Cura e liberazione a 100 anni da Fanon
Vag61, martedì 4 novembre alle ore 21:00 CET
Cura e liberazione a 100 anni da Fanon: salute mentale, resistenza e oppressione e coloniale al tempo del genocidio
Incontro pubblico insieme a Samah Jabr, psichiatra psicoterapeuta e Zaynab Hinnawi, psicologa clinica e della liberazione
Durante l’incontro saranno presenti traduttrici ENG-ITA
Le illustrazioni sono di @faida.acquifera
https://balotta.org/event/cura-e-liberazione-a-100-anni-da-fanon
oggi e domani, 23-24 maggio, a bologna: samah jabr sui traumi generati dai crimini di colonialismo
🍉 SAMAH JABR (psichiatra, psicoterapeuta e scrittrice palestinese) torna a Bologna per un seminario e un incontro aperto: 𝗪𝗶𝘁𝗻𝗲𝘀𝘀𝗶𝗻𝗴 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘅𝘁𝘀 𝗼𝗳 𝗼𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻: 𝗧𝗵𝗲 𝗲𝘁𝗵𝗶𝗰𝗮𝗹 𝗮𝗻𝗱 𝘁𝗵𝗲𝗿𝗮𝗽𝗲𝘂𝘁𝗶𝗰 𝗿𝗼𝗹𝗲𝘀 𝗼𝗳 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹 𝗵𝗲𝗮𝗹𝘁𝗵 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝘀 𝗳𝗮𝗰𝗶𝗻𝗴 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗻𝗶𝗮𝗹 𝘁𝗿𝗮𝘂𝗺𝗮.
🍉 23 maggio, ore 11:00-13:00, Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna
🍉 24 maggio, ore 17:00, presso il centro Costa in via Azzo Giardino
Informazioni e locandina: https://psicologia.unibo.it/it/eventi/witnessing-in-contexts-of-oppression-the-ethical-and-therapeutic-roles-of-mental-health-profession-als-facing-colonial-trauma
🇵🇸
« […] “sumud” è un concetto molto antico. È presente nella letteratura palestinese da oltre un secolo, sin dai tempi del mandato britannico in Palestina. Ed è molto più complesso della sola resilienza. La resilienza è un termine relativamente recente nella letteratura sulla salute mentale: esiste da circa quarant’anni, forse poco più. Si tratta di uno stato dell’essere, una condizione interna. Ma “sumud” è qualcosa di più: è sia uno stato dell’essere che un orientamento all’azione. È fermezza, perseveranza, ma implica anche un’azione critica. È tutto ciò che rafforza la capacità delle persone di rimanere sulla propria terra: la fermezza è parte integrante del “sumud”.
Il significato del termine ha sia una dimensione individuale che collettiva. Quindi “sumud” è una resilienza collettiva che tiene conto dell’azione, non solo dello stato dell’essere e del sentimento di forza interiore. Questa è l’essenza di ciò che intendiamo con “sumud”. L’immagine mentale che più lo rappresenta è quella di un ulivo dalle radici molto profonde.
È importante prestare attenzione quando parliamo di “sumud”, perché talvolta viene frainteso e interpretato come se indicasse una sorta di resilienza innata del popolo palestinese, tale da renderlo autosufficiente e privo del bisogno di sostegno esterno. Ma non è affatto così. “Sumud” non deve essere idealizzato, né trasformato in una narrazione romantica che giustifichi l’abbandono o lo sfruttamento dei palestinesi.»
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28 febbraio, roma: “sumud” – samah jabr in dialogo con il collettivo senzanumero e l’associazione nontantoprecisi
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La editorial andaluza Hojas Monfíes publica un nuevo libro colectivo, Andalucía con Palestina, donde se dan cita nueve militantes, escritores, sindicalistas, doctores y psicólogas que abordan las raíces de la colonización israelí de Palestina y sus conexiones con la lucha antiimperialista andaluza. Tras la ofensiva del 7 de octubre, mucho se ha dicho (y escrito)
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https://www.libreriasensibiliallefoglie.com/novita/518-il-tempo-del-genocidio.html
Dal 7 ottobre 2023 la locuzione “guerra Israele-Hamas” è stata utilizzata per manipolare la nostra percezione di uno sterminio sistematico dei palestinesi e in particolare di donne e bambini – la possibilità per il vivente di esistere nel futuro – senza precedenti nella storia recente. Lo sguardo professionale di Samah Jabr colloca le uccisioni di massa, gli sfollamenti, l’affamamento, la tortura e le umiliazioni contingenti, nel solco più ampio del trauma storico palestinese. Trauma decennale che, per poter essere affrontato, richiede una solidarietà concreta e attiva, capace di affermare sia il diritto alla resistenza nella Palestina illegalmente occupata, sia il rispetto dei diritti umani elementari, calpestati da decenni con la complicità attiva dei Paesi occidentali. La scelta dell’Autrice di esporsi e raccontarsi, intrecciata alla sua lucida analisi degli eventi, sollecita quell’empatia che, sola, può farci comprendere fino in fondo che in Palestina è in gioco la possibilità per gli umani di definirsi ancora tali. Se la solidarietà internazionale è terapeutica per i palestinesi, il dono del sumud che essi ci fanno con la loro resistenza può aprire anche le nostre menti e i nostri cuori, per mettere fine alla più lunga e sanguinosa occupazione coloniale del nostro tempo.
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Dal 7 ottobre 2023 la locuzione “guerra Israele-Hamas” è stata utilizzata per manipolare la nostra percezione di uno sterminio sistematico dei palestinesi e in particolare di donne e bambini – la possibilità per il vivente di esistere nel futuro – senza precedenti nella storia recente. Lo sguardo professionale di Samah Jabr colloca le uccisioni di massa, gli sfollamenti, l’affamamento, la tortura e le umiliazioni contingenti, nel solco più ampio del trauma storico palestinese. Trauma decennale che, per poter essere affrontato, richiede una solidarietà concreta e attiva, capace di affermare sia il diritto alla resistenza nella Palestina illegalmente occupata, sia il rispetto dei diritti umani elementari, calpestati da decenni con la complicità attiva dei Paesi occidentali. La scelta dell’Autrice di esporsi e raccontarsi, intrecciata alla sua lucida analisi degli eventi, sollecita quell’empatia che, sola, può farci comprendere fino in fondo che in Palestina è in gioco la possibilità per gli umani di definirsi ancora tali. Se la solidarietà internazionale è terapeutica per i palestinesi, il dono del sumud che essi ci fanno con la loro resistenza può aprire anche le nostre menti e i nostri cuori, per mettere fine alla più lunga e sanguinosa occupazione coloniale del nostro tempo.
https://slowforward.net/2024/11/04/samah-jabr-presentazione-9nov/
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CESENA. VENERDI' 19 APRILE
allo Spazio Libertario "Sole e Baleno", via Sobborgo Valzania 27 (Cesena)
* ORE 18:30 – Apertura Spazio.
* ORE 19:00 – Collegamento video dalla Palestina con Samah Jabr, autrice dei libri, pubblicati da Sensibili alle foglie editore: “SUMUD, RESISTERE ALL'OPPRESSIONE” e “DIETRO I FRONTI. CRONACHE DI UNA PSICHIATRA PSICOTERAPEUTA PALESTINESE”, sui traumi psicologici nella popolazione palestinese a seguito dell'occupazione israeliana.
* A SEGUIRE: presentazione del lavoro di Samah Jabr con il COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO “ANTONIN ARTAUD” di Pisa
* PER FINIRE: cena Vegan!
https://spazio-solebaleno.noblogs.org
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