provocateurs Saif Abukeshek and Thiago Ávila of the provocation flotilla, were expelled today by Israel,” the Israeli Foreign Ministry communicated via X. Israel reiterated that “it will not tolerate violations of the legitimate naval blockade imposed on Gaza.”

Earlier today, as initial reports of the release of the last two activists began to surface, the legal team for the Global Sumud Flotilla welcomed “this news as a victory for popular mobilization and the constant pressure exerted worldwide in recent days. But we will not stop protesting until Saif and Thiago are finally home, safe and sound. We will continue to demand explanations from the European Union regarding what happened and immediate sanctions against Israel for this illegal abduction and for the continued violations of international law and the human rights of the Palestinian people.”

Meanwhile, Saif Abukeshek has issued a call to continue the mobilization for Palestine. “I left behind thousands of Palestinians, prisoners, children, women and men. I am sure that the treatment I received is not comparable to the suffering they are experiencing. The testimonies we have heard are of daily torture and violence,” he said in a video disseminated by the Flotilla’s Telegram channel. “We cannot forget the Palestinian prisoners. We must continue to mobilize until Palestine is free,” he insisted. Communications operations that graphically demonstrate, once again, that the main purpose of the expedition was the political message, not sending aid to the Strip.

#Israel #Flotilla #Israeli #SaifAbukeshek #ThiagoÁvila #theGazaStrip #XIsrael #Thiago #theEuropeanUnion #Palestinian #Palestine #Palestinians #Strip

https://www.iltempo.it/attualita/2026/05/10/news/global-sumud-flotilla-israele-espulsione-thiago-avila-saif-cade-maschera-aiuti-47656389/

Israele espelle gli ultimi due fermati. E cade la maschera di Flotilla

Il governo israeliano conferma l'espulsione di Saif Abukeshek e Thiago Ávila, attivisti che partecipavano all'iniziativa della Global S...

il manifesto: Tregua di sangue a Gaza: 850 morti

È sempre tregua di sangue nella Striscia di Gaza. Solo nella giornata di ieri sono state uccise quattro persone e altre 15 sono rimaste ferite in diversi attacchi. È quanto […]
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Blood Truce in Gaza: 850 dead

There is always a blood truce in the Gaza Strip. Only yesterday, four people were killed and another 15 were injured in various attacks. This is what […]
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#theGazaStrip #first

https://ilmanifesto.it/tregua-di-sangue-a-gaza-850-morti

Tregua di sangue a Gaza: 850 morti | il manifesto

Israele (Internazionale) È sempre tregua di sangue nella Striscia di Gaza. Solo nella giornata di ieri sono state uccise quattro persone e altre 15 sono rimaste ferite in diversi attacchi. È quanto afferma Hamas in un comunicato. Nella serata di venerdì, invece, un missile israeliano ha centrato in pieno il campo di Al Shati, a ovest di

il manifesto