Agenzia Nova: Iran: Vance, "sono stati fatti progressi nei negoziati"

14 apr 00:17 - (Agenzia Nova) - Nel corso dei negoziati tra Iran e Stati Uniti a Islamabad "sono stati fatti alcuni progressi, abbiamo avuto... (Was)

Iran: Vance, "progress has been made in the negotiations"

April 14 00:17 - (Agenzia Nova) - During the negotiations between Iran and the United States in Islamabad, "some progress has been made, we have had... (Was)"

#Vance #AgenziaNova #theUnitedStates #Islamabad

https://www.agenzianova.com/a/69dd6d895e7ae4.92178952/7274170/2026-04-14/iran-vance-sono-stati-fatti-progressi-nei-negoziati

Il Fatto Quotidiano: “Corretta la trisomia 21 nei topi”, potenziale nuova frontiera della terapia genica per la Sindrome di Down

Che la terapia genica potesse permettere trattamenti mai pensati prima lo si era capito da tempo e con il passare degli anni l’applicazione della tecnica taglia-e-cuci del Dna ha permesso di raggiungere risultati soltanto sperati in diversi settori della medicina.

Un nuovo metodo basato sulla Crispr-Cas9 ha permesso di fare un primo passo verso una possibile terapia genica per la sindrome di Down, che è causata dalla presenza di tre copie del cromosoma 21 invece delle due normali. I test condotti su topi dal gruppo di ricerca del Beth Israel Deaconess Medical Center statunitense mostrano un’efficacia del 40%, dunque raddoppiata rispetto a quella che era stata raggiunta finora, pari solo al 20%. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista dell’Accademia Nazionale delle Scienze americana (Pnas) e potrebbero aprire a terapie analoghe per altri disturbi genetici che si verificano durante lo sviluppo.
I ricercatori coordinati da Volney Sheen hanno messo a punto un approccio basato sul gene Xist: questo è fondamentale perché guida la normale inattivazione di uno dei due cromosomi X nei mammiferi di sesso femminile, un processo che evita una pericolosa eccessiva espressione dei geni presenti. Altri studi avevano già cercato di sfruttare la capacità del gene Xist per trattare la sindrome di Down, ma con scarsi risultati.

Per risolvere il problema, gli autori dello studio hanno usato una tecnica Crispr modificata che è riuscita a migliorare in modo significativo, dal 20% al 40%, l’efficienza con la quale il gene Xist viene integrato nel cromosoma 21. Gli esperimenti fatti su topi hanno, infatti, mostrato che lo squilibrio genetico dato dalla copia extra del cromosoma può essere parzialmente corretto con questo metodo. “Sebbene studi precedenti abbiano già dimostrato la capacità di Xist di silenziare il cromosoma 21 – affermano i ricercatori – permangono numerosi ostacoli all’implementazione pratica di questo approccio. Il nostro lavoro attuale supera diversi di questi problemi, ma resta da vedere se porti a differenze cliniche misurabili”.
L'articolo “Corretta la trisomia 21 nei topi”, potenziale nuova frontiera della terapia genica per la Sindrome di Down proviene da Il Fatto Quotidiano.

“The trisomy 21 in mice is correct,” a potential new frontier for gene therapy for Down Syndrome.

It had been understood for a long time that gene therapy could allow treatments never before conceived, and with the passing of years the application of the “cut-and-sew” DNA technique has allowed for results only hoped for in various sectors of medicine.

A new method based on Crispr-Cas9 has allowed for a first step towards a possible gene therapy for Down syndrome, which is caused by the presence of three copies of chromosome 21 instead of the two normal ones. Tests conducted on mice by the research group at the Beth Israel Deaconess Medical Center in the United States show an efficacy of 40%, twice that which had previously been achieved, which was only 20%. The results were published in the journal of the American National Academy of Sciences (Pnas) and could open the way for similar therapies for other genetic disorders that occur during development.

