Il Fatto Quotidiano: Il bilancio di Seif e la trasparenza. Il comunicato dell’ad Cinzia Monteverdi

In relazione alla diffusione via social e non solo, da parte di politici e altri, di illazioni e allusioni sulla mancata trasparenza del suo bilancio da poco pubblicato, la Società Editoriale Il Fatto spa intende precisare quanto segue a tutela della propria immagine:
Per coloro che hanno diffuso sospetti circa il fatturato extra europeo insinuando un possibile coinvolgimento di Putin, o comunque della Russia, si ribadisce che la voce extra europea dei ricavi è riferita a contratti sottoscritti a fatturati a Società del Gruppo WB Discovery residenti a Londra e Stati Uniti collegati alla produzione di programmi televisivi di cui si può verificare facilmente la messa in onda su canale 9.
A coloro che parlano di istituti di credito troppo magnanimi la Società ricorda come in Italia non ci siano Gruppi Editoriali che non attingano all’indebitamento bancario. L’indebitamento di SEIF è avallato da accurate analisi di stimabili istituti di credito e dal nostro revisore KPMG che certifica il bilancio con la dovuta attenzione.
A coloro che definiscono il Fatto Quotidiano un giornale sull’orlo del fallimento ricorda che il giornale è in continua crescita grazie all’aumento di abbonati digitali certificati; il sito registra un aumento continuo del traffico; tutte le aree di produzione che compongono SEIF sono in crescita. La Società ha attraversato anni bui perché ha deciso, nonostante la crisi delle edicole, di continuare a investire e soprattutto di non compiere operazioni di ristrutturazione a danno dei giornalisti e del personale dipendente. Ha pensato al futuro nel rispetto delle persone e del prezioso lavoro che svolgono con un piano industriale di sviluppo.
Perdonateci se non svendiamo la Società al primo offerente a vantaggio degli azionisti e a svantaggio dei dipendenti.
Qualora continuassero ad essere diffuse accuse false e tendenziose la Società Editoriale Il Fatto si riserva di tutelare i propri diritti nelle competenti sedi.
Cinzia Monteverdi
Presidente e amministratore delegato Società Editoriale Il Fatto
L'articolo Il bilancio di Seif e la trasparenza. Il comunicato dell’ad Cinzia Monteverdi proviene da Il Fatto Quotidiano.

Seif’s balance and transparency. The statement by CEO Cinzia Monteverdi.

In response to the spread via social media and other channels by politicians and others regarding suspicions and insinuations about the lack of transparency in its recently published budget, the publishing company Il Fatto spa intends to clarify the following to protect its image:

For those who have spread suspicions about European revenue, insinuating a possible involvement of Putin or, more generally, Russia, we reiterate that the European revenue stream refers to contracts signed with invoices issued to companies within the WB Discovery Group resident in London and the United States, related to the production of television programs which can easily be verified through broadcast on Channel 9.

To those who speak of overly generous credit institutions, the Company recalls that in Italy there are no publishing groups that do not rely on bank debt. SEIF’s debt is supported by accurate analyses from reputable credit institutions and by our auditor, KPMG, which certifies the balance sheet with due diligence.

To those who define Il Fatto Quotidiano as a newspaper on the brink of bankruptcy, we remind you that the newspaper is continuously growing thanks to the increase in certified digital subscribers; the website is registering a continuous increase in traffic; all production areas that make up SEIF are growing. The Company has experienced dark years because it decided, despite the decline in newsstand sales, to continue investing and, above all, not to undertake restructuring operations detrimental to journalists and staff. It thought of the future with respect for people and the valuable work they do with a development industrial plan.

Forgive us if we do not sell the Company to the first bidder at the expense of shareholders and to the detriment of employees.

Should false and tendentious accusations continue to be spread, the publishing company Il Fatto will reserve the right to protect its rights in the appropriate forums.

Cinzia Monteverdi
President and CEO, Società Editoriale Il Fatto

Article: The Seif Balance Sheet and Transparency. The statement from CEO Cinzia Monteverdi comes from Il Fatto Quotidiano.

