🌑 "Nessun piano. Nessuna pistola. Nessun complice. Solo il buio di una galleria, un paio di scarpe sbagliate e qualcosa che non si spiega ancora oggi."

#Vallanzasca #CronacaNera #StoriaItaliana #Milano #AnniOttanta

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Vallanzasca 1987, la fuga dall’oblò: peggio di un gatto - Boomerissimo

Un oblò. Una cabina sbagliata. Cinque carabinieri alla prima traduzione. Il 18 luglio 1987, Renato Vallanzasca evade per la terza volta. E questa volta lo fa nel modo più assurdo, con il portafoglio vuoto e i piedi che sanguinano.

Boomerissimo
S-Contro. Un collettivo antagonista nella Torino degli anni Ottanta - DINAMOpress

Questo libro , dedicato alla vicenda del collettivo torinese S-Contro, racconta uno dei tentativi che nel "riflusso" degli anni Ottanta cercarono di uscire dalle macerie del decennio precedente, mixando memorialistica e documenti originari, tematiche e repertori extraparlamentari tradizionali e sensibilità a nuove forme musicali e controculturali che invece di fatto traghettavano esperienze più "eretiche" del movimento del '77. negli anni '90

DINAMOpress

in caso di morte di sarti, rompere il vetro e ripassare il post
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#sarti #anniottanta

scheletri negli armani

trovo – o meglio trovavo, un mese fa – su fb questa frattaglia tra il servile e l’efferato, che non bisogna essere a sx per giudicare – come minimo – apologetica degli…

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da oggi, 20 novembre, a roma (al mlac), “fabio ciriachi: fotografie di un tempo non ritrovato, 1968-1990”

FABIO CIRIACHI: FOTOGRAFIE DI UN TEMPO NON RITROVATO 1968-1990
a cura di Camilla Federica Ferrario

fino al 17 GENNAIO 2026

inaugurazione oggi
20 NOVEMBRE 2025, DALLE 17:30 ALLE 20:00
MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
Palazzo del Rettorato, Sapienza Università di Roma, P.le Aldo Moro, 5, Roma
(ingresso dalla terrazza posteriore del Palazzo del Rettorato)

Il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea è lieto di presentare la mostra Fabio Ciriachi: fotografie di un tempo non ritrovato 1968-1990, a cura di Camilla Federica Ferrario, che si inaugura oggi, 20 novembre 2025 (h. 17:30 – 20:00) e sarà visitabile fino al 17 gennaio 2026.

Si tratta della prima personale fotografica antologica dedicata a Fabio Ciriachi, artista romano classe 1944 che, dopo aver sperimentato con pittura e teatro, tra gli anni Sessanta e Settanta partecipò ai fermenti culturali dell’epoca lavorando come fotografo freelance per diverse testate, per poi abbandonare la professione, passare alla vita ritirata delle comuni agricole e infine dedicarsi alla scrittura, affermandosi negli ultimi decenni come autore prolifico di racconti, romanzi e poesie.

La mostra intende quindi riscoprire e valorizzare il lavoro di un autore fino ad oggi rimasto nell’ombra, esponendo al pubblico oltre centoventi fotografie in bianco e nero quasi tutte inedite, realizzate da Ciriachi prevalentemente dal 1968 al 1972 (con alcuni scatti che arrivano fino al 1990) e da poco recuperate dal suo archivio privato, dove giacevano sepolte da decenni.

A uno sguardo retrospettivo, queste preziose immagini ritrovate rivelano il talento di un giovane fotografo dalla comunicazione diretta e dallo sguardo critico e partecipe, sempre animato da sottile ironia. Le sue istantanee rubate come i suoi ritratti posati raccontano contestazioni politiche e conflitti sociali, comunità hippie e sperimentazioni teatrali d’avanguardia, vita di strada in diverse città come Roma, Venezia, Amsterdam e Londra. Raccontano cioè un mondo irrimediabilmente scomparso, un tempo ormai estraneo a chi abita la realtà attuale e perfino a chi, come suggerisce il titolo di proustiana memoria, lo ha vissuto in prima persona. Un tempo che riescono però a evocare con eccezionale vividezza.

Il fotografo Fabio Ciriachi e la curatrice Camilla Federica Ferrario saranno presenti oggi durante l’inaugurazione. Nella stessa occasione verrà presentato il catalogo della mostra, edito da Dario Cimorelli Editore, con testi di Camilla Federica Ferrario, Fabio Ciriachi, Silvia Bordini e Fabrizio Fantoni.

