25 Aprile - Porta un fiore alle partigianx

Via delle Milizie, sabato 25 aprile alle ore 09:30 CEST

Per il sesto anno consecutivo festeggiamo il 25Aprile ricordando e rendendo omaggio ai/alle partigian3 resistenti del quartiere Prati, celebrando insieme la Liberazione.

Alle ore 9.30 passeggiata antifascista nei luoghi della Resistenza di Prati (partenza da viale delle Milizie angolo viale Angelico), con omaggio finale alla targa ai partigiani di viaAndrea Doria.

Dalle ore 11.30, a Via Pietro Pomponazzi, brindisi resistente e aperitivo in musica con jazz.all.inferno.

A seguire special guest Gwogiagia live in concerto! Dalle ore 14 pranzo a Valle Aurelia presso i Palazzi rossi.Le Tigri di Mompracem

spazio sociale ex51

https://roma.convoca.la/event/25-aprile-pora-un-fiore-alle-partigianx

[2026-04-25] Sabato 25 Aprile: Contro lo stato di polizia. CURA, LOTTA ANARCHIA @ Piazza Dell'Unità https://balotta.org/event/sabato-25-aprile-contro-lo-stato-di-polizia-cura-lotta-anarchia #resistenza #25aprile #anarchia
Sabato 25 Aprile: Contro lo stato di polizia. CURA, LOTTA ANARCHIA

Contro lo stato di polizia Il fascismo non se n'è mai veramente andato dal nostro paese, non è mai morto: è la manifestazione più cruenta del sistema statale e capitalista, e le sue radici affondano nella storia lunga dell'autoritarismo. Per questo vogliamo che il 25 aprile non sia solo una celebrazione della Resistenza, e delle persone che l'hanno portata avanti con coraggio e cura: vogliamo che sia un'occasione per riaprire una lotta comune contro l'ideologia e pratica di morte, sfruttamento ed ecocidio, che costituiscono il mezzo e il fine del fascismo. Vogliamo farlo riaffermando principi - la libertà nella cura reciproca e nel mutuo appoggio - trasversali tra le generazioni e che connettono lotte oggi troppo spesso frammentate. Ci troviamo in una fase di torsione autoritaria accelerata e sempre più generalizzata, che proprio in Italia ha avuto uno dei suoi momenti chiave con l'avvento del governo Meloni, il primo governo di destra-destra dal dopoguerra. Una prima idea di ciò che ci aspettava l'abbiamo avuta con i decreti Rave e Caivano, con i quali si è inaugurata la lotta istituzionale contro le fasce più giovani della popolazione, che è andata di pari passo con la progressiva occupazione di tutti i gangli del paese da parte dei post-fascisti di Fratelli d'Italia e sodali. Si è poi continuato con i decreti sicurezza, che si succedono dal 2023: non si tratta di misure tecniche, ma della costruzione sistematica di uno Stato di polizia che criminalizza il dissenso e i gruppi sociali marginalizzati. Questa torsione autoritaria affonda le radici in un cambiamento culturale profondo: cresce l'accettazione della violenza e della sopraffazione come metodo per regolare le interazioni sociali. Sul piano politico, la risposta alla crisi e all'impoverimento generale non passa dal rafforzamento delle misure di sostegno alle fasce più vulnerabili, ma dal colpire e colpevolizzare quelle stesse fasce — dipinte come "classi pericolose". La violenza contro gli strati già impoveriti della popolazione diventa così strumento di non-governo della crisi economica. La propaganda sulla sicurezza, spacciata ovunque e con ogni mezzo, compresa la bieca menzogna, ha accecato la popolazione, e l'ha distratta mentre il governo operava un progressivo smantellamento di quel poco di welfare rimasto dopo decenni di privatizzazioni, da destra e da sinistra, e di distruzione di sanità, scuola, salari e politiche sociali vere. L'impianto complessivo delle politiche di questo governo colpisce chi è in movimento, chi è razzializzat3, chi è privat3 della libertà e si trova in detenzione, le persone queer, trans e non binarie, le donne, le persone disabili, e il sempre maggior numero di persone escluse ed espulse dal welfare e da forme di redistribuzione della ricchezza. Sono vite invisibilizzate e non riconosciute, che questo sistema marginalizza secondo linee di genere, classe e forme di razzializzazione. Sono anche le vite di chi si muove attraverso le frontiere, a cui ci uniamo nel rivendicare il diritto alla libertà di movimento a prescindere dal passaporto o dalla cittadinanza di cui sono in possesso. L'ultimo decreto di febbraio 2026 porta a un ulteriore inasprimento: il fermo preventivo fino a 12 ore - già usato contro 91 compagn3 a Roma a marzo - colpisce alla radice il diritto di manifestare. Il Daspo urbano viene esteso a stazioni, aeroporti, mezzi pubblici, rendendo lo spazio urbano uno spazio di sorveglianza, controllo ed esclusione. Le zone rosse, strumento già rodato di segregazione dello spazio pubblico, si inseriscono in questo stesso disegno. Accanto a questo si discute di decreti per garantire l'impunità sostanziale delle forze di polizia. Si arriva così alla proposta clou della compagine governativa, mutuata dalle politiche trumpiane e orbaniane: dichiarare chiunque si dichiari Antifa come appartenente a un'organizzazione terroristica - determinando così possibili pene fino a 15 anni di carcere. Come se l'antifascismo fosse un crimine e non il fondamento stesso della nostra società! Essere antifascist3 oggi significa leggere questa continuità - tra le radici storiche dell'autoritarismo e le sue forme contemporanee - e scegliere da che parte stare. Il nostro antifascismo rivendica il socialismo libertario e mette al centro tre parole d'ordine: cura, lotta, resistenza. Corteo sabato 25 aprile 2026 ore 10:00 piazza Unità 

