Dal Piemonte alla Sicilia, dall’età del bronzo ai Longobardi: ecco l’Atlante dei ritrovamenti archeologici lungo le linee ferroviarie | SCARICA IL PDF

Elena Percivaldi

Negli ultimi vent’anni l’archeologia italiana ha visto affermarsi tra i protagonisti il Gruppo FS Italiane. Attraverso Archeolog, ente del Terzo settore che riunisce RFI, Italferr, Anas e Quadrilatero Marche–Umbria, il Gruppo FS ha assunto un ruolo decisivo nella tutela, nella conservazione e nella valorizzazione dei reperti rinvenuti durante la realizzazione delle infrastrutture ferroviarie e stradali.

Non si tratta di episodi sporadici, ma di una strategia coerente che ha cambiato l’approccio alle opere pubbliche: oggi la archeologia preventiva è parte integrante della progettazione, un processo che permette di conciliare sviluppo e tutela attraverso diagnosi, indagini e interventi mirati.

Il risultato più evidente di questo lavoro è l’Atlante dei Ritrovamenti Archeologici lungo tracciati ferroviari e stradali, una pubblicazione monumentale che raccoglie alcune delle più significative scoperte avvenute in Italia grazie ai cantieri ferroviari e stradali (può essere scaricata gratuitamente QUI).

RFI ATLANTE ARCHEOLOG WEB D_compressedDownload

Come sottolinea Stefano Antonio Donnarumma, il ruolo delle infrastrutture è cruciale per la coesione del Paese, ma non può prescindere dal rispetto della storia. L’archeologia preventiva è diventata così un tassello indispensabile nella costruzione di una mobilità moderna e sostenibile.

L’Atlante: un grande archivio delle scoperte lungo i tracciati italiani

L’Atlante, curato da Ilaria Maggiorotti con il supporto del Ministero della Cultura e delle Soprintendenze territoriali, documenta 26 ritrovamenti recenti, ma offre anche una visione d’insieme dell’evoluzione di un modello di collaborazione unico nel suo genere.

Ciascuna scheda dell’Atlante presenta schematicamente la localizzazione del ritrovamento con cronologia, descrizione dettagliata, foto e grafici, interpretazioni e contesto storico.

Il volume è consultabile anche nei centri di documentazione del Gruppo FS ed è diventato uno strumento utile per studiosi, appassionati e operatori culturali.

Il ruolo di Archeolog: sinergia tra istituzioni e territorio

Dal 2015, anno della sua fondazione, Archeolog Onlus coordina gli interventi sui territori interessati dai grandi cantieri ferroviari e stradali.
Il suo Comitato scientifico, guidato dal prof. Alessandro Vanzetti e formato da archeologi del Ministero e accademici, definisce linee guida, metodologie e protocolli condivisi.

Come sottolinea Vanzetti, non basta scavare: occorre interpretare, restituire, comunicare. È fondamentale che le comunità locali possano conoscere il patrimonio riportato alla luce, trasformando i rinvenimenti in occasioni di crescita culturale ed economica.

I cantieri che riscrivono la storia: il caso Italferr

Tra gli attori più rilevanti c’è Italferr, società di ingegneria del Gruppo FS e pioniera dell’archeologia preventiva in Italia.
Sin dagli anni delle grandi linee AV – Torino–Milano, Bologna–Firenze, Roma–Napoli – gli archeologi hanno accompagnato ogni fase dei lavori, facendo emergere contesti di straordinario valore.

Uno dei casi più celebri è la necropoli romana scoperta durante la costruzione della stazione AV di Bologna Centrale. Ma non meno rilevante è la stazione di sosta romana con complesso termale lungo la linea Roma–Napoli, o il recupero della Tomba della Montagnola, esempio emblematico di integrazione tra tutela e progettazione.

Oggi Italferr utilizza strumenti avanzati come GIS, telerilevamento, machine learning e software predittivi per identificare aree sensibili prima dell’apertura del cantiere.