#CinziaMonteverdi #IlFatto #European #Putin #Russia #theWBDiscoveryGroup #London #theUnitedStates #Channel9 #Company #Italy #IlFattoQuotidiano #first #SocietàEditoriale

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/17/seif-risposta-accuse-bilancio-news/8358606/

Il bilancio di Seif e la trasparenza. Il comunicato dell’ad Cinzia Monteverdi

Leggi su Il Fatto Quotidiano.it la risposta di SEIF alle accuse sulla trasparenza del bilancio

Il Fatto Quotidiano

Adnkronos - ultimoratop: Iran riapre lo Stretto di Hormuz: "Via libera a tutte le navi"

(Adnkronos) - Teheran annuncia la riapertura fino alla fine della tregua con gli Stati Uniti, che scade il 21 aprile. Axios: verso accordo per uranio

Iran reopens the Strait of Hormuz: "All ships are given the green light"

(Adnkronos) - Tehran announces the reopening until the end of the truce with the United States, which expires on April 21st. Axios: agreement on uranium is underway.

#theStraitofHormuz #Tehran #theUnitedStates #Axios

https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/iran-stretto-hormuz-riapertura_2a41eBmqqqUNfgW9toxKHU

Iran riapre lo Stretto di Hormuz, l'annuncio e la reazione di Trump

Teheran annuncia la riapertura fino alla fine della tregua con gli Stati Uniti, che scade il 21 aprile

Adnkronos

Agi: Sigonella, Trump attacca l'Italia: "Non ci ha sostenuto, non la sosterremo"

AGI - Nuovo attacco di Trump all'Italia. Il presidente Usa torna sulla mancata concessione dell'utilizzo della base di Sigonella ai jet statunitensi nei giorni scorsi.
"Italy wasnt't there for us, we won't be there for them!", scrive su Truth, commentando con un duro post un articolo del 'Guardian'. "L'Italia non ci ha sostenuto, quindi noi non sosterremo loro!", scrive minaccioso Trump.
Stefania Craxi (FI): "La bussola del governo è l'interesse nazionale"
"Dopo gli attacchi di Trump alla premier Meloni, mi auguro si smetterà di dire che il governo italiano prende ordini dagli Stati Uniti. Lo dimostra anche il recente caso di Sigonella, con l'Italia che ha chiesto di rispettare un accordo internazionale vigente. Mi sembra la riprova che la bussola è sempre stata la tutela degli interessi nazionali e comunitari". Così a Radio Anch'io la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi.
"E resta il fatto che la politica estera non può essere fatta sull'onda di reazioni emotive. Il fatto che l'attuale inquilino della Casa Bianca sia una persona con un approccio muscolare alle relazioni non significa che si possa mettere in discussione l'alleanza atlantica. Questo per due motivi: perché è il fondamento della nostra sicurezza e perché l'amicizia tra i nostri popoli è cucita sulla pelle col filo della libertà. Noi non possiamo dimenticare che i ragazzi americani sono venuti qui a morire per noi, per la nostra libertà".

Sigonella, Trump attacks Italy: “It didn’t support us, it won’t support us.”

Trump’s New Attack on Italy. The U.S. President returned to the issue of the failure to grant U.S. jets access to the Sigonella base in recent days.

“Italy wasn’t there for us, we won’t be there for them!” he wrote on Truth, commenting with a harsh post an article from the ‘Guardian’. “Italy didn’t support us, so we won’t support them!” Trump wrote menacingly.

Stefania Craxi (FI): “The government’s compass is national interest”

“After Trump’s attacks on Premier Meloni, I hope we stop saying that the Italian government takes orders from the United States. The recent Sigonella case also demonstrates this, with Italy asking to respect an existing international agreement. It seems to be proof that the compass has always been the protection of national and community interests.” – So said Stefania Craxi, president of the senators for Forza Italia, on Radio Anch’io.

“And the fact remains that foreign policy cannot be based on emotional reactions. The fact that the current occupant of the White House is a person with a muscular approach to relations doesn’t mean that the transatlantic alliance can be questioned. This is for two reasons: because it is the foundation of our security and because the friendship between our peoples is sewn with the thread of freedom. We cannot forget that American boys came here to die for us, for our freedom.”