Researchers coordinated by Volney Sheen have developed an approach based on the Xist gene: this is fundamental because it guides the normal inactivation of one of the two X chromosomes in female mammals, a process that avoids the dangerous excessive expression of the genes present. Other studies had already sought to exploit the ability of the Xist gene to treat Down syndrome, but with limited results.

To solve the problem, the authors of the study used a modified Crispr technique that was able to significantly improve, from 20% to 40%, the efficiency with which the Xist gene is integrated into chromosome 21. The experiments conducted on mice have shown that the genetic imbalance caused by the extra copy of the chromosome can be partially corrected with this method. “Although previous studies have already demonstrated the ability of Xist to silence chromosome 21 – say the researchers – numerous obstacles remain to the practical implementation of this approach. Our current work overcomes several of these problems, but it remains to be seen whether it leads to measurable clinical differences.”

The article “Corrected Trisomy 21 in Mice,” a potential new frontier of gene therapy for Down Syndrome, comes from Il Fatto Quotidiano.

#DownSyndrome #Crispr-Cas9 #first #theUnitedStates #only20% #VolneySheen #Crispr #20%to40% #CorrectedTrisomy21 #IlFattoQuotidiano

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“Corretta la trisomia 21 nei topi”, potenziale nuova frontiera della terapia genica per la…

Un approccio basato su gene Xist raddoppia l’efficienza fino al 40% nel silenziamento del cromosoma 21 extra nei modelli murini, ma gli autori avvertono: restano ostacoli prima di possibili applicazioni cliniche nell’uomo

Il Fatto Quotidiano

Today: The Atlantic: "Il prossimo round di negoziati il 16 aprile"

Secondo The Atlantic, il prossimo round di negoziati tra Stati uniti e Iran potrebbe tenersi in Pakistan il 16 aprile. I due Paesi hanno già avuto colloqui a Islamabad l'11 aprile, dopo che il presidente Usa Donald Trump aveva annunciato un accordo con Teheran per un cessate il fuoco di due...

The Atlantic: "The next round of negotiations on April 16th"

According to The Atlantic, the next round of negotiations between the United States and Iran could take place in Pakistan on April 16. The two countries have already held talks in Islamabad on April 11, after US President Donald Trump announced an agreement with Tehran for a ceasefire of two…

#Atlantic #theUnitedStates #Pakistan #Islamabad #DonaldTrump #Tehran

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Guerra in Iran, ultime notizie in diretta. L'allerta: "Aeroporti Ue senza carburante entro tre settimane". Israele respinge il cessate il fuoco in Libano

L'attacco preventivo contro l'Iran lanciato sabato 28 febbraio da Stati Uniti e Israele aveva l'intento di far cadere il regime, ma ora l'intera regione del Golfo Persico è nel caos. Il blocco dello stretto di Hormuz getta nello scompiglio i mercati globali

Today

Domani: I deliri di Trump contro Leone XIV. Il papa: «Non ho paura di lui»

Il presidente americano attacca il pontefice senza utilizzare mezzi termini e si intesta la sua elezione al soglio di Pietro. Il Santo Padre risponde mentre viaggia verso l’Africa. È la prima volta nella storia recente che la tensione tra Stati Uniti e Vaticano è così alta

Trump’s delusions against Louis XIV. The Pope: “I’m not afraid of him.”

The American president attacks the pontiff without using euphemisms and insists on his election to the throne of Peter. The Holy Father responds while traveling to Africa. It is the first time in recent history that the tension between the United States and the Vatican is so high.

#Trump #LouisXIV #American #Africa #first #theUnitedStates #Vatican

https://www.editorialedomani.it/politica/mondo/trump-deliri-attacchi-insulti-contro-papa-leone-xiv-risposta-non-ho-paura-di-lui-uln8xyof

I deliri di Trump contro Leone XIV. Il papa: «Non ho paura di lui»

Il presidente americano attacca il pontefice senza utilizzare mezzi termini e si intesta la sua elezione al soglio di Pietro. Il Santo Padre ... Scopri di più!