26 ritrovamenti che raccontano l’Italia: eccone alcuni

1. Piemonte – La Necropoli longobarda di Sant’Albano Stura (CN)

Uno dei ritrovamenti più spettacolari è la necropoli longobarda di Sant’Albano Stura, rinvenuta in frazione Ceriolo durante i lavori dell’autostrada Asti–Cuneo tra il 2009 e il 2011. La necropoli ha restituito oltre 800 sepolture, una delle più estese di tutto il territorio nazionale.

Tra i materiali spiccano monete d’oro e d’argento, fibule a S e collane in pasta vitrea appartenenti ai corredi femminili, e armi da taglio, lance e scudi presenti nelle tombe dei guerrieri.

Una tomba infantile a cappuccina e una struttura lignea simile alle “case della morte” – piuttosto rara in Italia – rendono il contesto ancora più importante significativo.

2. Piemonte – La città romana di Libarna (AL)

Le indagini lungo la storica Via Postumia e le linee ferroviarie Torino–Genova e Milano–Genova hanno riportato alla luce parti finora sconosciute della città romana di Libarna (I–III sec. d.C.), già individuata e scavata in più riprese a partire dalla fine dell’Ottocento.

Tra i ritrovamenti la porticus del teatro, le terme urbane (ancora da mettere in luce), un edificio produttivo dedicato alla lavorazione dei laterizi e tratti del decumano con pavimentazione originaria.

Il sito è oggi uno dei più importanti luoghi archeologici dell’Italia nord-occidentale.

3. Toscana – Le 30 navi romane di Pisa San Rossore (PI)

Forse il ritrovamento più noto riportato nell’Atlante è quello delle navi di Pisa San Rossore, emerse nel 1998 durante la costruzione di un centro direzionale FS. Gli archeologi scoprirono una vera “Pompei del mare”, sepolta a sei metri di profondità: circa 30 relitti databili tra il III sec. a.C. e il VII sec. d.C.

Tra i materiali conservati spiccano, oltre ai legni perfettamente integri degli scafi, carichi di ceramiche, anfore e utensili, oggetti personali dei marinai e strumenti di bordo.

Grazie alla mancanza di ossigeno e alle falde sotterranee, molti manufatti si sono conservati in condizioni eccezionali. Oggi le navi sono esposte negli Arsenali Medicei, sede del Museo delle Navi Antiche di Pisa.

4. Marche – Taverne di Serravalle di Chienti (MC): un villaggio del Bronzo Antico

Gli scavi nell’area della SS 77 hanno rivelato un vasto villaggio dell’Età del Bronzo Antico (2200–1700 a.C.), con oltre 1000 buche di palo.

Tra le strutture principali sono riemerse le tracce di una capanna absidata lunga 20 metri e di una seconda capanna rettangolare, recinti per animali e aree funzionali artigianali.

Accanto al villaggio è stata individuata una necropoli circolare con 20 tombe, probabilmente legate a un unico nucleo familiare.

5. Calabria – Bagnara Calabra (RC): insediamenti neolitici e del Bronzo

A Bagnara Calabra sono state scoperte due sepolture neolitiche (V millennio a.C.) e due insediamenti dell’Età del Bronzo Antico (2100–1900 a.C.).

Il ritrovamento più rilevante è la presenza di ossidiana proveniente da Lipari, conferma di intensi traffici marittimi già in epoca preistorica.

6. Calabria – Canneti (RC): un sito pluristratificato

A Canneti, nel Comune di Locri, gli scavi del 2011 hanno rivelato un insediamento attivo tra l’Età del Ferro (VIII-VII sec. a.C.) e l’epoca ellenistica.

Il sito ha restituito un pozzo e un canale arcaici, una bellissima antefissa gorgonica, una necropoli con rituali di sacrificio (enagisma) e una piccola imbarcazione rituale, tutti elementi che forniscono una preziosa testimonianza delle pratiche religiose della Sicilia centrale.

7. Sicilia – Assoro (EN), località Cuticchi

Qui sono stati identificati un vasto insediamento rurale romano-imperiale (I–III sec. d.C.) e una necropoli di 168 sepolture con corredi preziosi, oggetti in oro e un’urna cineraria iscritta.