Balotta
Corteo

25 APRILE 2026: h 10.00 piazza dell’Unità! ❗️Attraversiamo una congiuntura storica difficile e violenta, in cui proliferano guerre, genocidi, repressione del dissenso, speculazione economica e aumento dello sfruttamento, violenza patriarcale, ecocidi, disciplinamento della società. Le estreme destre in tutto il mondo si stanno proponendo di governare questa epoca, e l’Italia è indubbiamente uno dei laboratori in questa direzione. 📣 Il moltiplicarsi della guerra, sia sui fronti bellici che nella vita quotidiana, nelle politiche di riarmo, nelle strette autoritarie, nei richiami alla leva obbligatoria, nella criminalizzazione delle cosiddette seconde generazioni, nella stretta sui documenti e creazione dei “CPR europei”, nella ricerca per scopi militari, nell’economia del complesso militar-digital-industriale, nei grandi oligarchi del tech che detengono le infrastrutture della nostra comunicazione quotidiana e le orientano alla militarizzazione. […] ♦️Il percorso assembleare Bologna antifascista rilancia dunque con forza la necessità di mobilitazione, rilanciando le lotte in città per confluire su una grande manifestazione antifascista il 25 aprile. Una manifestazione che mostri un NO secco, radicale e ineludibile alle sirene di guerra e che porti in piazza la contrapposizione sociale al governo Meloni. […] ➡️ Il corteo del 25 aprile si concentrerà alle ore 10 in piazza dell’Unità, e passando per ponte Stalingrado, via Mascarella e il Sacrario dei Partigiani, attraverserà via Indipendenza per concludersi in Stazione.

Balotta

Oltre le Brigate Garibaldi: il ruolo cruciale (e dimenticato) delle formazioni monarchiche nella Resistenza

Dalla newsletter La buona storia, di Andrea Bosio


Spesso quando parliamo di Resistenza, la narrazione si concentra quasi esclusivamente sulle formazioni comuniste (Brigate Garibaldi) o socialiste. Ma la storia è molto più sfumata. Un aspetto fondamentale che merita attenzione è la presenza attiva e strutturata di formazioni monarchiche e "autonome" che hanno combattuto contro i nazifascisti, spinte non dall'ideologia repubblicana, ma da una ferma scelta antifascista e democratica.