Domani

Today: Trump: "Foto di me come Gesù? Ero ritratto come un medico che fa del bene"

L'immagine in cui Donald Trump appariva con le sembianze di Gesù - pubblicata su Truth e poi rimossa, non prima di diventare virale - sarebbe un'invenzione dei media "fake news". Lo ha affermato lo stesso presidente degli Stati Uniti parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. Nella foto non...

Trump: “Pictures of me as Jesus? I was portrayed as a doctor doing good.”

The image in which Donald Trump appeared with the likeness of Jesus – published on Truth and then removed, not before going viral – would be a fabrication by the “fake news” media. He stated this himself, the President of the United States, speaking with journalists at the White House. In the photo...

#DonaldTrump #theUnitedStates #theWhiteHouse

https://www.today.it/mondo/trump-foto-gesu.html

Trump: "Foto di me come Gesù? Ero ritratto come un medico che fa del bene"

Today

Agenzia Nova: Hormuz: Trump, 34 navi passate attraverso lo Stretto ieri

13 apr 19:44 - (Agenzia Nova) - 34 navi sono passate attraverso lo Stretto di Hormuz ieri. Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti... (Was)

Hormuz: Trump, 34 ships passed through the Strait yesterday.

April 13 19:44 - (Agenzia Nova) - 34 ships passed through the Strait of Hormuz yesterday. It was announced by the President of the United States...

#Hormuz #Trump #AgenziaNova #theUnitedStates

https://www.agenzianova.com/a/69dd2d403aa909.28192761/7273922/2026-04-13/hormuz-trump-34-navi-passate-attraverso-lo-stretto-ieri

Il Fatto Quotidiano: Magyar vince in Ungheria, Floridia: “L’Europa democratica è più forte. Una sconfitta per i sovranisti”

“Una straordinaria notizia che rafforza la democrazia, pilastro dell’Europa“. Lo ha dichiarato in una nota Aurora Floridia, senatrice dei Verdi Alto Adige-Südtirol che ha seguito il voto in Ungheria come componente della delegazione degli osservatori del Consiglio d’Europa. In riferimento alla vittoria di Peter Magyar, che ha spodestato Viktor Orban dopo sedici anni di governo, Floridia ha ringraziato i “milioni di cittadine e cittadini ungheresi per la loro eccezionale partecipazione, segnale autentico di democrazia”.
“Ho vissuto direttamente l’intensità di questo voto. – ha detto la senatrice – Una vera sconfitta per i sovranisti che volevano fare dell’autocrazia un metodo di governo”. Secondo Floridia i giorni del voto ungherese sono “destinati a lasciare un segno nella storia politica dell’Europa” perché non sarebbe stato sconfitto solo Orban ma un progetto politico preciso: “Poter svuotare la democrazia dall’interno, piegando le istituzioni, comprimendo i diritti e restringendo gli spazi di libertà e opposizione”.
La senatrice dei Verdi parla di “bocciatura politica per gli alleati del trumpismo“, tacciati nella nota di tentare di condizionare i modelli democratici al di fuori degli Stati Uniti. “Da oggi l’Europa democratica è più forte – dice Floridia – con essa è più forte l’idea che i cittadini possano veramente fermare con il voto chi usa il consenso per indebolire lo Stato di diritto e concentrare il potere”. Un ultimo pensiero poi va alla presidente del Consiglio italiana: “È una sconfitta che riguarda anche il Governo Meloni, che non ha mai nascosto la propria vicinanza politica e culturale a Trump e Orbán. Quel modello arretra perché i cittadini hanno scelto di respingerlo. E questa è una buona notizia per l’Ungheria, per l’Europa, per l’Italia e per tutte le democrazie”.
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Hungarian wine in Hungary, Floridia: “Europe democratic is stronger. A defeat for the sovereignists.”

“It’s a remarkable piece of news that strengthens democracy, a pillar of Europe.” Aurora Floridia, a senator for the Greens of Alto Adige-Südtirol who followed the vote in Hungary as part of the delegation of observers for the Council of Europe, stated this in a note. Referring to the victory of Peter Magyar, who ousted Viktor Orban after sixteen years in power, Floridia thanked the “millions of Hungarian citizens for their exceptional participation, an authentic signal of democracy.”