8. Sicilia – Caltagirone (CT): la necropoli di Fontana di Pietra

Nel 2022, durante interventi infrastrutturali, è emersa una doppia necropoli: la più antica è protostorica (2200–1600 a.C.) con tombe a grotticella, la seconda tardoantica con tombe a fossa.

I corredi hanno richiesto la modifica del progetto per garantirne la conservazione.

9. Sicilia – Vallelunga Pratameno (CL): una villa rustica in attività per secoli

Le indagini hanno rivelato un insediamento attivo dal III–II sec. a.C. al VI sec. d.C., composto da una villa rustica, una grande fornace e diversi ambienti produttivi agricoli. Molte le anfore emerse, insieme alle attrezzature per la lavorazione dell’argilla.

10. Sicilia – Himera (PA): 9.300 tombe tra storia e guerra

Le ricerche hanno interessato anche la monumentale necropoli di Himera, con circa 9300 sepolture.
Tra i reperti più toccanti, le tombe collettive dei soldati caduti nelle battaglie del V secolo a.C., con segni evidenti dei colpi mortali.

Scavo di uno dei cavalli morti nella battaglia del 480 a.C. (dall’Atlante)

Un modello per il futuro

Questi sono solo alcuni dei 26 siti illustrati nell’Atlante, che insieme al lavoro di Archeolog mostra come la costruzione di infrastrutture non sia più – o almeno, non dovrebbe essere! – “distruzione” ma opportunità: opportunità di conoscenza, di tutela e di restituzione.

Come afferma Cristian D’Ammassa, l’archeologia preventiva non deve essere percepita come un ostacolo, ma come una risorsa.

L’Italia è uno dei Paesi più complessi al mondo per densità di stratificazioni archeologiche. Le esperienze raccontate e illustrate nell’Atlante dimostrano che non solo è possibile conciliare modernità e tutela, ma che questo incontro può generare nuovi modelli operativi riconosciuti a livello europeo.

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🌟 Nuove straordinarie scoperte a Castelseprio!!

🏛️ Le indagini archeologiche dell’Università di Padova riportano alla luce i resti di un palazzo goto e una sepoltura dell’età del Ferro.

📜 Trovata anche una stele funeraria romana dedicata a un soldato dell’età imperiale!

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https://storiearcheostorie.com/2025/10/20/scoperte-archeologiche-castelseprio-2025/

Nuove scoperte a Castelseprio: tomba dell'età del Ferro, iscrizione romana e resti di un palazzo goto

Castelseprio, gli scavi dell’Università di Padova rivelano strutture precedenti alla chiesa di San Giovanni e una sepoltura dell’età del Ferro.

Storie & Archeostorie

Nuove scoperte a Castelseprio: lo scavo riporta in luce una tomba dell’età del Ferro, un’iscrizione romana e i resti di un edificio di epoca gota

Elena Percivaldi

Il Parco Archeologico di Castelseprio, nel Varesotto, continua a riscrivere la propria storia. Le indagini archeologiche condotte nel 2025 dall’équipe dell’Università di Padova, diretta da Alexandra Chavarría Arnau con la consulenza di Gian Pietro Brogiolo, hanno portato a rinvenimenti eccezionali che arricchiscono la conoscenza del sito, già riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO all’interno del sito seriale “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”.

Dalla fortezza tardoantica alla chiesa longobarda

Gli scavi, realizzati tra settembre e ottobre nell’ambito del progetto Castelseprio centro di potere, hanno permesso di ricostruire nuove fasi edilizie nella zona della chiesa di San Giovanni, il principale edificio di culto del sito, celebre per la sua monumentalità e per il battistero annesso.
Contrariamente a quanto ritenuto finora, la chiesa non risale al periodo tardoantico ma fu edificata all’inizio del VII secolo, in piena epoca longobarda. Prima della sua costruzione, l’area ospitava un grande edificio civile del V-VI secolo, quindi di epoca gota: di esso sono emersi due muri perimetrali, fosse e tracce di attività artigianali, accompagnate da ceramiche tardoantiche.