#Sigonella #Trump #Italy #the‘Guardian’ #StefaniaCraxi #Meloni #Italian #theUnitedStates #ForzaItalia #RadioAnch’io #theWhiteHouse #American

https://www.agi.it/politica/news/2026-04-17/sigonella-trump-meloni-italia-36624854/

Il Tempo: Iran, Pahlavi: "Serve supporto esterno per abbattere regime, come per Mandela"

Roma, 17 apr. (Adnkronos) - “Voglio fare un appello a tutti i governi, compreso quello italiano: fate sentire la vostra voce affinché gli arresti e le esecuzioni si fermino. Mentre tutti attendono l'esito dei negoziati, in Iran non c'è stato un cessate il fuoco da parte del regime rispetto al popolo iraniano. Siamo disposti a sacrificare la nostra vita per liberarci ma è importante capire che storicamente nel mondo i regimi sono stati abbattuti grazie al supporto esterno. È accaduto con Nelson Mandela e con Solidarnosc ad esempio. Gli iraniani meritano lo stesso sostegno. C'è inoltre una comunanza di interessi con il presidente Zelensky e con l'Ucraina, loro lottano contro un occupante straniero, noi contro un occupante interno”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro organizzato presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia.  
“Il regime cerca di prendere tempo - ha spiegato Pahlavi - sa che sta affrontando due leader molto forti, che sono pronti a intervenire. Sto parlando del primo ministro Netanyahu e del presidente Trump. Come iraniani non pensiamo che Israele o gli Stati Uniti o qualunque altro paese debba fare il lavoro per noi. Tutto quello che abbiamo chiesto è: aiutateci ad avere un situazione di parità. Perché di fronte a un regime che utilizza gli omicidi è molto difficile per noi superare quell'approccio. Nel frattempo continuano gli arresti, le torture, le detenzioni e gli omicidi. Nessuno presta attenzione a questo aspetto. Il fatto che il popolo iraniano stia soffrendo è assente dalle discussioni. Il popolo iraniano deve essere liberato e bisogna ripristinare l'accesso a internet. Si tratta di elementi importanti perché gli iraniani non devono rimanere fuori dell'equazione. A quel tavolo non hanno voce, voi potete essere la loro voce al tavolo dei negoziati”.

Iran, Pahlavi: "We need external support to overthrow the regime, like for Mandela."

Rome, April 17 (Adnkronos) – “I want to make a plea to all governments, including the Italian one: make your voices heard so that arrests and executions stop. While everyone is waiting for the outcome of the negotiations, there has been no ceasefire from the regime in Iran regarding the Iranian people. We are willing to sacrifice our lives to be free, but it is important to understand that historically in the world regimes have been overthrown thanks to external support. This happened with Nelson Mandela and with Solidarnosc for example. The Iranians deserve the same support. There is also a common interest with President Zelensky and Ukraine, they are fighting against a foreign occupier, we against an internal occupier.” This was stated by Prince Reza Ciro Pahlavi, son of the deposed Shah from the 1979 revolution, during a meeting organized at the American Studies Center in Rome, on the occasion of his visit to Italy.

“The regime is trying to buy time – explained Pahlavi – it knows that it is facing two very strong leaders, who are ready to intervene. I am talking about Prime Minister Netanyahu and President Trump. As Iranians we don't think that Israel or the United States or any other country should do the work for us. All we have asked for is: help us to have an equal situation. Because in the face of a regime that uses killings it is very difficult for us to overcome that approach. In the meantime arrests, torture, detentions and killings continue. No one pays attention to this aspect. The fact that the Iranian people are suffering is absent from the discussions. The Iranian people must be freed and access to the internet must be restored. These are important elements because the Iranians must not be left out of the equation. At that table they have no voice, you can be their voice at the negotiating table.”

#Pahlavi #Mandela #Italian #Iranian #NelsonMandela #Solidarnosc #Iranians #Zelensky #Ukraine #PrinceRezaCiro #Italy #Netanyahu #Trump #Israel #theUnitedStates

https://www.iltempo.it/adnkronos/2026/04/17/news/iran-pahlavi-serve-supporto-esterno-per-abbattere-regime-come-per-mandela--47316229/

Iran, Pahlavi: "Serve supporto esterno per abbattere regime, come per Mandela"

Roma, 17 apr. (Adnkronos) - “Voglio fare un appello a tutti i governi, compreso quello italiano: fate sentire la vostra voce affinché gli arresti e l...