“I experienced firsthand the intensity of this vote,” the senator said. “It’s a real defeat for the nationalists who wanted to turn autocracy into a method of government.” According to Floridia, the days of the Hungarian vote are “destined to leave a mark on the political history of Europe” because Orban was not only defeated but also a precise political project: “To empty democracy from within, by bending institutions, compressing rights, and restricting spaces for freedom and opposition.”

The Green senator speaks of a “political rejection for the allies of Trumpism,” accused in the note of attempting to condition democratic models outside the United States. “From today, the democratic Europe is stronger – says Floridia – and with it is stronger the idea that citizens can truly stop with their vote those who use consent to weaken the rule of law and concentrate power.” Finally, a thought goes to the President of the Italian Council: “It’s a defeat that also concerns the Meloni Government, which has never hidden its political and cultural proximity to Trump and Orban. That model retreats because citizens have chosen to reject it. And this is good news for Hungary, for Europe, for Italy, and for all democracies.”

The article Magyar wins in Hungary, Floridia: “The democratic Europe is stronger. A defeat for the nationalists” comes from Il Fatto Quotidiano.

#Hungarian #Hungary #Floridia #Europe #AuroraFloridia #theCouncilofEurope #PeterMagyar #ViktorOrban #Orban #Trumpism #theUnitedStates #theItalianCouncil #theMeloniGovernment #Italy #Magyar #IlFattoQuotidiano

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Magyar vince in Ungheria, Floridia (Avs): “L’Europa democratica è più forte

La senatrice dei Verdi Alto Adige-Südtirol ha seguito il voto come componente della delegazione degli osservatori del Consiglio d’Europa. "Bocciatura politica per gli alleati del trumpismo. Sconfitta anche per il Governo Meloni"

Il Fatto Quotidiano

Il Fatto Quotidiano: Guerra in Iran, a marzo la produzione di petrolio dell’Opec crolla del 27%: 8 milioni di barili al giorno in meno

La guerra in Iran, con gli attacchi alle infrastrutture e la chiusura dello Stretto di Hormuz, sta producendo effetti pesanti sull’offerta globale di greggio. A marzo, secondo il rapporto mensile dell’Opec, la produzione complessiva del cartello è crollata del 27,5% su base mensile, passando da 28,7 a 20,8 milioni di barili al giorno.
È una contrazione eccezionale, riconducibile in larga parte ai principali produttori dell’area del Golfo, direttamente o indirettamente coinvolti nel conflitto. Il calo più marcato riguarda l’Iraq, dove l’output è sceso da 4,19 a 1,63 milioni di barili al giorno. Riduzioni consistenti anche per l’Arabia Saudita (da 10,11 a 7,80 milioni), gli Emirati Arabi Uniti (da 3,42 a 1,89 milioni) e il Kuwait (da 2,58 a 1,21 milioni).
Lunedì ci ha pensato poi Donald Trump, facendo scattare il blocco dei porti iraniani nello stretto dopo i fallimenti dei negoziati con l’Iran, a far salire la tensione sui mercati. Le quotazioni hanno reagito rapidamente: il Brent con scadenza maggio 2026 è salito a 100,47 dollari al barile (+5,5%), mentre il WTI si attesta a 102,22 dollari (+5,6%). Il ritorno sopra la soglia dei 100 dollari riflette il premio al rischio geopolitico incorporato nei prezzi, in un contesto in cui il mercato teme interruzioni prolungate delle forniture.
Secondo gli analisti la mossa del presidente Usa è controproducente: “Finora gli Stati Uniti hanno consentito le esportazioni di petrolio greggio e prodotti petroliferi iraniani, e hanno persino allentato le sanzioni per permettere a un maggior numero di acquirenti di importare questi carichi, dato che si sono concentrati sul mantenere bassi i prezzi del petrolio”, dice al Financial Times Amrita Sen, fondatrice e direttrice di Market Intelligence presso Energy Aspects. “Ma se si verificasse un vero e proprio blocco, si bloccherebbero ulteriori 1,5-1,7 milioni di barili al giorno di esportazioni di petrolio, che si aggiungerebbero agli oltre 10 milioni di barili al giorno già interrotti”.
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War in Iran, in March oil production of OPEC collapses by 27%: 8 million fewer barrels a day.