Foto: ©Università di Padova

Una sepoltura dell’età del Ferro: Castelseprio più antico di quanto si pensasse

Fra i reperti più sorprendenti emersi durante la campagna 2025 vi è una sepoltura dell’età del Ferro, databile al VI secolo a.C..
La tomba, costituita da una grande fossa con urna funeraria, frammenti ceramici e resti di metallo fuso, rappresenta una scoperta straordinaria: conferma che Castelseprio era frequentato già in epoche protostoriche, ben prima della fondazione della fortificazione tardoantica.

Foto: ©Università di Padova

La stele romana reimpiegata nel Medioevo

Un altro rinvenimento di rilievo è una stele funeraria romana di grandi dimensioni, con iscrizione leggibile, dedicata a un soldato dell’età imperiale. La lastra, oggi esposta nell’Antiquarium del Parco, era stata reimpiegata in epoca altomedievale per coprire una sepoltura, con la scritta rivolta verso il terreno. Il riuso di materiali romani – spolia – è una pratica ben documentata nei siti medievali del territorio di Castelseprio e Torba, dove il passato romano si intreccia simbolicamente con la nuova cultura longobarda.

La professoressa Chavarria con la stele appena scoperta (Foto: ©Università di Padova)

Sepolture e storie di comunità

Gli archeologi di Padova hanno inoltre proseguito l’indagine nel cimitero interno alla chiesa, individuando numerose sepolture che saranno oggetto di analisi antropologiche, isotopiche e paleogenetiche. Questi studi permetteranno di ricostruire le abitudini di vita, la dieta e le origini della popolazione sepolta tra l’Alto e il Basso Medioevo, offrendo un quadro sempre più preciso delle comunità che abitarono il Seprio.

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Una sorpresa continua

«Castelseprio continua a sorprenderci», ha dichiarato il sindaco Silvano Martelozzo. «Ogni scoperta è una finestra sulla nostra storia e un motivo d’orgoglio per tutta la comunità».

Foto: ©Università di Padova

Le nuove ricerche confermano il valore unico del sito, dove tracce protostoriche, romane e medievali convivono in un racconto continuo che attraversa più di duemila anni di storia. Castelseprio si conferma così uno dei laboratori più importanti dell’archeologia medievale italiana, luogo in cui la ricerca scientifica dialoga con la memoria collettiva e con la valorizzazione del territorio attraverso visite aperte alla cittadinanza, turisti e attività con le scuole del Varesotto.

Nelle prossime settimane, la Direzione del Parco organizzerà visite guidate e incontri per illustrare le nuove scoperte, a partire dall’iscrizione del soldato romano, già esposta presso l’Antiquarium.
La prima data sarà domenica 2 novembre, durante le consuete passeggiate con l’archeologo insieme al Direttore del Parco Luca Polidoro (partecipazione gratuita, prenotazione consigliata: [email protected]).

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Turismo culturale / Pedalare con i Longobardi: in bicicletta nei luoghi del sito seriale Unesco. Si parte il 27 aprile in Umbria

@longobardiinitalia

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https://storiearcheostorie.com/2025/04/24/longobardi-bicicletta-sito-unesco/

Pedalare con i Longobardi: in bicicletta nei luoghi del sito Unesco

Domenica 27 aprile la pedalata lungo i percorsi ciclabili dell’Umbria alla scoperta del sito seriale UNESCO “I Longobardi In Italia”.

Storie & Archeostorie

#ARCHEOLOGIA #EVENTI / L’archeologia come risorsa per il territorio: #BMTA al via a #Paestum

Conferenze, workshop e laboratori coinvolgeranno per 4 giorni migliaia di appassionati. Protagonisti anche i #Longobardi.

http://storiearcheostorie.com/2023/11/01/archeoeventi-larcheologia-come-risorsa-per-il-territorio-bmta-al-via-a-paestum/

ARCHEOEVENTI / L’archeologia come risorsa per il territorio: BMTA al via a Paestum

Conferenze, workshop e laboratori coinvolgeranno per 4 giorni migliaia di appassionati. Protagonisti anche i Longobardi.

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