Giorni e orario di apertura: 20 novembre 2025 – 17 gennaio 2026, ore 15:00-19:00, dal lunedì al sabato. Chiusura nei giorni festivi: Chiuso l’8 dicembre e dal 22 dicembre al 6 gennaio.
Sede: MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Palazzo del Rettorato, Città Universitaria, P.le Aldo Moro, 5, Roma (ingresso dalla terrazza sul retro del Palazzo del Rettorato, raggiungibile dalle scale laterali esterne).

Sito web: www.museolaboratorioartecontemporanea.it
Ufficio stampa: [email protected]@MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
Instagram: @museomlacsapienza
Twitter: @museomlac

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scheletri negli armani

trovo – o meglio trovavo, un mese fa – su fb questa frattaglia tra il servile e l’efferato, che non bisogna essere a sx per giudicare – come minimo – apologetica degli anni più demmerda del Novecento, (in)seminatori dei decenni successivi.

poi io commento, in calce, con Balestrini.

“il regno dei sarti” (Nanni Balestrini):

Nel maggio del 1984 si è concluso il processo 7 aprile. Le mie incriminazioni erano state pesantissime: associazione sovversiva, banda armata e 19 omicidi tra cui quelli di Aldo Moro e della sua scorta. L’accusa aveva chiesto per me 10 anni ma la sentenza è stata di assoluzione. Dopo tanti anni sono così potuto rientrare in Italia, ma la mia prima impressione è stata di sgomento. Ritrovavo un paese in piena restaurazione, le vicende del passato più recente erano state ipocritamente rimosse, nessuno parlava più di politica, il consumismo era all’ordine del giorno, Milano da capitale dell’industria e della cultura era diventata il regno dei sarti. La moda dominava, tutti si vestivano di etichette.

(https://slowforward.net/wp-content/uploads/2022/07/20220729_034451.jpg – da https://slowforward.net/2022/08/23/post-1968-o-post-1974-forse-la-domanda-ha-senso/)

[quello sul giorgio è proprio un trafiletto mortuario: “oggettificazione”? del potere maschile? “fluidificazione della geopolitica”? “capitali liberati”? “La potenza fisica”? “il nuovo Medio Oriente” (!!!) ??? … ma siamo pazzi? ma l’anima de li mejo tatcher vostri…]

[ma quanti morti ci devono essere, di fame, sul lavoro, di perdita del lavoro e della casa, di smantellamento dello stato sociale e della sanità pubblica, per capire da dove viene il presente?]

un addendum:
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Grazie a #SerenaDeDominicis per la sua scelta di inserire un mio componimento poetico nella sua rubrica tra #arte e #decrescita! Nel titolo il mio riferimento è ad una eventuale direzione contraria che avrebbero potuto prendere gli #anniottanta, ma anche al movimento verso l'infanzia che per me implica la proiezione soggettiva verso quel decennio. Non poteva poi trovare accompagnamento migliore che in un'opera come "Sensitivity handbag" (2021) di #SamanthaPassaniti... https://decrescita.it/una-scomoda-zavorra/
Una scomoda zavorra – Decrescita

pod al popolo, #071: “un’apocalisse che accompagna un ritorno all’ordine che era già in corso”

Ospite di UrbanExperience e di Carlo Infante (che ringrazio, e la cui voce si ascolta qui in dialogo), il 26 giugno ho preso parte a questa iniziativa sulla memoria dell’avanguardia e del teatro di ricerca, dando un breve contributo direi generazionale, che si conclude con un cenno agli argomenti di due testi (rintracciabili qui e qui).
Già in piedi per lasciare il microfono (e fuori dal podcast che trovate in calce), ho infine segnalato (e ampiamente distribuito) copie del n. 19 de “La scuola delle cose”, dedicato alla scrittura di ricerca.
In poco più di otto minuti + un cenno al tabloid, dunque, ho provato a dire qualcosa sul ritorno all’ordine degli anni Ottanta, ‘Baldus’, il postmoderno, il mainstream editoriale-distributivo, e gli ultimi 25 anni di sperimentazione letteraria, ovviamente senza esserne in grado. L’audio completo è ora su Pod al popolo. Podcast irregolare ed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto. 

26 giu., Roma, ICBSA: convegno sulla memoria dell’avanguardia

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