The war in Iran, with attacks on infrastructure and the closure of the Strait of Hormuz, is having a heavy impact on global crude oil supply. In March, according to the monthly OPEC report, the cartel’s total production collapsed by 27.5% month-on-month, falling from 28.7 to 20.8 million barrels per day.

This is an exceptional contraction, largely attributable to the main producers in the Gulf area, directly or indirectly involved in the conflict. The sharpest decline is seen in Iraq, where output has fallen from 4.19 to 1.63 million barrels per day. Significant reductions also for Saudi Arabia (from 10.11 to 7.80 million), the United Arab Emirates (from 3.42 to 1.89 million) and Kuwait (from 2.58 to 1.21 million).

On Monday, Donald Trump then triggered the blockading of Iranian ports in the Strait after the failure of negotiations with Iran, causing tensions to rise in the markets. Prices reacted quickly: Brent for delivery in May 2026 rose to $100.47 per barrel (+5.5%), while WTI stands at $102.22 per barrel (+5.6%). The return above the $100 threshold reflects the geopolitical risk premium embedded in prices, in a context where the market fears prolonged supply disruptions.

According to analysts, the move by the U.S. President is counterproductive: “So far, the United States has allowed the export of Iranian crude oil and petroleum products, and has even eased sanctions to allow a greater number of buyers to import these cargoes, given that they have focused on keeping oil prices low,” says Amrita Sen, founder and director of Market Intelligence at Energy Aspects, to the Financial Times. “But if a true blockade were to occur, an additional 1.5-1.7 million barrels per day of oil exports would be blocked, adding to the over 10 million barrels per day already disrupted.”

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#theStraitofHormuz #208millionbarrels #theGulfarea #163millionbarrels #SaudiArabia #Kuwait #DonaldTrump #Iranian #Strait #Brent #theUnitedStates #AmritaSen #theFinancialTimes #10millionbarrels #8millionbarrels #IlFattoQuotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/13/guerra-iran-crisi-petrolio-opec-news/8354519/

Guerra in Iran, a marzo la produzione di petrolio dell’Opec crolla del 27%: 8 milioni di barili al…

Lunedì, in vista del blocco dei porti iraniani nello stretto di Hormuz, il Brent con scadenza maggio 2026 è salito a 100,47 dollari al barile (+5,5%), mentre il WTI si attesta a 102,22 dollari (+5,6%)

Il Fatto Quotidiano

Agenzia Nova: Iran: Araghchi sente omologo Francia, "continue richieste Usa hanno impedito un accordo"

13 apr 17:46 - (Agenzia Nova) - L'approccio esigente e il continuo cambiamento delle richieste da parte degli Stati Uniti hanno impedito il... (Irb)

Iran: Araghchi says Iranian counterpart to France, “US demands have prevented an agreement.”

Apr 13 17:46 - (Agenzia Nova) - The demanding approach and the continuous changes in requests from the United States have prevented the... (Irb)

#Araghchi #Iranian #France #AgenziaNova #theUnitedStates

https://www.agenzianova.com/a/69dd10e4c749f3.77687677/7273383/2026-04-13/iran-araghchi-sente-omologo-francia-continue-richieste-usa-hanno-impedito-un-accordo

Agi: Prandini (Coldiretti) al Vinitaly: Liberare vino dalle catene di burocrazia e dazi vale 1,6 miliardi

