Il sangue d'Europa.
Raccolta delle lettere scritte da Giaime Pintor, scrittore antifascista sardo, nel periodo 1939-1943, tra cui la celebre ultima lettera al fratello Luigi. Si scarica gratis, in pdf, da:

https://liberliber.it/autori/autori-p/giaime-pintor/il-sangue-deuropa/

@cultura

#UnoLibri #libri #letteratura #public_domain #cosediscuola #cultura

gruppo di lettura bucefalo - territorio e metamorfosi, baudrillard

Giovedì 21 maggio, dalle 18:30, presso Associazione Allons Enfants, piazzale Martini 11, 20137; e anche online, su https://meet.jit.si/Bucefalo

ciao! siamo il gruppo di lettura bucefalo, ci vediamo mensilmente per leggere, riflettere, chiacchierare su animalità e antispecismo.

giovedì 21 maggio ci vediamo per leggere Territorio e metamorfosi di Baudrillard, testo che si interroga sullo sfruttamento, materiale e anche simbolico, degli animali - portiamo noi le dispense stampate, ma se vuoi una copia digitale prima scrivici. riprendiamo a leggere dove ci siamo fermat la scorsa volta, ma se lo scorso mese non c'eri siamo felici se vieni lo stesso: proviamo a raccontarci che cosa abbiamo letto e capito, e poi proseguiamo insieme. l'appuntamento è per le 18.30 ad allons enfants, associazione in piazzale martini 11, a milano. portiamo qualche merenda (se vuoi, portale anche tu), le dispense e un pc per chi vuole un collegamento da remoto. per qualsiasi cosa scrivici! puoi usare [email protected]

#letteratura #merenda #GruppoDiLettura #convivialità #antispecismo #animali

#seminario #palermo / #letteratura #Resistenza

Thea Rimini
𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗔𝗚𝗚𝗜 𝗥𝗘𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘𝗡𝗧𝗜
Le immagini della lotta antifascista tra passato e presente

24 Aprile ore 15.00
Viale delle Scienze, Palermo
Aula A4 ed. 12

streaming > bit.ly/4sp7A7I

Università degli Studi di Palermo
Dipartimento di Scienze umanistiche
Dottorato di ricerca Studi umanistici
CUIR

#letteraturaitaliana #thearimini #personaggi #immagini #cinema #secondaguerramondiale #25aprile

* design @rospeinfrantumi

gruppo di lettura bucefalo - territorio e metamorfosi, baudrillard

Giovedì 21 maggio, dalle 18:30, presso Associazione Allons Enfants, piazzale Martini 11, 20137; e anche online, su https://meet.jit.si/Bucefalo

ciao! siamo il gruppo di lettura bucefalo, ci vediamo mensilmente per leggere, riflettere, chiacchierare su animalità e antispecismo.

giovedì 21 maggio ci vediamo per leggere Territorio e metamorfosi di Baudrillard, testo che si interroga sullo sfruttamento, materiale e anche simbolico, degli animali - portiamo noi le dispense stampate, ma se vuoi una copia digitale prima scrivici. riprendiamo a leggere dove ci siamo fermat la scorsa volta, ma se lo scorso mese non c'eri siamo felici se vieni lo stesso: proviamo a raccontarci che cosa abbiamo letto e capito, e poi proseguiamo insieme. l'appuntamento è per le 18.30 ad allons enfants, associazione in piazzale martini 11, a milano. portiamo qualche merenda (se vuoi, portale anche tu), le dispense e un pc per chi vuole un collegamento da remoto. per qualsiasi cosa scrivici! puoi usare [email protected]

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Scatolone scolastico, alla Biblioteca Cassese di Atripalda la satira amara di Taccone

E' una satira ironica, divertente, quanto amara del mondo della scuola, a cui si chiede sempre di più  una formazione integrale dell’individuo e del cittadino, quella che consegna il docente Stefano Taccone con il suo "Scatolone scolastico". Sarà presentato il 23 aprile alla Biblioteca Cassese di Atripalda. A confrontarsi Maria Consiglia Alvino e Rossella Tempesta....

Corriere dell'Irpinia

Dialogo di pittura.
Il letterato e pittore veneziano, Paolo Pino, qui afferma la superiorità della pittura veneta nel XVI secolo sulle altre scuole pittoriche italiane. Si scarica gratis, in pdf, da:

https://liberliber.it/autori/autori-p/paolo-pino/dialogo-di-pittura/

@cultura

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Storie di ripicche, invidia, tibie, crani e gelosia

di Sandro Moiso Giulio Passerini, Inimicizie letterarie, Italo Svevo Edizioni, Trieste 2025, pp. 141, 16 [...]