LA NOTIZIA: Ma quale premio nobel per la Pace, Trump arma gli Usa fino ai denti chiedendo alle aziende motoristiche di riconvertire la produzione in favore della Difesa

Donald Trump afferma di lavorare per la pace, ma nei fatti sembra fare l’esatto opposto. L’ultima conferma arriva da quanto riportato dal Wall Street Journal, secondo cui l’amministrazione americana guidata dal tycoon, evidentemente convinta che la guerra rappresenti un’opportunità economica, starebbe valutando un significativo ampliamento della produzione industriale nel settore della difesa.
Per farlo, rivela il quotidiano statunitense, si starebbe considerando il coinvolgimento diretto di grandi gruppi manifatturieri civili, in particolare del comparto automobilistico, nella produzione di sistemi e forniture militari.
Ma quale premio nobel per la Pace, Trump arma gli Usa fino ai denti chiedendo alle aziende motoristiche di riconvertire la produzione in favore della Difesa
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’idea non è rimasta sulla carta. Sempre secondo il Wall Street Journal, funzionari di alto livello del Pentagono avrebbero già avviato un dialogo con i vertici di alcune importanti aziende statunitensi, tra cui Mary Barra di General Motors e Jim Farley di Ford Motor Company, per chiedere loro di contribuire al rafforzamento della capacità produttiva nazionale in ambito bellico.
Un progetto di riconversione industriale su larga scala che servirebbe, almeno secondo quanto trapela, a riempire di armi e munizioni i depositi del Pentagono, rimasti quasi a secco a causa delle numerose operazioni militari condotte dagli Stati Uniti in diverse aree del mondo.
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But what Nobel Peace Prize, Trump arms the US to the teeth by asking car companies to convert production in favor of Defense.

Donald Trump claims to be working for peace, but in reality it seems he is doing the exact opposite. The latest confirmation comes from a report by the Wall Street Journal, according to which the American administration led by the tycoon, evidently convinced that war represents an economic opportunity, is considering a significant expansion of industrial production in the defense sector.

To do this, the U.S. newspaper reveals, consideration is being given to the direct involvement of large civilian manufacturing groups, particularly the automotive sector, in the production of weapons and military supplies.

But what Nobel Peace Prize does Trump arm the U.S. to the teeth, asking automotive companies to convert production in favor of Defense?

Contrary to what one might think, the idea has not remained on paper. According to the Wall Street Journal, high-level Pentagon officials have already initiated a dialogue with the leaders of several major U.S. companies, including Mary Barra of General Motors and Jim Farley of Ford Motor Company, to ask them to contribute to strengthening national productive capacity in the military sphere.

A large-scale industrial conversion project that, at least according to what is emerging, would serve to fill the Pentagon’s warehouses with weapons and ammunition, which have almost run dry due to the numerous military operations conducted by the United States in various parts of the world.

#NobelPeacePrize #Trump #Defense #DonaldTrump #American #Pentagon #MaryBarra #GeneralMotors #JimFarley #FordMotorCompany #theUnitedStates

https://www.lanotiziagiornale.it/trump-usa-aziende-riconvertire-produzione-difesa/

Trump arma gli Usa fino ai denti | LA NOTIZIA

Ma quale premio nobel per la Pace, Trump arma gli Usa fino ai denti chiedendo alle aziende automobilistiche di produrre munizioni

LA NOTIZIA

Agenzia Nova: Libia:" Al Wasat", "Flintlock" a Sirte riunisce forze di est e ovest, spinta Usa su unificazione (3)

17 apr 09:33 - (Agenzia Nova) - Secondo il quotidiano, l'iniziativa riflette una strategia piu' ampia degli Stati Uniti volta a rafforzare... (Lit)

Libya: "Al Wasat", "Flintlock" in Sirte unites east and west forces, driven by US push for unification (3)

April 17, 09:33 - (Agenzia Nova) - According to the newspaper, the initiative reflects a broader strategy by the United States aimed at strengthening... (Lit)

#Libya #AlWasat #Flintlock #Sirte #AgenziaNova #theUnitedStates

https://www.agenzianova.com/a/69e1e34f881448.71698115/7286478/2026-04-17/libia-al-wasat-flintlock-a-sirte-riunisce-forze-di-est-e-ovest-spinta-usa-su-unificazione-3

Il Sole 24 ORE - Italia: Meloni partecipa al vertice dei Volenterosi a Parigi per garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz

Si ragiona su un piano di sminamento pronto da mettere in campo, soprattutto se la tregua tra Iran e Stati Uniti sarà prolungata

Meloni participates in the Summit of the Willing in Paris to ensure navigation in the Strait of Hormuz.

We are considering a mine-laying plan ready to be implemented, especially if the truce between Iran and the United States is prolonged.