AGI/Vista - Liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle etichette allarmistiche farebbe recuperare 1,6 miliardi di euro alle aziende vitivinicole italiane, liberando risorse per continuare a investire sulla qualità, sull’innovazione, sull’enoturismo e sulla promozione nei mercati internazionali. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti diffusa in occasione dell’inaugurazione del Vinitaly 2026, dove la principale organizzazione agricola d’Italia e d’Europa porta un messaggio chiaro di rappresentanza sindacale insieme ad un ricco programma di eventi, approfondimenti e degustazioni. Simbolo dell’edizione 2026 del Salone è la grande bottiglia di vino avvolta da catene spezzate che campeggia all’ingresso di Casa Coldiretti e rappresenta la condizione del settore italiano che va liberato dal peso di burocrazia, dazi, aumento dei costi e narrazioni fuorvianti che ne limitano la crescita e ostacolano il lavoro quotidiano delle imprese. “Il vino italiano con un valore complessivo di 14 miliardi di euro resta una delle principali bandiere anche del nostro export agroalimentare, avendo sfiorato nel 2025 gli 8 miliardi di euro, nonostante la difficile situazione internazionale. Le grandi incertezze generate dai dazi di Trump hanno complicato il mercato negli Stati Uniti che sono il primo sbocco di riferimento. È un mercato che non si può perdere e proprio per questo come Coldiretti saremo a New York a giugno per la promozione anche del vino. Oggi il settore sta affrontando una fase di forte pressione, ma emergono anche segnali di recupero e, soprattutto, un potenziale enorme su cui costruire la ripartenza. La strada è chiara: innovazione, qualità e capacità di creare valore. In questi anni abbiamo già dimostrato che si può crescere aumentando il valore medio del vino italiano, salito del 39% nell’ultimo decennio, puntando su identità e distintività. Con il piano straordinario di promozione e il lavoro delle imprese, il vino italiano ha tutte le carte per recuperare terreno e continuare ad essere protagonista sui mercati globali”, afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Prandini (Coldiretti) at Vinitaly: Freeing wine from bureaucratic chains and tariffs is worth 1.6 billion.

AGI/Vista - Liberating wine from the chains of bureaucracy, tariffs, and alarmist labels would recover 1.6 billion euros for Italian wineries, freeing up resources to continue investing in quality, innovation, enotourism, and international promotion. This is what emerges from the analysis of Coldiretti, disseminated during the inauguration of Vinitaly 2026, where the leading agricultural organization in Italy and Europe presents a clear trade union message alongside a rich program of events, in-depth studies, and tastings. The symbol of the 2026 edition of the Fair is the large bottle of wine wrapped in broken chains, which appears at the entrance to Casa Coldiretti and represents the condition of the Italian sector that must be freed from the weight of bureaucracy, tariffs, rising costs, and misleading narratives that limit its growth and hinder the daily work of businesses. “Italian wine, with a total value of 14 billion euros, remains one of the main flags of our agro-food export, having reached nearly 8 billion euros in 2025 despite the difficult international situation. The great uncertainties generated by Trump’s tariffs have complicated the market in the United States, which is the primary export destination. It is a market that cannot be lost, and therefore, as Coldiretti, we will be in New York in June to promote wine. Today, the sector is facing a phase of strong pressure, but signs of recovery are also emerging, and especially, a huge potential on which to build the restart. The road is clear: innovation, quality and the ability to create value. In recent years we have already shown that growth is possible by increasing the average value of Italian wine, which has risen by 39% in the last decade, focusing on identity and distinctiveness. With the extraordinary promotion plan and the work of businesses, Italian wine has all the cards to make up ground and continue to be a protagonist on global markets,” says the President of Coldiretti, Ettore Prandini. Source: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

#Prandini #Coldiretti #Vinitaly #Italian #Italy #Europe #CasaColdiretti #Trump #theUnitedStates #NewYork #EttorePrandini

https://www.agi.it/vista-tv/video/2026-04-13/prandini-coldiretti-al-vinitaly-liberare-vino-dalle-catene-di-burocrazia-e-dazi-vale-1-6-miliardi-36569651/