E poi vengono i cafoni. Morire di freddo e bracciantato
Mamadou Sey aveva 38 anni. Bracciante agricolo, immigrato regolare dal Gambia. È morto il 23 gennaio scorso all’interno della sua auto, parcheggiata all’ingresso dell’insediamento di Torretta Antonacci, nel foggiano.
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Aversa. Braccianti ridotti in schiavitù: turni per 2,70 euro l'ora

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando CC per la Tutela del  Lavoro, con l’ausilio del Gruppo

larampa
L’Italia ha sprecato i fondi per migliorare le condizioni dei braccianti

Il PNRR prevede 200 milioni di euro per superare i “ghetti” di chi lavora nell'agricoltura: ne verranno spesi 24

Il Post
A Borgo Mezzanone, in ascolto di chi ci vive, oltre la retorica del “ghetto”

Nel foggiano lo sfruttamento lavorativo alimenta l’insediamento informale, vera e propria cittadella che ospita fino a quattromila persone nei periodi di picco. Intanto i 53 milioni di euro del Pnrr destinati all’area sono andati perduti

Altreconomia
Primi permessi speciali per i braccianti che hanno aiutato la giustizia contro i caporali - Articolo21

La foto ricordo davanti al palazzo che Benito Mussolini volle  con la forma del suo cognome è il suggello di una vittoria non scontata, faticosa, e, al fondo, l’immagine reale di che cos’è l’immigrazione economica in Italia. Eccoli i nuovi lavoratori stranieri regolari che il permesso se lo sono “guadagnato” aiutando la giustizia italiana. Nell’ufficio […]

Articolo21
Con le Brigate del Lavoro contro il caporalato - Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro

Sfruttamento nei campi, caporalato, isolamento. Ma anche diritti, dignità, partecipazione. Scegli da che parte stare. Affianca le Brigate del Lavoro della FLAI-CGIL nelle regioni simbolo dello sfruttamento agricolo. Due tappe in estate, altre in arrivo a settembre e dicembre. L’obiettivo è sempre lo stesso: restituire voce e diritti a chi lavora la terra.

Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro
Con le Brigate del Lavoro contro il caporalato - Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro

Sfruttamento nei campi, caporalato, isolamento. Ma anche diritti, dignità, partecipazione. Scegli da che parte stare. Affianca le Brigate del Lavoro della FLAI-CGIL nelle regioni simbolo dello sfruttamento agricolo. Due tappe in estate, altre in arrivo a settembre e dicembre. L’obiettivo è sempre lo stesso: restituire voce e diritti a chi lavora la terra.

Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro
Braccianti ridotti in schiavitù in Salento: condannati i caporali, assolti gli imprenditori

A fine aprile la Cassazione ha riconosciuto per la prima volta il reato di riduzione in schiavitù nel contesto del lavoro agricolo. Una sentenza storica quella del processo “Sabr” che tuttavia ha un retrogusto amaro. “Gli intermediari sono stati condannati, ma i mandanti restano impuniti”, spiega Yvan Sagnet, presidente dell’associazione No Cap che si batte contro il caporalato andando anche oltre la dimensione dell’intermediazione illegale di manodopera.

#altreconomia #braccianti #caporalato #agricoltura

https://altreconomia.it/braccianti-ridotti-in-schiavitu-in-salento-condannati-i-caporali-assolti-gli-imprenditori/

Braccianti ridotti in schiavitù a Nardò: condanna per i caporali, assolti gli imprenditori 

A fine aprile la Cassazione ha riconosciuto per la prima volta il reato di riduzione in schiavitù nel contesto del lavoro agricolo. Una sentenza storica quella del processo “Sabr” che tuttavia ha un retrogusto amaro. “Gli intermediari sono stati condannati, ma i mandanti restano impuniti”, spiega Yvan Sagnet, presidente dell’associazione No Cap che si batte contro il caporalato andando anche oltre la dimensione dell’intermediazione illegale di manodopera

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Braccianti ridotti in schiavitù a Nardò: condanna per i caporali, assolti gli imprenditori 

A fine aprile la Cassazione ha riconosciuto per la prima volta il reato di riduzione in schiavitù nel contesto del lavoro agricolo. Una sentenza storica quella del processo “Sabr” che tuttavia ha un retrogusto amaro. “Gli intermediari sono stati condannati, ma i mandanti restano impuniti”, spiega Yvan Sagnet, presidente dell’associazione No Cap che si batte contro il caporalato andando anche oltre la dimensione dell’intermediazione illegale di manodopera

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