#Meloni #Paris #theStraitofHormuz #theUnitedStates

https://www.ilsole24ore.com/art/meloni-partecipa-vertice-volenterosi-parigi-garantire-navigazione-stretto-hormuz-AITl8iXC

Meloni al vertice dei Volenterosi per garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz

Si ragiona su un piano di sminamento pronto da mettere in campo, soprattutto se la tregua tra Iran e Stati Uniti sarà prolungata

Il Sole 24 ORE

Agi: Meloni: "L'annuncio della tregua tra Israele e Libano è una notizia eccellente"

AGI - "L’annuncio di un cessate il fuoco tra Libano e Israele è un’eccellente notizia e mi congratulo con i Governi libanese e israeliano per aver raggiunto questo importante risultato grazie alla mediazione degli Stati Uniti". Lo scrive in un messaggio la premier italiana, Giorgia Meloni.
"È ora fondamentale che il cessate il fuoco sia pienamente rispettato. Hezbollah, che ha la responsabilità di aver dato il via a questo conflitto, deve cessare ogni azione contro Israele e rispettare le decisioni assunte dal Governo libanese. Auspico inoltre che il cessate il fuoco possa creare le condizioni per il successo dei negoziati tra Israele e Libano portando ad una pace piena e duratura".
Il contributo dell'Italia e la missione Unifil
"In questo quadro - conclude la nota - l’Italia continuerà a fare la sua parte contribuendo al mantenimento della pace lungo la Linea Blu attraverso il suo contingente militare in Unifil, missione Onu di cui detiene il comando, e a sostenere la sovranità libanese anche attraverso il rafforzamento delle forze armate libanesi".

Meloni: "The announcement of a truce between Israel and Lebanon is excellent news."

AGI - “The announcement of a ceasefire between Lebanon and Israel is excellent news and I congratulate the Lebanese and Israeli governments for achieving this important result thanks to the mediation of the United States.” This was written in a message by Italian Prime Minister Giorgia Meloni.

“It is now crucial that the ceasefire is fully respected. Hezbollah, which has the responsibility of initiating this conflict, must cease all actions against Israel and respect the decisions made by the Lebanese Government. I also hope that the ceasefire can create the conditions for the success of negotiations between Israel and Lebanon, leading to a full and lasting peace.”

The contribution of Italy and the Unifil Mission
“In this context - the note concludes - Italy will continue to play its part by contributing to the maintenance of peace along the Blue Line through its military contingent in Unifil, a UN mission of which it holds command, and by supporting the sovereignty of Lebanon also through the strengthening of the Lebanese armed forces.”

#Meloni #Israel #Lebanon #Lebanese #Israeli #theUnitedStates #Italian #GiorgiaMeloni #Hezbollah #Italy #theUnifilMission #theBlueLine #Unifil

https://www.agi.it/politica/news/2026-04-16/meloni-tregua-libano-israele-36616714/

Today: L'ultima scommessa di Trump: il blocco navale nel Golfo per piegare l'economia iraniana

Il blocco navale dei porti iraniani nel Golfo segna un passaggio importante: da cinetica la guerra degli Stati Uniti all'Iran diventa economica. La misura entrata in vigore lunedì prevede il divieto di transito per tutte le navi che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere dell'Iran...

Trump’s latest bet: a naval blockade in the Gulf to bend the Iranian economy

The naval blockade of Iranian ports in the Gulf marks a significant shift: from kinetic warfare between the United States and Iran, it becomes economic. The measure, which came into effect Monday, includes a ban on transit for all ships entering or exiting Iranian ports and coastal areas…

#Iranian #theUnitedStates

https://www.today.it/mondo/trump-blocco-navale-economia-iran.html

L'ultima scommessa di Trump: il blocco navale nel Golfo per piegare l'economia iraniana

La mossa ha una sua logica visto che buona parte del commercio di Teheran transita attraverso lo Stretto di Hormuz. Ma non...

Today

Il Tempo: Passo indietro dell'Iran su Hormuz? Si apre un nuovo scenario, la tensione è altissima

L'Iran avrebbe proposto e starebbe valutando la possibilità di consentire la libera navigazione delle navi dal lato omanita dello Stretto di Hormuz. La proposta, trapelata nelle ultime ore dalle principali cancellerie internazionali, sarebbe legata a un eventuale accordo più ampio con gli Stati Uniti e rappresenterebbe un primo segnale di de-escalation su uno snodo strategico da cui transita circa il 20 per cento dei flussi globali di petrolio e gas.