Ecco alcuni punti chiave emersi da recenti approfondimenti storici:

L'unità nell'antifascismo: Il punto di contatto tra tutte le formazioni non era la forma di stato (repubblica o monarchia), ma l'obiettivo comune di liberare l'Italia dall'occupazione nazista e dal fascismo.
Le "Formazioni Autonome": Già nei primi giorni dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, militari del Regio Esercito e civili organizzarono bande (come il gruppo Borgo Martese o Camillo Cavour). Spesso identificati dal fazzoletto azzurro, erano indipendenti dal CLN nelle fasi iniziali e mantenevano una struttura militare rigida, ereditata dall'esercito.
Figure chiave sono state Giuseppe Bellocchio, Generale degli Alpini e monarchico convinto, fu una figura cardine nel comando del Corpo Volontari della Libertà (CVL); Edgardo Sogno: Nobile piemontese e monarchico anticomunista, fondò l'Organizzazione Franchi. La sua figura è complessa: si oppose alle leggi razziali già nel '38 (indossando pubblicamente la stella di David pur non essendo ebreo) e collaborò con gli Alleati. Tuttavia, il suo anticomunismo radicale lo portò poi, nel dopoguerra, a essere implicato in progetti eversivi (il "Golpe Bianco" del 1970) e legami con la CIA e la loggia P2; il Fronte Militare Clandestino a Roma, guidato dal colonnello Montezemolo (poi fucilato alle Fosse Ardeatine), unì piccole formazioni militari in una rete di spionaggio e resistenza urbana.

Questa storia ci ricorda che la Resistenza non fu un monolite ideologico, ma un mosaico di persone con background diversi uniti da un solo obiettivo: abbattere il fascismo. "Non fu una questione di comunisti vs fascisti", ma una convergenza di forze diverse, a volte con collaborazioni complesse, ma tutte necessarie.

Leggi tutto qui:
open.substack.com/pub/labuonas…

#StoriaItaliana #Resistenza #StoriaContemporanea #Monarchia #Antifascismo

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Fuochi di libertà

Circolo Arci Valverde, giovedì 30 aprile alle ore 21:00 CEST

FUOCHI DI LIBERTÀ
a cura di Romagna Ribelle e Partigiane di Romagna.

* Ore 21.00 COMPAGNO NON LASCIARE QUEL FUCILE
Mostra fotografica sulla Resistenza Romagnola.

* Ore 21.15 Presentazione progetto PARTIGIANE DI ROMAGNA.

* Ore 21.30 RESISTENZA GAP A FORLÌ, la storia dei partigiani che combatterono in città. A cura di Francesco Satanassi.

* Ore 22.30 DJ SET ROCK

https://www.fuorinellanebbia.it/event/fuochi-di-liberta

Parte 2: decostruire il paradigma vittima/terrorista

La quinta di una serie puntate di Harraga, in cui proviamo a tracciare un fil rouge, che dalla Palestina riporti alle logiche e alle dinamiche coloniali occidentali nei nostri contesti, che sfruttano e opprimono, tanto in Palestina quanto in Italia, le persone razzializzate. Dopo aver approfondito il concetto di “vittima” costruito attorno alla figura del palestinese — e come questa narrazione sia stata funzionale tanto alla repressione quanto al controllo del popolo palestinese, con […]

https://radioblackout.org/podcast/chi-lotta-per-la-liberta-lotta-per-la-palestina-decostruire-il-paradigma-vittima-terrorista-parte2/

Chi lotta per la libertà, lotta per la Palestina: decostruire il paradigma vittima/terrorista – parte1

La quarta di una serie puntate di Harraga  (trasmissione in onda su Radio Blackout ogni venerdì dalle 15 alle 16), in cui proviamo a tracciare un fil rouge, che dalla Palestina riporti alle logiche e alle dinamiche coloniali occidentali nei nostri contesti, che sfruttano e opprimono, tanto in Palestina quanto in Italia, le persone razzializzate. Proviamo a ragionare sulla dicotomia vittima-terrorista, un paradigma che sempre di più il potere capitalista e coloniale impone sulla pelle […]

https://radioblackout.org/podcast/chi-lotta-per-la-liberta-lotta-per-la-palestina-decostruire-il-paradigma-vittima-terrorista-parte1/

Parte 2: decostruire il paradigma vittima/terrorista

<p>La quinta di una serie puntate di Harraga, in cui proviamo a tracciare un fil rouge, che dalla Palestina riporti alle logiche e alle dinamiche coloniali occidentali nei nostri contesti, che sfruttano e opprimono, tanto in Palestina quanto in Italia, le persone razzializzate. Dopo aver approfondito il concetto di “vittima” costruito attorno alla figura del […]</p>