Carmilla on line
ILfest 2026: VIII edizione del festival di letteratura italiana a Monaco

Dal 24 al 26 aprile torna ILfest, il festival di letteratura italiana a Monaco di Baviera. Tre giorni di incontri, presentazioni e letture

il Mitte

Alcune considerazioni sulla poetica di Aleksàndr Blok

Versione PDF: Alcune considerazioni sulla poetica di Aleksàndr Blok

 

Dopo aver letto la ricca ed esaustiva postfazione, a firma di Angelo Maria Ripellino, alla raccolta di poesie di Blok edita da Oscar Mondadori nel 1990, è alquanto arduo riuscire ad aggiungere ulteriori dati senza risultare inutilmente ripetitivi: Ripellino non solo ci propone un excursus biografico dell’autore ma entra, con il taglio tipico di chi ha familiarità con il pensiero più intimo di un poeta, nei processi creativi di Blok differenziando le varie epoche e le relative poetiche. Blok infatti fu un poeta dall’esistenza multiforme e di conseguenza variegata fu la sua produzione: ha vissuto più vite in una perché appartenente a una generazione irrequieta e intimamente consapevole del suo essere al confine tra due epoche, in eterna attesa della rivoluzione perfetta, del cambio drastico degli schemi sociali e culturali. Da un’adolescenza idilliaca e appartata all’atmosfera sovreccitata dei salotti frequentati dai simbolisti russi; dalla teologia al teatro… Ambienti sicuramente stimolanti ma distanti dalla realtà tragica di una società bisognosa di cambiamenti chirurgici, profondi, drammatici. Blok, compiendo un ulteriore ma stavolta necessario passaggio esistenziale e artistico, riuscì a sintonizzarsi con le esigenze reali del popolo, con il travaglio di una società in procinto di ribaltare lo stato delle cose. Ed è questa, a mio avviso, l’epoca più dolorosa e affascinante dell’esistenza del poeta russo: come nel corso di una muta interiore, Blok lascia dietro di sé la vecchia pelle borghese intrisa di misticismo e di un inutile sperimentalismo artistico fine a se stesso, per armarsi di un realismo che lo porterà a immergersi interamente negli anfratti di una società sull’orlo di un’apocalisse attesa da tempo. Scrive Ripellino: “Blok soffrì fisicamente il ristagno e la reazione che seguirono alla rivolta del 1905. […] L’umor nero di Blok non è una propensione letteraria, un abito esteriore, ma il basso continuo, la fosca filigrana della sua vita, giorni e notti, giorni e notti. Incalzato dall’ansia di ramingare, di perdersi negli angoli abietti e remoti della periferia cittadina, egli va alla ventura, girando per squallide strade fiancheggiate da lerci abituri… Le lettere e i diari di Blok abbondano in questo periodo di appunti di passeggiate notturne ai margini di Pietroburgo e di memorie di incontri con zingare e acrobate in ristoranti e postriboli…” C’è un bisogno viscerale di conoscere il “mondo terribile” della Russia alla vigilia della rivoluzione: dai divani stinti dei salotti mondani, un tempo frequentati dal poeta, passando alla strada della periferia dove la vita è più vera, Blok impara a fiutare la Storia scendendo in quegli abissi sociali ignorati dall’aristocrazia; il contatto col popolo è salvifico e il populismo è un buon antidoto contro la solitudine. Accolse positivamente l’Ottobre del 1917 perché scorse nella rivoluzione bolscevica (pur non essendo un convinto marxista) un ideale capovolgimento di privilegi e di schemi sociali tradizionali, quegli stessi privilegi e schemi che avevano protetto la sua classe d’appartenenza fino ad allora. 

Nei versi di Blok si scorge il bisogno di una ricerca assoluta; ogni segno naturale, cosmico, è utilizzato per descrivere la condizione terrena dell’essere umano: è la poesia di una generazione al confine e in attesa di eventi irreversibili; ma per imparare a leggere i segni dei tempi bisogna accettare di ricevere un Secondo battesimo: “… Ed entrando in un nuovo mondo, so / che vi sono uomini e faccende. / Che la vita del paradiso è aperta / a chi batte le strade del male”. Una generazione che attende cambiamenti ma non sa ancora come impiegarsi negli eventi, come partecipare razionalmente: “Anch’io con secolare angoscia, come / un lupo sotto la luna calante, / non so cosa fare di me stesso…” (Sul campo di Kulikovo); anche se c’è consapevolezza dei tempi: “… Ma ti riconosco, principio / di sublimi e burrascosi giorni! […] Il cuore non può vivere di quiete, / non a caso si ammucchiano le nubi…”. Nonostante i bagni di realtà e le immersioni nei meandri periferici, l’arte, la poesia in particolare, è e resta sempre il mezzo prediletto in attesa di sviluppi: “… solo nel lieve battello dell’arte / potrai salpare dal tedio del mondo” (Firenze). Ma anche le rivoluzioni più auspicate, una volta verificatesi, possono deludere perché non più corrispondenti agli ideali che le hanno ispirate: “Bambino, aspetterai la primavera – / la primavera ti deluderà” (Una voce dal coro).

Versione PDF: Alcune considerazioni sulla poetica di Aleksàndr Blok

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