Il Fatto Quotidiano: Referendum, Scarpinato: “Chi sta al governo non si riconosce nella Costituzione, sono gli eredi di chi la voleva svuotare anche con la violenza”
“Da tre anni a questa parte siamo fuori dalla fisiologia della dialettica politica. Oggi non tutti i partiti si riconoscono negli stessi valori costituzionali, nella stessa idea dello Stato, come in fondo succedeva nella Prima Repubblica. Le forze politiche al potere del 2022 non si identificano più nella Costituzione, anzi sono gli eredi culturali di chi la voleva svuotare, anche con la violenza”. Lo ha detto l’ex magistrato e senatore del Movimento 5 stelle, Roberto Scarpinato, intervistato dal direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, nel secondo appuntamento de “La settimana del no” al Caffè letterario di via Ostiense a Roma.
Scarpinato ha analizzato, oltreché dal punto di vista tecnico, anche dal punto di vista storico-politico la riforma della giustizia voluta da Carlo Nordio e dal governo guidato da Giorgia Meloni. Secondo Scarpinato – che ha citato sia Fratelli d’Italia sia Forza Italia come “nemici” della Costituzione, seppur per ragioni diverse – l’Italia “non è la Svizzera, la Danimarca o la Svezia. Noi non siamo un Paese normale, la nostra storia è stata segnata da stragi che non hanno eguali in Europa, da Portella della Ginestra alle stragi del ’92-’93, con mandanti illustri tra i politici. Questo è il Paese che ha portato al vertice dello Stato esponenti della borghesia mafiosa, che dopo la condanna sono stati presentati come vittime della giustizia. Questo è il Paese della corruzione, dello scambio politico-mafioso, dell’abuso d’ufficio e delle clientele. Ecco perché in un Paese così non ci possiamo permettere di abbassare la guardia. La magistratura – con tutti i suoi limiti e difetti – si è dimostrato il più forte anticorpo contro l’alleanza tra potere e crimine, e ha pagato il prezzo con 28 magistrati uccisi dalla mafia, dalla P2 e dalla corruzione. In un Paese così – ha concluso – se approviamo questa riforma, diventiamo Sud America nell’arco di dieci anni”.
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Referendum, Scarpinato: “Whoever is in government doesn’t recognize the Constitution; they are the heirs of those who wanted to empty it out, even with violence.”
For three years now, we have been outside the physiology of political dialectics. Today, not all parties recognize the same constitutional values, the same idea of the State, as happened in the First Republic. The political forces in power in 2022 no longer identify with the Constitution; they are rather the cultural heirs of those who wanted to empty it, even with violence. This was said by former magistrate and senator Roberto Scarpinato, interviewed by the director of il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, in the second appointment of “La settimana del no” at the Caffè letterario di via Ostiense in Rome.
Scarpinato analyzed, besides the technical aspect, also the historical-political aspect of the justice reform proposed by Carlo Nordio and the government led by Giorgia Meloni. According to Scarpinato – who cited both Fratelli d’Italia and Forza Italia as “enemies” of the Constitution, albeit for different reasons – Italy “is not Switzerland, Denmark, or Sweden. We are not a normal country; our history has been marked by massacres that have no equal in Europe, from Portella della Ginestra to the massacres of 1992-93, with illustrious perpetrators among politicians. This is the country that brought to the top of the State figures from the mafia bourgeoisie, who after being convicted were presented as victims of justice. This is the country of corruption, political-mafia exchange, abuse of office, and clientelism. That’s why in a country like ours, we cannot afford to lower our guard. The judiciary – with all its limits and defects – has proven to be the strongest immune system against the alliance between power and crime, and has paid the price with 28 judges killed by the mafia, P2, and corruption. In a country like this – he concluded – if we approve this reform, we will become South America in ten years.”
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