Al cinema il vero volto della guerra

di Roberta Cospito Tra fame, miseria, stragi e devastazioni che stravolgono migliaia di vite innocenti, è impossibile trovare davvero uno spazio sicuro. Il regista iracheno Hasan Hadi è in questi …

Osservatorio Repressione

Recensione “The Drama”: Per Sempre Nì

La prima cosa che ho pensato guardando il nuovo film di Kristoffer Borgli è che quest’uomo sembra divertirsi parecchio a mettere le persone in situazioni sempre più scomode. Non lo dico in senso negativo, anzi: Sick of Myself è la storia di una ragazza che cerca volontariamente di ammalarsi per ricevere più attenzioni rispetto al suo fidanzato, diventato improvvisamente un artista di successo. Dream Scenario è invece incentrato sul monotono professore Nicolas Cage, che vive un’inattesa popolarità dopo essere apparso nei sogni di milioni di persone. Storie non banali, a tratti grottesche, che trovano conferma in quest’ultimo, bellissimo, lavoro del regista norvegese, che trasforma i classici preparativi di un matrimonio in una settimana da incubo. Quindi sì, quando è iniziato The Drama avevo già il sospetto che le cose sarebbero andate male (non ci voleva un genio, già il titolo lo suggeriva).

Robert Pattinson e Zendaya vestono i panni di una coppia felice, normale ma bella, come tante altre. Lui è tutto preso dal redigere il discorso per l’imminente matrimonio, lei vorrebbe sfuggire dalla serie di inevitabili preparativi per vivere un evento magari più spontaneo. Durante la prova per il menu, a causa anche di qualche bicchiere di troppo, la donna rivela al futuro marito e ai due testimoni la cosa più brutta mai fatta in vita sua (promemoria: non proporre mai questa cosa durante una cena tra amici). Se le risposte degli altri commensali a questo gioco della verità sono imbarazzanti ma, in qualche modo, innocenti, il racconto della ragazza è scioccante, a tal punto da mettere in crisi la sua relazione e il matrimonio stesso, sempre più vicino. Da quel momento, il film cambia del tutto temperatura, sembrava quasi che qualcuno in sala avesse spalancato una finestra sull’inverno: così come per i personaggi del film, anche per noi diventa difficile guardare quella coppia allo stesso modo.

Borgli costruisce tutto con una precisione quasi crudele, dal montaggio al sonoro, come se qualcuno stesse stringendo una vite, rendendo la vicenda più grottesca e allucinata, in cui ogni passo verso il matrimonio si trasforma in una nuova prova da superare (dalla scelta dei fiori alla esilarante scena nello studio di fotografia, che è ciò che non vorrei mai vivere durante uno dei miei shooting). La domanda, inevitabile, che viene da porsi dopo aver visto The Drama è: conosciamo davvero la persona che abbiamo accanto? Cosa sappiamo del suo passato, dei lati più oscuri della sua vita, dei suoi pensieri? Sono domande valide, dalle quali può nascere facilmente una discussione, un conflitto, se non qualcosa di più grave: una crisi. Ed è qui che entra in gioco un ottimo Robert Pattinson, un volto strappato al cinema comico, ormai sempre più sopra le righe nelle sue ultime interpretazioni (come in Die My Love), ma in questo caso esattamente calato nell’atmosfera richiesta dal film. Ed è così che Kristoffer Borgli trasforma una “semplice” settimana prima delle nozze in una sorta di thriller sentimentale, dove la vera domanda non è se la coppia arriverà all’altare, ma cosa resterà di loro adesso che la verità non può più essere ignorata. Imperdibile.

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[libro] Breve storia eretica della Musica Classica

Autore: Alessandro Baricco
Titolo: Breve storia eretica della Musica Classica
Editore: Feltrinelli
Altro: ISBN 9788807493911; 18,00 €; 144 p.; I ed. 2025; genere: saggistica, musica

Voto: 6/10

Baricco è sicuramente bravissimo a trasporre in immagini e parole la musica. Peccato che io, oltre ad essere estremamente ignorante in materia, sia assolutamente incapace di portare alla memoria la musica, anche quella che conosco. Baricco mi parla dei canti gregoriani, dei madrigali, della musica di Mozart eccetera, alcune opere le conosco, ma non riesco a sentirle in memoria. Avrei bisogno di ascoltare gli esempi che illustra nel saggio per poterlo seguire nelle sue metafore e nei suoi ragionamenti. Soprattutto dovrei sentire la differenza fra una scala pitagorica, quella naturale e quella usata attualmente (temperamento equabile). Non ho capito lo sforzo degli antichi di far stare le note su proporzioni fisse di frequenze, ma forse il problema era che cercavano un ordine matematico che però l’orecchio non segue. Mi sono accorto anche che, sorprendentemente, non ho mai ascoltato un’opera completa di Wagner.

La storia di Baricco si riferisce alla musica europea. Inizia facendoci notare il fatto che per secoli abbiamo scritto le parole, ma abbiamo avuto grande difficoltà a scrivere la musica. Solo nel medioevo si iniziano a dare i nomi alle note e quindi a scriverle. Poi, molto lentamente, la musica si fa sempre più complessa, fino alla Musica Classica del 1700, che sancisce la nascita della musica come la conosciamo oggi.

Per chi si accontenta di un riassunto, Baricco ha creato una serie di puntate stile podcast dove legge degli estratti dell’opera. Peccato che sembra mancare la terza puntata e che gli esempi necessari alla mia comprensione musicale manchino.

Se però siete meno ignoranti del sottoscritto e sapete riportarvi alla memoria la musica che cita, questo volume vi piacerà molto.

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Ep. 6: L’abbandono dell’agricoltura e la musica della diaspora

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