Il dossier resta però altamente instabile. Da Teheran, un consigliere della guida suprema, Mohsen Rezaei, ha accusato il presidente statunitense, Donald Trump, di voler "fare il poliziotto" nello Stretto, avvertendo che le navi statunitensi attualmente impiegate nel blocco alle navi potrebbero diventare bersagli in caso di escalation. Oggetto di discussione è stata anche la notizia, riportata dal quotidiano "Financial Times" ma smentita da Pechino, secondo cui l'Iran avrebbe utilizzato mezzi militari cinesi per colpire gli Stati Uniti. Si tratterebbe di un satellite spia, il TEE-01B, che secondo le ricostruzioni sarebbe stato acquistato nel 2024 dalla Forza aerospaziale del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Irgc) per circa 250 milioni di renminbi (36,6 milioni di dollari), dopo il suo lancio nello spazio dalla Cina.

Dall'altro lato, secondo il quotidiano "Washington Post", gli Usa potrebbero invece inviare in Medio Oriente altri 10mila militari - in aggiunta ai 50mila già stanziati nella regione - a ridosso della scadenza del cessate il fuoco di due settimane, che terminerà il prossimo 22 aprile. Oggi il quotidiano "Wall Street Journal" ha anche menzionato la possibilità che l'amministrazione Trump recluti le case automobilistiche e altri produttori statunitensi per affidare loro un ruolo più ampio nella produzione di armamenti, richiamando una pratica utilizzata durante la Seconda guerra mondiale. Alti funzionari della Difesa, secondo il quotidiano statunitense di stampo conservatore, avrebbero discusso della produzione di armi e di altre forniture militari con gli amministratori delegati di diversi gruppi manifatturieri statunitensi, tra cui Mary Barra di Gm e Jim Farley di Ford Motor.

Iran steps back from Hormuz? A new scenario is opening, the tension is extremely high.

Iran has proposed and is considering allowing the free navigation of ships from the Persian Gulf side of the Strait of Hormuz. The proposal, leaked in recent hours by major international embassies, is linked to a possible broader agreement with the United States and would represent a first signal of de-escalation at a strategic chokepoint through which about 20 percent of global oil and gas flows transit.

However, the dossier remains highly unstable. From Tehran, a senior advisor to Supreme Leader, Mohsen Rezaei, has accused US President Donald Trump of wanting to “play policeman” in the Strait, warning that US Navy ships currently deployed in the blockade could become targets in case of escalation. The issue was also the news, reported by the "Financial Times" but denied by Beijing, according to which Iran had used Chinese military means to strike the United States. This would be a spy satellite, the TEE-01B, which, according to reconstructions, was purchased in 2024 by the Aerospace Force of the Islamic Revolutionary Guard Corps (Irgc) for approximately 250 million yuan (36.6 million dollars), after its launch into space by China.

On the other hand, according to the "Washington Post" newspaper, the US could instead send another 10,000 troops to the Middle East – in addition to the 50,000 already stationed in the region – ahead of the expiration of the two-week ceasefire, which will end next April 22nd. Today, the “Wall Street Journal” also mentioned the possibility that the Trump administration could recruit car manufacturers and other US producers to entrust them with a broader role in the production of weapons, recalling a practice used during World War II. High-ranking Defense officials, according to the US conservative-leaning newspaper, had discussed the production of weapons and other military supplies with the CEOs of several US manufacturing groups, including GM’s Mary Barra and Ford Motor’s Jim Farley.

#Hormuz #thePersianGulf #theStraitofHormuz #theUnitedStates #first #about20percent #Tehran #SupremeLeader #MohsenRezaei #DonaldTrump #Strait #USNavy #the"FinancialTimes #Beijing #Chinese #TEE-01B #theAerospaceForceof #China #the"WashingtonPost #theMiddleEast #Trump #WorldWarII #Defense #MaryBarra #FordMotor’s #JimFarley

https://www.iltempo.it/esteri/2026/04/16/news/stretto-hormuz-iran-usa-navigazione-lato-oman-invio-soldati-produzione-armi-47301862/

Hormuz, la mossa dell'Iran: apertura alle navi dal lato dell'Oman. Ma la tensione è altissima

L'Iran avrebbe proposto e starebbe valutando la possibilità di consentire la libera navigazione delle navi dal lato omanita dello Stretto d...